Bruno Ceccobelli ci racconta il concept della sua personale in esposizione a Montelupo

Con il titolo “Autoritratti da dentro” ho voluto esporre dodici sculture, autoritratti modellati addosso al mio volto, frutto della mia ultima ricerca nella pratica della ceramica lustro e della mia filosofia per uno studio sull’identitarietà reale. Il creatore ci ha creato dalla creta come vasi di coccio che a volte si riempiono e molto spesso amano essere vuoti. Ecco,  quelli che sono pieni, a volte, si trovano stracolmi di interessi vari o avari e altri come me che amano rimanere sempre vasi mezzi vuoti, facciamo posto al mondo. La tecnica sperimentale per fare i miei autoritratti non è stata quella comune di guardarsi allo specchio o farsi un selfie o far descrivere dalla mondanità chi si è o quanto si è bravi, ma quella del calco. Calcarsi addosso della creta bagnata, fredda e rimanere per minuti senza respiro ad occhi chiusi con le proprie mani che ti rimpastano a modo loro. Da una parte volevo, simbolicamente, una mia impronta da dentro, come l’originale, al quale a sua immagine e somiglianza fummo creati, dall’altra parte, alla cieca, sulla superficie esterna della scultura in creta, volevo ricrearmi con le mie emozioni ed errori manuali. Insomma il mio vero volto è quello interno, intimo, metafisico, ma celato alla vista dell’osservatore, perché il segreto di ognuno di noi è impossibile da vedere. Invece in questa mostra osserverete i miei ritratti fatti nel buio di questo mondo con tutte le sue forme e i suoi colori illusori.

Bruno Ceccobelli

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