#collezionemontelupo

Amo utilizzare tanti colori, perchè è molto emozionante vedere come cambiano dopo la cottura.
(B. Mangani)

Diciannove pannelli in ceramica rappresentano le visioni dantesche di Boris Mangani (1925-2005), cresciuto in una famiglia di ceramisti montelupini. Sempre incuriosito dall’equilibrio della bellezza e dalla trasformazione dei colori, applicò le sue esperienze nella propria bottega aperta nel 1968 con la moglie Raffaella, anch’essa ceramista, dove mise a frutto tutto il suo bagaglio di conoscenze tecniche e artistiche. La sua indole e il suo temperamento lo hanno reso persona sempre impegnata, partecipe alla vita civile e sociale di Montelupo. La sua attività lavorativa si concluse nel 1992 alla direzione della Dante Fanciullacci, erede della storica manifattura.

«L’Inferno di Dante» ha impegnato per tre anni il ceramista (2000-2003), dalla immaginazione dei versi dei Canti selezionati alla realizzazione dei disegni, fino alla loro riproduzione ed elaborazione cromatica. L’opera si inserisce nel solco mitologico e letterario che ha tanto appassionato la produzione di Mangani, già sperimentato con sei pannelli dedicati alle epiche gesta della guerra di Troia.

Dal 16 luglio al Museo della Ceramica di Montelupo

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