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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Pelamatti  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
Matteo Pelamatti

1516-17 Bastiano di Pierantonio Masotti testimonia in data 3 settembre 1539, riferendo gli avvenimenti al 1516 o 1517, di una rissa occorsa tra Giovanni Bracci beccaio di Montelupo e Matteo Pelamatti per un giuoco d’azzardo:

“decto Giovanni Brachis faceva la becheria a Montelupo, spesso giuchava con Matteo Pelamatti et che un dì in decto tempo li decti Giovanni et Matteo giuchavano in una stalla del detto Bastiano testimone, alla chondennata, et decto Giovanni vinceva et Matteo haveva un monte di denari innanzi, et giuchando dicto Giovanni disse più volte: ‘io voglio vedere se tu se’ buono’ et Matteo disse ‘io so’ buono’, et giucharono tanto che dicto Giovanni li vinse scudi venti, cioè lire 140, et fermorono, et Giovanni tirò li denari et contoronli, che erano scudi undici in circha, et nel volere il resto si ebbero a azuffare, et Giovanni diceva: ‘dammi li mia denari’ et Matteo diceva: ‘io non ne ò più hora’. Et così ci corse molte parole et dicto Bastiano testimone si misse fra loro et diviseli, et non li lassò azuffare…” [3 settembre 1539].

Ascm, Podestarile 363, c. 37v.

 

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Piero di Matteo di Piero Pelamatti

1527 Fornitura per la SS. Annunziata in data 4 giugno “portò Piero di Matteo da Monte Lupo per parte de l’opre, tra boccali e 6 mezzette, soldi 14” (Ircani, p.355).

- Fornitura per il medesimo convento fiorentino in data 19 giugno “portò Piero di Matteo da Monte Lupo per resto di bocali e mezzette …da Piero da Monte Lupo furono 32” (Ircani, p. 355).

1544 Fa istanza presso la Corte del Podestà di Montelupo di acquisire varie testimonianze per provare che Battista di Stefano di Quirico sia nottetempo entrato nella sua abitazione per introdursi nel letto di sua moglie Laura in data 3 ottobre. Papino del Bebbe testimonia di aver ricevuto la confessione del reo, che però si mostra pentito, e lo stesso attesta Bartolomeo di Jacopo di Domenico.

1544-45 È testimone di una rissa con ferimento tra abitanti di Samminiatello e di Montelupo, nel corso della quale Gabriello di Bastiano di Pierantonio di Samminiatello ferì Antonio di Giovanni del Becha da Montelupo. Nella deposizione Piero dichiara di avere 30 anni, ma doveva avere qualche anno di più, visto che già nel 1527 - probabilmente come garzone - consegnava ceramiche alla SS. Annunziata [vedi sopra].

1545 Con lettera della Mercanzia si dispone che il Podestà di Montelupo, per conto di Andrea ed Alessandro Zuccherini di Empoli, gravi i beni di Piero di Matteo per la somma di 10 fiorini, oltre alle spese processuali, pari a lire 3.7.4.

- Pandolfo di Piero Petrucci, cittadino fiorentino, pone in data 30 maggio nel tribunale podestarile di Montelupo istanza di sequestro cautelativo di vasellami od altro lavoro esistente nella fornace di Piero di Matteo Pelamatti da Montelupo in ragione di un credito di lire 25 che vanta verso di lui per avergli fornito legname.

1560-61 Piero di Matteo Pelamatti, abitante a Pisa, chiede nel tribunale di Montelupo, per tramite di Antonio di Andrea da Samminiatello, di riscuotere lire 21 per cose da lui a suo tempo vendute.

1563-64 È nominato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo.

 

     

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