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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Sartori  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

GABRIELLO di Piero Sarto di Lorenzo

1487 Figura nella portata catastale intestata a Lorenzo di Piero di Lorenzo e fratelli, i quali, si dice, “lavorano horcioli chon altri”. In essa si afferma che l’estimo della famiglia era intestato nel 1469 al loro padre Piero di Lorenzo di Luca.

Gabriello è uno dei fratelli, che si dice avere allora 12 anni (era quindi nato nel 1475).

1490 Gabriello di Piero Sarto è citato, perché “istà cho lui” nella portata in uscita del convento della Certosa di Firenze intestata a Lorenzo di Giovanni da Montelupo, orciolaio, per la fornitura di diverse ceramiche, tra cui orcioli e scodelle.

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LORENZO di Piero Sarto di Lorenzo di Luca

1487 A Lorenzo di Piero Sarto è intestata la portata catastale nella quale compaiono anche i suoi fratelli. In essa si afferma che la famiglia ed i suoi beni furono già descritti nell’estimo del 1451 e del 1469 sotto il nome del padre Piero di Lorenzo di Luca. Egli dichiara il possesso di una casa e di alcuni pezzi di terra; ha inoltre un’altra casa che affitta a vari inquilini. Dichiara di avere 21 anni e di abitare con i fratelli Morello (18 anni), Gabriello (12 anni), Luca (10 anni) e Piero (3 anni), assieme alla madre Lucrezia e due sorelle.

Si afferma infine che i dichiaranti “stanno per lavoranti e alcuni per fattori, e stanno a discrezione” e “lavorano orcioli con altri”.

1503 Compera vino, noci, fichi e mele ecc. dagli Antinori, pagando con le seguenti ceramiche:

un quarto di terra soldi 16

un calamaio soldi 16

2 catinelle soldi 12.

La posta è in data 5 maggio.

- Fornisce in data 11 novembre agli Antinori le seguenti ceramiche:

6 scodelle dozzinali,

6 scodellini,

2 alberelli grandi,

1 giuoco d’orcioli per complessive lire L. 2.7.-.

Nello stesso giorno fornisce ancora:

un gioco d’orcioli con l’arme

due quadretti per complessive lire 1.14.-.

Nello stesso anno, ma senza data indicata, fornisce ancora:

un quarto,

un calamaio,

un catino di quarto per complessive L. 2.4.-.

ed ancora per scodelle, scodellini, un alberello di quarto, 16 piattellini.

Ottiene il pagamento di L. 3.6.-, a cui aggiunge orcioli da olio per un importo di soldi 6.-.

1504 A Lorenzo di Piero di Lorenzo è intestata una portata di Decima. In essa si dice che esercita il mestiere di orciolaio, e che i suoi beni furono già descritti sotto suo nome nell’estimo del 1490, ove gli fu attribuita una tassa di lire 1.3.2.

“Beni immobili: una chasa per suo abitare, in detto popolo, nel chastello. Una mezza casa in detto castello per suo abitare (à chonciesa a Filippo di Piero Schiozi per tutto luglio prossimo avenire e dipoi detto Lorenzo vi tornerà dentro). Una fornace con mura e tetto da quociere horciuoli, la quale ebbe per dota da Simone di Bartolomeo l’anno 1494 per dote della moglie Maddalena, rogato da ser Bartolomeo del’Ochio”; a questi beni vengono aggiunti 2 pezzi di terra per complessive 7 staia. Lorenzo dichiara la seguente composizione della famiglia: Lorenzo suddetto di 40 anni, Gabriello suo figlio di un anno, Morello, fratello di Lorenzo, di 36 anni, Bartolomeo, figlio di Morello, di un anno, Luca di 25 anni e Piero di 22 anni, fratelli di Lorenzo e Morello. Nella casa vivono anche Lucrezia, madre di Lorenzo, di anni 60; Maddalena, moglie di Lorenzo, di anni 36, con due figlie; Mattea, moglie di Morello, e una figlia. La portata è scritta da Astore Gianni in data 9 maggio 1504; a Lorenzo è assegnata una tassa di soldi 4.

1505 Ulteriore aggiunta alla portata di Decima, ove si descrivono otto pezzi di terra a vigna per complessive staia 14 comperati per fiorini 67 larghi d’oro da Giovannantonio di Nardo da Montelupo, mediante atto rogato da ser Lionardo di Bartolomeo di Puccio in data 22 gennaio 1504 [’05].

- Lorenzo di Piero è citato in un lodo rogato da ser Leonardo di Bardo Gherardini in data 6 maggio come proprietario, assieme ai fratelli orciolai, di un terreno posto in Montelupo che confina coi beni di Cornelio Calabranci.

1508 È intestata a Lorenzo la seguente portata di Decima: “a estimo Santo Spirito n. 56 (c. 1179) … una bottega con fornacie sotto a uso d’orciolaio, per entrata di fiorini 4 di suggello a Libro quinto di Decima soldi 6 denari 8 a oro larghi”.

A questi beni vengono aggiunti due pezzi di terra lavorativa e vignata ed altri quattro pezzi di terra a vigna.

In margine l’Ufficiale di Decima ha segnato i primi due a Morello di Piero e gli altri quattro a Luca di Piero.

1512 È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale degli Innocenti in data 19 giugno per le seguenti forniture:

110 metadelle,

96 mezzette,

24 schodellini per un totale di lire 15.-. -.

1516 Suo conto in avere nei libri di uscita del convento fiorentino di San Donato in Polverosa:

“Lorenzo di Piero di Lorenzo orciolaio a Montelupo de’ havere adì 6 d’agosto 1516 lire 32 soldi 10 picioli, sono per la valuta di dozine 20 e 1/3 di stoviglie di più sorte avute da llui, cioè piattegli e piatanze e schodelle e schodellini e metadelle e mezette e alberegli e altre zacchere, lire 32 soldi 10.-.”.

Il giorno successivo vengono pagate a Lorenzo dal suddetto convento lire 24; il conto viene poi saldato il 31 dello stesso mese.

M. Marini, “Lorenzo di Piero di Lorenzo orciolaio a Montelupo e la sua bottega nelle forniture del monastero di san Donato in Polverosa (Firenze), in “Faenza”, LXXXIV (1998), p. 53, tav. IVa.

1517 Suo conto in avere nei libri di uscita del convento fiorentino di San Donato in Polverosa:

“Lorenzo orciolaio a Montelupo” per 3 quarti e alberegli 12 di metadella…per 1 rinfreschatoio e 4 schodelle, i bronzino, 2 piatti mezani e 2 mezine e una saliera (le meline sono per le monache)…per mezette 32 e metadelle 8…per dozine 29 di stoviglie…cioè piattegli grandi14, piattegli mezani 24, piattellini 156, scodelle tonde 240, scodelle con orllo 222, scodellini 228, piattegli per forestieri 5, metadelle62, mezette 123, mezoquarti 9, quarti 4”.

M. Marini, “Lorenzo di Piero di Lorenzo orciolaio… cit., pp. 52-54.

1518 Sua fornitura di maioliche a Clarice Strozzi dei Medici.

“Giovedì addì 4 di marzo 1517 [’18]

A masserizie di chaxa, lire trentasei soldi 11, per loro pagati a Lorenzo di Piero di Lorenzo, orciolaio da Montelupo, portò e’ detto, contanti, sono per uno fornimento di terra avuto alle Selve, fatto fare Madonna Clarice per la chaxa, alla porcellana, in questo lavoro a ppiè:

11 piatti, undici grandi, a soldi 20 l’uno, d’achordo lire 11.-.

12 piatti, dodici mezzani, a soldi 4 l’uno lire 4. 4

25 piatti, venticinque mezzanetti, a soldi 7 l’uno lire 8.15

16 schodelle, sedici grandi, a soldi 7 l’uno lire 5.12

16 schodellini, sedici, tutti per lire 3 lire 3.-.

4 mezzine grandi, quattro, per soldi 20 l’una

lire 4.-.

somma in tutto, d’achordo lire 36.11.-.

E per la vettura, pagata a Mariotto di Spigliato vetturale da Montelupo alle Selve lire -.14.-”.

M. Spallanzani, Un “fornimento” di maioliche di Montelupo per Clarice Strozzi de’ Medici, in “Faenza” LXX (1984), p. 381.

- Suo conto in avere nei libri di uscita del convento fiorentino di San Donato in Polverosa:

“Lorenzo orciolaio a Montelupo de’ avere lire… [sic] soldi… [sic] denari… [sic] sono per la valuta di 9 mezoquarti, 64 metadelle, 121 mezetta che sono dozine 6 1/3 avute per insino d’agosto, cioè adì 7 di decto proximo passato 1518, lire 10 soldi 2 denari 8.

E più quarti 2”.

M. Marini, “Lorenzo di Piero di Lorenzo orciolaio… cit., p. 53, tav. IVb.

1519 Suo conto in avere nei libri di uscita del convento fiorentino di San Donato in Polverosa:

“E’ de’ avere adì 8 di gennaio 1518 [’19] lire 16 soldi 2 piccioli e’ quali gli si fanno buoni per dozine 10 di mezoquarti di più sorte di stoviglie [sic] avute da llui, lire 16 soldi 11 denari -.”.

Di seguito al precedente, dopo il riepilogo dei pagamenti in suo favore, che termina con una nota in data 29 aprile:

“Stoviglie avute da Lorenzo soprascritto:

piatti grandi 13 [che fanno] dozzine 1, uno mezzoquarto;

piatti mezani 44 [che fanno] d(ozzine) 1, m(ezzoquarti) 10;

piatti piccoli 90 [che fanno] d(ozzine) 2, m(ezzoquarti) 6;

scodellini 240 [che fanno] d(ozzine) 3, m(ezzoquarti) 4;

mezoquarti 10 [che fanno] d(ozzine) 0, m(ezzoquarti) 10;

mezette 6 [che fanno] d(ozzine) 0, m(ezzoquarti) 2;

alberegli mezani 12 [che fanno] d(ozzine) 0, m(ezzoquarti) 6;

alberegli piccoli 24 cioè alberellini [che fanno] d(ozzine) 0, mezzoquarti 8,

a soldi 32 la dozina posta qui, d(ozzine) 10, m(ezzoquarti) 11”.

M. Marini, “Lorenzo di Piero di Lorenzo orciolaio… cit., p. 53, tav. IVb.

1520 Viene ripetuta la portata di Decima del 1508, e si attribuisce a Lorenzo la tassa di soldi 6.8.

1521 È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 15 giugno per le seguenti forniture:

“100 albarelli da lattovari 14 soldi il cento

24 quarti da stillare 7 soldi (l’uno)

550 albarelli lunghi 18 soldi il cento

6 quartoni per lo stillato 8 soldi (l’uno)

330 albarelli da unzioni 10 soldi il cento

totale L. 31.17.-”.

[il totale non corrisponde, poiché sarebbe lire 18.2.-. Evidentemente non è stata riportata una voce della fornitura].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 6 agosto per le seguenti forniture:

“6 quarti 8 soldi (l’uno)

32 mezzi quarti 4 soldi (l’uno)

72 bochali 2 soldi (l’uno)

108 mezete 1 soldo (l’uno)

40 horciolini l soldo (l’uno)

totale lire 23.8.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 23 settembre per le seguenti forniture:

“per valuta di più lavori auti da lui per la chasa (giornale H. c. 90), dove apare chosa per chosa e a ciascuna e prezo sua [ma in realtà non fornisce indicazione delle singole partite] lire 20.3.4”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 13 dicembre per le seguenti forniture:

“per 1300 alberegli a 18 soldi il cento,

3 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una)

chome al giornale H (c. 133) lire 12.18.-”.

1522 È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 31 gennaio [l’anno è stato riportato a stile comune] per le seguenti forniture:

“260 schodelle di terra 10 denari (l’una)

56 chatinelle di mezeta 1 soldo (l’una)

252 schodellini di terra 5 denari (l’uno)

26 chatinelle di quarto 8 soldi (l’una)

1300 alberelli 18 soldi il cento

3 chatinele di quarto 8 soldi (l’una)

1250 alberelli da lattovari 20 soldi il cento

9 quarti di vino 8 soldi

(totale ) [indicato] L. 45.15.-.”.

[A lato ha scritto “conto della figlia Antonia”; l’importo indicato è minore di quello reale, che sarebbe lire 58.5.8. Forse si tratta di un conteggio parziale].

- Suo conto in avere nei libri di uscita del convento fiorentino di San Donato in Polverosa in data 22 aprile:

“Lorenzo di Piero da Montelupo orciolaio… dozine 29 e otto mezoquarti… e piategli grandi… piategli di metadella… piategli da mezetta… piatanzini… per dozine tre e mezoquarti 5 di stoviglie dipinte per la foresteria, cioè scodelle 30 e 30 schodellini e pietanze 16 e 18 alberelli”.

M. Marini, “Lorenzo di Piero di Lorenzo orciolaio… cit., p. 54.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 19 aprile per le seguenti forniture:

“18 quarti 8 soldi (l’uno),

170 bochali 2 soldi (l’uno),

1000 albarelli da unzioni …

[senza indicazione di prezzo, ma 14 soldi il cento]

35 anpoloni di terra da holio soldi 12 (l’uno),

60 mezete da aqua soldi 1 (l’una),

24 alberegli grandi

da hunguenti soldi 10 (l’uno),

(totale) L. 67.4.”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data19 luglio per le seguenti forniture:

“9 chatinelle da 1/2 staio soldi 16 (l’una),

14 schodelle di terra denari 10 (l’una),

19 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una),

29 schodellini di terra denari 5 (l’una),

325 albarelli da lattovari soldi 18 il cento,

248 mezete da aqua soldi 1 (l’una),

6 quarti soldi 8 (l’una),

(totale) L. 33.13.8.”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 23 settembre per le seguenti forniture:

“260 schodelline denari 10 (l’una),

180 schodellini denari 5 (l’una),

(totale) L. 14.11.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 31 ottobre per le seguenti forniture:

“16 quarti soldi 8 (l’uno),

14 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una),

28 mezete da orinare soldi 1 (l’una),

(totale) L. 13.8.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 31 ottobre per le seguenti forniture:

“79 alberegli dipinti soldi 12 (l’una),

6 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una),

22 anpoloni dipinti soldi 12 (l’uno),

220 alberelli di libra

e di 1/2 libra soldi 35 il cento,

600 alberelli da lattovari soldi 18 il cento,

(totale) L. 85.13.-.”.

[In questo totale è compreso anche l’importo della fornitura precedente].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova “per piu chose avute da lui, ecc. de’ avere L. 21.4.-.”.

1523 È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 7 maggio per le seguenti forniture:

“590 schodellini di terra denari 10 (l’uno),

4 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una),

550 schodellini di terra denari 5 (l’una),

2 quarti da vino soldi 8 (l’uno)

(totale) L. 38. 7.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 7 maggio per le seguenti forniture:

“1500 alberegli da latovari soldi 18 il cento,

1500 alberegli da unghuenti

di cui 1000 a soldi 18 il cento

e 500 a soldi 30 il cento;

3 quartoni soldi 8 (l’uno)

(totale) L. 31.8”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 11 giugno per le seguenti forniture:

“6 quartoni da stilato soldi 8 (l’uno),

176 meziquarti da aqua soldi 1 (l’uno),

4 chatinelle di mezo staio soldi 16 (l’una),

30 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una),

27 chatinelle di bochale soldi 2 (l’una),

27 chatinelle di mezeta soldi 1 (l’una),

1 quarto dipinto per l’aquaio lire 1.8.-

(totale) L. 31.17.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 13 ottobre per le seguenti forniture:

“32 bochali soldi 2 (l’uno)

6 quartoni soldi 8 (l’uno),

4 mezete soldi 1 (l’una),

400 schodelline di terra denari 10 (l’una),

400 schodellini di terra denari 5 (l’uno),

(totale) L. 30.15.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 30 ottobre per le seguenti forniture:

“8 quarti soldi 8 (l’una),

18 mezete soldi 1 (l’uno),

13 mezzi quarti soldi 4 (l’una)

(totale) L. 6. 14.-”.

1524 È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 11 febbraio per le seguenti forniture:

“144 orciolini da orinare soldi 1 (l’uno);

228 schodelline di terra denari 10 (l’una),

64 mezine da aqua soldi 1 (l’una),

268 schodellini

(totale) L. 25. 9.8”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 26 marzo per le seguenti forniture:

“18 mezzi quarti soldi 4 (l’una),

22 bochali soldi 2 (l’uno),

18 mezine soldi 1 (l’una),

(totale) L. 6.14.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 26 marzo per le seguenti forniture:

“17 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una),

di metadelle soldi 2 (l’una),

17 chatinelle di mezeta soldi 1 (l’una)

(totale) L. 9.13.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 9 aprile per le seguenti forniture:

“6 quarti (per chastaldo) soldi 8 (l’uno),

4 mezzi quarti da olio soldi 4 (l’uno),

1000 ghoboleti soldi 18 il cento,

(totale) L. 12.4”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 16 aprile per le seguenti forniture:

“900 ghoboleti soldi 18 il cento,

4 chatinelle di staio soldi 12 (l’una),

500 ghobole da latovari soldi 14 il cento

(totale) L. 14.-.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 14 maggio per le seguenti forniture:

“425 schodelle da infermi denari 10 (l’una),

500 schodellini da infermi denari 5 (l’uno)

149 orciolini aqua soldi 1 (l’uno)

(totale) L. 35.11.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 4 giugno per le seguenti forniture:

“6 quarti da stilati soldi 8 (l’uno);

2 chatinelle 1/2 staio soldi 16 (l’una);

2 vasi da stillati soldi 5 (l’uno);

4 mezzi quarti da olio soldi 4 (l’uno);

4 anpoloni soldi 12 (l’uno),

1 savoriera per portare el savore

(totale) L. 8.4.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 28 luglio per le seguenti forniture:

“per 590 schodelle denari 10 (l’una);

per 412 schodellini denari 5 (l’uno);

(totale) L. 33.3.4”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 29 ottobre per le seguenti forniture:

“63 chatinelle di mezeta soldi 1 (l’una);

1000 alberelli da latovari soldi 18 il cento;

37 chatinelle di bocchale soldi 2 (l’una);

6 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una);

146 mezete da aqua per infermi soldi 1 (l’una)

(totale) L. 24.7.-”.

[A lato ha scritto] “e’ quali danari stanno per la dotta della sopradetta Antonia”.

1525 È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 4 gennaio per le seguenti forniture:

“118 horciolini da pisciare soldi 1 (l’uno);

9 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una);

800 schodellini denari 5 (l’uno)

(totale) L. 26.3.4”.

[Nel conto della dote della figlia Antonia, che assommerà a lire 241.14.6].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data ? per le seguenti forniture:

“400 schodelle infermi (uomo) denari 10 (l’una);

80 mezete … [sic, ma soldi 1 l’una];

136 schodelle infermi (donne) denari 10 (l’una);

22 mezzi quarti soldi 4 (l’uno);

136 schodellini infermi (donne) denari 5 (l’uno)

(totale) L. 33.11.4”.

[Nel conto della dote della figlia Antonia].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 15 aprile per le seguenti forniture:

“3 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una);

6 quartoni soldi 8 (l’uno);

40 coperchi soldi 1 (l’uno);

400 gubolete soldi 14 il cento;

7 quarti per le done soldi 8 (l’una);

100 gubolete da latovari soldi 18 il cento

(totale) L. 20.2.-”.

[Nel conto della dote della figlia Antonia].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 31 luglio per le seguenti forniture:

“359 mezete soldi 1 (l’una);

1336 schodellini denari 5 (l’uno);

164 schodele denari 10 (l’una)

(totale) L. 29.19.-”.

[Nel conto della dote della figlia Antonia].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 31 ottobre per le seguenti forniture:

“1000 ghobelle da latovari soldi 14 il cento;

120 orciolini soldi 1 (l’uno);

1000 da latovari soldi 14 il cento;

11 chatinelle soldi 2 (l’una);

42 schodelline denari 10 (l’una);

(totale) L. 22.17.-”.

[Nel conto della dote della figlia Antonia].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 22 dicembre per le seguenti forniture:

“550 schodelline denari 10 (l’una);

6 quarti soldi 8 (l’uno);

550 schodellini denari 5 (l’uno);

1 piattello di quarto soldi 7

(totale) L. 37.2.6”.

[Nel conto della dote della figlia Antonia].

1526 È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 10 febbraio per le seguenti forniture:

“72 orciolini da pisciare soldi 1 (l’uno);

24 mezzi quarti soldi 4 (l’uno);

24 bochali soldi 2 (l’uno);

25 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una);

6 quarti soldi 8

(totale) L. 23.4.-”.

[Nel conto della dote della figlia Antonia].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 6 giugno per le seguenti forniture:

“12 quartoni soldi 8 (l’uno);

20 mezoquarti soldi 4 (l’uno);

48 mezzette soldi 1 (l’uno)

(totale) L 11.4.-”.

[Nel conto della dote della figlia Antonia].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 7 luglio per le seguenti forniture:

“80 teghini soldi 1.8 (l’uno);

80 alberegli di libbra

e di 2 libbre soldi 1 (l’uno);

6 quarti (al chanovaio) soldi 8 (l’uno);

16 mezzette soldi 1 (l’una);

1 chatinella di mina soldi 18;

31 orciolini da aqua soldi 1 (l’uno);

(totale) L. 17.4.4”.

[Nel conto della dote della figlia Antonia]

[Il conto non torna, infatti con le voci riportare si arriva a lire 16.6.4 e mancherebbero perciò 18 soldi per arrivare al totale riportato nel documento. Probabilmente le chatinelle di mina dovrebbero essere due, in quanto il loro prezzo è esattamente di 18 soldi].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 2 ottobre per le seguenti forniture:

“20 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una);

8 mezzi quarti soldi 4 (l’uno);

3 mezete soldi 1 (l’una);

70 horciolini per l’aqua

chol giulebo soldi 1 (l’uno);

14 bochali soldi 2 (l’uno);

2500 alberegli picholi

da unguenti soldi 14 il cento

(totale) L. 32.3.-”.

[Prima fornitura che non fa parte della dote della figlia Antonia].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data ? per le seguenti forniture:

“6 quarti (soldi 8 l’uno)

(totale) L. 2.8.-”.

1527 È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 6 maggio per le seguenti forniture:

“7 quartoni;

19 mezzi quarti;

1000 alberegli da latovari;

200 mezzettini d’aqua col giulebbo;

10 mezi quarti da stilare;

10 chatinelle di quarto;

7 chatinelle di mezzo staio

(totale) L. 32.8.- piccioli”.

[A lato scrive “recò Gabrielo suo figliolo”].

[Impossibile ricostruire i prezzi unitari].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 22 luglio per le seguenti forniture:

“6 quarti;

10 mezo quarti;

7 anpollone grande soldi 7 (l’una);

61 bochale;

361 mezete;

52 schodelle;

18 paia di anpoloni per giulebbo soldi 5 (l’uno);

8 chatinelle di 1/2 staio;

1 piattello grande da fare insalata lire 7

(totale) L. 34.16.4”.

[Impossibile ricostruire i prezzi unitari]

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 21 agosto per le seguenti forniture:

“34 alberegli di metadella

per spetieria soldi 6 (l’uno);

34 coperchi per detti denari 20 (l’uno);

58 orciolini da giulebbo soldi 1 (l’uno);

3 chatinelle di quarto soldi 8 (l’una);

13 quarti grandi dipinti soldi 8 (l’uno);

158 bochali soldi 8 (l’uno);

12 chatinelle picole soldi l (l’una);

2 chatinelle mezane soldi 2 (l’uno);

204 mezete soldi 2 (l’una);

metadelle … [sic]

(totale) L. 49.2.8.-”.

[Il totale indicato è inferiore alla somma degli importi].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 21 giugno per le seguenti forniture:

“10 quarti;

12 mezi quarti;

48 bochali;

22 chatinelle;

1200 alberegli da latovari

(totale) L. 28.8”.

[Impossibile ricostruire i prezzi unitari].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 23 dicembre per le seguenti forniture:

“300 orciolini da giulebbo

[senza prezzo, ma soldi 1 l’uno];

24 chatinelle di quarto

[senza prezzo, ma soldi 8 l’una];

(totale) L. 24.12”.

1528 È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 18 gennaio 1527 [’28] per le seguenti forniture:

“24 orciolini da orinare

[senza prezzo, ma soldi 1 l’uno];

(totale) L. 1.4.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 24 gennaio 1527 [’28] per le seguenti forniture:

“200 schodelle [senza prezzo, ma denari 10 l’una];

170 schodellini

[senza prezzo, ma denari 5 l’uno];

37 chatinelle di quarto

[senza prezzo, ma soldi 8 l’una];

87 mezzette [senza prezzo, ma soldi 1 l’una];

70 orciolini [senza prezzo, ma soldi 1 l’uno];

a’ prezzi usitati

(totale) L. 34.10.6”.

[A lato scrive “recò Gabrielo suo figliolo”].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 14 marzo per le seguenti forniture:

“16 quarti soldi 8 (l’uno);

7 mezzi quarti soldi 4 (l’uno);

8 bochali soldi 2 (l’uno);

44 chatinelle di quarto

(per lo infermiere) soldi 8 (l’uno);

760 alberegli di libbre 1/2 l’uno

circa per lo speziale L. 7.7 soldi [complessivi];

21 chatinelle di mezzetta soldi 1 (l’una)

(totale) L. 34.12.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 28 marzo per le seguenti forniture:

“110 bochali soldi 2 (l’uno);

12 mezziquarti soldi 4 (l’uno)

e piu se gli fa buono per soprapiù

di 760 bosoli [avuti] da lui

in questo (c. 249) soldi 27 [complessivi]

(totale) L. 14.15.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 8 maggio per le seguenti forniture:

“12 alberegli grandi da olio

il paio L. 5.- [cioè lire 2.10 l’uno]

10 alberegli mezani soldi 10 (l’uno);

6 piatelli di 1/2 quarto

- ebbe la chamera di messere soldi 8 (l’uno)

(totale) L. 37.8.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 4 settembre per le seguenti forniture:

“1000 alberegli d’once 3 l’uno;

800 alberegli picholi stiacciati

(totale) fiorini 2.-.4.-”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 17 ottobre per le seguenti forniture:

“17 quarti soldi 8 (l’uno);

42 mezi quarti soldi 4 (l’uno);

140 orciolini di mezeta soldi l (l’uno);

200 schodelle denari l0 (l’una);

140 orciolini da orinare soldi l (l’uno);

100 schodellini denari 5 (l’uno);

150 orciolini da giulebbo soldi l (l’uno);

550 bossoli rossi da tenere

lo unguento L. 3.17 [complessivi];

600 bossoli da latovari picini L. 4.4 [complessivi]

(totale) L. 56.6.8”.

[Il totale è inferiore alla somma delle partite].

1529 È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 18 gennaio 1528 [’29] per le seguenti forniture:

“320 schodelle denari 10 (l’una);

150 schodellini denari 5 (l’una);

27 chatinelle di predella soldi 2 (l’una)

(totale) L. 19.3.2”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 18 gennaio 1528 [’29] per le seguenti forniture:

“318 orciolini da aqua (1 soldo l’uno)

(totale) L. 15.18”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 28 aprile per le seguenti forniture:

“234 schodelle denari 10 (l’una);

200 schodellini [senza prezzo, ma denari 5 l’uno]

146 schodelle [senza prezzo, ma denari 10 l’una];

146 schodellini [senza prezzo, ma denari 5 l’uno];

9 quarti soldi 8 (l’uno);

150 pisciatoi soldi l (l’uno);

9 chatinelle bianche (di) quarto soldi 8 (l’una)

(totale) L. 37.14.10”.

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 15 maggio per le seguenti forniture:

“24 chatinelle di quarto;

2 anpoloni di quarto 1/2;

5 catinelle di 1/2 staio

(totale) L. 14.14.-”.

[Impossibile ricostruire i prezzi unitari].

- È inscritto nei libri di uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 14 giugno per le seguenti forniture:

“170 schodelle tonde denari l0 (l’una);

128 schodellini piccoli denari 5 (l’uno);

16 mezzettini da vino [soldi 1 l’uno ?]”.

[il totale indicato nella trascrizione è chiaramente frutto di errore di copia, il totale effettivo dovrebbe essere L. 10.11.-].

1537-38 Nel Civile del Podestà di Montelupo sono citati gli “Heredes bonorum Lorenzo di Piero”.

 

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LUCA di Piero Sarto di Lorenzo

1487 Figura nella portata catastale intestata a Lorenzo di Piero di Lorenzo e fratelli, i quali, si dice, “lavorano horcioli chon altri”. In essa si afferma che l’estimo della famiglia era intestato nel 1469 al loro padre Piero di Lorenzo di Luca.

Luca è uno dei fratelli che si dice avere allora 10 anni (era quindi nato nel 1477).

1508 Citato in margine dell’estimo a nome del fratello Lorenzo a proposito di proprietà a Montelupo: “quattro pezzi di terra vignata… [nella precedente portata del fratello Lorenzo, del 1487, intestata a questi e fratelli] lavorano horciuoli”.

1532 Con atto notarile rogato da ser Girolamo Pagnini in Montelupo il 5 settembre, alla presenza di Francesco di Bartolomeo Vestri da Montelupo e Francesco d’Antonio Galli da Pontormo, Luca fu Piero Sarto, erede dei fratelli Lorenzo e Morello di Piero, si riconosce debitore di Scarlatto di Giovanni Sani, abitante ad Empoli, come procuratore di monna Maria, sua moglie e figlia del fu Morello sopradetto, di fiorini 82 (da L. 4.2.-) che rappresentano il residuo della dote di Maria, ed anche per 1/3 della dote di monna Mattea madre di Maria. Egli promette di pagare gli importi suddetti entro 18 mesi.

1533 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata in Firenze, ove a suo nome è iscritta la seguente posta in uscita in data 1 settembre: “a spese istraordinarie di nostro convento deon dare… porthò Lucha da Montelupo il l.IX.1533: per mezine, bochali per la chasa; a uscita di frate Mariano c. 70 chassa (in questo a c. 541) L. 34.-”.

1536 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata in Firenze, ove a suo nome è iscritta la seguente posta in uscita in data 14 aprile:

“portò Luca di Piero vasaio da Montelupo

94 ciotole per i novizi;

74 saliere;

14 mezette e

6 bochali

(totale) L. 8.17.-”.

- Gli è intestata la portata di Decima: “Lucha di Piero di Lorenzo habita a Montelupo, fa orciolaio, per beni acquistati, dopo la data scritta, in detto popolo… Una parte di chasa posta in Montelupo e in Borgho, la quale oggi appigiona a Francesco di Lorenzo di Bacchereto, che gli tocca di Decima soldi 2”.

- Gli è intestata la portata di Decima: “disse la Decima al champione Santo Spirito 56 c. 450 in Lorenzo di Piero di Lorenzo orciolaio. Una bottegha e chasa con fornace sotto ad uso d’orciolaio, Decima soldi 6.8.; 4 pezuoli di terra lavoratia di staiora 14 luogo detto Pesa, Decima soldi 9.5.; un pezzo di terra lavoratia, staiora 1 circa luogo detto alle Ripi, soldi 1; un pezuolo di terra lavoratia di staiora 1/8 in circha, quale mi consegnò monna Maddalena fu di Lorenzo di Piero sarto. Per fiorini 3 d’oro, soldi 4”.

1537 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata in Firenze, ove a suo nome è iscritta la seguente posta in uscita in data 8 dicembre: “a Maestro Lucha da Montelupo: per resto di bochali e mezete, portò Serafino suo figliolo, per resto, in tutto L. 13.-”.

1538 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata in Firenze, ove a suo nome è iscritta la seguente posta in uscita in data 23 aprile: “per un quartone, portò Lucha L. 1.10.-”.

- Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata in Firenze, ove a suo nome è iscritta la seguente posta in uscita in data 27 maggio: “per bochali, mezzette e mezina e altri lavori per casa, insino adì 21 L. 7.- (portò Lucha di Piero da Montelupo) e L. 8.- portò Serafino suo figliolo, questo dì… totale L. 15.-”.

- Il convento della SS. Annunziata in Firenze, iscrive a suo nome la seguente posta in uscita in data 6 maggio: “a Luca di Piero orciolaio per parte di suo conto L. 7.- (portò lui)”.

1541 Lucha di Piero Sarto figura due volte nell’elenco dell’aumento della Decima inviato al Podestà di Montelupo.

1542 Raffaello di Benedetto da Samminiatello agisce contro Luca di Piero per una parte di un debito non soluto:

“Raphael Benedicti de Sancto Miniatello agit contra:

Lucam Petri Sarti vasellarium de Montelupo, a quo [petit sibi dari et solvi] pro uno computo… facto cum dicto Benedicto pro parte maioris summe lire 3.-.-. Die 28 Februarii [1542]”.

Ascm, Podestarile 370, c. 12v.

1543 È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di soldi 12 dovuto a colori macinati.

- Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Francesco figlio di Bino di Jacopo di Bino per avere libera una casa.

1544 Antonio di Martino Pelamatti di Samminiatello, ora abitante a Montelupo, in qualità di procuratore ed attuale marito di Francesca, già moglie di Girolamo Mengari da Faenza, consegna lire 1 e soldi 5 al Podestà di Montelupo quali corrispettivo di un certo obbligo che Luca di Piero Sarto non ha mai voluto riscuotere, e ciò per salvaguardare i diritti della suddetta Francesca:

“Die 10 martii 1543 [’44]. Comparuit coram domino Potestate… Antonius Martini de Pelamattis de Sancto Miniatello habitans in Monte Lupo ut vir, sponsus, maritus et convivente persona… ut procura, domina Checha ad presens uxoris et condam uxoris Iheronymi de Miganris [sic] de Faventia, et dixit qualiter ipsa Checha… [locavit] domo cuidam Luca Pieri Sutori de Montelupo pro quodam affictu seu censu librarum unam cerei seu valute occaxione [sic] cuiusdam fornacis per ipsam dominam Checham et per dictum Iheronymum, condam suum virum, ab ipso Luca emptam durante ipsorum vita. Et quod… dicta domina Checha pluros et pluries voluit dare dictam libram cerei dicto Luca, quam libram cerei numquam recipere voluit. Ea propter dictus Antonius, ut in futurum dicta domina Checha eius uxor non reciderat a iuribus suis, deposuit et depositavit libram unam et solidos quinque predicto Serafino, dicti Luce filius, camerario potesterie Montis Lupi…”.

Ascm, Podestarile 370, c. 22v.

- Con atto notarile rogato in Montelupo da ser Andrea Recuperati da Galeata in data 4 settembre elegge suo procuratore il figlio Serafino.

1545-46 Su sua istanza, mossa nel tribunale podestarile di Montelupo, monna Caterina, donna di Andrea Ciaini, è richiesta di comparizione presso il tribunale dei Conservatori di Legge della Città di Firenze.

1551 Luca di Piero detta in Montelupo in data 8 marzo 1550 [’51] al notaio ser Paolo Bencivenni il suo testamento. Egli, malato, dispone:

1) essere sepolto nella Compagnia di San Lorenzo a Montelupo;

2) dispone l’usuale lascito in favore di Santa Maria del Fiore a Firenze;

3) lascia al figlio Bernardo una casa con bottega e sue pertinenze posta in Montelupo;

4) allo stesso figlio lascia anche un pezzo di terra posto nel luogo detto al Campaccio, in Val di Pesa;

5) lascia al figlio Piero una casa con orto e sue pertinenze posta in Montelupo;

6) allo stesso Piero assegna un pezzo di terra lavoratia di 12 staiora posto in Montelupo a lato del Ponte di Pesa;

7) ai due figli Bernardo e Piero, come bene comune, lascia un altro pezzo di terra di staia 4 posto al rio Rimichese;

8) lascia all’altro figlio [Sera]Fino una casa con bottega e orto posta in Montelupo nel luogo detto Poggio alla Malva;

9) allo stesso [Sera]Fino affida un libro intitolato “Debitori e Creditori”, intestato a Lorenzo di Piero sarto, e tenuto oggi per detto Luca testatore, cominciando dal 13 aprile 1550 c. 178 fino a c. 183;

10) allo stesso [Sera]Fino lascia tutte le suppelletili o masserizie di bottega, come appare per inventario fatto per mano di Guido di Bartolomeo della Anfosa (?) in data 14 aprile “cum caricho solvendi omnes [sic] debita corporis apotece”;

11) allo stesso [Sera]Fino un pezzo di terra lavorativa di staia 4 posto in Val di Pesa, con carico di spesare monna Fiammetta (madre dei 3 figli) per tutta la vita di lei, ed ancora di far dire per tre anni un ufficio funebre nella Compagnia di San Lorenzo di Montelupo per la propria anima;

12) dispone che tutti i debiti e crediti che verranno fuori dai libri siano pagati o riscossi ciascuno per 1/3;

13) nomina suoi eredi universali, in parti eguali, i detti suoi figli [Sera]Fino, Piero e Bernardo.

1556 Vi sono nel Civile del Podestà di Montelupo vecchi debiti per gabelle e Decime per un ammontare di lire 35. Egli però è già morto.

 

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MORELLO di Piero Sarto di Lorenzo

1487 Figura nella portata catastale intestata a Lorenzo di Piero di Lorenzo e fratelli, i quali, si dice, “lavorano horcioli chon altri”. In essa si afferma che l’estimo della famiglia era intestato nel 1469 al loro padre Piero di Lorenzo di Luca.

Morello è uno dei fratelli che si dice avere allora 18 anni (era quindi nato nel 1469).

1504 Figura nella portata catastale intestata al fratello Lorenzo, nella quale si rileva la proprietà comune di una casa di abitazione posta in Montelupo e di una mezza casa, parimente collocata, allora affittata a Filippo di Piero Schiozi. Morello abita con il fratello Lorenzo, e la sua famiglia è composta dalla moglie Mattea, da una figlia e da un figlio di nome Bartolomeo.

- Aggiunta alla portata del maggio 1504 di mano dell’ufficiale del Catasto, che ha scritto in margine, accanto a Bartolomeo di Morello: “avuto fede di morto”.

1508 È citato in margine dell’estimo assegnato al fratello Lorenzo a proposito delle proprietà in Montelupo di due pezzi di terra lavorativa, vitata e ulivata.

1524 Risulta defunto da circa due anni (vedi di seguito).

 

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Bartolomeo [secondo] di Morello di Piero Sarto

1524 Con atto notarile rogato da ser Carlo Becossi in data 13 agosto accetta l’eredità del padre, defunto da circa 2 anni.

 

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PIERO di Piero Sarto di Lorenzo

1487 Figura nella portata catastale intestata a Lorenzo di Piero di Lorenzo e fratelli, i quali, si dice, “lavorano horcioli chon altri”. In essa si afferma che l’estimo della famiglia era intestato nel 1469 al loro padre Piero di Lorenzo di Luca.

Piero è uno dei fratelli che si dice avere allora 3 anni (era quindi nato nel 1484).

 

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FRANCESCO di Lorenzo di Piero

1536 Nella portata di Decima di quest’anno Francesco risulta proprietario di una bottega posta nell’Opera degli Scali di Borgo San Lorenzo

F. Berti, Ceramiche rinascimentali di Borgo San Lorenzo. Lo scarico di fornace di via Montebello, Firenze 1999, p. 46.

 

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Antonio di Francesco di Lorenzo

1570 Eredita la bottega di vasaio che fu del padre posta nell’Opera degli Scali di Borgo San Lorenzo

F. Berti, Ceramiche rinascimentali… cit., p. 46.

 

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PIERO di Luca di Piero Sarto di Lorenzo

1551 Montelupo 8.III.1550, Testamento del padre Luca: egli eredita personalmente una casa con orto e sue pertinenze posta nel borgo di Montelupo ed un pezzo di terra lavorativa e vitata di 12 staia posto in Montelupo, luogo detto al lato del Ponte di Pesa. Un altro pezzo di terra lavorativa di staia 4 posto nel luogo detto Rimichese lo eredita assieme al fratello Bernardo.

È nominato “rede universale coi fratelli Bernardo e [Sera]fino, ciascuno per 1/3 a parti eguali”.

1558 Piero di Luca del Sarto deve L. 30.- per Gabella dei Contratti, dovuta alla dote di mona Domenica sua donna.

1560-61 È fatto oggetto dal messo della Corte del Podestà del sequestro di un lettuccio d’albero del valore di scudi 3.

 

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SERAFINO di Luca di Piero Sarto di Lorenzo

1536 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze e gli viene intestata la seguente posta di pagamento: “per parte di una soma di stoviglie, cioè 12 meziquarti, 94 bochali e 84 mezzette, portò Serafino di Lucha da Montelupo, febbraio 1535 [’36] L. 16”.

- Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze e gli viene intestata in data 1 marzo 1535 [’36] la seguente posta di pagamento: “per resto di 7 dozine di bochali, meziquarti e mezette hauti insino questo dì da Serafino di Montelupo, portò Lucha, suo padre, contanti

L. 4.-.-”.

1537 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze e gli viene intestata in data 21 giugno la seguente posta di pagamento: “per parte di una soma di stoviglie per el refettorio: 23 mezzi quarti, 108 mezzette et 112 bochali, avisi una poliza di frate Martino, canovaio, portò Serafino di Luca orciolaio a Montelupo, L. 14.- contanti”.

1539 È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo del pagamento di un debito di L. 1.8.- per l’acquisto di 4 libbre di pesce.

1544 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze e gli viene intestata in data 22 luglio la seguente posta di pagamento: “Reffettorio: per parte di mezine, bocchali e mezzette per parte - L. 7.- compère: a soldi 4.- la coppia di boccali, soldi 2.8 le mezzette, soldi 20 l’una delle mezine”.

- Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze e gli viene intestata nell’agosto 1544 la seguente posta di pagamento: “per parte di mezine, boccali e mezzette L. 8.-”.

- Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze e gli viene intestata nell’agosto 1544 la seguente posta di pagamento:

“A Seraphino di Montelupo orciolaio, per resto di

mezine 5 a soldi 30 l’una

et per 4 quartoni grandi a soldi 20 l’uno

et per boccali 52 a soldi 2- l’uno,

e per 54 mezzette a 4 quattrini l’una,

portò lui, per resto L. 5.10.-”.

- Con atto notarile rogato il 4 settembre Luca di Piero di Lorenzo orciolaio fa suo procuratore il figlio Serafino.

1544-45 A Serafino di Luca, orciolaio da Montelupo, è intestato un pagamento di. L. 4.- dal convento della SS. Annunziata di Firenze.

- A seguito di una sua petizione nel tribunale podestarile di Montelupo si vendono, dopo un sequestro cautelativo, le masserizie di Sebastiano di Niccolò da Empoli detto Cilotto, suo debitore.

- Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Vincenzo di Tonino Vestri per un credito di soldi 7 dovuti a fornitura di colore azzurro.

1545-46 È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo del pagamento di lire 7.- a seguito di un prestito da lui contratto con Battista di Giuliano da Montelupo.

1551 Con atto notarile rogato da ser Paolo Bencivenni in data 1 marzo 1550 [’51] suo padre Luca dispone per testamento che a lui pervengano in eredità i seguenti beni:

una casa con bottega ed orto, posta in Montelupo, nel luogo detto Poggio alla Malva;

il libro dei conti della bottega;

tutte le suppellettili e masserizie di bottega, come risultano nell’inventario redatto il 14 aprile da Guido di Bartolomeo “cum caricho solvendi omnes [sic] debita corporis apotece”.

Inoltre gli lascia un pezzo di terra di staia 4, posto in Pian di Pesa, con carico di spesare la madre Fiammetta, per tutta la vita di lei, e ancora di far dire per tre anni un ufficio funebre nella Compagnia di San Lorenzo di Montelupo per la sua anima. Ai tre figli lascia i debiti ed i crediti, e li nomina suoi eredi universali, in parti eguali.

1558 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze e gli viene intestata in data 8 maggio la seguente posta di pagamento:

“per 4 mezine L. 7.10.- [lire 1.17.6 l’una]

per 12 mezoquarti L. 2.8 [soldi 4 l’uno]

per 29 bochali L. 2.18 [soldi 2 l’uno]

per 40 mezzette L. 3.6.8 [soldi 1.8 l’uno]

(totale) L. 16.2.8.-

portò detti contanti Serafino da Montelupo”.

- Serafino di Luca, nominato stovigliaio, viene arrestato come mallevadore dalla famiglia del Podestà di Montelupo.

- È richiesto da Carlo di Lorenzo di Bino da Montelupo nel tribunale podestarile di Montelupo del pagamento di L. 2.- per fornitura di piombo e marzacotto (il piombo è conteggiato a soldi l.8 per libbra).

- È nominato nel Civile del Podestà di Montelupo come Camarlingo del Podestà di Montelupo.

1560 Con atto notarile rogato da ser Giovanni dell’Hoste in Montelupo in data 23 maggio Serafino di Luca, in nome di Sandra, figlia del fratello (fu) Piero e Guido fu Biagio della Lastra, in nome di Piero di Piero di Luca sarto, nipote suo, minore, fa un patto di cessione a detto Guido di tutti i diritti del fratello Piero defunto. Guido verserà fiorini 32.1.10 quale rata di dote spettante alla detta Sandra.

1570 Gli è intestata una posta di Decima nella quale è descritta una bottega con fornace sotto a uso di orciolaio posta sulla strada Maestra, che viene tassata per soldi 6.8, e una parte di 4 “pezuoli” di terra di staiora 14 complessivamente, posti nel luogo detto Pesa.

1580 Con atto notarile rogato da ser Antonio del Medico in data 25 febbraio 1579 [’80] Serafino di Luca si riconosce debitore di scudi 174.6.- nei confronti di Jacopo d’Andrea Ughi di Montelupo, e promette la restituzione della somma entro 5 anni.

1581 Figura nell’elenco dei contribuenti della Decima inviati al Podestà di Montelupo (portata 109), nella quale compare una bottega con fornace posta in Montelupo.

- Figura nella lista degli stovigliai inviata al Podestà di Montelupo dall’Arte dei Medici e degli Speziali di Firenze per l’esazione della matricola, pari a L. 5.5, che viene successivamente pagata.

1582 Serafino di Luca è immatricolato nell’Arte dei Medici e degli Speziali per il Contado in data 31 luglio.

- Serafino di Luca stovigliaio è richiesto nella Corte del Podestà di Montelupo per un debito attinente a “robe di bottega” pari a L. 28.

- Serafino di Luca Sartori è richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di L. 7.-.

- Pone nel tribunale podestarile di Montelupo in data 16 novembre, come tutore di Giuseppe di Bernardo, suo nipote, un comandamento contro Piero di Domenico detto Rosso, al fine di avere libera la casa occupata da detto Giuseppe, la quale è posta in Montelupo sulla piazza del Castello.

1588 Nel Civile del Podestà di Montelupo si citano in data 24 giugno gli eredi di Serafino di Luca.

 

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LUCA di Lorenzo di Piero Sarto

1541 Citato nel Civile del Podestà di Montelupo come orciolaio per un debito di soldi 17.

1563-64 Citato nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 28.

 

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BERNARDO di Luca di Piero Sarto di Lorenzo

1541 Cita nel tribunale podestarile di Montelupo Battista di Bandino per un credito di lire 5.

1542-43 È nominato nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 1.

1544-45 Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Michele degli Azuri “pro tot vinctis in ludo pile”, e cioè per un credito di L. 1.6.-.

1551 Nel testamento del padre Luca di Piero Sarto rogato da ser Paolo Bencivenni in data 8 marzo 1550 [’51] è nominato erede universale per 1/3, assieme ai fratelli Piero e Serafino. Personalmente eredita una casa con una bottega e le sue pertinenze, posta in Montelupo nel luogo detto in piazza, un pezzo di terra lavorativa posta nel luogo detto Campaccio in piano di Pesa, e, in società con il fratello Piero, un altro pezzo di terra di staia 4 posto nel luogo luogo detto Rimichese.

1551-52 Bernardo di Luca di Piero Sarto chiede nel tribunale podestarile di Montelupo che si faccia comandamento a monna Checca, moglie di Antonio di Martino Pelamatti da Samminiatello, per una questione che riguarda una fornace. In ordine alla causa sollevata, si obbligano come mallevadori Lorenzo d’Andrea detto il Cionera e Piero di Giovanni Becossi.

1559-60 Nel Civile del Podestà di Montelupo viene nominato Bernardo di Luca orciolaio.

- Bernardo di Luca orciolaio è nominato nel Civile del Podestà di Montelupo come testimone ad un atto.

1560-61 Bernardo di Luca di Piero Sarto apre una causa nel tribunale podestarile di Montelupo per un credito di L. 14.-.

1561 Bernardo di Luca stovigliaio agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro gli eredi di ser Michelangelo degli Alboli notaio fiorentino.

1563 Bernardo di Luca Sarto è richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di lire 1.

1563-64 Ad istanza di Lancillotto di Sebastiano è chiesto nel tribunale podestarile di Montelupo il sequestro cautelativo di ogni quantità di vasellami esistenti nella fornace di Bernardo di Luca Sartori come appartenenti a Girolamo di Lattanzio da Faenza, debitore di detto Lancillotto. Si dispone che il pegno sia affidato in custodia a Bernardo.

- Ad istanza di Matteo di Andrea di Francesco da Montelupo, è chiesto nel tribunale podestarile di Montelupo il sequestro di ogni quantità di vasellami esistenti nella fornace di Bernardo di Luca Sartori come appartenenti a Girolamo di Lattanzio da Faenza, debitore di detto Matteo. Si dispone che il pegno sia affidato in custodia a Bernardo.

1570 Gli è intestata una posta di Decima nella quale è descritta una fornace da stoviglie con una bottega ad uso di stovigliaio, posta in Montelupo, che acquistò nel 1560 da Francesca, moglie di Girolamo Mengari da Faenza, alla quale è attribuita una tassa di Decima di soldi 2. A questi beni immobili è aggiunto un pezzo di terra lavorativa da uno staio, ed un altro pezzo di terra lavorativa di mezzo staio.

- Richiede nel tribunale podestarile Girolamo di Lattanzio Tenducci per il mancato pagamento di un affitto.

1581 Bernardo di Luca compare nella lista dei contribuenti della Decima per i quali si chiedono nuove stime. Alla portata 45, a lui intestata, si descrive una fornace da orciolaio posta nella sua abitazione, ed esercitata da lui, alla quale è attribuito un valore locativo di lire 10. In merito ad essa si dice che egli non ha “mai cessato detto esercizio da 40 anni”.

- Nel Civile del Podestà di Montelupo si registra l’affìtto di una casa di Bernardo di Luca a Bandino di Battista.

- Bernardo di Luca prende a livello “una stanza e fornace” da maestro Agostino Buonafede, e l’atto è registrato nel Civile del Podestà di Montelupo.

1582 È mallevadore assieme ad altri del Camarlingo Bastiano di Tommaso in occasione di una vertenza avviata nel tribunale podestarile di Montelupo per un pegno venduto del valore di lire 7.

- In un arroto di Decima intestato al figlio Giuseppe, si dice che Bernardo di Luca è morto il 22 giugno 1582.

 

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GIUSEPPE di Bernardo di Luca di Piero di Lorenzo

1582 A Giuseppe è intestato il seguente arroto di Decima: “Decima in detto, per beni aquistati di nuovo: una fornace con bottega sotto la sua casa a uso di stovigliaio, in Montelupo, per Decima soldi 2. E di più soldi 2.1 denari per l’agumento 1576 n. 148. E’ quali beni li sono pervenuti per la morte di Bernardo di Luca, suo padre, morto adì 22 di giugno passato 1582. Fede di giustificazione in filza n. 392, aconcia con presentia di Luca di Serafino suo parente 3.VIII.1582”.

1604 Vende con atto rogato da ser Bastiano di Simone Cini in data 21 novembre una fornace con bottega per 200 fiorini. Dell’atto è portato riscontro nell’arroto di Decima intestato al compratore, suo cugino Luca di Serafino di Luca.

 

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LUCA di Serafino di Luca di Piero di Lorenzo

1588 È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di L. 3.5.- da Antonio di Andrea mugnaio per macinatura di colori da stoviglie.

- Nel Civile del Podestà di Montelupo è indicato come erede per la sesta parte di Giovanni di Bastiano [Accatti] detto Zucha.

- Andrea d’Antonio e i suoi fratelli agiscono nel tribunale podestarile di Montelupo contro di lui.

1589 Antonio di Biagio e Lorenzo di Tommaso Brizzelli agiscono contro di lui nel tribunale podestarile di Montelupo.

- Figura nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di legname con le guardie delle Bandite granducali.

- Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro gli eredi di Francesco Casini dalla Ginestra “per colori mandatili male” per un importo di L. 27.

1589-90 Luca di Serafino Sartori agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Bastiano di Tommaso Brizzelli, portando in giudizio una scritta gabellata.

1593-94 Si offre nel tribunale podestarile di Montelupo come mallevadore di Francesco di Tommaso Brizzelli, già Camarlingo di Montelupo.

1594 Luca di Serafino di Piero Sartori è richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo dagli Ufficiali della Gabella dei Contratti del pagamento di lire 35 dovute all’eredità di Caterina, sua matrigna.

- Viene carcerato del Podestà di Montelupo in data 10 febbraio 1593 [’94].

1597 Nel tribunale podestarile di Montelupo Luca di Serafino Sartori, come zio di Giuseppe di Bernardo di Luca, compare per confermare il precetto posto presso lo stesso tribunale contro Giovanni di Donato Mazuoli e monna Costanza sua madre, perché sgomberino la casa di detto Giuseppe “stante che è passato tempo della locatione”, ed anche perché la sorella di Giovanni “fa cattivi portamenti… come ne produssero fede di persona”. Il Podestà di Montelupo esprime sentenza favorevole ai Sartori.

- Pone ricorso nel tribunale podestarile di Montelupo contro Francesco di Salvatore Brizzelli, e il Podestà, con sua sentenza in data 8 luglio, ordina al Brizzelli di pagare a Luca di Serafino Sartori entro dieci giorni la somma di lire 182.18.- più le spese processuali.

1599 Gli è intestato il seguente arroto di Decima: “Una stanza sopra alla bottega, dove esercita l’orciolaio, posta in Montelupo, della quale fu notificato a libro quarto c. 48 sotto n. 39… appigionasi a Monna Betta di Domenico per L. 12.- piccioli l’anno… Salda questo dì 27 ottobre 1599. Soldi 3.7 denari”.

1600 È citato nel tribunale podestarile di Montelupo da Biagio d’Antonio Cozzetti.

- È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito dovuto ad acquisto di carne.

1601 Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo in data 14 agosto contro Tommaso di Alessandro per lire 6.10.2.

- Citato nel tribunale podestarile di Montelupo da Giovacchino di Guido Maffei per un debito di lire 20.

1604 Gli è intestato il seguente arroto di Decima: “Una fornace con bottega sotto la sua casa, a uso di stovigliaio, posta in Montelupo, soldi 6.4 denari. Pervenutali per compra fatta da Giuseppe di Bernardo di Luca per fiorini 200 (da lire 7.-), rogato da ser Bastiano di Simone Cini sotto dì 21 novembre 1604 (fede in filza n. 265). Salda 27.I.1604 [’05]”.

- In data 11.XII.1604 Luca di Serafino doveva saldare un debito di L. 10.11.4 per la fornitura di libbre 75 e mezzo di piombo sodo, vendutogli in ragione di L. 14 ogni 100 libbre da Lorenzo di Pagolo mugnaio di Empoli. Egli fornisce un acconto di L. 7, ma per il restante debito i suoi eredi vengono richiesti dal creditore presso il tribunale podestarile di Montelupo nel 1619, allorquando Luca è già morto.

1604-05 La società cantante in Gabriello Marmi agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Luca di Serafino per un credito di lire 17.

- Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo, per pigione di casa decorsa, contro monna Costanza d’Antonio Mazuoli e Donato suo figlio.

1605 Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro maestro Filippo Lotti per resto di piombo venduto.

- È richiesto dalla Gabella dei Contratti nel tribunale podestarile di Montelupo del pagamento di L. 12.- per aver acquistato una casa in Montelupo nel luogo detto la piazza de’ Becarelli.

- Gli è intestato il seguente arroto di Decima: “Una bottega con fornace sotto, ad uso di orciolaio, sulla Strada maestra, Decima 7 soldi 2 denari; per arroto 1560 n. 288 (?) e per l’agumento 1576 n. 332, denari 6. Pervenutali per redità e morte di Serafino suo padre, morto più fa (a levare da sua posta c. 639), con presenza di Luca aconcia 13.I.1605 [’06]”.

1607 Nell’arroto di Decima intestato ai figli Serafino e Francesco risulta morto il 22 settembre 1607.

 

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FRANCESCO di Luca di Serafino di Luca Sartori

1607 A Francesco di Luca ed al fratello Serafino è intestato il seguente arroto di Decima: “Una stanza sopra la bottega, dove esercita l’orciolaio in via Maestra (per arroto 1599 n. 104 -) 3 soldi 7 denari; una fornace con bottega, sotto la sua casa a uso di stovigliaio, Decima 6 soldi 7 denari; una bottega a uso d’orciolaio su la Strada maestra, Decima 7 soldi 2 denari, per arroto 1605 n. 47. Beni pervenuti per redità e morte di Luca lor padre, morto 22.IX.1607 (fede in filza 257). Da levare da Luca di Serafino di Luca a c. 620. Aconcia con presentia di Serafino 8.XI.1607. Salda 29 novembre 1607”.

1621 Si intesta a Francesco di Luca ed al fratello Serafino un arroto di Decima che ripete quello del 1607.

1649 Fornisce stoviglie in data 5 giugno al convento della SS. Annunziata in Firenze, e gli è intestata la seguente posta in uscita: “a Francesco di Luca Sartori da Montelupo nostro vasellaio a conto di mezzette e boccali dati al nostro convento, ricevuta in filza c. 106 L. 28.-”.

- Fornisce stoviglie in data 10 novembre al convento della SS. Annunziata in Firenze, e gli è intestata la seguente posta in uscita: “idem - a conto di diversi vasari [sic!] dati al nostro convento, portò detto, ricevuta in filza c. 116 L. 29.-”.

1650 Fornisce stoviglie in data 4 gennaio al convento della SS. Annunziata in Firenze, e gli è intestata la seguente posta in uscita: “idem - acconto di mezzette e boccali, dati alla nostra cantina, portò detto, contanti, ricevuta in filza c. 119”.

1653 Fornisce stoviglie in data 1 giugno al convento della SS. Annunziata in Firenze, e gli è intestata la seguente posta in uscita: “a Francesco di Luca Sartori nostro vasaro a Montelupo a conto di boccali e mezzette, e resta creditore di scudi… portò detto contanti, ricevute in filza a c. 186 L. 14”.

1654 A Serafino di Luca gli viene intestata dal convento della SS. Annunziata in Firenze in data 24 marzo 1653 [’54] la seguente posta in uscita: “L. 28.- tanti sono per a buon conto di quello deve havere, ricevuta in filza c. 241 L. 28”.

- Fornisce stoviglie in data 5 dicembre al convento della SS. Annunziata in Firenze, e gli è intestata la seguente posta in uscita: “a conto di più bocchali e mezzette, ricevuti in filza a c. 220 lire. 14.-”.

1655 Fornisce stoviglie in data 1 luglio al convento della SS. Annunziata in Firenze, e gli è intestata la seguente posta in uscita: “A conto di più bocchali e mezzette consegnati da detto alla nostra cantina - ricevuta in filza”.

- Fornisce stoviglie in data 3 novembre al convento della SS. Annunziata in Firenze, e gli è intestata la seguente posta in uscita: “a conto di bocchali e mezzette, portò contanti ricevuta in filza a c. 237 - 3.XI.1655 L. 28”.

- Nell’arroto di Decima intestato a Porzia, sorella di Francesco di Luca Sartori e vedova di Domenico Pini, si dice che essa eredita i beni descritti dal fratello, morto senza figli in data 13 novembre 1655.

1656 Nei libri di uscita del convento della SS. Annunziata in Firenze è iscritta in data 21 novembre la seguente posta: “21.XI.1656 - agl’heredi di Francesco di Luca Sartori L. 27 sono per resto del prezzo di n. 130 boccali comprati da loro a ragione di soldi 2.4 l’uno, che importavano tutti lire 42.13.4, et essendo restati debitori nel saldo fatto d’accordo sotto di 30.X.1656 di L. 15.13.-, si sono defalcate dalle dette L. 42.13.4, e restano del pari sino al presente dì, portò contanti Luca di Domenico Pini, herede di detto Sartori, ricevuta in filza a c. 260 e conto in filza n. … [sic] e polizza del canovaio in filza n. … [sic] L. 27.-”.

 

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SERAFINO di Luca di Serafino di Luca Sartori

1607 A Serafino di Luca ed al fratello Francesco è intestato il seguente arroto di Decima: “Una stanza sopra la bottega, dove esercita l’orciolaio in via Maestra (per arroto 1599 n. 104) 3 soldi 7 denari; una fornace con bottega, sotto la sua casa a uso di stovigliaio, Decima 6 soldi 7 denari; una bottega a uso d’orciolaio su la Strada maestra, Decima 7 soldi 2 denari, per arroto 1605 n. 47. Beni pervenuti per redità e morte di Luca lor padre, morto 22.IX.1607 (fede in filza 257). Da levare da Luca di Serafino di Luca a c. 620. Aconcia con presentia di Serafino 8.XI. 1607. Salda 29 novembre 1607”.

1621 Si intesta a Serafino di Luca ed al fratello Francesco un arroto di Decima che ripete quello del 1607. “E si levano da 1570 c. 645 da Serafino ecc. suddetti, per saldo di detto conto. Salda I.IX.1621”.

 
     

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