AL PALAZZO PODESTARILE
DAL 30 NOVEMBRE 2019 AL 26 GENNAIO 2020
LA PERSONALE DI MATTEO CIBIC
PARADISO DREAMS

A cura di Silvana Annicchiarico

L’esposizione presenta oltre 120 opere in ceramica di uno dei più visionari designer italiani della nuova generazione.
Una sezione proporrà una serie di lavori inediti che reinterpreteranno la grande tradizione ceramica di Montelupo, realizzati in collaborazione con il Laboratorio di Ceramiche d’Arte Dolfi di Ivana Antonini.

Dal 30 novembre 2019 al 26 gennaio 2020, Palazzo Podestarile di Montelupo Fiorentino (FI) ospita la personale di Matteo Cibic (1983), la cui carriera testimonia una forte tangenza con la ceramica che l’ha portato a creare diverse collezioni di oggetti iconici, facilmente riconoscibili.
L’esposizione, dal titolo Paradiso Dreams, promossa dalla Fondazione Museo Montelupo, col contributo della Regione Toscana nel programma regionale Toscanaincontemporanea2019, curata da Silvana Annicchiarico, presenta una selezione di opere ceramiche tra quelle più significative e innovative di Matteo Cibic.
“Questa mostra – afferma Silvana Annicchiarico – vuole stimolare un cortocircuito fra la grande tradizione artigianale della ceramica montelupina e l’immaginario onirico, fantastico e surreale di un giovane designer dallo sguardo intimamente contemporaneo com’è Matteo Cibic. Intensificare i rapporti e le relazioni fra linguaggi e tradizioni diverse, fra antico e moderno, fra reale e fantastico, fra funzionale e ludico: credo sia questa la strada più feconda per promuovere oggi l’innovazione e la ricerca nel territorio culturalmente ed economicamente fecondo che sta al crocevia fra arte, artigianato e design.”
Il percorso espositivo è articolato in diverse tappe, ognuna delle quali accoglie un progetto diverso, frutto di una specifica visione, che ha generato ogni volta una differente collezione.
Il cuore dell’esposizione è la sezione Montelupo, una serie di oggetti inediti, realizzati appositamente per questo appuntamento con il Laboratorio Ceramiche d’Arte Dolfi di Ivana Antonini, ceramista tra le più conosciute del territorio, con l’obiettivo di reinterpretare, valorizzare e innovare la grande tradizione montelupina.
La mostra si apre con Animagic, una sorta di bestiario immaginario, popolato da animali fantastici realizzati in ceramica placcata oro 24 carati e prosegue con Dermapoliesis, una serie di piante e di forme organiche in ceramica, conservate sotto campane di vetro capaci di preservarne idealmente l’aspetto per poterle trasmettere ai posteri. Si tratta di prototipi che incarnano un’idea di come potranno essere le piante nel futuro, in grado di generare profumi, cookies, maglieria. Una sorta di utopia del futuro in cui la flora e la fauna autoprodurranno materiali lavorati per soddisfare le diverse necessità degli uomini.
La mostra testimonia inoltre l’estrema ecletticità del designer, attraverso il progetto Luce Naga, delle sinuose luci dorate in ceramica che si ispirano alla tipografia indiana. Il percorso prosegue con la sezione Domsai, dei tamagochi da scrivania costituiti da cactus messi sotto delle campane di vetro soffiato e collocati su gambette in ceramica, per poi sfociare nel mondo fantastico di Vasonaso, una serie di opere che rileggono in chiave ironica la quotidianità, al limite dell’ossessione, di Giorgio Morandi e delle sue nature morte piene di vasi, bottiglie e bicchieri. Il progetto Vasonaso conduce Matteo Cibic a realizzare una collezione di 365 vasi, uno al giorno, ognuno dei quali presenta un’appendice a forma di naso. Come le bottiglie di Morandi, anche i suoi vasi sono accomunati da caratteristiche somatiche o di colore e possono essere raggruppati per ceppi genealogici. “Ogni vaso – ritiene Cibic – nasconde un naso, che lo rende unico, gli dà una personalità definita e diventa lo strumento di relazione con gli altri vasi”.
Si tratta di un vero e proprio viaggio nei sogni surreali e metafisici di Matteo Cibic amplificato dallo scenografico allestimento da lui disegnato.
Il Catalogo edito da All’Insegna del Giglio riunisce per la prima volta tutto il lavoro ceramico di Matteo Cibic attraverso fotografie inedite e numerosi disegni.

Note biografiche
Matteo Cibic (1983) è un designer e direttore creativo italiano, conosciuto per la creazione di oggetti che si caratterizzano per le loro funzioni ibride e per le forme antropomorfe e cariche d’ironia. Lavora sia utilizzando processi industriali, sia a fianco di piccoli artigiani; le sue opere sono prodotte per marchi del lusso, collezionisti e aziende hi-tech.
Ha esposto in musei italiani e internazionali come il Musée Pompidou di Parigi, lo Shanghai Museum of Glass, il Triennale Design Museum di Milano, il Mudac – Museum of Contemporary Design and Applied Arts di Losanna, oltre che in manifestazioni come la Saint Étienne Design Biennale, Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e in gallerie come Rossana Orlandi di Milano, Mint Gallery di Londra, Seeds Gallery di Londra, Secondome Gallery di Roma, Le Mill di Mumbai, Superego di Asti.

Orari:
Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00
Giorni feriali: su appuntamento

Aperture straordinarie:
8 dicembre: 10.00 – 13 e 15.00 – 19.00
24 dicembre: 10.00 – 13.00
25 dicembre: chiuso
26 dicembre: chiuso
27 dicembre (patrono di Montelupo): 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00
31 dicembre: 10.00 – 13.00
1 gennaio 2020: chiuso
6 gennaio 2020: 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00

Ingresso: gratuito

Nell’anno del 500° anniversario della morte di Leonardo Da Vinci, al MMAB viene inaugurata una mostra di arte contemporanea, con opere di Franco Fossi, che ha l’intento di celebrare in chiave contemporanea il genio e la sua opera più famosa: la Gioconda.

ANDREA SALA – ARTISTA

Andrea Sala, artista – Materia Montelupo 2017
Andrea Sala, artista – Materia Montelupo 2017

Nato a Como nel 1976, Andrea Sala divide il suo tempo tra Montreal e Milano, dove si è laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.

Le sue opere hanno guadagnato l’attenzione internazionale e sono state esposte in diverse sedi, tra cui la Biennale di Venezia di Architettura (2004), il MAMCO, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Ginevra (2003), il MACO, Museo d’Arte Contemporanea di Oaxaca (2007), il Kaleidoscope Project Space a Milano (2010), la Maison Rouge a Parigi (2012), il Museo d’Arte di Joliette (2012) e la Fondazione Guido Molinari a Montréal (2012). Le sue opere si trovano nella collezione del MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma, presso la Banca Albertini Syz di Milano e in collezioni private. Alcuni suoi lavori sono stati esposti presso l’ultima Triennale di Milano.

Tra le mostre personali e collettive: MIC, Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, Faenza (2017); Plasma Plastic Modern Art, Milano (2017); Marsèlleria Permanent Exhibition, Milano (2017); Federica Schiavo Gallery, Milano (2017); Padiglione de l’Esprit Nouveau, MAMbo, Bologna (2017); Z2O Sara Zanin Gallery, Roma (2016); Galería Formato Cómodo, Madrid, Spagna (2015); L’Armory Show, New York, USA (2015); Cherry e Martin, Los Angeles, USA (2015); CO2, Torino (2015); stand della Galerie Antoine Ertaskiran, Untitled, Miami Beach, USA (2014); Federica Schiavo Gallery, Roma (2014); Trame, le forme del rame tra arte contemporanea, design, tecnologia e architettura, Triennale di Milano (2014); Galerie Antoine Ertaskiran, Montréal (2013); l’Espace de l’Art Concret, Castello di Mouans, Mouans-Sartoux, Francia (2013); Galleria Luisa Delle Piane, Milano (2013); Art Ginevra, Svizzera (2013); Musée d’Art de Joliette, Joliette, QC, Canada (2012); La Maison Rouge, Parigi, Francia (2012); Art Metropole, Toronto, Canada (2012); Fondazione Guido Molinari, Montreal, Canada (2011); Cura-Commerciale Progetto Road, London Metropolitan University, Lon- dra, UK (2011); Federica Schiavo Gallery, Roma (2011); Museums Quartier Wien, Austria (2011); Kaleidoscope Project Space, Milano (2010); Peep-Hole Annual Benefit, Peep-Hole, Milano (2010); Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano (2010); Le Magasin-Centre National d’Art Contemporain de Grenoble, Francia (2010); Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, Gorizia (2010); Federica Schiavo Gallery, Roma (2010); Moroso Showroom, Salone del Mobile, Milano (2010); Triennale, Milano (2010); Federica Schiavo Gal- lery, Roma (2009); Optica Center for Contemporary Art, Montreal, Canada (2009); CCA, Montréal, Canada (2009); Peep-Hole, Milano (2009); Kunstraum Lakeside, Klagenfurt, Austria (2009); Lambretto Art Project, Milano (2009); Castello Sforzesco, Milano (2009).

 

 

STUDIO D’ARTE DI VERONICA FABOZZO

Veronica Fabozzo – Materia Montelupo 2017
Veronica Fabozzo – Materia Montelupo 2017

L’Azienda ha riscoperto nella tradizione familiare pluriventennale e nella ceramica di Montelupo uno spirito nuovo e fresco di fare ceramica. Gli oggetti sono interamente fatti a mano, curati in ogni dettaglio, dal momento ideativo e progettuale fino alla loro realizzazione, tanto da creare un’armonia che permea tutto il lavoro. Sono lontani dal prodotto industriale in quanto ognuno di questi oggetti è concepito come se fosse un’opera d’arte. La realizzazione segue la tradizione in ogni fase del processo produttivo dalla lavorazione della terra a tornio o a lastre, alla graffiatura e incisione dei decori, alla decorazione. Le nostre creazioni sono oggetti funzionali e decorativi, che rispondono alle attese estetiche e profonde dei consumatori. Sono animate dalla dolcezza di una fantasia dimenticata, da un ambiente a misura d’uomo in cui paesaggio, cultura, storia e saper fare si fondono insieme dando origine a oggetti che durano nel tempo, perché pensati per il tempo.

 Scopri la video intervista!

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo e Foto a cura di Claudio Pascarelli
Ludovica Gioscia, artista – Materia Montelupo 2017
 Ludovica Gioscia, artista – Materia Montelupo 2017

LUDOVICA GIOSCIA – ARTISTA

Nata a Roma nel 1977, Ludovica Gioscia vive e lavora a Londra. Si è laureata con un MFA in Fine Art Media alla Slade School of Art nel 2004 e da allora espone in contesti internazionali. Le mostre personali includono Shapeshifters at MaxMara, Londra a cura di Marina Dacci e The Peacock Stage,t-space, Milano (2017), Neurotic Seduction Astral Production, John Jones Project Space di Londra (2014), Vermilion Glow Bleeds Rust, Riccardo Crespi, Milano (2013), Forecasting Ouroboros, MACRO, Roma (2012), Wild Boys, VITRINE, Londra (2010), Papered Portraits, The Warhol a Pittsburgh a cura di Eric Shiner e Mikado al Siobhan Davies Studios (2009). Nel 2015 Gioscia presenta una speciale installazione semi permanente site-specific al Maraya Art Park, Sharjah e una ulteriore installazione site-specific installation a Darb 1718 come parte di OFF Biennale Cairo. Precedentemente Gioscia ha partecipato a diverse collettive: American Academy a Roma, Analix Forever a Ginevra, The Miro’ Foundation a Barcellona, The Warhol a Pittsburgh, The Flag Art Foundation, Allegra LaViola and Salon 94 a NY, VITRINE, Jerwood Space and South London Gallery a Londra, Edinburgh College of Art, MNAC a Bucharest, Comfort Moderne in Poitiers and FuturDome a Milano.

 

 

 

CERAMICA ARTISTICA BARTOLONI

La produzione delle Ceramiche Bartoloni si ispira, nel rispetto delle forme e dei decori, alle antiche maioliche della tradizione di Montelupo. Ogni creazione, dal più semplice oggetto a quello più importante, porta con sè questa antica filosofia: coniugare gli oggetti da uso con il bello, unire al piacere estetico del gusto rinascimentale toscano. Il patrimonio culturale che lega la fabbrica al suo territorio e gli esperti artigiani che con maestria e passione vi lavorano, hanno permesso uno sviluppo oltre ogni previsione, che colloca l’azienda, seppur di piccole dimensioni, in un’ottica di assoluto prestigio a livello internazionale.

Stefano Bartoloni, Ceramica Artistica Bartoloni – Materia Montelupo 2017
Stefano Bartoloni, Ceramica Artistica Bartoloni – Materia Montelupo 2017
Patrizio Bartoloni, Ceramica Artistica Bartoloni – Materia Montelupo 2017
Patrizio Bartoloni, Ceramica Artistica Bartoloni – Materia Montelupo 2017

 

 
 
Foto a cura di Claudio Pascarelli

 

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Il comune ha pubblicato tre inviti rivolti alle aziende della strada della ceramica, ad artisti e ceramisti italiani e stranieri e a soggetti vari che desiderano proporre idee e progetti per la manifestazione

“AAA Cercasi” è questo il lei motiv del momento per quanto riguarda Cèramica. Il nuovo stile della manifestazione si conferma anche nella modalità con cui viene organizzata.

Tutti coloro che desiderano in qualche modo partecipare, sostenere, fornire idee e proporre iniziative per la manifestazione, possono farlo riponendo ad una chiamata pubblica. Consulta la pagina

Per il direttore artistico, Federica Preto, “ si tratta di una modalità che consente di aprirsi a nuove idee e nuove possibilità; attraverso il coinvolgimento di soggetti che fino ad ora non hanno mai preso parte alla manifestazione”.

Una scelta che consente quindi di ampliare la platea di soggetti con cui la manifestazione dialoga e di aprirsi anche a tematiche inusuali.

È questo il momento di tre distinte chiamate pubbliche.

La prima indirizzata a tutti i ceramisti italiani e non che desiderano prendere parte alla mostra – mercato “Le Forme della Terra”, promossa assieme all’associazione Arte della Ceramica.  Tutti gli interessati devono candidarsi entro e non oltre il 27 aprile .
La mostra – mercato, per cui il direttore artistico ha definito precisi standard di qualità e fornito indicazioni sugli allestimenti, sarà collocata in tutto il centro storico, sfruttando i fondi attualmente inutilizzati.
Accanto ai ceramisti esterni sono stati interessati, ovviamente, gli artigiani locali. Tutte le aziende della Strada della ceramica sono state coinvolte fin dall’inizio e collaboreranno alla realizzazione di una mostra che avrà come tema comune il “Rosso di Montelupo”; nello stesso tempo proporranno laboratori e attività da realizzare nei proprie spazi.

L’idea per Cèramica 2017 è infatti quella di portare i visitatori delle aziende, nei luoghi della ceramica. Anche in questo caso tutte le informazioni sono disponibili sul sito della manifestazione.

Infine è in pubblicazione una chiamata più ampia che si rivolge a tutti i soggetti che hanno idee, progetti di spettacoli e iniziative e che li voglio proporre per la manifestazione. Anche in questo caso tutti i dettagli e il modulo di domanda sono disponibili on line.

Infine, a breve, sarà pubblicato un bando rivolto a tutti coloro che sono interessati a supportare ceramica con sponsorizzazioni di carattere economico e tecnico.

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Finanziato nell’ambito di Toscanaincontemporanea2016

Coinvolte dieci studentesse dell’Accademia delle Belle Arti

 È un cantiere tutto al femminile quello che ha preso ufficialmente il via questa mattina a Montelupo Fiorentino.

Le dieci studentesse dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze per oltre due settimane saranno impegnate in lezioni frontali e laboratori pratici nell’ambito del progetto “Ceramica in Cantiere 2016”, realizzato dalla Fondazione Museo Montelupo con il sostegno della Regione Toscana e in collaborazione con il centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.

La città di Montelupo non è nuova a iniziative di questo tipo, negli anni ha spesso organizzato laboratori, workshop e cantieri d’arte rivolti a giovani artisti e studenti.In tutti i casi, così come per il progetto iniziato oggi, l’obiettivo principale è quello far conoscere la tradizione della ceramica di Montelupo per poi promuovere una contaminazione artistica fra tradizione e innovazione. Sicuramente questa interazione arricchirà i partecipanti, ma anche il nostro territorio e le nostre aziende. Ringrazio tutti i soggetti che hanno contribuito a realizzare il progetto. Ancora una volta siamo riusciti a realizzare un progetto di ampio respiro grazie al  supporto di una pluralità di soggetti  e alla capacità di fare rete –  afferma Paolo Masetti, sindaco di Montelupo.

La tradizione ceramica deve necessariamente dialogare con le nuove tendenze e le idee dei giovani artisti.  In questo modo il Museo della ceramica potrà aspirare ad avere un ruolo nel più ampio progetto di valorizzazione degli itinerari dell’arte contemporanea in Toscana.

Non è un caso che fra il 2015 e la prima metà del 2016 abbia ospitato il progetto Materia Prima con il coinvolgimento di importanti artisti della scena dell’arte contemporanea nella realizzazione di opere site specific, oltre alla mostra storica con opere di Leoncillo, Spagnulo, Mainolfi, Cerone, Ducrot.

A partire da oggi e per circa due settimane, si susseguiranno lezioni teoriche e sperimentali dei tutor Bruno Ceccobelli e Marco Ulivieri, lezioni tecniche a cura di Ce.Ri.Col e visite alle aziende ceramiche locali.

Con il supporto dei tutor le studentesse realizzeranno  opere che verranno poi esposte nelle sale del Palazzo Podestarile.

Oltre alle lezioni con gli artisti Ceccobelli e Ulivieri, le studentesse mercoledì e giovedì avranno modo di realizzare un mini stage con Lucio Perone, uno degli artisti che hanno preso parte al progetto Materia Prima.

Le lezioni teoriche saranno a cura di Marco Tonelli, critico e direttore artistico di Materia.

Il programma del Cantiere

Lunedì 21 novembre 2016 – Avvio del Cantiere

Montelupo Fiorentino, Palazzo Podestarile Via Baccio da Montelupo 45 (ore 10,00)

Ore 10,00 – Saluto del sindaco di Montelupo, Paolo Masetti e del Presidente della Fondazione Museo Montelupo, Luigi Ulivieri

Ore 10,30 – La Storia della Ceramica di Montelupo Fiorentino – di Fausto Berti, responsabile scientifico delle collezioni archeologiche del Comune di Montelupo Fiorentino.

Ore 14,00 – Visita al Centro operativo scavi archeologici del Comune di Montelupo Fiorentino e al Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino.

Martedì 22 novembre 2016

Montelupo Fiorentino, Palazzo Podestarile Via Baccio da Montelupo 45 (ore 10,00)

Ore 10,00 – Marina Vignozzi Pawskoski – Le manifatture della ceramica toscana, tra arte design e impresa.

Ore 14,00 – Giovanni Baldi, direttore del Centro Ricerche Ce. Ri. Col Colorobbia – le applicazioni nanotecnologiche e le principali ricerche dei laboratori Colorobbia per la ceramica.

Mercoledì 23 novembre 2016

Montelupo Fiorentino, Palazzo Podestarile Via Baccio da Montelupo 45 (ore 10,00)

Ore 10,00 – Lezione di Marco Tonelli, direttore artistico del progetto

Ore 14.00 -18,00 – Stage con Lucio Perone

Giovedì 24 novembre 2016

Montelupo Fiorentino, Palazzo Podestarile Via Baccio da Montelupo 45 (ore 10,00)

Ore 10,00 – 18.00 – Stage con Lucio Perone

Venerdì 25 novembre 2016

Montelupo Fiorentino, Palazzo Podestarile Via Baccio da Montelupo 45 (ore 10,00)

Ore 10,00 – 18.00 – Cantiere con Bruno Ceccobelli

da Lunedì 28 novembre a giovedì 1 dicembre 2016

Montelupo Fiorentino, Palazzo Podestarile Via Baccio da Montelupo 45 (ore 10,00)

Ore 10,00 – 18.00 – Cantiere con Marco Ulivieri

Giovedì 2 dicembre 2016

Montelupo Fiorentino, Palazzo Podestarile Via Baccio da Montelupo 45 (ore 10,00)

Ore 10,00 – 18.00 – Cantiere con Bruno Ceccobelli

Alle ore 14,00 è prevista la presentazione del catalogo della Mostra “La Ceramica prende forma” .[/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

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Inaugurata questa mattina, sabato 12 novembre, l’esposizione “La ceramica prende forma”, sarà aperta fino all’8 gennaio 2017.

Inaugurate anche le due personali degli artisti Marco Ulivieri e Bruno Ceccobelli

Da oggi prende, inoltre, avvio il cantiere d’arte contemporanea promosso assieme all’Accademia delle Belle Arti e che vede il coinvolgimento di 10 artisti under 35

L’intero progetto è stato realizzato grazie anche al sostegno della Regione nell’ambito di Toscanaincontemporanea2016  e vede il partenariato con il Centro Pecci.

Il palazzo podestarile di Montelupo Fiorentino torna ad ospitare l’arte contemporanea e lo fa da un lato proponendo una collettiva di artisti del Novecento che si sono rapportati in maniera innovativa con il materiale ceramico e dall’altro proponendo due personali di artisti che con stili e linguaggi diversi indagano la loro relazione con la ceramica.

L’esposizione a ingresso gratuito è visitabile nei seguenti orari:

Sabato e domenica: 10.00 – 19.00
8, 9, 23, 30 dicembre: 10.00 – 19.00

24 e 31 dicembre: 10.00 – 14.00

Chiuso il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio

Apertura su prenotazione nei giorni non indicati

Per informazioni: 0571/51987; info@museomontelupo.it

Indicazioni per raggiungere il Palazzo Podestarile

L’edificio si trova in pieno centro storico a Montelupo Fiorentino, a pochi passi dalla stazione ferroviaria che collega Montelupo con Firenze (15 minuti) e Pisa (45 minuti circa)
Per chi arriva in macchina l’uscita consigliata della superstrada Firenze – Pisa – Livorno è Montelupo Fiorentino. Si consiglia di parcheggiare o in piazza Vittorio Veneto o nel parcheggio sotterraneo di Piazza dell’Unione Europea.[/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

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In occasione della collettiva “La Ceramica prende forma” a Montelupo Fiorentino sono esposte opere dell’artista Salvatore Fancello.

Salvatore Fancello (Dorgali 1916 – Bregu Rapit, fronte greco – albanese 1941), penultimo di dodici figli di una
famiglia poverissima, dopo un apprendistato sardo vinse a quattordici anni una borsa di studio per proseguire la formazione all’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza dove conseguì nel 1936 il diploma di Maestro d’Arte per la sezione ceramica.

Le figure di maggior peso sulla sua formazione, oltre ad Arturo Martini e Marino Marini, i ceramisti Zimelli, Posern e Ferraresso, furono l’architetto Giuseppe Pagano e Edoardo Persico, chiamati a Monza per lezioni di storia dell’arte e critica il primo, di grafica il secondo.

Grazie a Persico Fancello prese coscienza del valore artistico e non artigianale delle ceramiche di soggetto animale che realizza va, un bestiario dal linguaggio singolare, di svagata e ironica eleganza, dichiaratamente estraneo ai princìpi di Novecento. Di pari valore la produzione disegnativa. Tramite Pagano ebbe accesso all’ambiente degli architetti razionalisti milanesi, una certa visibilità sulle pagine di Domus, conobbe Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi.

Nel laboratorio padovano di Virgilio Ferraresso lavorò sperimentando terre autarchiche.

Espose con l’ISIA di Monza alla VI Triennale di Milano nel 1936 vincendo il Granpremio con le formelle dei Segni zodiacali. Attraverso Raffaele Carrieri conobbe l’aeroceramista Tullio d’Albisola.

Nella bottega Mazzotti di Albisola lavorò nel 1936 sperimentando con grés in direzione espressionista e dal 1938 accanto a Lucio Fontana, giungendo in parallelo a minare la solidità scultorea di volume e materia dei suoi animali nel momento in cui la ricerca plastica su forme spazio e colore diveniva per lui protagonista.

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In occasione della collettiva “La Ceramica prende forma” a Montelupo Fiorentino sono esposte opere dell’autore Lucio Fontana

 

Le idee non si rifiutano, germinano nella società, poi pensatori e artisti le esprimono.

 

Lucio Fontana (Rosario di Santa Fe, Argentina, 1899 – Comabbio, Varese, 1968), nato da genitori di origine italiana, il padre Luigi scultore, la madre attrice di teatro, viene inviato in Italia per gli studi presso lo zio a Castiglione Olona frequentando scuole tecniche. L’apprendistato artistico inizia col rientro del padre in Italia. Fontana si arruola volontario nella prima Guerra mondiale ed è ferito sul Carso. Consegue il diploma di perito edile. Nel 1921 rientra a Rosario di Santa Fè per dedicarsi alla scultura come ricerca, dal 1924, aprendo uno studio. Vince concorsi pubblici ricevendo commissioni importanti.

Nel 1927 torna a Milano, si iscrive al corso di scultura di Adolfo Wildt e alla Scuola del marmo dell’Accademia di Belle Arti di Brera; si diploma nel 1929. Nel 1930 partecipa alla XVII Biennale di Venezia e tiene la sua prima personale organizzata da Edoardo Persico alla Galleria del Milione a Milano esponendo un’opera di profonda rottura: Uomo nero con cui inizia il tema della figura ridotta a sagoma, che con disegni e tavolette graffite apre una fase di sperimentazione che conduce a sculture astratte prossime all’area dell’astrattismo lombardo e al gruppo parigino Abstraction-Création.

Dal 1935 al 1939 si dedica alla ceramica lavorando da Giuseppe Mazzotti ad Albisola imprimendo alla terra una dinamica tellurica e liberando la forma grazie all’uso di colori dai riflessi metallici. Nel 1936 il Salone della Vittoria alla VI Triennale, apre a opere aperte nell’ambiente. Nel 1940 rientra in l’Argentina per il concorso per il Monumento Nacional a la Bandera, da erigersi a Rosario. Coevo è un un gruppo di disegni in cui compare il termine Concetto Spaziale. Del novembre 1946 è il Manifiesto Blanco. Nel ‘47 rientra a Milano; riprende il lavoro di ceramista; nasce in dicembre il primo Manifesto dello Spazialismo. Negli ulteriori Manifesti ribadisce l’esigenza di superare l’arte del passato e di produrre nuove forme d’arte utilizzando nuovi mezzi resi disponibili dalla tecnica.

Del 1949 è l’Ambiente spaziale a luce nera alla galleria del Naviglio. Avvia il ciclo dei “Buchi”. Come ceramista espone alla mostra Twentieth-Century Italian Art, al MoMA di New York. Personale nel 1950 alla XXV Biennale di Venezia. Partecipa al concorso per la V porta del Duomo di Milano. Dagli anni Sessanta realizza opere su tela attraversate da buchi o lacerazioni, rievocazioni di Venezia esposte alla prima personale statunitense alla Martha Jackson Gallery di New York nel 1961. Ispirate alla metropoli newyorkese sono i “Metalli”, lamiere specchianti squarciate. Si moltiplicano le personali, a Milano, Venezia, Tokyo, Londra, Bruxelles. Del 1963-1964 sono le tele ovali dal titolo “Fine di Dio” (1963-1964) con buchi e lacerazioni, esposte alla Galleria dell’Ariete a Milano e alla Iris Clert di Parigi. Del 1964-1966 sono i “Teatrini” in legno laccato a colori.

Del 1966 sono personali al Walker Art Center di Minneapolis, alla Marlborough Gallery di New York e alla Galerie Alexander Jolas di Parigi; la sala alla XXXIII Biennale di Venezia in collaborazione con l’architetto Carlo Scarpa vale il gran premio della Biennale. Del 1967 sono le “Ellissi” monocromatiche, attraversate da buchi eseguiti a macchina. All’inizio del 1968 Fontana lascia il suo studio milanese di Corso Monforte per trasferirsi a Comabbio presso Varese. È considerato tra i massimi protagonisti dell’avanguardia artistica mondiale del XX secolo, artista di riferimento per il livello della ricerca e la straordinaria e poetica qualità di risultati.

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Materia Prima 2016 – Il Punto

Con “Materia Prima 2016” si è scritta, a Montelupo, un’importante pagina di innovazione nel mondo artistico della ceramica .

Lungo le Strade della Ceramica tra storia e artigianato, da oggi si può incontrare anche l’evoluzione di questo incredibile materiale che accompagna da secoli il patrimonio montelupino.

Con Materia Prima si è attuato un progetto senza eguali finora in zona. Artisti di calibro internazionale, esperti del mondo della ceramica si sono messi a disposizione, dati dei precisi luoghi della città, per ideare opere d’arte uniche, pensate appositamente per luoghi della città e realizzate in stretta collaborazione con le aziende ceramiche della zona.

Un connubio ineguagliabile tra arte e artigianato, tra tradizione e innovazione tra cultura internazionale e cultura popolare; dicotomie incredibili che hanno dato vita a opere site specific dislocate su tutto il territorio cittadino.

Il progetto Materia Prima 2016 segna il primo importante passo verso un percorso di fruibilità dell’arte, verso la bellezza e la valorizzazione del territorio.

Le sculture in ceramica realizzate durante la rassegna e presenti in città (consulta la mappa) sono le seguenti.

Kesvezeke” realizzazione di Gianni Asdrubali composta da pannelli ricoperti di piastrelle in gres porcellanato e dipinte con colori da maiolica, installati sul muro di argine del fiume Pesa in corrispondenza di Ponte di via Raffaello Caverni.

Bertozzi & Casoni che hanno ideato un grande vaso di terra cotta con una scultura superiore a forma di nido, apposta nel giardino del Palazzo Podestarile.

Amorphe di Loris Cecchini, una scultura modellata a mano con trattamento superficiale bioattivo permanente, in cui nanoparticelle agiscono sulla depurazione dell’aria circostante tramite ionizzazione, collocata in piazza G.Centi.

Ugo La Pietra intitola la sua opera “Segnali-la tradizione rinnovata”, composta da sei stele in ceramica terracotta e maiolica decorata su argilla galestro. Le stele si possono ammirare all’ingresso esterno del Museo della Ceramica in piazza Vittorio Veneto.

Hidetoshi Nagasawa. Più che una scultura, la sua è una costruzione edilizia rettangolare rivestita di frammenti di ceramica terracotta e calce. Il cappello superiore è di piombo e ogni angolo è circondato da cinque alberi. L’opera non è solo visitabile, ma è anche “vivibile” ed è ubicata in piazza VIII Marzo ’44.

Lucio Perone dà una personale raffigurazione dell’origine della storia di Montelupo; propone, infatti, una scultura rappresentante una figura umana, in blocco unico, inginocchiata, a dimensioni reali accompagnata da frammenti di ceramica smaltata posti sul Pozzo dei Lavatoi presso lo scavo archeologico di Via Giuseppe Tassinari.

Fabrizio Plessi con la sua “Materia Prima” propone un’opera composta da trenta monitor televisivi in terracotta. Utilizza ceramica terracotta invecchiata a freddo su argilla galestro. Per la prima volta Plessi realizza un’installazione priva di elettricità, pur mantenendo il suo fil rouge che vede monitor, televisioni, neon, videocamere tipici di tutte le due opere.

Oltre alla creazione di sculture site specific che permangono a Montelupo e che  possono essere ammirate e vissute in città, il progetto Materia Prima 2016 ha visto anche il compimento delle Project Room. Montelupo ha il primato italiano per aver raccolto il lavoro di quattro giovani artisti selezionati dalle più importanti residenze d’artista per la ceramica contemporanea. Nello specifico hanno partecipato il Museo Carlo Zauli di Faenza; “Give out your best in ceramic” di Abissola(SV), Nuove//Residency di Nuove di Bassano (VI) e Coefficiente H di Sticciano (GR).

Materia Prima 2016 ha visto anche l’allestimento di una mostra presso i locali del Palazzo Podestarile relativa ad opere di arte contemporanea realizzate in ceramica . La mostra è stata curata da Marco Tonelli. Le sculture che sono state poste in esposizione hanno la firma di Leonardo Leoncillo, Giuseppe Spagnulo, Luigi Mainolfi, Giacinto Cerone, Giuseppe Ducrot. Tutti ceramisti di fama internazionale.

Arte, Creatività e Innovazione sono le parole chiave che caratterizzano il mood culturale di Montelupo  in questi ultimi anni. Il Progetto Materia Prima 2016 si è concluso lasciando importanti opere in città e portando con sè una scia di grandi eventi che saranno realizzati nel prossimo futuro per mantener viva l’arte della ceramica e incrementare il valore culturale di Montelupo e delle Strade della Ceramica,  percorso unico tra tradizione e innovazione.

Per informazioni  e per ricevere il catalogo del progetto Materia Prima 2016 contattare il museo a info@museomontelupo.it oppure Tel.+39 057151352