HOME  - INTRODUZIONE  -  INDICE  -  CERCA  - BIBLIOGRAFIA  

<<<   -   >>>

  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Vestri  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
Francesco di Bartolomeo di Vestro detto Spallaccio

1532 Francesco di Bartolomeo è presente ad un atto notarile rogato da ser Girolamo Pagnini in Montelupo il 5 settembre, attraverso il quale Luca del fu Piero di Lorenzo si riconosce debitore per residuo di dote di Scarlatto di Giovanni Sani da Empoli.

- Francesco di Bartolomeo di Vestro agisce nel tribunale podestarile di Montelupo in data 11 settembre contro Antonio di Niccolò di Giusto detto Sportone per un debito di lire 1.7.- dovuto a marzacotto; Antonio (Tonio nel documento) è lavorante di Bartolomeo del Berna Bernazzini:

“Franciscus Bartolomei Vestri agit contra:

Antonium Niccolai Iusti vocato Sportone, a quo petit pro marzacottis lire 1.7.-.

Die 11 Septembris [1532] comparuit [e produce il libro della bottega, dal quale appare il suo credito ed il destinatario del marzacotto, cioè Bartolomeo del Berna Bernazzini]:

Meo del Berna de’ dare adì 21 di Septembre 1529 soldi 11 denari 4 per libbre 10 marzacotto…

E adì 5 d’ottobre 1529 per libbre 10 di marzacotto portò Tonio soldi 13 denari 4, e a dicto [dì] per libbre 5 portò Tonio soldi 6 denari 8.

E a dì 12 decto libbre 10 di marzacotto portò Tonio soldi 16.

Meo incontro dee havere soldi 5 denari 10 et soldi 12”. Ascm, Podestarile 359, c. 11v.

1537 È presente ad un atto notarile rogato in Firenze il 6 gennaio 1536 [’37] da ser Sigismondo Bellotti.

1539 Francesco di Bartolomeo è citato senza qualifica negli atti del Civile del Podestà di Montelupo, formati per una vertenza del medesimo con Vincenzo di Marco di Nigi e relativi alla liberazione di una fornace da vasaio.

- È condannato dagli Otto di Custodia ad una multa di fiorini 4 larghi più le spese processuali. Di detta sentenza e della relativa esazione è incaricato il Podestà di Montelupo.

1540 È presente ad un atto notarile rogato in data 13 ottobre in Montelupo; qui è detto Spallaccio.

- Francesco di Bartolomeo Vestri agisce per protesto nel tribunale di Montelupo contro Francesco di Silvestro da San Miniatello, al quale ha affidato 377 libbre di lino (non è chiaro il motivo del protesto):

“Die XV Octubris 1540. Ad petitionem et instantiam Francisci Bartolomei alias Spallaccio de Montelupo vasellarii… protestatum fuisse Cecho Silvestri de Sancto Myniatello prout quatenus cum dictus Franciscus sibi Checho Pisis consignaverit summam et quantitatem librarum trentarum [sic] /c. 143v. /septuaginta septem lini netto di tara ad portandum super eius navicello ad eius domum ad Montem Lupum e pro pretio inter se convencto…”.

Ascm, Podestarile 365, cc. 143r.-v.

- Essendo creditore di Vincenzo di Marco di Nigi per lire 10.11.-, quest’ultimo si riconosce debitore nei confronti di Francesco attraverso un atto notarile rogato da ser Jacopo Nardi in data 11 novembre, nel quale il medesimo Vincenzo si impegna a saldare tale debito entro sei mesi.

1541 Francesco detto Spallaccio, qui definito “orciolaio”, chiede nel tribunale podestarile di Montelupo il sequestro di ogni lavoro ceramico appartenente a Biagio di Domenico orciolaio che si trova nella fornace di Vincenzo di Marco di Nigi. Nasce una controversia nel corso della quale Francesco presenta al tribunale in data 24 marzo 1540 [’41] un libro di conti ove figurano forniture di Vincenzo di Marco di Nigi, tra queste:

“4 piattelli di metadella

- 6 mazi di brongini a soldi (?) 4 il mazo;

mi dipinse un fornimento di 43 pezi”.

Il Podestà di Montelupo emette una sentenza in suo favore; fra i testimoni compare Lancillotto di Bastiano di Lancillotto [Monti].

1542-43 Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Domenico di Ciaino per un credito di lire 3.

- La moglie di Domenico di Ciaino agisce contro di lui nel tribunale podestarile di Montelupo.

- Chiede presso il tribunale di Montelupo che sia recuperato un suo credito per fitto arretrato di casa pari a lire 13.10.-.

- Agisce nel tribunale di Montelupo contro Bartolomeo di Domenico di Francesco da Samminiatello per un credito di lire 10.-.-.

1543 Francesco di Bartolomeo agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Meo di Domenico di Samminiatello per una fornitura di feccia non buona:

“Franciscus Bartolomei Vestri de Montelupo agit civiliter contra:

Meum Dominici Francisci de Sanminiatello, a quo petit sibi dari et solvi libras 14… pro perdita feccie empta a dicto Meo pro bona et est male conditionata et cattiva lire 14.-.-. Die 10 Februarii [1543] fuit factum preceptum de malitia dicto Meo”. (La vertenza si conclude con un accordo).

Ascm, Podestarile 370, c. 29 v.

- Francesco di Silvestro da Samminiatello agisce nel tribunale montelupino in data 19 febbraio contro Francesco di Bartolomeo per il pagamento delle spese di trasporto di alcune merci da Pisa:

“Franciscus Silvestri de Samminiatello agit civiliter contra:

Franciscum Bartolomei Vestri de Montelupo, a quo petit sibi dari et solvi libras quinque pro vectura mercantie de civitate Pisarum lire 5.-.-. Die 19 Februarii [1543]”.

Ascm, Podestarile 370, c. 22r.

1544 Francesco di Bartolomeo agisce nel tribunale locale contro Domenico di Ciaino per la somma restante del fitto di una bottega:

“Franciscus Bartolomei de Montelupo agit contra:

Domenicum Ciaini dicti loci [a quo petit sibi dari et solvi] pro pensione apotece lire 3.-.-.

pro parte. 12 Januarii [1544]”.

Ascm, Podestarile 370, c. 6r.

- Antonia moglie di Domenico di Ciaino agisce nel tribunale di Montelupo contro Francesco per ottenere il salario del proprio figlio, apprendista presso di lui:

“Domina Antonia uxor Dominici Ciaini agit contra:

Franciscum Bartolomei Vestri alias Spallaccio [a quo petit sibi dari et solvi] pro mercede sex mensium eius filii [qui stetit cum eo] ad faciendum stoviglias lire… [sic]. 14 Januarii [1544]”.

Ascm, Podestarile 370, c. 7r.

1544-45 Acquista all’incanto alcune masserizie comprendenti un tavolo, 2 trespoli e un’imbottanino per il prezzo di lire 2.12.-.

- Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Benedetto di Daniele Becossi.

- Compare nel Civile del Podestà di Montelupo in veste di stimatore della Podesteria.

1545 Francesco di Bartolomeo agisce nel tribunale di Montelupo contro Giovanni d’Antonio di Berto da Samminiatello per il pagamento d’un pegno del valore di lire 3.

- Agisce in data 16 luglio nel tribunale podestarile di Montelupo contro Domenico di Ciaino detto Passalaqua al quale Lorenzo di Domenico mugnaio ha subaffittato (?) mezza bottega dei beni comprendenti una casa ed una bottega da lui presi in locazione da Francesco.

1546 Francesco di Bartolomeo esegue in data 20 giugno una stima di beni come stimatore della Podesteria.

1546-47 È citato presso il tribunale podestarile di Montelupo da Tofano di Domenico per lire 8, le quali rappresentano il residuo del salario che egli doveva al di lui figlio Domenico di Tofano.

1547 A Francesco di Bartolomeo “orciolaio a Montelupo” è intestato il seguente arroto di Decima “per beni aquistati di nuovo”:

“una casa per uso con fornacie e bottega sotto a uso d’orciolaio” posta in Montelupo, al quale si unisce “1 pezo di terra boschata di staiora uno incirca” posta nel popolo di San Michele e Sant’Antonio, luogo detto la Cava”.

“Condusse a livello più tempo fa Lorenzo di Cornelio Calabranci dalla Comanderia di San Jacopo in Campo Corbolini, con caricho di lire 14.-.- e lire 2.10.- per più orciuoli… e per la sua morte e come ricaduti detti beni per insino a dì 26 di maggio 1543, il sopradetto Francesco di Bartolomeo ricondusse detta comanderia e detti beni con caricho solo di libbre una di cera e per extintione d’ogni altra cosa paghò alla detta comanderia fiorini 24 d’oro di moneta, come tutto appare roghato ser Francesco di Giovanni Turchini notaio in Veschovado sotto dì detto sopra” (cioè il 26 maggio 1543). “Posto a libro secondo Santo Spirito c. 492”.

1556-57 Nel Civile del Podestà di Montelupo si citano gli eredi di Francesco detto Spallaccio, il quale ha un debito di lire 1.

 

^ up

ANDREA di Francesco di Bartolomeo di Vestro

1544-45 Andrea compare in una registrazione generica contenuta nel Civile del Podestà di Montelupo.

1546-47 È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di lire 1.10.

1550 Andrea di Francesco di Bartolomeo Vestri è richiesto per due debiti, rispettivamente di lire 14.2.8. e lire 2.10, nel tribunale locale. Gli Ufficiali di Grascia, con loro lettera del 14 settembre, ne richiedono la comparsa presso il loro ufficio di Firenze.

- Daniello di Biagio Becossi lo cita nel tribunale podestarile di Montelupo come erede di Francesco di Bartolomeo Vestri a seguito di una promessa di pagamento non onorata di 42 lire.

- Andrea di Francesco di Bartolomeo è richiesto nel tribunale montelupino da Orlando di Filippo d’Orlando pittore di vasi per un debito di lire 2, le quali rappresentano la parte restante non soluta di una somma che il medesimo Andrea gli doveva.

1551-52 Andrea di Francesco richiede nella Corte del Podestà di Montelupo un sequetro cautelativo nel confronti di Domenico di Ciaino per un credito che ha con lui di lire 15.

1552 In data 5 ottobre Antonio degli Antinori richiede il sequestro nella fornace di Andrea di Francesco Vestri di “unam fornaciatam stovigliarum” che appartiene a Marcantonio di Luca senese, suo debitore.

- Andrea di Francesco di Bartolomeo è citato per un debito nel tribunale podestarile di Montelupo da Antonio di Mariotto da Montespertoli.

1553 Andrea di Francesco è richiesto nel tribunale locale per un debito di lire 15 dovuto a “lavoro venduto”.

1556 Andrea di Francesco è citato nel Civile di Montelupo come Camarlingo del popolo di San Giovanni.

1559-60 Andrea di Francesco da Montelupo agisce nel tribunale locale per il pagamento di ceramiche che ha venduto (“pro solutio vasellaminis”).

1560 Ad Andrea di Francesco è intestato il seguente arroto di Decima:

“Una casa per uso con fornace e bottegha a uso di vasellaio, con un po’ di terra boschata nel popolo di San Vito per uso di detta fornace. Decima soldi 8.9 larghi. Per arroto 1547 n. 346. E’ si àno a levare dalla posta di Francesco di Bartolomeo, suo padre (c. 492) con detta Decima. Un pezo di terra lavoratia… [di staiora 4]. Comprò da Francesco di Salvestro per fiorini 26 d’oro di moneta, con altri beni, rogato ser Filippo Argenti 2.VII.1560. E’ s’ànno da levare dalla posta di Francesco di Salvestro di Francesco… Una casa per uso con fornace sotto, comprò da rede di Donato di Ghagliardo per fiorini 25 d’oro di moneta, roghato ser Giovanni Ficherelli da Empoli sotto suo dì l’anno 1557, come disse, soldi 2.8. E’ s’ànno a levare dalla posta di Donato di Ghagliardo di Biagio (c. 486) con detta Decima… Salda 7.XI.1560 per partito ecc. posto a libro secondo Santo Spirito (c. 473)”.

1561 Ad Andrea di Francesco di Bartolomeo Vestri è richiesta da parte degli Ufficiali d’Abbondanza la portata delle bocche della sua famiglia con lettera inviata al Podestà di Montelupo in data 17 marzo 1560 [’61].

- Gli eredi di Andrea di Francesco Vestri richiedono un sequestro nel tribunale locale in data 19 maggio.

 

^ up

BATTISTA di Domenico di Salvestro

1590 È nominato con i fratelli Salvestro e Mariotto e con lo zio Domenico di Bartolomeo Verdiani - che appare in qualità di mallevadore - nella causa loro intentata nel tribunale montelupino da Biagio di Antonio Cozzetti per il mancato pagamento di grosse forniture di vasellame.

 

^ up

SALVESTRO di Domenico di Salvestro

1589 Compare in data 2 novembre come testimone in una causa agitata nel tribunale podestarile di Montelupo.

1590 È nominato con i fratelli Battista e Mariotto e lo zio Domenico di Bartolomeo Verdiani - che appare in qualità di mallevadore - nella causa loro intentata nel tribunale montelupino da Biagio d’Antonio Cozzetti per il mancato pagamento di importanti forniture di vasellame.

- Contro Salvestro ed i fratelli Mariotto e Battista agiscono nel tribunale montelupino in data 30 dicembre Biagio e Domenico di Giovanni; essi chiedono che in avvenire i Vestri vadano a lavorare nella loro bottega per saldare un credito che aveva nei loro confronti il padre Giovanni. Salvestro, comparendo nel tribunale, cerca un compromesso, offrendosi di dare loro da lavorare per scontare tale debito.

- Conto in uscita intestato a Salvestro dall’Ospedale del Ceppo di Pistoia in data 22 novembre:

“Salvestro … stovigliaio a Monte Lupo

per 5 1/2 dozzine di mezzettine;

per 4 2/3 dozzine di mezzette;

per 1 2/3 dozzine di orinali;

per 1/3 dozzine di mezziquarti;

per 3 1/3 dozzine di boccali;

vendutoci a lire 4 la dozzina per servitio di nostro spedale, portò detto, contanti lire 61.6.8 = fiorini 8.9.6.8”.

1614 A Salvestro ed al fratello Mariotto è intestato il seguente arroto di Decima:

“Una casa per uso con una bottega sotto a uso di vasellaio e fornace in detto castello, Decima soldi 2.1. Per agumento 1576 numero 215. Pervenutoli per heredità e morte di Domenico loro padre, più fa, come disse. Da levare da Domenico di Salvestro Vestrini [sic] c. 591. Salda l.X.1614”.

1626 A Salvestro ed ai nipoti Girolamo e Domenico, figli del defunto fratello Mariotto era intestato, in un precedente arroto del 1621 (numero 1513) la casa con bottega già descritta nel 1614 [vedi il precedente]; adesso si ripete l’arroto, precisando che essa era “pervenuta la metà di detta in Salvestro, come sua rata e porzione e come primo nominato nella posta, e l’altra metà è pervenuta in detti Girolamo e Domenico, per heredità e morte di Mariotto lor padre, seguita più tempo fa… E’ si leva dalla posta di Salvestro… Salda 30.V 1626”.

1627 È nominato nella posta di Decima intestata a Tommaso e Vincentio di Pompilio di maestro Francesco Lippi, quale affittuario per lire 45 di piccioli annui di una casa posta in Montelupo nella via Maestra del Papa, che ha una fornace da vasella e orto.

1636 È nominato senza qualifica professionale nel Civile del Podestà di Montelupo per un’appuntatura derivante da tasse non pagate dell’importo di soldi 16.7.

 

^ up

COSIMO di Lorenzo di Domenico

1597 Con atto notarile rogato in Montelupo in data 16 novembre da ser Giovanbattista Ermini da Lucolena, si certifica che Antonia, figlia del fu Andrea di Francesco Vestri di Montelupo e moglie di Lorenzo di Domenico Vestri, ebbe 200 scudi di dote. Morti entrambi i coniugi, il figlio Cosimo rimase creditore di 150 scudi. Ad estinzione del debito, il possessore dei beni di Andrea Vestri, Francesco di Giovanni di Andrea Bizzocchi di Prato, consegna perciò ora a Cosimo una casa con bottega “ad usum figuli” con orto posta nella via Maestra di Montelupo. Essendo valutati detti beni a 185 scudi, Cosimo paga contestualmente la differenza di 35 scudi.

1600 È nominato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di Decima di lire 1.10.

- Cosimo di Lorenzo compare nel Civile di Montelupo come debitore di 80 lire.

1604 Cosimo è nominato in data 17 agosto tra le appuntature del Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 1.10.

1614 A Cosimo è intestato il seguente arroto di Decima:

“La metà di una casa posta in Montelupo, in via San Giovanni (Decima 4 soldi 2 denari). Una bottega d’orciolaio consistente in due stanze ed una fornace in via San Giovanni (Decima 8 soldi 5 denari). Beni pervenuti come beni di monna Antonia figliola di Andrea, consegnatigli per fiorini 150 da Francesco di Giovanni Bizzocchi di Prato, el quale gliene consegna come beni che furono già di Andrea di Francesco Vestri, e’ quali furono ipotecati per la detta monna Antonia… come più largamente nel contratto rogato ser Giovan Battista di Giovanni Antonio Ermini di Lucolena 16.XI.1597 (fede in filza n. 57). S’a levare da Francesco di Andrea di Francesco…

Salda qui dì 6.VI.1614”.

1636 È nominato senza qualifica nel Civile di Montelupo per un debito di lire 28 con la Gabella dei Contratti.

- È citato nel tribunale montelupino da Domenico d’Ippolito Tosi per un debito.

1640 Con atto notarile rogato da ser Fabio Fabbroni da Marradi vende a Biagio d’Ippolito Tosi per 70 scudi - a mezzo di gabella e spese - una casa posta nel castello di Montelupo con tutte le sue appartenenze.

- Cosimo “di Spagna” Vestri è citato in data 4 giugno in un archivio privato per la vendita di una tazza di terra del valore di lire 1.

 

^ up

DOMENICO di Mariotto di Domenico di Salvestro

1626 A Domenico, assieme al fratello Girolamo ed allo zio Salvestro, è intestato un arroto di Decima nel quale sono descritti i beni ricevuti in eredità dal padre [vedi a Salvestro].

1629 Domenico di Mariotto Vestri è citato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo.

 

^ up

GIROLAMO di Mariotto di Domenico di Salvestro

1626 A Girolamo, assieme al fratello Domenico ed allo zio Salvestro, è intestato un arroto di Decima nel quale sono descritti i beni ricevuti in eredità dal padre [vedi a Salvestro].

1636 Girolamo di Mariotto Vestri, nominato senza qualifica, è citato per debiti (vino ed altro) nel tribunale di Montelupo da Lancillotto Monti.

1642 Girolamo è citato nei conti di San Niccolò di Montelupo “per più pezzi di stoviglie date al nostro Ospizio” in data 10 giugno.

1657 È nominato in data 2 gennaio 1656 [’57] in un conto d’uscita dell’archivio Antinori per la fornitura di 8 piatti, 4 orcioli e 12 scodellini, d’un valore totale di scudi 1.18.8.

1666 È nominato nell’archivio Antinori in data 12 agosto “per la valuta di più stoviglie e piatti, albarelli, boccaletti e orcioli, datomi più volte e valutati seco d’accordo scudi 1.5.8”

 

^ up

DOMENICO di Salvestro

1542 Domenico Vestri agisce nel tribunale di Montelupo contro Giovanni di Niccolò da Capraia per lavoro di fornace:

“Dominicus Vestri de Monte Lupo civiliter agit contra: Johannem Niccolai vocato Dria de populo sancti Stefani de Capraia, a quo [petit sibi dari et solvi] pro laborerio stovigli [sic] salvo fuerunt pro parte Lire 6.-.-. Die 5 januarii [1542]”.

Ascm, Podestarile 370, c. 1v.

1545 È compare al battesimo di Andrea di Stefano d’Andrea Lippi avvenuto in data 12 luglio [vedi il documento a Lippi].

1551-52 Domenico Vestri, come procuratore di Giovan Battista di Jacopo da Montaione, richiede nel tribunale podestarile di Montelupo a Matteo alias il Marrano, il pagamento di lire 12, da lui perdute al gioco della palla (“ludo pile”).

1553 Domenico di Silvestro è nominato nel Civile di Montelupo a proposito di un sequestro di un navicello con 35 dozzine di vasi richiesto da parte di Stefano di Chirico orciolaio contro Domenico di Carlo, navicellaio di Capraia.

1554 Maria, vedova di Matteo di Raffaello, agisce nel tribunale di Montelupo contro Domenico di Salvestro per un credito di 13 lire.

1574 È testimone ed arbitro nel compromesso fra i fratelli Andrea ed Agnolo di Stefano d’Andrea orciolai, definito nel tribunale montelupino in data 16 novembre.

1581 Domenico compare fra i Contribuenti della Decima dei quali si richiedono nuovi dati e stime. Egli possiede una bottega e fornace da stoviglie posta in Montelupo, nella quale esercita la sua professione da 8 anni.

- Il nome di Domenico è nella lista di stovigliai dai quali l’Arte Medici e Speziali di Firenze pretende quota di lire 5.5 quale pagamento della tassa di matricola, incaricando il Podestà di procedere alla riscossione.

- Nel Civile di Montelupo risulta che egli ha affittato una bottega posta in quel castello, nel luogo detto Poggio alla Malva, da Antonmaria e Bartolomeo figli di Giuliano di Bartolomeo.

1589-90 Domenico di Salvestro orciolaio è citato nel Civile del Podestà di Montelupo.

- Nel Civile di Montelupo sono nominati gli eredi di Domenico Vestri.

 

^ up

FRANCESCO d’Andrea di Francesco di Bartolomeo

1560-61 È iscritto nel Civile di Montelupo per un debito di 2 scudi con la Gabella Contratti, ma accanto alla posta è scritto: “non si gravi”.

1570 Posta di Decima intestata a Francesco:

“una casa per uso con fornace e bottegha a uso di vasellaio con un po’ di terra boschata per uso di detta fornace, per Decima soldi 8 9 denari; un pezzo di terra lavoratia di staiora 4, luogo detto via degli Amalati…; una casa per uso con fornace sotto per Decima soldi 2 8 denari… Per arroto 1561 n. 166, pervenuti per eredità paterna…”.

1577 Intestazione del libro della Compagnia dello Spirito Santo di Montelupo al tempo di Francesco d’Andrea Vestri, Camarlingo, e di Dante di Guido Maffei, Provveditore.

1579-80 È nominato nel Civile di Montelupo.

1581 L’Ospizio di San Niccolò di Montelupo intesta a Francesco d’Andrea, stovigliaio, il seguente conto in uscita in data 10 febbraio 1580 [’81]: “lire 1 piccioli, per 12 boccaletti per le camere dell’hospitio di Firenze, lire 1”.

- Il nome di Francesco compare fra i contribuenti della Decima dei quali si chiedono nuovi dati e stime; egli è descritto alla portata 68 per la proprietà di una bottega e fornace a uso di stovigliaio posta in Montelupo, che si stima di un valore locativo pari a lire 35. Nel documento si afferma inoltre che “da 30 anni circa fanno lo stesso servizio i suoi antecessori...”.

- Il suo nome è inserito nella lista degli stovigliai dai quali l’Arte Medici e Speziali di Firenze pretende il pagamento di lire 5.5 come tassa di matricola, demandandone l’esazione al Podestà di Montelupo.

1582 In data 8 novembre risulta matricolato nel Contado per l’Arte dei Fabbricanti.

1587 Dal 1 Aprile di quest’anno Francesco è Provveditore della Compagnia dello Spirito Santo di Montelupo.

1589 È nominato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo per suoi beni posti nel popolo di San Giovanni della Castellina, in quel di Limite.

1589-90 Intima nel tribunale podestarile di Montelupo a Piero di Matteo Falconetti affinché egli gli restituisca una sua casa libera e sgombera delle sue masserizie.

1590 La Gabella dei Contratti di Firenze dispone in data 28 aprile che il Podestà di Montelupo agisca contro Francesco d’Andrea di Vestro per un debito (gabella di dote) non pagato di lire 80.

1591 Estratto dalle sue volontà testamentarie dettato in data 12 novembre a ser Amerigo Argenti, mediante il quale Francesco dona a sua moglie Lucrezia di Giovanni di Niccolò Cappiardi di Montelupo 75 scudi d’oro, da riscuotersi entro 3 anni dalla morte del testatore, a condizione però che ella rimanga vedova, altrimenti questa somma andrà alla Compagnia dello Spirito Santo di Montelupo.

1591-92 I Capitani di Santa Maria del Bigallo di Firenze pongono istanza nel tribunale podestarile di Montelupo affinché si gravi Francesco d’Andrea Vestri, Camarlingo della Compagnia dello Spirito Santo, per le entrate dell’Ospizio di San Piero di Montelupo.

1594 Nel Civile del Podestà di Montelupo si registra l’uscita di Francesco d’Andrea dalla carica di Camarlingo della Gabella della Carne. .

1595 Nel libro di entrata e uscita del Convento della SS. Annunziata di Firenze si registra sotto dì 31 agosto “a spese di beni immobili” l’uscita di lire 1050 “per compra d’un censo di scudi 12 l’anno, compra da Francesco d ’Andrea di Francesco Vestri da Montelupo, rogato da ser Francesco di Piero d’Albizo, notaio, come alle ricordanze a c. 242”.

1597 Su istanza di Francesco d’Andrea Vestri, il Podestà di Montelupo procede al sequestro, facendolo custodire da Simone di Jacopo Pini, di “ogni somma e quantità di stoviglie o di vasa d’ogni sorta esistenti nella fornace di Giulio di Giovanni di Matteo Carboncini, a quocersi come beni di detto Giulio debitore di detto attore per la somma di lire 100 e per spese”. Al margine il notaio ha scritto: “morto”.

- Francesco d’Andrea è nominato nel Civile del Podestà di Montelupo in data 1 settembre. A fianco è scritto: “è morto 15 giorni sono”.

Con atto notarile rogato in data 24 settembre da ser Francesco Sancasciani in Samminiatello si procede all’accettazione “cum benefitio legis et inventarii” dell’eredità di Francesco d’Andrea Vestri. Nel preambolo dell’atto si afferma che, essendo Francesco morto senza figli, la sua eredità tocca per un terzo ad Antonio di Francesco di Giovanni Bizzocchi da Prato, abitante a Sammiatello, un’altra parte spetta ad Andrea e Francesco, figli del fu Bartolomeo di Domenico Vestri, nonché fratelli uterini e nipoti del defunto, essendo nati da Alessandra, sorella del defunto e già morta, la quale, dopo essere stata vedova di Bartolomeo, sposò Francesco Bizzocchi; l’ultima porzione dell’eredità appartiene a Cosimo di Lorenzo di Domenico Vestri, nato da Antonia, altra sorella del defunto. Dubitando che l’eredità sia fortemente gravata da debiti, essi dichiarano davanti al notaio di accettarla con il beneficio di legge e di inventario.

- Ricorso al Podestà di Montelupo degli eredi di Francesco Vestri da parte di Francesco di Giovanni Bizzocchi, anche a nome di suo figlio Andrea, erede in solido, in quanto nipote del defunto, per richiedere l’inventario dei beni lasciati da Francesco d’Andrea.

- Inventario dei beni lasciati da Francesco d’Andrea, eseguito da ser Francesco Sancasciani in data 1 ottobre 1597 nella proprietà che fu del medesimo, posta in Montelupo nella via detta del Piano, in luogo detto sul Canto di Borgo, presenti come testimoni: Bandino di Battista Bandini, Bastiano di Lancillotto Monti, Giulio di Giovanni di Matteo e Dino di Bastiano di Giuliano.

Inventario dei beni immobili:

un podere… nel popolo di San Miniatello, luogo detto Schifanoia… una bottegha con un pocho d’orto, a uso detta bottegha di stovigliaio… casa posta nel Castello di Montelupo sul Canto di Borgho della via del Piano… (dove abitava in vita Francesco; segue l’inventario di beni mobili, che qui si omette - ma vedi in questa Storia, vol. V a Inventari di fornaci n. 2).

 

^ up

BARTOLOMEO di Domenico di Salvestro

1569 È registrato in data 11 agosto tra le matricole dell’Arte dei Medici e degli Speziali di Firenze, dove aveva un’attività di stovigliaio a San Tommaso.

 

^ up

LORENZO di Domenico di Salvestro detto Spagna

1572 È registrato in data 3 marzo 1571 [’72] tra le matricole dell’Arte dei Medici e degli Speziali di Firenze, dove aveva un’attività di stovigliaio a San Tommaso, evidentemente con il fratello Bartolomeo [vedi sopra].

1588 Nel Civile del Podestà di Montelupo è citata Antonia vedova di Lorenzo Vestri.

1590 Antonia, vedova di Lorenzo Vestri da Montelupo, agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Battista Bandini per ottenere lo sgombero di una casa a lui affittata.

 

^ up

MARIOTTO di Domenico di Salvestro

1590 Nel Civile di Montelupo si nomina come erede di Domenico Vestri suo figlio Mariotto.

- Compare assieme ai fratelli Salvestro e Battista ed allo zio Domenico di Bartolomeo Verdiani, loro mallevadore, in una causa con Biagio d’Antonio Cozzetti, il quale richiede dai medesimi il pagamento di grosse partite di vasellame.

1592 Dichiarazione autografa, siglata in data 22 maggio da Mariotto di Domenico Vestri, per la morte accidentale di un vitello (che quindi poteva essere macellato).

1599 L’ospedale del Ceppo di Pistoia intesta in data 16 giugno a “maestro Mariotto di Domenico stovigliaio a Montelupo” il seguente conto in uscita:

“L. 16 per 4 dozzine di boccali;

L. 8 per 2 dozzine di mezoquarti;

L. 8 per 8 dozzine di orinali;

L. 20 per 5 dozzine di quartucci;

L. 8.10 per 2 dozzine di boccali grandi; tutto per servitio dello Spedale, portò detto contanti, lire 60.10 piccioli = fiorini 8.4.10”.

1614 È intestato a Mariotto ed al fratello Salvestro il seguente arroto di Decima:

“una casa per uso con una bottega sotto a uso di vasellaio e fornace in detto Chastello… Decima 2 soldi 3 denari. Per agumento 1576 n. 215. Pervenutali per heredità e morte di Domenico, lor padre, morto più fa, come disse. Da levare da Domenico di Salvestro Vestrini [sic] c. 591. Salda 1.X.1614”.

1626 Nella posta di Decima intestata al fratello Salvestro ed ai figli di Mariotto, Girolamo e Domenico, si afferma che egli è morto da tempo.

 

^ up

FRANCESCO di Salvestro

1542-43 Richiede a Francesco di Bartolomeo di Vestro il pagamento di lire 5 per “vectura mercanzie de civitate Pisae”.

- Compare in un’appuntatura del Civile per una tassa militare di lire 2.

1543 Francesco di Salvestro di Samminiatello agisce nel tribunale montelupino contro Michele [di Domenico] detto Pantana, spedalingo di Montelupo, per il pagamento del salario arretrato di apprendista vasaio:

“Franciscus Silvestri de Sanminiatello agit civiliter contra:

Michaelem alias Pantana hospitalarius hospitali Montis Lupi, a quo petit sibi dari et solvi libras XII pro parte pro salario quot stetit cum eo pro famulo ad artem vasellami [sic] Lire 12.

Die 7 februarii [1543] citatus”. (Paga quanto richiesto).

Ascm, Podestarile 370, c. 15r.

1560 Con atto rogato da ser Filippo Argenti il 2 luglio vende al parente Andrea di Francesco un pezzo di terra di quattro staiora posto nel luogo detto via degli Ammalati.

 

^ up

GIOVANNI di Francesco di Bartolomeo di Domenico

1656 Vende con atto rogato il 29 marzo 1656 alcune proprietà a Marco d’Ippolito Tosi [vedi a Francesco di Costantino].

 

^ up

COSIMO di Girolamo di Domenico di Mariotto

1667 Cosimo di Girolamo e suo fratello Cesare [“Ceseri”] vendono a Marco d’Ippolito Tosi una bottega con fornace posta sotto la loro casa, la quale viene iscritta l’anno successivo nella posta fondiaria dell’acquirente: “ Una bottega sotto la casa del venditore a uso di vasellaio e fornace... decima 2.1.Comperò da Cosimo e Ceseri di Girolamo Vestri per scudi 80 di moneta, con patto resolutivo di tre anni. Rogato ser Piero Giardini 14.II.1666 [’67], fede in filza numero 19. Ne’ quali venditori era pervenuto detto fondo di casa da Salvestro di Domenico, Girolamo e Domenico di Mariotto, tutti de’ Vestri, loro antenati che per non si giustificare in virtù di partito del Magistrato nostro 24.III.1670 e senza pregiudizio ecc. Si leva da Salvestro ecc. di Domenico Vestri a c. 645. Decima soldi 2.1 denaro. Salda 24.III.1670 [’71]”.

 

^ up

CESARE di Girolamo di Domenico di Mariotto

1670 Vende assieme al fratello Cosimo una bottega con fornace a Marco d’Ippolito Tosi [vedi sopra a Cosimo].

 

^ up

FRANCESCO di Costantino di Giovanni di Francesco

1671 Francesco di Costantino è nominato in un arroto di Decima a lui intestato per avere acquistato da Marco d’Ippolito Tosi per scudi 240 le case e botteghe descritte in un arroto del 1658 numero 14, le quali Marco Tosi aveva precedentemente acquistato da Giovanni di Francesco Vestri con atto rogato da ser Noferi Calici in data 29 marzo 1656.

 
     

^ up   

 
  HOME  - INTRODUZIONE  -  INDICE  -  CERCA  - BIBLIOGRAFIA  

<<<   -   >>>