Francesco di Bartolomeo di Vestro detto Spallaccio
1532 Francesco di Bartolomeo è presente ad un atto notarile rogato da
ser Girolamo Pagnini in Montelupo il 5 settembre, attraverso il quale
Luca del fu Piero di Lorenzo si riconosce debitore per residuo di dote
di Scarlatto di Giovanni Sani da Empoli.
- Francesco di Bartolomeo di Vestro agisce nel tribunale
podestarile di Montelupo in data 11 settembre contro Antonio di Niccolò
di Giusto detto Sportone per un debito di lire 1.7.- dovuto a
marzacotto; Antonio (Tonio nel documento) è lavorante di
Bartolomeo del Berna Bernazzini:
“Franciscus Bartolomei Vestri agit contra:
Antonium Niccolai Iusti vocato Sportone, a quo petit pro
marzacottis lire 1.7.-.
Die 11 Septembris [1532] comparuit [e produce il libro della bottega,
dal quale appare il suo credito ed il destinatario del marzacotto, cioè
Bartolomeo del Berna Bernazzini]:
Meo del Berna de’ dare adì 21 di Septembre 1529 soldi 11 denari 4 per
libbre 10 marzacotto…
E adì 5 d’ottobre 1529 per libbre 10 di marzacotto portò Tonio soldi
13 denari 4, e a dicto [dì] per libbre 5 portò Tonio soldi 6 denari 8.
E a dì 12 decto libbre 10 di marzacotto portò Tonio soldi 16.
Meo incontro dee havere soldi 5 denari 10 et soldi 12”. Ascm,
Podestarile 359, c. 11v.
1537 È presente ad un atto notarile rogato in Firenze il 6 gennaio
1536 [’37] da ser Sigismondo Bellotti.
1539 Francesco di Bartolomeo è citato senza qualifica negli atti del
Civile del Podestà di Montelupo, formati per una vertenza del
medesimo con Vincenzo di Marco di Nigi e relativi alla liberazione di
una fornace da vasaio.
- È condannato dagli Otto di Custodia ad una multa di fiorini 4
larghi più le spese processuali. Di detta sentenza e della relativa
esazione è incaricato il Podestà di Montelupo.
1540 È presente ad un atto notarile rogato in data 13 ottobre in
Montelupo; qui è detto Spallaccio.
- Francesco di Bartolomeo Vestri agisce per protesto nel tribunale di
Montelupo contro Francesco di Silvestro da San Miniatello, al quale ha
affidato 377 libbre di lino (non è chiaro il motivo del protesto):
“Die XV Octubris 1540. Ad petitionem et instantiam Francisci
Bartolomei alias Spallaccio de Montelupo vasellarii… protestatum
fuisse Cecho Silvestri de Sancto Myniatello prout quatenus cum dictus
Franciscus sibi Checho Pisis consignaverit summam et quantitatem
librarum trentarum [sic] /c. 143v. /septuaginta septem lini
netto di tara ad portandum super eius navicello ad eius domum ad
Montem Lupum e pro pretio inter se convencto…”.
Ascm, Podestarile 365, cc. 143r.-v.
- Essendo creditore di Vincenzo di Marco di Nigi per lire 10.11.-,
quest’ultimo si riconosce debitore nei confronti di Francesco attraverso
un atto notarile rogato da ser Jacopo Nardi in data 11 novembre, nel
quale il medesimo Vincenzo si impegna a saldare tale debito entro sei
mesi.
1541 Francesco detto Spallaccio, qui definito “orciolaio”,
chiede nel tribunale podestarile di Montelupo il sequestro di ogni
lavoro ceramico appartenente a Biagio di Domenico orciolaio che si trova
nella fornace di Vincenzo di Marco di Nigi. Nasce una controversia nel
corso della quale Francesco presenta al tribunale in data 24 marzo 1540
[’41] un libro di conti ove figurano forniture di Vincenzo di Marco di
Nigi, tra queste:
“4 piattelli di metadella
- 6 mazi di brongini a soldi (?) 4 il mazo;
mi dipinse un fornimento di 43 pezi”.
Il Podestà di Montelupo emette una sentenza in suo favore; fra i
testimoni compare Lancillotto di Bastiano di Lancillotto [Monti].
1542-43 Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Domenico
di Ciaino per un credito di lire 3.
- La moglie di Domenico di Ciaino agisce contro di lui nel tribunale
podestarile di Montelupo.
- Chiede presso il tribunale di Montelupo che sia recuperato un suo
credito per fitto arretrato di casa pari a lire 13.10.-.
- Agisce nel tribunale di Montelupo contro Bartolomeo di Domenico di
Francesco da Samminiatello per un credito di lire 10.-.-.
1543 Francesco di Bartolomeo agisce nel tribunale podestarile di
Montelupo contro Meo di Domenico di Samminiatello per una fornitura di
feccia non buona:
“Franciscus Bartolomei Vestri de Montelupo agit civiliter contra:
Meum Dominici Francisci de Sanminiatello, a quo petit sibi dari et
solvi libras 14… pro perdita feccie empta a dicto Meo pro bona et est
male conditionata et cattiva lire 14.-.-. Die 10 Februarii [1543]
fuit factum preceptum de malitia dicto Meo”. (La vertenza si conclude
con un accordo).
Ascm, Podestarile 370, c. 29 v.
- Francesco di Silvestro da Samminiatello agisce nel tribunale
montelupino in data 19 febbraio contro Francesco di Bartolomeo per il
pagamento delle spese di trasporto di alcune merci da Pisa:
“Franciscus Silvestri de Samminiatello agit civiliter contra:
Franciscum Bartolomei Vestri de Montelupo, a quo petit sibi dari et
solvi libras quinque pro vectura mercantie de civitate Pisarum lire
5.-.-. Die 19 Februarii [1543]”.
Ascm, Podestarile 370, c. 22r.
1544 Francesco di Bartolomeo agisce nel tribunale locale contro
Domenico di Ciaino per la somma restante del fitto di una bottega:
“Franciscus Bartolomei de Montelupo agit contra:
Domenicum Ciaini dicti loci [a quo petit sibi dari et solvi] pro
pensione apotece lire 3.-.-.
pro parte. 12 Januarii [1544]”.
Ascm, Podestarile 370, c. 6r.
- Antonia moglie di Domenico di Ciaino agisce nel tribunale di
Montelupo contro Francesco per ottenere il salario del proprio figlio,
apprendista presso di lui:
“Domina Antonia uxor Dominici Ciaini agit contra:
Franciscum Bartolomei Vestri alias Spallaccio [a quo petit
sibi dari et solvi] pro mercede sex mensium eius filii [qui stetit cum
eo] ad faciendum stoviglias lire… [sic]. 14 Januarii [1544]”.
Ascm, Podestarile 370, c. 7r.
1544-45 Acquista all’incanto alcune masserizie comprendenti un
tavolo, 2 trespoli e un’imbottanino per il prezzo di lire 2.12.-.
- Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Benedetto di
Daniele Becossi.
- Compare nel Civile del Podestà di Montelupo in veste di
stimatore della Podesteria.
1545 Francesco di Bartolomeo agisce nel tribunale di Montelupo contro
Giovanni d’Antonio di Berto da Samminiatello per il pagamento d’un pegno
del valore di lire 3.
- Agisce in data 16 luglio nel tribunale podestarile di Montelupo
contro Domenico di Ciaino detto Passalaqua al quale Lorenzo di
Domenico mugnaio ha subaffittato (?) mezza bottega dei beni comprendenti
una casa ed una bottega da lui presi in locazione da Francesco.
1546 Francesco di Bartolomeo esegue in data 20 giugno una stima di
beni come stimatore della Podesteria.
1546-47 È citato presso il tribunale podestarile di Montelupo da
Tofano di Domenico per lire 8, le quali rappresentano il residuo del
salario che egli doveva al di lui figlio Domenico di Tofano.
1547 A Francesco di Bartolomeo “orciolaio a Montelupo” è intestato il
seguente arroto di Decima “per beni aquistati di nuovo”:
“una casa per uso con fornacie e bottega sotto a uso d’orciolaio”
posta in Montelupo, al quale si unisce “1 pezo di terra boschata di
staiora uno incirca” posta nel popolo di San Michele e Sant’Antonio,
luogo detto la Cava”.
“Condusse a livello più tempo fa Lorenzo di Cornelio Calabranci dalla
Comanderia di San Jacopo in Campo Corbolini, con caricho di lire 14.-.-
e lire 2.10.- per più orciuoli… e per la sua morte e come ricaduti detti
beni per insino a dì 26 di maggio 1543, il sopradetto Francesco di
Bartolomeo ricondusse detta comanderia e detti beni con caricho solo di
libbre una di cera e per extintione d’ogni altra cosa paghò alla detta
comanderia fiorini 24 d’oro di moneta, come tutto appare roghato ser
Francesco di Giovanni Turchini notaio in Veschovado sotto dì detto
sopra” (cioè il 26 maggio 1543). “Posto a libro secondo Santo Spirito c.
492”.
1556-57 Nel Civile del Podestà di Montelupo si citano gli
eredi di Francesco detto Spallaccio, il quale ha un debito di
lire 1.