Giovan Piero di Niccolò di
Zanobi1543 È nominato al Civile del Podestà di
Montelupo come orciolaio.
- È nominato al Civile del Podestà di Montelupo come orciolaio
per un debito di gabella pari a lire 30. In margine è scritto “morto”.
SalvaTore di Giovan Piero di Niccolò
1540 Con atto notarile rogato da ser Jacopo Nardi del 26 luglio
Salvatore del fu Giovan Piero, detto vasellaio, affitta a livello mezza
casa posta in Montelupo di proprietà della Compagnia di San Lorenzo, ed
elegge come procuratore Andrea di Lorenzo di Monte orciolaio.
1544 Salvatore è nominato nel Civile del Podestà di Montelupo
quale Camarlingo.
1545 Salvatore di Giovan Piero agisce nel tribunale di Montelupo
contro Cipri di Sandro di Nigi per un credito di lire 2.10.-.
- Salvatore di Giovan Piero agisce nel tribunale di Montelupo in data
5 febbraio 1544 [’45] contro Michele di Cosimo [Corradini] detto
Baciule da Samminiatello per una cotta di lavoro.
- Richiede presso la Corte del Podestà di Montelupo il sequestro
cautelativo di “una chotta di conche e catini” esistente presso la
fornace di Michele Corradini; l’attore si giustifica dicendo che egli
diede a Michele 2 scudi (da lire 7.10 l’uno) per l’acquisto della cotta
in questione.
- Salvatore di Giovan Piero è testimone in una controversia tra
Francesco (detto Cecchino) di Batista di Lazaro da una parte e
Leonardo di Jacopo Ciaini per il mancato addestramento all’arte dell’orciolaio
del figlio di quest’ultimo. Nella testimonianza resa nel tribunale di
Montelupo Salvatore afferma di avere circa 35 anni.
- È richiesto presso il tribunale di Montelupo da Battista di
Giuliano per un debito di lire 21 certificato da scritta privata.
1545-46 Il Podestà di Montelupo gli notifica la necessità di
addivenire entro 15 giorni ad un accordo con Maso di Piero da Empoli,
attualmente abitante a Montelupo.
- Salvatore di Giovan Piero chiede nel tribunale di Montelupo il
sequestro di ogni quantità di vasellame di qualsiasi tipo e degli altri
beni appartenenti a Masino di Piero da Empoli e Domenico di Giovanni, in
quanto soci di un’attività ceramistica che avviene in Montelupo,
vantando al proposito un credito di lire 70. Nomina quale custode del
sequestro Lorenzo di Donato Mazuoli.
- È nominato custode di un sequestro richiesto al tribunale di
Montelupo da Lorenzo di Domenico mugnaio nei confronti di Battista di
Bandino e Domenico di Ciaino.
1546 Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Domenico di
Benedetto Becarelli per un credito, e contro Battista di Simone per un
altro credito di lire 3.
- Agisce nel tribunale di Montelupo contro Cipriano di Sandro di Nigi
per lino e denaro prestatogli, per un importo totale di lire 1.10.-.
- Agisce nel tribunale di Montelupo contro Francesco da Pontorme
detto Ceccatello per un credito di lire 3.17.- e contro Matteo di
Falconetto per lire 3.17.-, sempre per vendita di lino.
1547 Francesca del fu Mariotto Spigliati da Montelupo, dopo aver
nominato suo mundualdo Guido di Bartolomeo di Guido da Montelupo, elegge
con atto notarile rogato da ser Michele Tramontani del 10 gennaio 1546
[’47] suo marito Salvatore di Giovan Piero da Montelupo orciolaio quale
suo procuratore.
1550 Salvatore di Giovan Piero, detto orciolaio da Montelupo,
chiede nel tribunale podestarile di Montelupo il sequestro cautelativo
dei beni appartenenti a Biagio di Lorenzo per un credito di lire 6.10.-.
1551-52 Salvatore di Giovan Piero chiede nel tribunale di Montelupo
il sequestro cautelativo dei beni di Miniato di Mariotto per un credito
di lire 14.-.-.
- Francesca, moglie di Salvatore di Giovan Piero apre una vertenza
nel tribunale podestarile di Montelupo per una casa posta in Montelupo
nel luogo detto l’Agio Pazzo.
1553 È nominato affidatario dei beni sequestrati dal Podestà di
Montelupo a seguito di una causa vertente tra Bernardino di Domenico di
Baldo da Certaldo e Luca di Bartolomeo Bartoloni.
1560-61 Esibisce in data 25 ottobre una ricevuta di pagamento al
tribunale di Montelupo.
1561 Francesca, vedova di Salvatore di Giovan Piero, richiede un
protesto al Podestà di Montelupo.
1581 Francesca, vedova di Salvadore di Giovan Piero, compare ancora
tra i debitori della tassa di Decima iscritta nel Civile del
Podestà di Montelupo.