Piero di Matteo di Piero
Pelamatti1527 Fornitura per la SS. Annunziata in data 4 giugno “portò
Piero di Matteo da Monte Lupo per parte de l’opre, tra boccali e 6 mezzette,
soldi 14” (Ircani, p.355).
- Fornitura per il medesimo convento fiorentino in data 19 giugno “portò
Piero di Matteo da Monte Lupo per resto di bocali e mezzette …da Piero da Monte
Lupo furono 32” (Ircani, p. 355).
1544 Fa istanza presso la Corte del Podestà di Montelupo di acquisire varie
testimonianze per provare che Battista di Stefano di Quirico sia nottetempo
entrato nella sua abitazione per introdursi nel letto di sua moglie Laura in
data 3 ottobre. Papino del Bebbe testimonia di aver ricevuto la
confessione del reo, che però si mostra pentito, e lo stesso attesta Bartolomeo
di Jacopo di Domenico.
1544-45 È testimone di una rissa con ferimento tra abitanti di Samminiatello
e di Montelupo, nel corso della quale Gabriello di Bastiano di Pierantonio di
Samminiatello ferì Antonio di Giovanni del Becha da Montelupo. Nella
deposizione Piero dichiara di avere 30 anni, ma doveva avere qualche anno di
più, visto che già nel 1527 - probabilmente come garzone - consegnava ceramiche
alla SS. Annunziata [vedi sopra].
1545 Con lettera della Mercanzia si dispone che il Podestà di Montelupo, per
conto di Andrea ed Alessandro Zuccherini di Empoli, gravi i beni di Piero di
Matteo per la somma di 10 fiorini, oltre alle spese processuali, pari a lire
3.7.4.
- Pandolfo di Piero Petrucci, cittadino fiorentino, pone in data 30 maggio
nel tribunale podestarile di Montelupo istanza di sequestro cautelativo di
vasellami od altro lavoro esistente nella fornace di Piero di Matteo Pelamatti
da Montelupo in ragione di un credito di lire 25 che vanta verso di lui per
avergli fornito legname.
1560-61 Piero di Matteo Pelamatti, abitante a Pisa, chiede nel tribunale di
Montelupo, per tramite di Antonio di Andrea da Samminiatello, di riscuotere lire
21 per cose da lui a suo tempo vendute.
1563-64 È nominato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo.