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Terreni
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La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro
alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO |
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GIOVENALE di…
1669 Firma il retro di un piatto figurato del Museo
di Sèvres: “dipinto Giovinale Tereni da Monte Lupo”
- Allo stesso anno risale una targa (Madonna con
Bambino e San Giovannino) vista da Cora presso l’antiquario Cappelli
; sul retro l’iscrizione: “fece Giovanale Tereni. Lo 69”.
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JACOPO di…
1742 Giuseppe Curradini pone un protesto nel tribunale di
Montelupo contro un preteso riconoscimento di debito, per il quale viene
ricercato da Giuliano Tosi e dai suoi fratelli, in quanto mallevadore di Jacopo
Terreni, già affittuario della fornace dei medesimi; Giuseppe afferma infatti
che Niccolò d’Andrea Tenducci si offrì di rilevare la medesima al momento
dell’allontanamento del Terreni, avvenuto l’anno precedente.
“D’avanti [sic]… comparse Pietro del fu Giuseppe
Curradini… contro Niccolò d’Andrea Tenducci… [ed egli] narra come fino dal dì
primo gennaio 1729 [’30] dal sergente Jacopo Terreni fu condotto in affitto
dalli signori Giuliano e fratelli Tosi una fornace da vasellame con sua
abitazione posta dentro il castello di Montelupo, con obbligo e convenzione
pattuita et accordata di pagare annualmente a’ medesimi scudi ventiquattro di
pigione, come dalla scritta di locazione creata in detto giorno… Essendo venuta
a notizia del comparente che il detto Terreni si sia allontanato dalla patria,
et essere rimasto moroso al pagamento di detta locazione in somma di scudi
trent’uno e lire cinque… Et perché nel tempo istesso di tal notizia il
comparente voleva impossessarsi d’ogni e qualunque quantità di lavoro, tanto
finito che non rifinito, che esisteva in detta fornace…, dal predetto Tenducci
gli venne impedito un tal possesso, … con obbligarsi /c. 422v./ in proprio -
alla presenza di persone - pagare a detti signori Tosi scudi diciotto per
pigione… E perché, posteriormente a detto trattato, dal suo avversario fu levato
ogni quantità di lavoro che come sopra esisteva in detta fornace…, né per anco
ha pagata la predetta somma di scudi diciotto…, oltre alla somma predetta è
tenuto et obbligato pagare scudi venti a’ detti signori Tosi per la pigione
decorsa di detta fornacie [sic]…” Egli, dunque, benché mallevadore del
Terreni, essendo stato richiesto del suddetto pagamento da parte dei Tosi, non
intende pagare una simile somma, che ritiene per quanto esposto spettare al
Tenducci. “Adì 3 luglio 1742 esibita”.
Ascm, Podestarile 714, cc. 422r.-v.
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GIOVANNI GIUSEPPE
di…
1743 Il giorno 1 luglio Giuseppe Maria Brizzelli
richiede nel tribunale podestarile di Montelupo che Giovanni Giuseppe e
suo fratello Antonio non paghino nelle mani di Francesco Pescioni la
somma di lire 35, che essi gli devono come fitto della fornace, poiché
il suddetto Pescioni gli è debitore [vedi il documento a Francesco
Pescioni].
1769 Tommaso Pescioni e gli altri esponenti della sua
famiglia pongono in data 20 maggio disdetta contro Giuseppe ed Antonio
Terreni, comandando loro che entro il giorno 3 dicembre lascino libera
la fornace posta nel luogo detto la piazzetta dei Balli di
Montelupo, da essi tenuta in affitto; i Pescioni intimano anche ai
medesimi che entro otto giorni “rendino conto a detti istanti delle
pigioni decorse e non pagate”. Il giorno 24 Giuseppe “e fratelli
Terreni” compaiono nel tribunale affermando “d’essere creditori di detti
Pescioni, e che il padre di detti Terreni è mallevadore d’un obbligo
cambiale a Domenico Moschini, e che detti Terreni hanno acquistato
l’entratura magna, che non si vogliono perdere le sue ragioni” [vedi
il documento a Tommaso Pescioni].
1773 Giuseppe Pescioni, anche a nome dei suoi
congiunti, richiede in data 14 settembre nel tribunale di Montelupo che
Giuseppe Costoli non paghi ai fratelli Giovenale e Giuseppe Terreni
l’importo delle “robbe state dal detto Costoli comprate d’attenenza di
detti fratelli Terreni, consistenti in attrezzi, tavole, rote et cetera,
esistenti et attenenti al negozio di bottega di piatteria”, in quanto i
medesimi sono “debitori di detti Pescioni istanti della somma di scudi
quindici”. In data 25 settembre Giuseppe Terreni, anche a nome del
fratello Giovenale, dichiara nel tribunale di Montelupo di accettare
tale pignoramento [vedi il documento a Giuseppe Pescioni].
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ANTONIO di…
1743 Il giorno 1 luglio Giuseppe Maria Brizzelli
richiede nel tribunale podestarile di Montelupo che Antonio e suo
fratello Giovanni Giuseppe non paghino nelle mani di Francesco Pescioni
la somma di lire 35, che essi gli devono come fitto della fornace,
poiché il suddetto Pescioni gli è debitore [vedi il documento a
Francesco Pescioni].
1745 In data 22 settembre Valentino Serafini
giustifica, mediante la produzione in giudizio di una scrittura privata,
un sequestro di lire 40 effettuato ai danni di Francesco Pescioni che
era stato “raccomandato in mano et appresso di Antonio Terreni,
fittuario della fornace e casa di detti Pescioni” [vedi il documento
a Francesco Pescioni].
1769 Riceve, assieme al fratello Giovanni Giuseppe,
un’intimazione di sfratto dalla fornace che i Pescioni hanno affittato
loro. I due, però, resistono in giudizio, affermando di essere piuttosto
creditori dei suddetti Pescioni [vedi Giovanni Giuseppe ed il
documento a Tommaso Pescioni].
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GIOVENALE di…
1773 Giuseppe Pescioni, anche a nome dei suoi
congiunti, richiede in data 14 settembre nel tribunale di Montelupo che
Giuseppe Costoli non paghi ai fratelli Giovenale e Giuseppe Terreni
l’importo delle “robbe state dal detto Costoli comprate d’attenenza di
detti fratelli Terreni, consistenti in attrezzi, tavole, rote et cetera,
esistenti et attenenti al negozio di bottega di piatteria”, in quanto i
medesimi sono “debitori di detti Pescioni istanti della somma di scudi
quindici”. In data 25 settembre Giuseppe Terreni, anche a nome del
fratello Giovenale, dichiara nel tribunale di Montelupo di accettare
tale pignoramento [vedi il documento a Giuseppe Pescioni].
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FRANCESCO di
Giovenale
1779-80 “Francesco di Giovenale Terreni garzone di
fornaciaio” compare nel Dazzaiolo comunitativo. Ascm, Comunità
155, cc. 117r.-131v.
1782 “Francesco di Giovenale Terreni garzone di
pentolaio” compare nel Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 157, cc. 128v.-142v.
1784-85 “Francesco di Giovenale Terreni garzone di
pentolaio” compare nel Dazzaiolo comunitativo. Ascm, Comunità
162, cc. 74v.-88v.
1785-86 “Francesco di Giovenale Terreni garzone di
stovigliaio” compare nel Dazzaiolo comunitativo. Ascm, Comunità
164, cc. 56v.-68r.
1786-87 “Francesco di Giovenale Terreni garzone di
stovigliaio” compare nel Dazzaiolo comunitativo. Ascm, Comunità
166, cc. 70r.-90r.
1788-89 “Francesco Terreni di Giovenale” compare nel
Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 170, cc. 60r.-77r.
1789-90 “Franco Terreni di Giovenale” compare nel
Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 171, cc. 61v.-79r.
1790-91 “Franco Terreni di Giovenale” compare nel
Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 174, cc. 68r.-85r.
1795-96 “Franco di Giovenale Terreni oprante” compare
nel Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 188, cc. 61r.-76v.
1796-97 “Franco di Giovenale Terreni oprante” compare
nel Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 192, cc. 61r.-80r.
1797-98 “Francesco di Giovenale Terreni oprante”
compare nel Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 195, cc. 61v.-83v.
1798-99 “Francesco di Giovenale Terreni oprante”
compare nel Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 198, cc. 62v.-86v.
1799-1800 “Francesco di Giovenale Terreni oprante”
compare nel Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 200, cc. 64v.-88v.
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GIUSEPPE d’Antonio
1779-80 “Giuseppe d’Antonio Terreni garzone di
fornaciaio” compare nel Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 155, cc. 117r.-131v.
1786-87 “Giuseppe Terreni garzone di fornace” compare
nel Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 166, cc. 70r.-90r.
1787-88 “Giuseppe Terreni, defalcato come dal partito
[comunitativo del 30 luglio 1788]” compare nel Dazzaiolo comunitativo.
Ascm, Comunità 168, cc. 61r.-79r. |
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