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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Pescioni  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
SIMONE di Francesco

1705 Simone di Francesco invia una supplica all’Auditore Fiscale affinché siano salvaguardate da indebite appropriazioni dei fratelli Giuseppe e Anton Maria i diritti che ha sull’eredità paterna.

“Illustrissimo signor Auditore Fiscale. Simone del quondam Francesco Pescioni di Monte Lupo, descritto nell’onorata militia di S.A. Reale, umilmente …gli espone come elli ha sempre vissuto in commune doppo la morte del padre con Giuseppe et Anton Maria suoi fratelli, quali posseggono, oltre alle masseritie di casa, suppellettili e gioie quali non si vedono più, stimando che le vogliono occultare, una bottega ad uso di fornace con tre stanze sopra alla medesima, et alcuni miglioramenti fatti in una casa riceuta per dote, et uno negotio di fornace e stovigliaio di maioliche et altra piatteria ordinaria, del qual negotio hanno imbarcato numero 300 dozzine di lavoro ordinario per mandare a Livorno, quale importa pezze novantacinque… Et hanno serrato forzatamente fuori di casa l’oratore, senza volerli dare né consegnare della sua parte cosa alcuna, onde elli, desiderando la portione sua e di riconsegnare la detta piatteria a Livorno per conseguire la sua parte del prezzo d’essa… supplica …V.S. Illustrissima a volersi degnare di farli gratia d’ordinare che li sia consegnato all’oratore la sua parte…”.

Ascm, Podestarile 657, cc. 421r.-v.

In ordine a questa supplica - non datata, ma del settembre 1705 - il Podestà di Montelupo ordina ad Antonio Ammannati e Anton Francesco Nelli di procedere all’inventario dell’eredità di Francesco Pescioni, che si inizia in data 7 ottobre (Ascm, Podestarile 657, c. 422r.); l’inventario [vedi il V volume di questa Storia] si estende per numerose carte del Civile in questione (in particolare da c. 423r. a c. 428v., poi c.433r.-v.)

1706 Simone supplica di nuovo l’Auditore Fiscale a terminare la sua vertenza con i fratelli in data 16 gennaio.

Ascm, Podestarile 657, c. 429r.

1743 Teresa Piovani, vedova di Simone Pescioni, fa istanza al Podestà di Montelupo affinché sia dichiarata creditrice dell’eredità del medesimo, non solo per l’importo di scudi 225, già stabilito dal predecessore del medesimo, ma anche delle lire 140.5.4 che si vantano nei confronti di Domenico Castellani.

Ascm, Podestarile 713, c. 416r.-v.

 

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GIUSEPPE di Francesco detto Riccio

1705 Suo fratello Simone rivolge un supplica all’Auditore Fiscale affinché siano tutelati i suoi diritti ereditari, che i fratelli Giuseppe ed Anton Maria non vogliono riconoscergli [vedi a Simone].

1706 Nuova supplica del fratello Simone contro di lui e l’altro fratello Anton Maria [vedi a Simone].

1707 Giuseppe Tosi fa istanza nel tribunale podestarile di Montelupo affinché Matteo Bandini lasci libera la fornace già a lui affittata, ma ora venduta a Giuseppe ed Anton Maria Pescioni in data 24 gennaio [vedi il documento a Matteo Bandini].

1720 È morto da tempo. Suo fratello Anton Maria si presenta infatti nel tribunale montelupino come rappresentante dei suoi eredi [vedi ad Anton Maria].

 

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ANTON Maria di Francesco

1705 Suo fratello Simone rivolge una supplica all’Auditore Fiscale affinché siano tutelati i suoi diritti ereditari che i fratelli Anton Maria e Giuseppe non vogliono riconoscergli [vedi a Simone].

1706 Nuova supplica del fratello Simone contro di lui e l’altro fratello Giuseppe [vedi a Simone].

1707 Giuseppe Tosi fa istanza nel tribunale podestarile di Montelupo affinché Matteo Bandini lasci libera la fornace già a lui affittata, ma ora venduta in data 24 gennaio ad Anton Maria e Giuseppe Pescioni [vedi il documento a Matteo Bandini].

1720 Anton Maria, anche in veste di rappresentante degli eredi del fratello Giuseppe, compare nel tribunale podestarile di Montelupo per giustificare l’assenza di obblighi che egli ha nei confronti degli eredi di Matteo di Gabriello Bandini:

/c. 192r./Prima dunque pone e, bisognando, provar intende, come il dì 24 gennaio 1706 [’07] Giuseppe e Anton Maria Pescioni comprorno dal signor Giuseppe di Biagio Tosi una casa posta in Montelupo su la piazza de’ Balli, consistente in un terreno ad uso di botega con un palco sopra, una corte scoperta, un’orto [sic] son suo pozzo, un terreno, una cantinuccia in volta, uno stanzone con sua fornace per quocervi [sic] stoviglie

/c. 192v./, secondo pone come detto Matteo… nel tempo di detta compra abitava, teneva a pigione e godeva tutto quello che essi compratori comprorno dal detto signore Tosi… [inoltre egli fu già condannato per contumace]”.

Ascm, Podestarile 681, cc. 192r.-v.

 

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FRANCESCO di Giuseppe di Francesco

1739 Francesco di Giuseppe intima nell’ottobre di quest’anno al fratello Angiolo Maria di ricevere la parte di eredità del padre che gli spetta.

“Ad istanza del caporale Francesco Pescioni s’intima …a Angiolo Maria Pescioni come detto instante intende dare prontamente la parte spettante a detto Angiolo e proveniente da Giuseppe Pescioni loro…padre, ritrovata nella di lui eredità per equal porzione, dedotti i debiti a tenore delle stime da farsi…”.

Ascm, Podestarile 709, c. 217r.

1743 Giuseppe Maria Brizzelli pone istanza di sequestro nei confronti di Francesco di Giuseppe.

“Ad istanza del signore Giuseppe Maria Brizzelli si staggisce, sequestra, raccomanda appresso et in mano di Giovan Giuseppe et Antonio Terreni, ogni quantità di danaro che devano [sic] a Francesco Pescioni della pigione della fornace che tengano [sic] da detto Pescioni, e questo per la somma di lire 35, che però quelle salvi et a nessuno dia senza licenza della corte… Adì primo luglio 1743 staggito quanto sopra a’ detti Terreni con cedola in stampa …/c. 362v./ E adì primo luglio 1743 notificato detto sequestro a detto Pescioni…”.

Ascm, Podestarile 713, cc. 262r.-v.

1745 Valentino Serafini produce i documenti giustificativi di un sequestro che egli ha chiesto nel tribunale montelupino contro Francesco di Giuseppe.

“Valentino Serafini in suo proprio nome e come meglio et cetera nella causa di sequestro stato fatto… contro Francesco Pescioni per la somma di lire 40… raccomandato in mano et appresso di Antonio Terreni, fittuario della fornace e casa di detti Pescioni, come il tutto appare al quaderno de’ sequestri… [in giustificazione del medesimo] produsse e produce una scritta fatta fino sotto dì 19 ottobre 1737, nella quale l’avversario si riconosce debitore di lire 42.14.8 di detto comparente…Adì 22 settembre 1745 esibita”.

Ascm, Podestarile 718, cc. 244r.-v.

- Francesco Pescioni e Ginevra, vedova di Giovan Maria Pescioni, in qualità di eredi di Michele Coffici, chiedono a Giovenale Pescioni se intende acquistare un piano di una casa posta nel castello di Montelupo, che in caso di recessione dall’acquisto da parte del medesimo essi porranno in vendita.

Ascm, Podestarile 718, c. 421r.

 

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TOMMASO di Giuseppe di Francesco

1769 Tommaso Pescioni e i suoi familiari pongono instanza di sgombero nel tribunale podestarile di Montelupo nei confronti di Antonio e Giuseppe Terreni, affittuari della loro fornace posta nella piazza dei Balli di Montelupo.

“Ad istanza di Tommaso et altri Pescioni, con sodo di banco di Filippo Peri, si [fa] istanza…a Antonio e Giuseppe e sua famiglia che per tutto il dì 3 dicembre 1769 abbino rilasciata libera e vacua e spedita la fornace a uso di stovigliaio con tutte le sue stanze e portici e tutta la casa annessa a detta fornace posta in Monte Lupo, luogo detto la piazzetta de’ Balli, volendo i comparenti instanti fare uso di detta fornace e casa di lor proprietà come più e meglio gli parrà e piacerà. E intanto detti intimanti nel termine di giorni otto rendino conto a detti istanti delle pigioni decorse e non pagate, e si dichiarino nel /c. 181v./ termine di giorni tre se vogliono accettare la presente disdetta… Adì 20 maggio 1769 notificata… Adì 24 maggio comparsero in corte detto Giuseppe e fratelli Terreni, e dissero e dicono d’essere creditori di detti Pescioni, e che il padre di detti Terreni è mallevadore d’un obbligo cambiale a Domenico Moschini, e che detti Terreni hanno acquistato l’entratura magna, che non si vogliono perdere le sue ragioni e che i conti gl’anno resi al suo nipote Pescioni…”.

Ascm, Podestarile 753, cc. 181r.-v.

1776 Nel documento di consegna della Decima Granducale di quest’anno è trascritta la seguente partita, intestata a:

“/c. 741v./ Tommaso di Giuseppe, Giuseppe Andrea, Anton Maria di Giovan Francesco di Francesco di Riccio Pescioni.

Una casa posta in Monte Lupo, luogo detto sulla piazza de’ Balli, consistente in un terreno ad uso di bottega con un palco sopra con corte scoperta, con un orto con suo pozzo di dieci braccia di terreno in quadro in circa e per quanto ecc. Un terreno, una cantinuccia in volta e uno stanzone con sua fornace per cuocere le stoviglie, confina a primo piazza de’ Balli, secondo capitano Giuseppe Passerini, terzo via del Papa, quarto Nicodemo Papanti, quinto compagnia dello Spirito Santo, sesto dottor Marco Tosi, settimo Giuseppe e Antonio M[aria] Pescioni, con Decima di fiorini --.2.1. Pervenuta in Tommaso con rata e porzione ed in Giuseppe e Anton Maria per morte del padre Giovan Francesco seguita più fa. Per arroto 1769 numero 99”.

Asf, Decima Granducale 5788, c. 741v.

1780 Registrazione di Decima intestata a Tommaso di Francesco:Tommaso et cetera di Francesco Pescioni a 270, lire 2.7.7. A 17 luglio 1780 pagò la pigione della fornace appresso Giuseppe Costoli”.

Ascm, Podestarile 772, c. 132r.

 

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GIUSEPPE ANDREA di Giovan Francesco di Francesco

1773 Istanza di sequestro, posta nel tribunale podestarile di Montelupo da Giuseppe Pescioni e congiunti, abitanti a Firenze, contro Giovenale e Giuseppe Terreni in ragione di un debito pregresso di 15 scudi. I Terreni accettano il pignoramento.

“Ad istanza e per interesse di Giuseppe et cetera Pescioni abitanti nella città di Firenze… si staggisce, sequestra e raccomanda nelle mani di Giuseppe Costoli di Monte Lupo ogni quantità di denaro che ritiene in sua mani da darsi e pagarsi a Giovenale e Giuseppe fratelli Terreni, mediante le robbe state dal detto Costoli comprate d’attenenza di detti fratelli Terreni, consistenti in attrezzi, tavole, rote et cetera esistenti et attinenti al negozio di bottega di piatteria et cetera… come essi Terreni debitori di detti Pescioni istanti della somma di scudi quindici… Adì 14 settembre 1773 staggito quanto sopra …/c. 256v./ Adì 25 settembre 1773. Io Giuseppe Terreni, in nome ancora di Giovenale mio fratello, accetto per ben fatto e legittimamente giustificato il sopra detto sequestro…”.

Ascm, Podestarile 760, cc. 256r.-v.

1776 È intestatario, col cugino Tommaso di Giuseppe ed il fratello Anton Maria, di una casa posta sulla piazza dei Balli di Montelupo con bottega e fornace, pervenutagli per arroto del 1769, seguito alla morte del padre [vedi il documento a Tommaso].

1776-96 Compare comefratellonelle poste iscritte nel Dazzaiolo comunitativo che sono intestate al fratello Anton Maria [vedi i documenti ad Anton Maria].

 

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ANTON MARIA di Giovan Francesco di Francesco

1776 “Anton Maria Pescioni fratello e fornacecompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 151, c. 127v.

- È intestatario, col cugino Tommaso ed il fratello Giuseppe Andrea, di una casa posta sulla piazza dei Balli di Montelupo con bottega e fornace, pervenutagli per arroto del 1769 seguito alla morte del padre [vedi il documento a Tommaso].

1777 “Anton Maria Pescioni con fratello e fornacecompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 152, cc. 125v.-138v.

1778 “Anton Maria Pescioni con fratello e fornacecompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 153, cc. 112v.-124v.

1779 “Anton Maria Pescioni fratello e fornacecompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 154, cc. 114r.-126r.

1779-80Anton Maria di Michele [sic] Pescioni con fratello e fornacecompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 155, cc. 117r.-131v.

1780 “Anton Maria di Michele [sic] Pescioni e fratello e bottega di piattaiocompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 156, cc. 131r.-144v.

1782 “Anton Maria di Michele [sic] Pescioni, fratello e bottega di piattaiocompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 157, cc. 128v.-142v.

1783 “Anton Maria di Michele [sic] Pescioni, fratello e bottega di piattaiocompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 158, cc. 61v.-73v.

1784-85Anton Maria di Michele [sic] Pescioni con fratello e bottega di piattaio possessorecompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 162, cc. 74v.-88v.

1785-86Anton Maria di Michele [sic] Pescioni, fratello e bottega di stovigliaio possessoricompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 164, cc. 56v.-68r.

1786-87Anton Maria di Michele [sic] Pescioni, fratello e bottega di stovigliaio possessoricompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 166, cc. 70r.-90r.

1787-88Anton Maria di Michele [sic] Pescioni, fratello e fornace, anzi bottegacompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 168, cc. 61r.-79r.

1788-89Anton Maria di Michele [sic] Pescioni per la bottegacompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 170, cc. 60r.-77r.

1789-90Anton Maria di Michele [sic] Pescioni compare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 171, cc. 61v.-79r.

1790-91Anton Maria di Michele [sic] Pescioni. Paga solo una liracompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 174, cc. 68r.-85r.

1792-93Antonio Pescioni e fratello fornaciaio compare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 180, cc. 59v.-80r.

1793-94Antonio Pescioni e fratello fornaciaio compare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 183, cc. n.n.

1794-95Antonio Pescioni e fratello fornaciaio compare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 185, cc. 61r.-76r.

1795-96Anton Maria Pescioni [e] fratello per la fornacecompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 188, cc. 61r.- 76v.

1796-97Anton Maria Pescioni per la fornacecompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 192, cc. 61r.-80r.

1797-98Anton Maria Pescioni per la fornacecompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 195, cc. 61v.-83v.

1798-99Anton Maria Pescioni per la fornacecompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 198, cc. 62v.-86v.

1799-1800Anton Maria Pescioni per la fornacecompare nel Dazzaiolo comunitativo.

Ascm, Comunità 200, cc. 64v.-88v.

 
     

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