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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Zamperini  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
NANNI di Michele Zamperini

1426 Nanni di Michele compare nel libro debitori e creditori di Ludovico di Giovanni Massufero e Francesco di Tomeo, bicchierai in Pisa:

“Fa vaselli a Montelupo… de’ dare …per libbre 1150 di massacotto di vagelli, per L. 5 soldi 5 il centinaio d’accordo… lire 60”.

“E de’ dare …per libre 550 di massacotto per L. 5 soldi 10 il centonaio lire 30 … pagatori Guaspari di Paulo vagellaio e Gherardo di… vagellaio, stanno al Ponte Vecchio, ciascuno per la metà, di lavoro ebbero dal deto Nanni, andò per la promessa Francesco di Gambassi et così rapportò adì sopracitato”; “de’ dare lire septantadue… per libre 1200 di massacotto di bianco per lire 6 lo centinaio a tempo di mesi quattro, pagatore Antonio di Lorenzo del Nocchio di Firenze a lire trentanove, per le quali detto Nanni lassò al detto Antonio dozzine 26 di vagellame et piattelli di terra, con questo, che se detto Antonio vende dette cose innanzi il detto tempo, sia tenuto dare detti denari…”.

1429 Fornisce allo Spedale di Santa Maria Nuova a Firenze: “più catini grandi e scodelle e catinelle che ci recò monna Nofera d’Antonio di Cecco da Capraia” L. 3.

- “Anne avuto… soldi 30, portò monna Nofria”.

1457-58 Risulta già morto.

 

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SIMONE di Michele Zamperini

1427 Nella portata catastale di Lorenzo d’Andrea di Lippo orciolaio è detto che questi era “laghorante presso Simone di Michele orciolaio in Montelupo” e dichiara di dovergli lire 60.

- Nella portata catastale di Niccolaio di Ghino di Gambassi bicchieraio figura debitore di lire 25 soldi 3.

1433 Nella portata catastale di Pippo di Piero di Lippo sono citati come confinanti di un suo orto Simone e Nanni di Michele orciolai.


1435 Nella portata catastale di Domenico di Biagio di Matteo Becossi è detto che questi affitta da Simone di Michele una bottega dove egli “fa l’arte degli orciuoli” per fiorini 15 l’anno. “Con le masserizie che mi prestò, che in prima faceva l’arte lui” inoltre egli “ha debito con detto Simone di lire 100 e più”.

1443 Compare in un atto notarile rogato da ser Silvano di Giovanni Frosini con il quale si vende una casa nel popolo di San Pier Maggiore in Firenze.

1451 Domenico di Biagio di Matteo Becossi dichiara al Catasto di tener ancora a pigione la stessa bottega per fiorini 12 e mezzo l’anno da Simone di Michele Zamperini “da Firenze”.

1457-58 Biagio Domerıico di Matteo Becossi dichiara al catasto di avere tuttora in affitto la stessa bottega con fornace appartenente a Simone “cittadino forentino, che ha gravezza in Firenze”.

- Sua portata al Catasto “Simone di Michele Zamperini”, abitava all’epoca del primo Catasto a Montelupo col fratello Nanni, oggi morto. Ebbe allora di Catasto soldi 15, pel valsente fiorini 15 soldi 15, cinquina fiorini 1 soldi 2 denari 4.

Dichiara una casa per abitazione nel popolo di San Pier Maggiore, un’altra con orto a Montelupo un’altra ancora nello stesso luogo, ed infine la casa con bottega d’orciuoli a Montelupo appigionata a Domenico di Biagio per fiorini 10 stimata fiorini 198.17.2.

Dice che deve spendere lire 3 l’anno per riparare i tetti “a cagione del fuoco”, ancora “una casaccia che già vi si faceva orciuoli” al Poggio alla Malva, in Montelupo, oggi adoperata per tenere legna, polli e stalla, stimata fiorini 21.8.8.

Dichiara inoltre pezzi di terra a Montelupo stimati fiorini 282.10.6 ed a Capraia, stimati fiorini 251.8.8.

Afferma di aver comperato una terra “allato alle mura di Montelupo di staiora 3 da Pippo d’Antonio di Montelupo ch’era stato mio lavorante quando facevo l’arte degli orciuoli”, il quale gli doveva 60 lire a saldo, stimata fiorini 12 soldi 10.

Dice di avere venduto una casa e alcuni terreni a San Miniatello per costituire la dote di una cappella fatta in Montelupo, intitolata a Sant’Antonio. Nel primo Catasto aveva dato l’elenco dei debitori; restano ancora da riscuotere circa 300 lire, ma ormai esse debbono considerarsi perdute per morti, falliti, ecc.

Deve fiorini 30 al Comune di Firenze e paga fiorini 10 ad una donna che lo assiste, più le spese. Ha una nipotina di 6 anni a suo carico.

Egli ha 80 anni.

Il conteggio dell’imposta è:

Valsente fiorini 814.12.3, deduzioni fiorini 400.9.7; tassato in fiorini 1.19.5.

“Recò Bartolomeo di Bartolomeo Leoncini a dì 27 di febbraio 1457 [’58]”.

 

     

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