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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Ughi  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
GUIDUCCIO di Luca

1365 “Guiduccius Luche” compare nell’elenco dei capifamiglia di Montelupo.

Asf, Estimo 267, cc. LIXr.-LXIIv.

1371 “Giudaccius Lusci [sic]” è descritto alla portata n. 242 dell’estimo di Montelupo. Guiduccio afferma di avere 65 anni e di vivere con la moglie Bartola (45 anni) ed i figli Pregia (14 anni), Ugo (12 anni), Naldo (10 anni), Piero (7 anni), Antonio (6 anni), Andrea (4 anni) e Piera (tre mesi).

Asf, Estimo 240, cc. 882r.-909v.

1383 “Giuduccius Luci [sic]” è descritto alla portata n. 39 dei capifamiglia del Borgo nell’estimo di Montelupo. Guiduccio afferma di avere 70 anni e di vivere col solo figlio Ugo di 32 anni, la di lui moglie Caterina (20 anni) e la nipote Bartolomea (3 anni); le sue sostanze sono valutate a 100 libbre.

Asf, Estimo 241, cc. 57r.-63v. (carte rinumerate).

 

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UGO di Guiduccio di Luca

1371 Ugo è presente nella portata d’estimo intestata al padre Guiduccio [vedi sopra] nella quale si afferma che egli ha 12 anni.

1383 Ugo è presente nella portata d’estimo intestata al padre Guiduccio [vedi sopra]; in questo documento si afferma che egli ha allora 32 anni (probabile aumento d’età per ragioni fiscali).

1384 “Ugo Guidacci” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 269, cc. 111r.-112r.

1395 Ugo di Guiduccio compare - tra i capifamiglia abitanti nel Borgo - nell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 270, cc. 239r.-241r.

1403 “Ugo Guiducci faber et Naldus eius filius” compaiono - tra i capifamiglia abitanti nel Borgo -nell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 258, cc. 78r.-79v.

1412 Ugo di Guiduccio è descritto alla portata n.15 dei capifamiglia abitanti nel Borgo nell’estimo di Montelupo; in essa egli afferma di avere 50 anni e di vivere con la moglie Caterina (42 anni) ed i figli Naldo (15 anni) e Ginevra (13 anni). Essi posseggono una casa posta nel Borgo di Montelupo ed un orto; questi beni sono valutati per estimo 13 fiorini.

Asf, Estimo 247, cc. 237r.-261v.

1414 “Ugo di Guido et Naldo suo figliuolo” compaiono - tra i capifamiglia abitanti nel Borgo - nell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 259, (Libra del quartiere di Santo Spirito), cc. 73r.-75v.

 

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NALDO d’Ugo di Guiduccio di Luca

1403 Naldo compare assieme al padre Ugo [vedi sopra] tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

1412 Naldo è presente nella portata d’estimo intestata al padre Ugo [vedi sopra]; in questo documento si afferma che egli ha allora 15 anni.

1414 Naldo compare assieme al padre Ugo [vedi sopra] tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

1426 “Naldo e Antonio d’Ugho fabro” compaiono tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 261 (Libra del quartiere di Santo Spirito), cc. 83r.-85r.

 

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ANTONIO di Guiduccio di Luca

1371 Compare nella portata del padre Guiduccio: egli ha allora 6 anni [vedi sopra a Guiduccio].

1417 “Antonio d’Ugho [sic] e nepoti” compaiono tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 260, (Libra del quartiere di Santo Spirito), cc. 122r.-127r.

 

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ANTONIO d’Ugo di Guiduccio di Luca

1426 Antonio compare con il fratello Naldo [vedi sopra] tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

1437 “Antonio d’Ugho e Giovanni suo nipote fabbri” compaiono tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 262, (Libra del quartiere di Santo Spirito), cc. 141v.-146r.

 

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GIOVANNI di Naldo d’Ugo di Guiduccio

1437 Compare con lo zio Antonio d’Ugo [vedi sopra] tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

 

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Giovannantonio di Filippo di Giovanni Ughi

1520 A Giovannantonio di Filippo è intestata una posta di Decima nella quale si afferma che egli fu addecimato sin dal 1508 in Montelupo (Santo Spirito n. 56 c. 472) per i seguenti beni: “un pezo di terra vigniata luogho detto in su’ ripi, per istima al ’504 fiorini 24 di suggello, Decima soldi 2.5.-”.

1536 Giovannantonio di Filippo invia la sua portata di Decima, con la seguente dichiarazione: “abita a Montelupo, fa istoviglie, disse la Decima al campione deto c. 447 in me deto. Un pezzo di terra lavoratia e vignata… quale mi è pervenuta per dota da Caterina mia dona, per Decima di soldi 8.4, socto la posta di Jacopo di Francesco C[i]aini”.

1559-60 È nominato senza qualificata nel Civile del Podestà di Montelupo.

 

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Filippo di Giovannantonio Ughi

1572 Con atto notarile rogato in Firenze da ser Angiolo Argenti il 19 agosto, Filippo di Giovannantonio Ughi, abitante a Pisa, elegge quale suo procuratore Giovacchino di Guido di Bartolomeo [Maffei], stovigliaio di Montelupo abitante a Firenze.

1575 Con atto notarile rogato da ser Angiolo Argenti in Firenze in data 14 luglio Filippo Ughi si riconosce debitore di Giovacchino di Guido di Bartolomeo Maffei, stovigliaio a San Tommaso di Firenze, della somma di fiorini 51, soldi 12 e denari 8 in moneta d’oro, come saldo di varie partite di debiti pagate dal medesimo Giovacchino in suo favore. Per saldare il debito promette di scontare l’affitto di certe terre poste in Montelupo e tenute dallo stesso Giovacchino per un periodo di cinque anni.

 

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Giovannantonio di Biagio Ughi

1581 Compare nella lista dei debitori della tassa di matricola che l’Arte dei Medici e Speziali invia per la riscossione al Podestà di Montelupo (e che viene trascritta nella filza degli Atti civili).

- Si dà atto nel Civile del Podestà di Montelupo della riscossione della suddetta tassa da Giovannantonio.

 

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Domenico di Simone Ughi

1629 Tommaso Brizzelli di Montelupo invia in data 24 settembre una lettera al Camarlingo dell’Ospedale di Santa Maria Nuova perché egli paghi sul suo conto Domenico Ughi:

“Reverendo signore e patron mio. Vorrei che vosignoria mi facessi piacere di paghare a maestro Domenico Ughi di Firenze scudi 20 di moneta, e me ne darete debito al mio conto. Se posso cosa per lei, mi comandi.

Firmato Tommaso Brizzelli stovigliaio.

Io Domenico Ughi stovigliaio a Santo Maso ò ricevuto questo dì 25.IX.1629 scudi 20 di moneta, a me Domenico detto contanti scudi 20”.

1630 Compare nel libro dei morti di Firenze in data 3 giugno.

1632 Maddalena, vedova di Domenico Ughi, è sepolta in data 13 dicembre nella chiesa di Santa Maria Novella di Firenze.

1633 Gaetano Guasti, riferendosi all’arroto 1643 n. 3 della Decima, Vicariato di Certaldo, afferma che Domenico di Simone Ughi interviene come testimone all’atto di divisione patrimoniale fra i fratelli Giulio, Michele e Carlo del fu Aurelio Mostardini, nel quale si tratta di un loro fratello bandito. Si tratta evidentemente di un errore di data, per un fatto avvenuto prima del 1630.

 
     

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