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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Patani  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
Lorenzo d’Andrea di Lippo

1427 Invia la sua (autografa) portata al Catasto:

“Questi sono i beni di Lorenzo d’Andrea da Montelupo… Una meza casa posta in Empoli, fiorini 30… Una terza casa posta in Chiusura… non vi abita persona. Una meza casetta posta i’ nel Borgho di Montelupo a la porta a San Piero… non vi abita persona, fiorini 4”; denuncia inoltre la proprietà di quattro pezzi di terra; la sua famiglia è così composta: “Io Lorenzo d’Andrea d’età d’anni 58; mona Ma[n[tte [Diamante] sua dona d’anni 40; Nanni suo figliolo d’anni 18; Menicho suo figliolo d’anni 14” e due figlie femmine. Tra i debiti Lorenzo afferma che “de’ dare a Domenico d’Antonio Ispigliati lire 16; a Meo Lapacci lire 12 soldi 10. Debo dare al detto Simone di Michele orciolaio i’ Montelupo lire 60. Io Lorenzo sono orciolaio, e sto per lagorante con Simone di Michele orciolaio; Nanni mio figlio pe’ lagorante… e d’estimo soldi 17”.

- Figura come debitore per 3 fiorini nella portata catastale di Miniato e Maso di Domenico, orciolai in Firenze a Ricorboli.

 

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Giovanni di Lorenzo d’Andrea di Lippo

1427 È citato nella portata catastale del padre [vedi sopra], nella quale si afferma che egli ha 18 anni e s’impiega come lavorante (“Nanni mio figlio pe’ lagorante”).

1435 Con atto notarile rogato da ser Jacopo Mini, dicendosi orciolaio di Montelupo, ma abitante in Firenze nel popolo di San Niccolò, acquista un pezzo di terra posto a Montelupo per un prezzo di lire 42 di piccioli.

1453 Sua figlia Margherita, con atto notarile di ser Jacopo Mini, elegge un procuratore; in quella occasione ella afferma che suo padre è già morto.

 

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Domenico di Lorenzo d’Andrea detto Patano

1427 Compare nella portata del padre, lavorante nella bottega di Simone di Michele orciolaio da Montelupo [vedi sopra]; si dice che Domenico ha allora 14 anni.

1443 Con atto notarile rogato in Empoli da ser Piero di Cresci, Domenico di Lorenzo, orciolaio di Montelupo che ora abita a Firenze, vende una mezza casa indivisa a Jacopo di Bino Bindi per un prezzo di 22 fiorini.

1445 Agosto 15, atto in Empoli: “Dominicus Laurentii vocatus Patano, orciolarius de Montelupo habitator Florentie vendidit etc. Jacopo Bino Bindi de Fibiana, habitatori in Montelupo… unam dimidiam domum communem pro indiviso cum ipso emptore… Item unum petium terre situm in Montelupo… pro pretio florenorum 22 auri etc., cum pacto quod dicto venditori liceat redimere dicta bona hinc ad quinque menses proximos futuros…”.

- Prete Antonio del fu Francesco, officiante nella chiesa di San Niccolò di Firenze, lo nomina procuratore con atto notarile rogato da ser Jacopo Mini.

- Fornisce “ciotole, orciuoli ed altre terre”, e poi ancora “orciuoli e saliere”, al convento fiorentino della SS. Annunziata.

1449 Fornisce “lucernini di terra” alla Compagnia di Sant’Agnese di Firenze.

1451 È testimone ad un atto notarile rogato in Firenze da ser Jacopo Mini.

1452 Fornisce orcioli ed altre ceramiche all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze.

1454 Partita in uscita a lui intestata nell’archivio dell’Ospedale degli Innocenti di Firenze: “Domenico di Lorenzo che fa fornace di schodelle e urciolli alla porta a Sa’ Nicholò de’ avere per ischodelle e urciuoli e chatinetti lire 4”. Fornisce ancora in quell’anno mezziquarti, piattelli “e altre chose di detto mestiero”.

- Fornisce “saliere, vasi da olio e aceto” ed altre stoviglie al convento fiorentino della SS. Annunziata.

1455 Fornisce “2 orciuoli grandi da 8 metadelle”, quarti ed altre ceramiche, al convento della SS. Annunziata.

- Affitta dall’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze un casa posta nel popolo di San Niccolò per il prezzo annuo di 7 fiorini e mezzo, oltre a due paia di capponi.

1457 Gli viene attribuito un onere catastale di 3 soldi.

- Compare nelle portate del Catasto di vari contribuenti come debitore o creditore.

- Fornisce orciuoli e scodelle “invetriate” al monastero del Paradiso di Firenze.

1460 Conti riguardanti Domenico di Lorenzo si trovano nei registri della Badia a Settimo; in alcuni di questi egli risulta debitore per vino ricevuto (“Domenicho di Lorenzo orc[i]olai[o] alla porta vecchia a San Nicholò de’ dare… lire 21 soldi 5 piccioli, sono per 17 barili di vino vermiglio di piano per soldi 25 il barile… a nostra vettura in Firenze”) ed altre cose - tra le quali vino cotto, aceto e lino - in altri è creditore per ceramiche inviate. Tra queste si citano piattellini piani, pietanze, scodelle, scodellini, metadelle, mezzoquarti, quarti per lire 11.13.6; segue un’altra fornitura per ben lire 65.2.3.

- Portata catastale di Domenico di Lorenzo.

“Quartiere Santa Croce, piviere di San Giovanni di Firenze, popolo di Sa’ Nicholò dentro alle mura.

Domenicho di Lorenzo d’Andrea Patani da Montelupo orciolaio alla porta vechia da Sa’ Nicholò, à d’estimo soldi 4 denari 6 nel chomune di Montelupo n. 56. Sustanze:

una mezza chasa per non divisa… posta in detto chastello, da primo via, secondo Matteo di Stefano, terzo rede di Bechosso, di stima di fiorini 20.

Traficha in bothega degli orciuoli alla porta a Sa’ Nichollò… Boche:

Domenicho detto, d’anni 42;

Monna Giuliana sua donna, d’ani 36;

Lorenzo suo figliuolo, d’ani 14… Adì 24 di Genaio 1459 [’60]”.

Gli viene attribuita una tassa di soldi 7.

- Compare come testimone nell’atto di matrimonio rogato da ser Jacopo Mini tra Apollonia del fu Niccolò di Francesco e Piero di Paolo di Piero orciolaio.

1454-62 In questi otto anni sono registrate circa 25 forniture all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze.

1462 Fornisce “3 mezoquarti e 8 metadelle chon sengni”, oltre a due metadelle e due mezzette dipinte, al convento della Badia a Settimo; una nuova fornitura di mezzette e “3 rinfreschattoi” è segnata nel medesimo anno.

1463 Fornisce “due metine [mezzine] di terra invetriate e dipinte per tutto con diversi foglie e arme di tenuta di 10 metadelle l’una, comperamo per rechare el vino in refettorio” per un valore di lire 2 al convento della SS. Annunziata di Firenze.

- Fornisce ceramiche varie, fra le quali “26 choppe e 8 piatanze” alla Badia a Settimo.

1465 Nuova fornitura di coppe, pietanze, scodelle ed altre ceramiche alla Badia a Settimo.

- Invia, per tramite dei figli Lorenzo e Giovanni, metadelle e mezzette alla SS. Annunziata.

1466 Fornisce mezzette, mezziquarti e un quarto “tristi” alla Badia a Settimo.

- Fornitura di ceramiche, tra cui “catini grandi per la gielatina” alla SS. Annunziata.

1467 Nuove forniture per la SS. Annunziata.

1469 Fornisce mezzette, metadelle e albarelli “per la spetieria” alla SS. Annunziata.

- Domenico di Lorenzo invia la portata catastale:

“Domenicho di Lorenzo d’Andrea orc[i]olaio venne a gravezza l’anno 1457 al chatasto. Ebbe di detto chatasto soldi III. Ebbe di ventina l’anno 1469 soldi II denari X.

Sustanze: uno mezzo chasolare posto in Montelupo, da primo via, 2° rede di Ghoro di Stefano, 3° Jachopo di Bino, 4° rede di Bechosso; el quale chasolare non s’abita perché non à tetto, rende nulla.

Un pezzo di sodo dove g[i]à ffu vignia, posto a Montelupo, luogho detto Rio de’ Malati, da primo la chiesa di San Nicholaio, 2° la chiesa di San G[i]ovanni, 3° detto rio, 4° Tedice Altoviti, non rende nulla.

Incharichi: una chasa dove abito, posta nel popolo di San Nicholò di là d’Arno, tengho a pig[i]one dall’Arte de’ Merchatanti, paghone l’anno fiorini tredici fiorini 13.

Bocche:

Domenicho di Lorenzo sopradetto, d’età d’anni 54;

mona G[i]uliana sua donna, d’età d’anni 44;

Lorenzo suo figliuolo d’età d’anni 26;

Giovanni suo figliuolo d’età d’anni 24;

Antonia sua figliuola d’età d’anni 20;

Girolama sua figliuola d’età d’anni 17;

Bastiano suo figliuolo d’età d’anni 14;

G[i]ovan Ghualberto suo figliuolo d’età d’anni 11;

G[i]uliano suo figliuolo d’età d’anni 5;

Francesca sua figliuola d’età d’anni 4.

[Aggiunta dell’Ufficiale] Va in Chontado e nel quartiere di Santa Croce a n. 2; va in Chomtado perché ebbe il padre suo estimo nel ’51, e questo Domenicho era chon questo in deta graveza di suo padre nel ’51”.

1470 Fornisce sette dozzine “di vaselle a lire 2 la dozine” (la fornitura comprende mezziquarti, metadelle e mezzette) al convento della SS. Annunziata.

1471 Posta catastale intestata a Domenico di Lorenzo e Giuliano di Papino nel popolo di San Giovanni a Montelupo:

“Domenicho di Lorenzo d’Andrea Lippi da Montelupo e Giuliano di Papino d’Andrea, avevano d’estimo nell’anno 1455 in nome di Papino soldi… [sic], all’estimo presente e del 1455 soldi 47. Substazia:

una chasa per loro habitare a uso, posta nel detto popolo di Sancto Giovanni nella via Nuova, con orto, nella quale fanno botegha da orciuoli, che da primo via, a secondo e terzo la chiesa di San Nicholò, a quarto Vestro [?] di Bino, stimola detto esercitio fiorini 40, [parte di mano dell’Ufficiale del Catasto] traficho, fiorini 20, [totale] fiorini 60;

uno pezo di terra vingnata… nel popolo di San Giusto a Petrognano…, fiorini 35;

uno fornello da calcina e staia 3 di terra lavoratia…, fiorini 70;

uno pezo di terra vingniata… in detto popolo…, fiorini 5;

uno pezo di terra…, fiorini 5;

una chasetta posta in su’ fossi d’Enpoli…, fiorini 50;

una chasetta…, fiorini 10;

uno pezo di terra…, fiorini 15;

uno pezo di terra vignata posto nel popolo di Saminiatello…, fiorini 15;

uno pezzo di terra non diviso posto nel popolo di San Martino [a] Puntormo…, fiorini 60;

uno pezo di terra vignata per non diviso con Francesco di Tofano [Tofani] da Saminiatello posto nel popolo di Santo Stefano a Capraia…, fiorini 28;

abbiano uno asinellaccio e uno muletto di fiorini 8, fiorini 10;

una schafaccia trista e scarenata di stima di fiorini 8, fiorini 20.

Incharichi e oblighi:

siamo oblighati a ffare e abbiamo a rendere una dota a monna Mattea, donna fu di Papino, 40 fiorini;

abbiamo maritato la Sidonia fu di Papino e abbianle a ddare fiorini 60;

e più abbiamo maritato la Salvestra di Domenicho e abbianle a dare fiorini 60.

Abiamo a ffare ogni anno uno rinovale, overo uficio per l’anima di monna Nanna di Simone di Gianbo nella chiesa di San Michele a Pontormo, e spendiamo lire 4 soldi 8.

Tenghiamo un affitto da Nicholò Anbrogi, dia[mo]gli l’anno lire 16.

Abiamo a dare… chome vedrete. Bocche:

Domenicho di Lorenzo, anni 64;

monna Maria sua donna, anni 45;

Lorenzo mio figliuolo, anni 18;

Giulano di Papino, anni 34;

monna Leonarda sua donna…;

Benedetto suo figliuolo, anni 1;

Bebbe di Papino, anni 2;

Sandra di Papino, anni 26;

Marietta di Papino, anni 13;

Mariotto nostro…[?], anni 45; va detto Mariotto di Domenicho di per sé in detto popolo.

[Aggiunta dell’Ufficiale del Catasto]:

somma questo dì 1 aprile 1471:

valsente fiorini 418, monta soldi 71

teste 2 soldi 6…

Adì 7 di Magio 1471 per diliberazione degli Uficiali s’abatte a detta posta fiorini 40 perché intesono era sopra fatta… Resta el valsente [fiorini] 378, monta soldi 64.3, teste 2, soldi 5, 8 [totale imponibile] lire 3.10”.

1472 Nuove forniture per la SS. Annunziata.

1473 Nuove forniture per la SS. Annunziata.

1475 Fornitura per la Badia a Settimo, comprensiva di “schodellini choll’orlo grande” e “dozine sette e mezzo di più ragioni lavori chotti per soldi 40 la dozina”; quest’ultima per un valore di lire 15.

1478 Fornisce al convento fiorentino della SS. Annunziata “2 mezine grande e schodelle bianche per coprire le botti”.

1479 Importante fornitura per la Badia di San Pancrazio di Firenze:

“un albarello dipinto per la mostarda soldi 10;

12 ciotole, 6 metadelle, 6 mezzette, le quali ci presta infino a tanto avrà finito el lavoro che llui fa per la chasa, chontamosi dette cose d’achordo con Bastiano suo figlio lire 1 soldi 4;

per 23 metadelle si fanno undi[ci] mezzo quarti,

per 20 mezzette si fanno sette mezzoquarti,

per 60 schodelle si fanno 20 mezzoquarti,

per 60 piatanze si fanno 20 mezzoquarti,

per 50 mezze piatanze si fanno 14 mezoquarti,

per 6 mezzo quarti si fanno 6 mezzoquarti.

Tutte queste cho[se] sono 78 mezoquarti, che a farne dozzine sono sei dozzine e mezo a dodici mezoquarti per dozina, e abbiamo fatto d’achordo con Bastiano suo figliuolo lire duo la dozzina, che monta tutto questo lavoro - che è choll’arme nostra sanza altra dipintura - lire XII.

E de’ avere lire due soldi X, sono per 50 ciotole choll’arme della Badia nostra d’achordo chon Bastiano.

E de’ avere per 27 schodelle dipinte alla modonexe e per 55 schodellini dipinti in quel medesimo modo, e per 4 piategli grandi, e per 4 piatelletti mezani e per 9 piatelletti picholi, che montano in tutto d’achordo chon detto Bastiano lire VI soldi X”.

- Nei libri di amministrazione della Badia a Settimo si afferma che le forniture ricevute da Domenico di Lorenzo sono destinate, oltre che alla sede principale, anche a quelle dipendenti di Cestello (in Firenze) e Buonsollazzo.

- Fornisce stoviglie in cambio di grano e vino al convento di San Donato in Polverosa.

1480 Fornisce “8 dozine di più lavorio per lo convento di Septimo” a due lire la dozzina, per un totale di lire 16.

- Altre forniture per la Badia a Settimo, comprensive di scodellini e piattellini per l’ammontare di lire 3.

- Nuova fornitura comprensiva di “110 choppe, 100 schodellini, 50 meze piatanze, 35 piatanze, 24 schodelle, 6 mezoquarti e 4 paia di orciolini, tutto detto lavorìo avuto da llui insino adì 22 di gennaio 1479 [’80] per Septimo e Ciestello e Bonsollazzo, d’achordo insieme per lire XVI soldi XVII”.

- Forniture di metadelle, mezzine, saliere ed altre ceramiche, consegnate dai figli Bastiano e Giuliano, alla SS. Annunziata di Firenze in data 21 dicembre (Ircani, p. 354).

1480-81 Fornisce ancora stoviglie in cambio di 6 staia di grano al convento di San Donato in Polverosa.

1482 Fornitura di ceramiche al convento fiorentino della SS. Annunziata per il figlio Bastiano in data 24 febbraio 1481 [’82] (Ircani, p. 354).

- Fornitura al convento fiorentino della SS. Annunziata di “35 schodelle… 29 schodellini, portò Bastiano di Domenicho orciolaio” in data 9 marzo 1481 [’82] (Ircani, p. 354).

Copia di comparsa davanti al magistato dei Pupilli conservata presso l’Archivio Guicciardini di Firenze:

“Dinanzi a voi, signori Uficiali de’ Pupilli e Adulteri del chomune di Firenze riverentemente io Domenicho di Lorenzo orc[i]olaio, prechuratore [sic] dell’Antonia mia figliuola, cioè Antonio di Giovanni d’Antonio di maestro Giovanni, marito dell’Antonia mia figliuola [dichiaro e confesso che] fe’ donazione a detta Antonia d’una vigna e maserizie poste a Chastel San Giovanni, ed elziandio insino a quel dì chonfessò avere auto e ricevuto per parte di dota fiorini sessanta, di tutto roghato ser Tomaso di Marcho l’anno 1468…”.

 
     

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