SIMONE di Michele Zamperini
1427 Nella portata catastale di Lorenzo d’Andrea di Lippo orciolaio è detto che
questi era “laghorante presso Simone di Michele orciolaio in Montelupo” e
dichiara di dovergli lire 60.
- Nella portata catastale di Niccolaio di Ghino di Gambassi bicchieraio
figura debitore di lire 25 soldi 3.
1433 Nella portata catastale di Pippo di Piero di Lippo sono citati come
confinanti di un suo orto Simone e Nanni di Michele orciolai.
1435 Nella portata catastale di Domenico di Biagio di Matteo Becossi è detto che
questi affitta da Simone di Michele una bottega dove egli “fa l’arte degli
orciuoli” per fiorini 15 l’anno. “Con le masserizie che mi prestò, che in prima
faceva l’arte lui” inoltre egli “ha debito con detto Simone di lire 100 e più”.
1443 Compare in un atto notarile rogato da ser Silvano di Giovanni Frosini
con il quale si vende una casa nel popolo di San Pier Maggiore in Firenze.
1451 Domenico di Biagio di Matteo Becossi dichiara al Catasto di tener ancora
a pigione la stessa bottega per fiorini 12 e mezzo l’anno da Simone di Michele
Zamperini “da Firenze”.
- Sua portata al Catasto “Simone di Michele Zamperini”, abitava all’epoca del
primo Catasto a Montelupo col fratello Nanni, oggi morto. Ebbe allora di Catasto
soldi 15, pel valsente fiorini 15 soldi 15, cinquina fiorini 1 soldi 2 denari 4.
Dichiara una casa per abitazione nel popolo di San Pier Maggiore, un’altra
con orto a Montelupo un’altra ancora nello stesso luogo, ed infine la casa con
bottega d’orciuoli a Montelupo appigionata a Domenico di Biagio per fiorini 10
stimata fiorini 198.17.2.
Dice che deve spendere lire 3 l’anno per riparare i tetti “a cagione del
fuoco”, ancora “una casaccia che già vi si faceva orciuoli” al Poggio alla
Malva, in Montelupo, oggi adoperata per tenere legna, polli e stalla,
stimata fiorini 21.8.8.
Dichiara inoltre pezzi di terra a Montelupo stimati fiorini 282.10.6 ed a
Capraia, stimati fiorini 251.8.8.
Afferma di aver comperato una terra “allato alle mura di Montelupo di staiora
3 da Pippo d’Antonio di Montelupo ch’era stato mio lavorante quando facevo
l’arte degli orciuoli”, il quale gli doveva 60 lire a saldo, stimata fiorini 12
soldi 10.
Dice di avere venduto una casa e alcuni terreni a San Miniatello per
costituire la dote di una cappella fatta in Montelupo, intitolata a Sant’Antonio.
Nel primo Catasto aveva dato l’elenco dei debitori; restano ancora da riscuotere
circa 300 lire, ma ormai esse debbono considerarsi perdute per morti, falliti,
ecc.
Deve fiorini 30 al Comune di Firenze e paga fiorini 10 ad una donna che lo
assiste, più le spese. Ha una nipotina di 6 anni a suo carico.
Egli ha 80 anni.
Il conteggio dell’imposta è:
Valsente fiorini 814.12.3, deduzioni fiorini 400.9.7; tassato in fiorini
1.19.5.
“Recò Bartolomeo di Bartolomeo Leoncini a dì 27 di febbraio 1457 [’58]”.