La Regione Toscana premia il programma di residenze promosso dalla Fondazione Museo Montelupo, con la curatela di Christian Caliandro.

Un prestigioso riconoscimento per il progetto dei Cantieri Montelupo che ha caratterizzato e caratterizzerà la programmazione estiva dedicata alla ceramica di Montelupo.

Il progetto, infatti, arriva al 10 posto della graduatoria del bando regionale “Toscana In Contemporanea”, su 98 progetti valutati, 42 dei quali finanziati.

Cantieri Montelupo è il progetto, curato da Christian Caliandro, organizzato e sostenuto dalla Fondazione Museo Montelupo Onlus e dal Comune di Montelupo Fiorentino per la rassegna Cèramica OFF, il programma di residenze, workshop, mostre, performance e visite programmato per l’estate 2022.

Negli ultimi anni la ceramica di Montelupo è stata il mezzo espressivo di laboratori di sperimentazione artistica in molti ambiti: dalla materia prima dell’arte contemporanea sviluppata nel programma Materia Prima, curato da Marco Tonelli, che ha costruito il nucleo del percorso urbano di opere site specific, alle edizioni di Materia Montelupo, About a Vase, Doppio Circuito, Il Colore Interiore, a cura diMatteo Zauli e Ceramica Dolce, il progetto curato da Silvana Annicchiarico, che hanno affrontato il tema del rapporto tra alto artigianato, arte contemporanea e design, mettendo in relazione gli artisti e i designer ospiti con le competenze degli artigiani del territorio per lo sviluppo di opere e collezioni di manifattura.

Il termine “cantieri” scelto anche in questa edizione per designare il programma di residenze artistiche dell’estate 2022 (2-10 luglio; 16-24 luglio; 10-18 settembre) descrive il carattere sperimentale dei processi che esso intende attivare. Gli artisti coinvolti infatti – Elena Bellantoni e Serena Fineschi, e di Elisa Merra, vincitrice della call per artisti under 30.

L’intero progetto si fonda su di un lavoro collettivo, attraverso workshop intensivi, incontri informali, interventi urbani e momenti di restituzione: sono dunque l’esperienza, il dialogo, l’incontro e la partecipazione.

Due le residenze che si sono tenute nel mese di luglio a Montelupo, che hanno visto sia laboratori tematici aperti ai cittadini, sia le produzioni a cura delle artiste ospitate.

Elena Bellantoni ha proposto un intervento artistico che è diventato una sorta di grido di denuncia nei confronti del surriscaldamento del pianeta e della siccità che a Montelupo ha nel torrente Pesa in secca da mesi la sua ferita più evidente e profonda.

Serena Fineschi ha invece proposto un workshop e un percorso di ricerca che ha posto l’attenzione sull’impazienza, istaurando con un legame profondo con le botteghe del territorio.

Entrambi i laboratori hanno visto il coinvolgimento di numerosi cittadini, tanto da essere entrambi “sold out”.

La call per individuare l’artista under 30 ha come vincitrice Elisa Merra classe 1999, nata a Cerignola (Foggia), che vive e lavora attualmente tra Torino e Bologna dove è iscritta al Biennio di Pittura Arti Visive, dopo avere frequentato, tra il 2018 e il 2021, il corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, conseguendone il diploma.

Il progetto, selezionato dalla commissione composta dal direttore della Fondazione, Benedetta Falteri, il curatore Christian Caliandro e le artiste Elena Bellantoni e Serena Fineschi, riguarda la creazione di un’istallazione sonora ispirata al Pozzo dei Lavatoi, lo scavo archeologico urbano da cui è letteralmente riemersa la storia della ceramica di Montelupo. Un lavoro in cui strumenti in ceramica propagheranno suoni ispirati all’acqua, alla natura e alla ceramica. Queste ultime sonorità saranno frutto di un lavoro collettivo realizzato durante le due giornate di workshop.

Per l’assessore alla cultura del comune di Montelupo l’esito del bando “Toscana in contemporanea” premia dunque la capacità progettuale della Fondazione Museo Montelupo e il coraggio dell’amministrazione comunale nell’osare anche percorsi più innovativi.

La ceramica così diventa strumento per avviare un dialogo di più ampio respiro, una riflessione sull’arte e più in generale sulla società.

La formula dei cantieri trae ispirazione dall’antica abitudine di “andare a bottega” per imparare il mestiere e ne amplifica il concetto di trasmissione dei saperi, di scambio e relazione.

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