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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Vestri di Sandro  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
MARIOTTO di Sandro di Vestro detto Laschetta

1533 È citato come vasaio in un documento dell’Archivio di Stato d’Arezzo.

1536 Portata di Decima intestata a Mariotto di Sandro. Egli “habita a Montelupo, sta chon l’eccellenza dell’illustrissimo Signore Chosimo, e viene di nuovo in detto popolo con la sottoscritta Decima:

Una parte di chasa e di una bottega sotto a detta chasa, ad uso d’orciolaio; quali beni gli sono pervenuti per dote della Margherita, sua donna e figliuola di Lorenzo del Berna di Nanni… più fa, e levato dalla posta di Lorenzo di Berna di Nanni c. 450 per Decima soldi 1.8.”.

1540 È nominato senza qualifica in data 26 maggio nel Civile del Podestà di Montelupo.

1542 Roberto Acciaiuoli, a seguito di una sentenza del Tribunale della Mercanzia, agisce contro Mariotto di Sandro per una pendenza derivante da una società di commercio di ceramiche:

“Ad petitionem et instantiam nobilis viri Roberti de Acciaiuolis civis florentini civiliter agit contra infrascriptos vigore sententie Merchatantie civitatis Florentie, et pro magona vasellaminum ut dicunt et vulgo dicitur…:

Marioctum Sandris Vestri de Montelupo pro Lire 10.1.-. Die prima martii [1542]”.

Ascm, Podestarile 370, c. 42.

1543 Con atto notarile rogato in Montelupo il 29 settembre da ser Piergiovanni Pagani da Tredozio, Mariotto di Sandro divide col fratello Batista, pescatore, i beni dell’eredità paterna.

1544 È ancora citato in documenti aretini assieme al figlio Jacopo.

1546-47 È citato nel Civile di Montelupo come debitore di lire 44 nei confronti della Gabella dei Contratti per una casa avuta in dote dalla moglie Margherita. Nel documento si afferma che egli abita ad Arezzo.

- Compare per un debito di lire 9 nel Civile del Podestà di Montelupo. In nota si dice che è a Roma.

1552 Compare con il soprannome di “Laschetta” [probabilmente di famiglia, vista la professione di pescatore del fratello Battista] al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di L. 1.

l585 Vengono descritti in data 22 agosto sotto il nome di Mariotto di Sandro alcuni beni fondiari. Secondo il documento egli abitava a Montelupo e “sta con l’Eccelentia del Duca Cosimo de’ Medici, viene di nuovo… beni aquistati: una parte di casa con una bottega sotto a detta casa a uso d’orciolaio ecc., e di poi 7 novembre 1560 andarono e’ detti beni et gravami in Baldassarre di Michele di Baldassarre da Vinci”.

 

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BATTISTA di Sandro di Vestro

1539 È nominato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo. Dal documento si ricava che egli è nato nel 1495.

1543 Con atto notarile rogato da ser Piergiovanni Pagani da Tredozio in data 29 settembre, Battista di Sandro di Vestro, che si afferma esercitare la professione del pescatore, divide i beni di famiglia con il fratello Mariotto. All’atto è presente in qualità di testimone Andrea di Lorenzo di Andrea vasellaio.

1544 Battista di Sandro di Vestro è citato nel Civile del Podestà di Montelupo come stimatore della Podesteria.

1551-52 Cita nel tribunale locale Giovanni d’Antonio Berti, al quale richiede il pagamento di lire 8 “pro antimonio”.

1553 Nel gennaio di quest’anno cita nella Corte del Podestà di Montelupo Francesco di Domenico Porcelli per il pagamento di lire 2.10, somma che rappresenta l’importo di alcuni vasi di Castelfiorentino che gli ha fornito. Il Porcelli muove a sua volta causa contro di lui. Nella controversia dibattuta davanti al Podestà testimonia Giuliano di Maso di Mariotto da Montelupo, che dice di avere 60 anni; egli afferma che “circa due anni sono Maso di Domenico scaricò di dosso alli suoi muli, 2 some di stoviglie e vasi di Castelfiorentino all’uscio di detto Batista, passonno in casa sua, altro non sa”. Segue in data 21 gennaio una dichiarazione di Giovanni di Mariotto “istoviliaio di Chastello Fiorentino”, il quale afferma che le some di stoviglie da lui inviate a Montelupo a Battista di Sandro di Vestro furono tutte pagate da questi.

1556-57 Nel Civile del Podestà di Montelupo si cita Benedetta, moglie di Battista Vestri, per un debito di gabella pari a lire 1.2.

 

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JACOPO di Mariotto di Sandro

1527 Acquista legname dagli Antinori, che gli intestano le relative partite in uscita.

1533 È citato insieme al padre in un documento dell’Archivio di Stato d’Arezzo.

1543 È citato come vasaio in documenti aretini (per il passaggio della sua iscrizione fondiaria dal quartiere di Santo Spirito a quello di San Jacopo).

1547 Ancora citato in documenti aretini col padre Mariotto.

 

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VINCENZO d’Antonio di Sandro di Vestro

1540 Vincenzo d’Antonio agisce nel tribunale di Montelupo contro Giovanni di Piero d’Antonio per opere di pittura:

“Vincentius Tonii Vestri vasellarius de Montelupo agit civiliter contra:

Nannem olim Petri Antonii vocato il Tordo de Sancto Myniatello, a quo [petit sibi dari et solvi] pro pictura vasellorum Lire 1.18.-.

Die 9 junii [1540]”.

Ascm, Podestarile 365, c. 28r.

- Andrea di Ciaino agisce in data 15 dicembre nel tribunale di Montelupo contro Vincenzo Vestri, richiedendogli il pagamento di lire 4 come resto di una maggiore somma a lui dovuta per vendita di ceramiche [vedi il documento a Ciaini].

1541 Vincenzo d’Antonio agisce nel tribunale di Montelupo contro Andrea di Ciaino per opere di pittore non pagate:

“Vincentius Antonii Vestri agit contra:

Andream Ciaini de Montelupo, a quo petit sibi dari pro picturibus Lire 3.15.-.

Die 13 octubris [1541]”.

Ascm, Podestarile 367, c. 71v.

- Nello stesso giorno agisce contro Giovanni di Pierantonio Masotti per l’identico motivo:

“Vincentius Antonii Vestri de Monte Lupo agit contra:

Johannem Pieri Antonii de Sancto Miniatello a quo petit sibi dari pro [operis] picturarum Lire 2.-.-. Die 13 octubris [1541]”.

Ascm, Podestarile 367, c. 71v.

- Andrea di Ciaino agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Vincenzo di Tonio Vestri per un credito di lire 2 dovuto al mancato pagamento di una parte dei vasi che gli ha venduto.

- È iscritto nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 4; egli è militare.

1542 Giovanni Popoleschi doganiere di Fucecchio fa istanza nel tribunale di Montelupo affinché si gravino diversi debitori di gabella, tra i quali anche Vincenzo Vestri:

“Ad petitionem et instantiam Johannis de Popoleschi doganieri Fucecchi gravetur infrascriptos…:

… 17 julii [1542] Vincentius Antonii Vestri de Montelupo pro vasellaminis Lire -.18.-.”.

Ascm, Podestarile 369, cc. 7v.-8r.

- Vincenzo di Antonio di Vestro agisce nel tribunale di Montelupo contro Giovanni Masotti detto il Tordo per opere di pittura:

“Vincentius Antonii Vestri civiliter agit contra:

Nannem Masotti alias il Tordo de Sancto Miniatello, a quo [petit sibi dari et solvi] pro pictura Lire 2.-.-. 22 augusti [1542]”.

Ascm, Podestarile 369, c. 20v.

1543 Vincenzo d’Antonio di Vestro agisce nel tribunale di Montelupo contro Giovanni di Pierantonio Masotti detto il Tordo per lavoro di vasellami:

“Vincentius Tonini Vestri de Montelupo agit contra:

Nannem Petriantonii vocato il Tordo da Sanminiatello, a quo petit sibi dari et solvi libras duas pro laborerio vasellorum Lire 2.-.-.

Die 19 februarii [1543] negavit”.

Ascm, Podestarile 370, c. 22r.

- È richiesto in data 1 aprile nel tribunale di Montelupo da Andrea di Ciaino per il pagamento di lire 2 dovuto ad acquisto di ceramiche [vedi il documento a Ciaini].

1545 Compare fra i testimoni di una causa agitata nel tribunale di Montelupo fra Lorenzo di Filippo Pelamatti e Lancilotto di Bastiano che ha per oggetto una balla di lana. Come teste dichiara di avere 27 anni circa. Racconta di essere stato circa 7 anni prima alla Fiera di Prato con conoscenti montelupini, fra i quali c’era Antonio di Cosimo da Samminiatello; egli, feritosi in un giuoco a Prato, pregò Lancillotto di Bastiano di permettergli di ritornare a casa cavalcando un suo cavallo, sul quale era stata caricata pure una balla di lana, che apparteneva a Lorenzo di Filippo Pelamatti di Empoli, abitante a Montelupo.

- Serafino di Luca agisce contro di lui nel tribunale locale per il pagamento di 7 soldi, quale corrispettivo di azzurro che gli ha prestato.

1545-46 È richiesto nel tribunale montelupino per un debito di lire 3 dovuto ad acquisto di antimonio.

- Compare come testimone in una controversia agitata nel tribunale locale; in questa occasione egli dichiara di avere circa 25 anni.

1546 Viene multato dal Podestà di Montelupo per lire 3 non essendosi presentato alla rivista militare.

 

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FRANCESCO di Mariotto di Sandro

1540 Con atto notarile rogato da ser Jacopo Nardi dell’8 novembre nomina col consenso del padre un procuratore.

1551-52 Francesco è citato nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di scudi 4.

1559-60 È citato nel Civile del Podestà di Montelupo, assieme al fratello Salvadore, per un debito moroso con la Gabella dei Contratti di lire 1.4.6.

1561 Nella Consegna della Decima per la comunità di Montelupo del 1776 è riportata la seguente posta di Decima:

“Francesco d’Andrea di Francesco di Bartolomeo di Vestro. Una casa per uso con fornace e bottega a uso di vasellajo posta nel popolo di San Giovanni a Montelupo, potesteria di Montelupo, con un pezzo di terra boscata per uso di detta fornace, confina a primo via, secondo Papino di Bellio, terzo beni di San Niccolò, quarto beni dello spedale di San Piero, infra con Decima di fiorini -.10.2. Pervenutagli mediante la morte d'Andrea suo padre morto più fa.

Per arroto 1561 numero 166”.

Asf, Decima Granducale 5788, c. 355v.

 
     

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