Nell’anno del 500° anniversario della morte di Leonardo Da Vinci, al MMAB viene inaugurata una mostra di arte contemporanea, con opere di Franco Fossi, che ha l’intento di celebrare in chiave contemporanea il genio e la sua opera più famosa: la Gioconda.

16 Marzo – 28 Luglio 2019
16 March – 28 July 2019

Palazzo Podestarile e Museo della Ceramica 

L’esposizione, dal titolo Di Tutti i Colori, presenta oltre 160 opere ceramiche prodotte a Montelupo, dal 1200 a oggi. 

La rassegna, arricchita di interventi multimediali e materiali d’archivio, offre inoltre un’esplorazione sulle manifatture tra l’800 e il ‘900 che hanno scritto la storia del design ceramico.

Montelupo Fiorentino (FI) celebra la ceramica e i suoi inconfondibili colori, eccellenza del territorio fiorentino conosciuta in tutto il mondo, con una mostra in programma dal 16 marzo al 28 luglio 2019 al Palazzo Podestarile e al Museo della Ceramica. 

La fama della ceramica montelupina conobbe il suo apice in epoca medicea, fra l’Umanesimo e il Rinascimento, quando i manufatti creati dai maestri della cosiddetta “Fabbrica di Firenze” divennero un vero status symbol per le famiglie nobili toscane. In occasione dei matrimoni fra i giovani delle più importanti casate, infatti, venivano ordinati interi servizi costituiti da centinaia di pezzi dipinti con gli stemmi araldici dei committenti.

L’esposizione, dal titolo Di tutti i colori, promossa dalla Fondazione Museo Montelupo, curata da Alessandro Mandolesi, direttore scientifico del Sistema Museale di Montelupo Fiorentino, e Marina Vignozzi Paszkowski, curatrice del Museo Artistico Industriale Bitossi, presenta oltre 160 opere ceramiche, in grado di delineare una inedita e articolata rassegna dedicata ai colori e alle narrazioni ispirate alle ceramiche della “Fabbrica di Firenze”, dalle sue origini (XIII secolo) fino a oggi.

L’esposizione, arricchita da interventi multimediali, propone anche un’indagine sulle manifatture sviluppatesi tra l’800 e il ‘900 e su quelle più significative che hanno segnato la storia del design ceramico, legate a importanti famiglie quali Fanciullacci, Bitossi, Mancioli e altre.

La caratteristica che ha decretato nei secoli il successo della ceramica di Montelupo presso le grandi famiglie fiorentine e le maggiori istituzioni cittadine, ruota attorno alla cifra del colore, ovvero alla sapiente ricerca cromatica che ha reso unica questa esperienza manifatturiera.

A differenza di altri capoluoghi ceramici italiani, dove si sperimentano diverse versioni iconografiche, la “Fabbrica di Firenze” si cimenta in originali composizioni e soluzioni tecnologiche, sostenute dalle conquiste della grande arte fiorentina, basate su una continua e raffinata ricerca figurativa vivacizzata da un scelta cromatica senza confronti.

“Il colore – afferma Alessandro Mandolesi – diventa nella mostra un’importante chiave di lettura della ceramica montelupina, rappresentata da una selezione di opere esposte al Palazzo Podestarile – costruita con prestiti da importanti collezioni pubbliche e private – concepita come un’anticipazione del percorso di approfondimento allestito nel vicino Museo della Ceramica. Anche qui è stato approntato un percorso tematico che propone una serie di “racconti di ceramica” legati ai soggetti dipinti sulle superfici smaltate, trasformati in elementi “parlanti” per rivelare fatti, curiosità e significati sociali dell’epoca. L’osmosi fra oggetti di “colore” e oggetti di “narrazione” offre una panoramica più intuitiva e coinvolgente sulle produzioni del passato, giocata sia sul registro comunicativo che emotivo, grazie anche ad alcuni interventi tecnologici”.

Il percorso espositivo si apre con la sezione che ricostruisce la lunga vicenda della ceramica di Montelupo attraverso il diverso utilizzo dei colori nelle varie epoche.

Si va dal verde-bruno tardo-medievale(dagli ossidi ramina-manganese) all’azzurro-blu dell’Umanesimo (ossido di cobalto), dal giallo-oro del tardo Quattrocento all’impareggiabile e misterioso “rosso di Montelupo” del Rinascimento maturo.

Una summa di tonalità che si consolida in una tradizione cromatica unica e che trova, nel Seicento, una divertente e originale manifestazione negli “arlecchini”, ossia dei piatti fatti di vivaci colori sui quali venivano dipinti personaggi del tempo rivisitati con tono caricaturale, espressione ironica della cultura popolare dell’epoca.

Viene inoltre analizzata la ricca presenza di racconti, di simboli e di curiosità che le raffigurazioni ceramiche hanno tramandato. Tra questi, ad esempio, il bel boccale dal Museo del Bargello di Firenze con lo stemma delle famiglie Medici e Salviati, il cui emblema è compreso all’interno di un grande anello diamantato, probabilmente a celebrare il matrimonio fra il condottiero Giovanni delle Bande Nere e Maria Salviati, nipote del papa mediceo Leone X, avvenuto nel 1516, dalla cui unione – oltre a garantire la continuità della stirpe medicea – nascerà Cosimo I, futuro Granduca di Toscana.

La seconda sezione si focalizza sulla rappresentazione dello stile e del gusto fiorentino nella ceramica dell’Otto e Novecento.

Il racconto s’inserisce nella storia della società toscana moderna, con oggetti affiancati da immagini, proiezioni multimediali e suoni, capaci di esaltare i temi salienti del percorso produttivo, a metà tra tradizione e innovazione, oltre al significativo contributo artistico e commerciale, fatto in primo luogo di idee e di manufatti, che la produzione ceramica di Montelupo ha offerto sino ai giorni nostri.

Fra i temi affrontati spiccano la rinascita della ceramica attraverso l’attività di Raffaello Fanciullacci e il recupero della tradizione storica; le nuove tendenze declinate nelle principali manifatture novecentesche (Bitossi, Corradini, Corti, Gianni ecc.) e la produzione di maiolica artistica (raffaellesca, robbiani, istoriato) rappresentata anche da bozzetti e disegni; la ricostruzione e gli sviluppi commerciali attraverso produzioni di ceramica artistica e design; i filoni stilistici della ceramica in stile moderno degli anni cinquanta e le ceramiche di serie degli anni ‘60-’70; le immagini di colore e le linee di straordinaria creatività che hanno caratterizzato gli anni ’80, quelli del design “pop”, del post-modernismo in cui si andava cercando un mercato d’élite.

 

DI TUTTI I COLORI 

Racconti di ceramica a Montelupo,
dalla “fabbrica” di Firenze
all’industria e al design

Montelupo Fiorentino (FI),

Palazzo Podestarile (via Baccio da Montelupo, 45) e Museo della Ceramica (piazza Vittorio Veneto, 10)

16 marzo – 28 luglio, 2019
16 March – 28 July, 2019

Orario mostra | Opening hours
Sabato – Domenica 10:00 – 19:00
Saturday – Sunday 10:00am –  7:00pm

Dal lunedì al venerdì su prenotazione (con un giorno di preavviso)
From tuesday to friday by reservation 

Biglietti | Tickets
Intero  Regular 5,00 €
Ridotto Reduced 4,00 € \ 3,00 €

Il biglietto include il Museo della Ceramica e la mostra al Palazzo Podestarile
The ticket includes the Ceramic Museum and the exhibition at the Palazzo Podestarile

 

Informazioni:

Tel. 0571.51352
info@museomontelupo.it
www.museomontelupo.it
Disponibile il catalogo

 

Il 2019 si tinge DI TUTTI I COLORI!

Due percorsi e 120 opere che racconteranno IX secoli di ceramica attraverso un unico filo conduttore: il colore.
Dal verde – bruno tardo medievale al misterioso “rosso di Montelupo” del Rinascimento maturo; dalle manifatture che tra ‘800 e ‘900 hanno segnato la storia del design ceramico nel mondo fino ai giorni nostri. Di seguito l’agenda relativa ai prossimi appuntamenti legati alla mostra.­

MARTEDÌ 5 MARZO ore 12:00

Conferenza stampa istituzionale della mostra “DI TUTTI I COLORI – Racconti di ceramica a Montelupo, dalla fabbrica di Firenze all’industria e al design” presso la sede del Consiglio Regionale della Toscana, via Cavour 4 Firenze (Sala del Gonfalone).

MERCOLEDÌ 13 MARZO ore 14:00

Press Tour organizzato dall’ufficio stampa CLP per la preview della mostra.

SABATO 16 MARZO ore 18:30

Opening ufficiale “DI TUTTI I COLORI” al Palazzo Podestarile.

 

SCOPRI LA MOSTRA!

Esposizione in contemporanea da Novembre a Febbraio di Adrian Paci “Di queste luci si servirà la notte” a Firenze – Montelupo Fiorentino e Pelago

La Fornace Cioni Alderighi, un ambiente antico e suggestivo, accoglie la video installazione The Encounter (2011) .

Dal 18 novembre 2017 all’ 11 febbraio 2018

Orari di apertura alla Fornace Cioni Alderighi: 10:00/13:00 – 15:00/19:00

 

Editoria Popolare e Arte Contemporanea

A cura di Filarete art studio e Outarte
Intervento critico di Lorenzo Poggi

30 settembre – 27 ottobre 2017

MMAB, museo della ceramica, biblioteca e archivio storico di Montelupo Fiorentino.
Piazza Vittorio Veneto 10 – 11
50056 MONTELUPO FIORENTINO (FI)

Inaugurazione: 30 settembre 2017 ore 15.00

L’editoria popolare è protagonista di un evento che si terrà al MMAB e ha il pregio di costruire un percorso che collega l’attività bibliotecaria con quella espositiva del museo della ceramica.

L’iniziativa è articolata principalmente su due temi, o mondi.
L’editoria popolare dal dopoguerra fino agli anni settanta. Un’esposizione dei libri delle collane universali economiche popolari del Novecento che sarà collegata ad una mostra di artisti contemporanei che interpreteranno “il libro della loro vita”.
In biblioteca saranno esposti i libri, collana per collana; mentre nelle stanze superiori del museo, ogni artista esprimerà la propria poetica usando l’intero spazio di una stanza, insieme pezzi museali della collezione montelupina.
Un viaggio culturale tra una certa editoria che è stata un pilastro per la diffusione della conoscenza novecentesca e attuale, e l’arte di oggi che attraverso la sensibilità, il linguaggio e il “sentire” contemporaneo, interpreta il libro che ogni artista in mostra sceglierà tra quelli che nella sua vita hanno “segnato” il proprio fare artistico.

ARTISTI e libri:

Frank Dituri (Vive e lavora tra l’Italia e New York). Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo includendo mostre personali alla Biennale di Venezia; Pushkin Museum collezione, Moscow; al Palazzo delle Esposizioni di Roma; Galerie Seine 51, Paris; Sirius Gallery, Tokyo; MOMA Moscow; e con il programma LTA Guggenheim Museum in New York. Ha pubblicato in numerosi quotidiani e riviste di prestigio quali New YorkTimes, Harpers Magazine, Zoom Magazine, La Repubblica e il Corriere Della Sera.

Henry David Thoreau, “Walden and Civil Disobedience”, Borders Classics by special arrangement with Ann Arbor Media Group, LLC, 2006

Paolo Maione (S.Giovanni D’Asso, 1965; vive e lavora a Reggello, FI). Scultore. Realizza opere d’arte contemporanea in maiolica, sculture in ceramica; importante la sua collaborazione con la Galleria Gian Enzo Sperone di New York. La sua poetica si esprime attraverso una visione ironica e fantastica, realizzando creature bizzarre, spesso antropomorfe, che formano urgenze visive, come le definisce lo stesso artista.

Dino Buzzati, “La boutique del mistero”, (il racconto: Il cane che ha visto Dio), Oscar Mondadori, Milano, 1991.

Mauro Manetti (San Miniato, 1960; vive e lavora a Empoli). Scultore e pittore. Intorno alla metà degli anni novanta espone in più occasioni alla Galleria Continua di San Gimignano. Negli anni successivi la sua ricerca artistica si configura definitivamente indagando il rapporto tra arte e natura, anche attraverso il recupero di iconografie classiche. Ultimamente ha tenuto mostre in Russia, Giappone e Stati Uniti.

Jorge Luis Borges, “Finzioni”, Einaudi, Collana Nuovi Coralli, Torino, 1984.

Janet Mullarney (Dublino; vive e lavora fra Italia e l’Irlanda). Ha scelto la scultura e l’installazione come mezzo di espressione artistica. Ha esposto in numerosi musei in America, Canada, Cina, Mexico, Inghilterra, e Irlanda. In Italia ha esposto a Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno; Museo della Grafica, Pisa; Villa Romana, Firenze; Patrizia Pepe, Prato; Palazzo Mediceo di Seravezza; Palazzo delle Papesse, Siena e presso l’Istituto Francese a Firenze.

Franz Kafka, “Metamorphis”, CreateSpace Independent Publishing Platform, 2016.

Claudio Parrini (Vinci FI, 1963; vive e lavora a Vinci e Milano). Pittore e produttore. Inizia a dipingere all’età di quattordici anni guardando alle opere di artisti del Novecento come: Carrà, Lilloni, Tomea, Rosai, Omiccioli, riprodotte nell’Enciclopedia Motta. Si occupa di net art e arte comunitaria con StranoNetwork e Dada, e poi insieme ad altri gruppi (1993-2002). Si è sempre interessato all’arte popolaresca, pittura minore e outsider-art.

Anton Cechov, “Reparto N. 6”, Einaudi, Collana Centopagine, Torino, 1972.

Gianluca Sgherri (Fucecchio, 1962, FI; vive e lavora a Santa Croce sull’Arno ). Si è diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha iniziato ad esporre presso la Galleria Margiacchi di Arezzo nel 1990 partecipando ad importanti mostre collettive in Italia e all’estero. Trasferitosi a Milano, dal 1995 ha collaborato con lo Studio d’Arte Cannaviello fino al 2012. Ha tenuto mostre personali alla galleria l’Attico di Roma, In-Arco a Torino

William Carlos Williams, “Nelle vene dell’America”, Collana gli Adelphi, Adelphi, Milano, 2015.

Certi libri: dibattito sull’Editoria Popolare
LCUPEN (Libri delle Collane Universali Popolari Economiche del Novecento) si occupa in particolare di libri appartenenti alle collane popolari universali ed economiche del ‘900, pubblicazioni che hanno traghettato buona parte della cultura italiana nel secolo scorso. Per esempio le collane della Rizzoli, BUR grigia; Laterza, UL; Einaudi, PBE e NUE; Feltrinelli UE, e altre ancora… in sostanza i libri che hanno fatto e fanno felici gli autodidatti! Poi tutta la manualistica “operativa”, la poesia e la filosofia. Saranno esposti dei libri delle suddette ed altre collane popolari, scelta a cura di Claudio Parrini e Massimo Alderighi direttore della biblioteca.

Il 30 settembre alle ore 15.00 sul tema si terrà una tavola rotonda che analizzerà l’impatto dell’editoria popolare da diversi punti di vista

  • Filosofia e i libri tascabili – Ubaldo Fadini docente di Filosofia Morale all’Università di Firenze;
  • Letteratura popolare e consumo – Carlo Bordoni, sociologo;
  • Le copertine del libro popolare – Francesco Galluzzi docente all’Accademia di Belle Arti di Carrara e Claudio Parrini artista;
  • La produzione editoriale e i vari versanti dell’Editora Popolare – Marzio Zanantoni direttore della casa editrice Unicopli e autore del libro su Albe Steiner;
  • La storia del libro popolare e il collezionismo librario – Oliviero Diliberto docente di Diritto Romano all’Università di Roma.

Inoltre, la sezione di “apparati” si compone da una sezione di materiali dedicati all’Editoria Popolare compresa una “dimostrazione” attraverso un’esposizione di progetti e di come si realizza un catalogo-libro d’arte da parte del grafico Mauro Pispoli (che recentemente ha realizzato il catalogo su Piero Manzoni per la Fondazione a lui intitolata).

info: biblioteca@comune.montelupo-fiorentino.fi.it
Telefono – 0571/917552

16 settembre – 11 novembre
Palazzo Podestarile e fornace Cioni Alderighi – via Baccio da Montelupo 45, Montelupo Fiorentino

Inaugurazione sabato 16 settembre ore 18.00

La fine dell’estate a Montelupo Fiorentino è segnata dall’inizio di un’interessante stagione espositiva che prevede da settembre a dicembre un ricco calendario di eventi.

Il primo appuntamento sarà il 16 settembre presso il Palazzo Podestarile e nell’attigua Fornace Cioni Alderighi, con l’inaugurazione della mostra Presenti Silenti.

Fino all’11 novembre sarà possibile ammirare le opere di tre artiste, di cultura e generazioni diverse. Presenti silenti si configura come un affascinante viaggio dell’arte dedicata al femminile.
Espongono: Elena Bianchini, Agnese Parronchi e Josephine Zāyāl.

Il curatore, Claudio Giorgetti, ha individuato tre artiste con una storia e una formazione diverse fra loro, tre interpreti dell’arte al femminile, tre rappresentanti di differenti stagioni culturali e anche della vita. A simboleggiare tale articolazione, la mostra è stata declinata in tre sezioni: estate, autunno ed inverno.

Ciascuna delle artiste coinvolte ha effettuato un sopralluogo nello spazio assegnato, per poi realizzare appositamente le opere che saranno esposte presso il Palazzo Podestarile e la Fornace Cioni Alderighi.

 

ELENA BIANCHINI

Bisogna avere un caos dentro per generare una stella danzante. Friederich Nietzsche

Elena Bianchini nasce a Lucca nel 1935. Si diploma all’Istituto d’Arte “Augusto Passaglia”. Frequenta poi a Firenze la Scuola di Grafica e Pubblicità “Leonetto Cappiello”.
Dagli anni ’60 agli anni’ 80, compatibilmente con gli impegni familiari, si dedica alla pittura e successivamente anche alla scultura con opere in terracotta e bronzo. Tra le mostre si segnalano: Sala d’Arte Ass.ne Commercianti Lucca Palazzo Ducale – Il Magazzino del Sale Viareggio (1978) – Galleria d’Arte Spinetti2 Firenze (1979) – Spazio Pisanello Fondazione Toniolo Verona (2000) – Sala delle Grasce Centro Culturale Luigi Russo Pietrasanta (2002) –Prima Biennale d’Arte Fregene (2002) – Chiostro di S. Agostino Pietrasanta (2002) – Prima Biennale d’Arte Fregene (2002) – Chiostro di S. Agostino Pietrasanta (2002) – Kwai Fung Hin Art , Kowoloon- Hong Kong (2003) – Fondazione ARKAD Seravezza (2003). Partecipa a mostre collettive tra le quali: Arte a Villa Castel Barco Vaprio D’Adda Milano (2004) – Arte e Città X^ En.ne San Giovanni in Persiceto Bologna (2005) – Percorsi Paralleli Palazzo Mediceo Seravezza (2006) – Sentire il Sacro Palazzo Pretorio Vicopisano -Pi- (2008-2009) L’Albero di Jesse Castello di Villa Smilea- Montale – Pistoia (2014) – Linea D’ombra Casa Natale di Leonardo da Vinci – Anchiano- Vinci (2016).
Tra i molti storici e critici d’arte che si sono occupati del suo lavoro si segnalano gli importanti interventi di: Valerio Meattini Docente di Filosofia Teoretica Università di Bari ed attualmente curatore e consulente artistico Dell’Istituto Culturale Italiano a Londra. Anna Lisa Rapani Docente di Filosofia Università di Catania. Antonella Serafini Critico d’Arte. Giuseppe Cordoni Saggista e Critico d’Arte Claudio Giorgetti Storico dell’Arte e Antropologo. Le sue opere sono presenti in Musei e Collezioni private in Italia.
Vive e lavora a Pietrasanta.

 

AGNESE PARRONCHI

Il progresso, l’arte, le cose eccelse fatte dall’uomo sono state raggiunte attraverso la disobbedienza. Oscar Wilde

Agnese Parronchi nasce a Firenze nel 1957.
Si diploma al liceo artistico di Firenze nel 1976. Nel 1980 consegue il diploma di restauratrice all’Opificio delle Pietre Dure (O.P.D.) di Firenze nel settore di Scultura e Arti Minori.
Viaggia molto in Europa, Stati Uniti e Oriente.
Nel 1986 inizia la docenza di Restauro all’O.P.D. Partecipa a convegni internazionali trattando problematiche legate alla “Conservazione dei materiali lapidei esposti in esterno”: Fondazione Henry Moore di Liverpool (1993) – Monaco di Baviera ICOMOS (2003).
Nel 2003 tiene conferenze al Louvre di Parigi sui “Trattamenti antichi sulle opere esposte in esterno”. Restaura i marmi di Michelanglo di Casa Buonarroti e delle Cappelle Medicee di Firenze.
Nel 2004 riceve il premio Art Watch International Inc. della Columbia University “For her lifelong dedication to dignity of Art”.
Nel 2007 espone per la prima volta le sue sculture al Museo Marino Marini di Firenze. Seguono altre mostre tra le quali si segnala: Sculture di Argilla – La concretezza delle immagini Museo Civico Archeologico di Fiesole -Fi- 2014.
Svolge la sua attività di restauratrice prevalentemente in Toscana tra Firenze, Arezzo, Siena, Pisa.
Vive e lavora nella campagna intorno a Firenze in uno splendido casale restaurato in mezzo agli olivi ed alla macchia mediterranea.

 

JOSEPHINE ZĀYĀL

La vita non è aspettare che passi la tempesta… ma imparare a ballare sotto la pioggia. Gandhi

Josephine nasce a Damasco in Syria nel 1971. Qui si diploma in Discipline Artistiche.
Dal 1992 si trasferisce in Italia a Firenze. Inizia la sua attività artistica e parallelamente ricomincia a studiare frequentando corsi di specializzazione nell’ambito del restauro di pittura e dei reperti archeologici (ceramici e lapidei).
Inizia a dipingere prediligendo la difficile tecnica dell’acquerello. Negli anni ’90 e ad inizio del 2000 partecipa a iniziative e mostre pur continuando la sua sperimentazione artistica.
Dal 1997 inizia a produrre grandi quadri a tecnica mista.
Dal 1997 sposta i suoi interessi sulla grafica e l’incisione. Nel 2001 apre la sua Bottega d’Arte nel centro storico di Firenze.
Tutto il suo percorso è caratterizzato dallo studio e dalla frequenza di corsi e stage di perfezionamento e dalla sperimentazione nei campi della pittura, della grafica, dell’incisione e della ceramica. Vive e lavora a Firenze.

 

Informazioni

16 Settembre – 11 Novembre 2017
La mostra è visitabile tutti i Sabato e Domenica con orario 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00 e su prenotazione nei giorni non indicati.

L’esposizione rimane aperta dal 16 settembre all’11 novembre
Per informazioni: 0571/51087
info@museomontelupo.it
Disponibile il catalogo – ed. Gli Ori

Il 28 aprile 2017 presso il Palazzo Podestarile di Montelupo Fiorentino si inaugura la mostra antologica dedicata ad uno dei più liberi e visionari artisti contemporanei che vivono in Italia: Thomas Lange.
Nato a Berlino nel 1957, formatosi in Germania sulla scia del neoespressionismo tedesco, ha scelto l’Italia come sua seconda patria a metà degli anni Novanta, dividendosi oggi tra la capitale tedesca e Torre Alfina, nei pressi di Orvieto. Potrebbe essere definito un tedesco italiano o un italiano tedesco, come in passato avvenne per Albrecht Dürer, a cui Lange ha non a caso dedicato un ciclo di dipinti o per Goethe. La sua formazione originaria di pittore si nutre degli impeti e le accensioni del Neoespressionismo che si sviluppò in Germania negli anni Settanta, ma la sua poetica profonda aspira a toccare il cuore mistico della realtà nei suoi aspetti più eccessivi, umani e trascendenti. È soltanto in Italia che Lange ha iniziato a lavorare la terracotta e la ceramica, quasi toccato dal fuoco del genius loci della terra, producendo una considerevole e non omogenea quantità di sculture, intuendo la forza della tradizione e capendo le potenzialità espressive contemporanee di questa materia.

La mostra “Non sporcare il fiume” La scultura di Thomas Lange, che occuperà gli spazi di Palazzo Podestarile tra aprile e giugno 2017, pensata come sovrapposizione di due mondi (un piano di purezza ed uno di disordine) è una sorta di personale reinterpretazione di Lange nei confronti della storia delle proprie sculture in terracotta, allestite come fossero una immensa ed onnicomprensiva installazione di opere, realizzate nel corso di vari anni o prodotte per l’occasione. Tra queste un omaggio al crocifisso del 1495 attribuito a Baccio da Montelupo nella chiesa di San Lorenzo a Firenze: Lange ha incardinato la mostra su una grande scultura orizzontale composta di vari frammenti dipinti e dedicata proprio al volto dell’opera fiorentina di Baccio, che riproducono in maniera molto espressiva e dolente, anche se carica di vitalità.

Il tema del sacro ha del resto da sempre affascinato l’artista, che l’ha reinterpretato in grandi installazioni di terracotta come La cacciata dal Paradiso nel 1998, nella serie del Golgota del 2011 o in varie altre opere dedicate alla Crocifissione come la Via Crucis del 2012, dandone versioni di grande pathos, umanità, incandescenza e visceralità.
La scultura di Lange insegue rotte di nascita e di morte, corruzione e fertilità, grazia e maledizione, purezza e opacità, segnate e dipinte nella terracotta, materia a cui farà riferimento esclusivo la mostra di Montelupo Fiorentino, che vedrà esposte sculture di grandi dimensioni come alcune Veneri rivisitate o di dimensioni più contenute ma composte di centinaia di piccoli volti disposti nell’ambiente, di ritratti di famiglia e statue riccamente dipinte secondo il tipico stile barocco-espressionista di Lange.
La mostra, a cura di Marco Tonelli, prevede la pubblicazione di un catalogo edito da Gli Ori, con un testo del critico e storico d’arte Giuliano Serafini, un’intervista all’artista di Lorenzo Fiorucci ed un breve scritto di poetica dello stesso Lange che ha dato il titolo alla mostra.