Prossimamente l’inaugurazione del nuovo spazio della Fornace del Museo!

Una storia antica che, grazie a laboratori e percorsi sensoriali, sarà restituita ai visitatori.

La “Fornace del Museo” diventa parte integrante del percorso di visita del Museo della Ceramica dopo i lavori di ristrutturazione e allestimento realizzati dal Comune di Montelupo con la collaborazione della Fondazione Museo Montelupo e con il contributo del Consiglio Regionale della Toscana (nell’ambito del bando Città Murate) e della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze (nell’ambito del bando Spazi Attivi).

Lo spazio sarà inaugurato prossimamente a data destinarsi e le modalità di visita saranno le seguenti:

• tutte le mattine dal martedì al venerdì, in orario 10-14, ingresso senza prenotazione con partenza dal Museo della ceramica (rivolgersi alla biglietteria, piazza Vittorio Veneto 11);

• tutti i pomeriggi visita possibile solo su prenotazione (entro le 13.00 del giorno precedente al numero 0571/1590300 o per mail info@museomontelupo.it);

• sabato e domenica previste visite accompagnate su prenotazione (entro le ore 13.00 del venerdì precedente al numero 0571/1590300 o per mail info@museomontelupo.it).

L’ingresso alla Fornace è sempre incluso nella visita al Museo della Ceramica e sarà sede di un calendario di eventi e iniziative culturali, storiche e contemporanee, realizzate in collaborazione con la rete dei ceramisti, con le associazioni e gli artisti del territorio.

In ragione della nuova funzione la giunta comunale è intervenuta per ribattezzarla ufficialmente “Fornace del Museo”.

Una scelta che è stata presa in ragione della storia stessa di questo luogo.

La costruzione della Fornace a ridosso delle mura trecentesche risale al 1859 ad opera della famiglia Morelli che produceva dedita scaldini e catini schizzati con la ramina.

Intorno agli anni 20 del secolo scorso venne acquisita da Carlo Alderighi che oltre a produrvi ceramiche vi trasferì anche l’attività di famiglia di fabbricazione di cappelli.

Nel 1946 la fornace fu acquistata da Dino Cioni che diede inizio ad una produzione di maiolica artistica che si è protratta fino alla chiusura della medesima nel 1998.

Ancora oggi sono riconoscibili le tre aree in cui era organizzata: al piano terra, uno stanzone con soffitti a volta, era quasi interamente destinato al lavoro di foggiatura, eseguito prevalentemente al tornio, ad eccezione di una piccola aerea, ricavata in un angolo, dove trovava posto l’attrezzatura per la lavorazione a “modene”. Il piano superiore era invece occupato dall’area destinata alla decorazione, dove trovavano posto i “pittori”. I forni erano invece concentrati nella porzione di fabbricato più a monte, e occupavano tutta l’altezza dell’edificio.

La Fornace da ora in poi diventerà spazio polifuzionale ed esperienziale, ideale completamento del percorso museale che, con laboratori e video, riesce a rendere l’idea del lavoro all’interno di una bottega e che nel contempo si presterà ad ospitare incontri, workshop e allestimenti temporanei. Lo spazio dell’allestimento immersivo, curato dalla Fondazione Museo Montelupo in collaborazione con l’Architetto Giada Cerri, riproduce l’atmosfera della bottega, e include spazi dedicati alla didattica e alla multimedialità che lasciano intatto il sapore del luogo, e lo rende compatibile ad allestimenti storici e contemporanei.

Anche l’immagine scelta per identificare questo spazio si rifà all’attività un tempo qui praticata. Un segno rosso che rimanda al fuoco e nel contempo rimanda al capolavoro più conosciuto del Museo della Ceramica, il celebre “Rosso di Montelupo”, del quale riprende il nome “Red” e la data che il suo autore (Lorenzo di Piero Sartori) ha dipinto sul bordo “1509”.

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