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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Nelli di Bacchereto  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
Niccolò di Zanobi di Pietro d’Antonio Nelli da Bacchereto

attivo almeno dal 1480, è nella Decima di Bacchereto sino al 1504; la famiglia dei Nelli da Bacchereto è composta anche dal fratello del precedente, Antonio (“Tonio di Zanobi [di Pietro] d’Antonio”) e dal figlio di quest’ultimo, Piero, etc.).

 

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Zanobi di Niccolò da Bacchereto

1526 Con atto notarile rogato da ser Carlo Becossi il 26 settembre vende a Niccolò di Giovanni di Niccolò Mei da Montelupo una bottega di fabbro per un prezzo di 15 fiorini.

 

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Antonio di Niccolò da Bacchereto

1532 Antonio di Niccolò è nominato nel Civile del Podestà di Montelupo senza qualifica.

1558 Antonio di Niccolò è nominato con la qualifica di stovigliaio al Civile del Podestà di Montelupo.

 

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Matteo di Niccolò di Zanobi

1536 Matteo fu Niccolò è testimone ad un atto di concialiazione redatto in Montelupo da ser Jacopo Nardi in data 19 giugno; è detto “vasellaio del luogo”.

1540 Con atto notarile rogato da ser Jacopo Nardi del 5 luglio egli nomina un procuratore per far pace con Simone di Gagliardo di Biagio.

 

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Giovan Piero di Niccolò di Zanobi

1543 È nominato al Civile del Podestà di Montelupo come orciolaio.

- È nominato al Civile del Podestà di Montelupo come orciolaio per un debito di gabella pari a lire 30. In margine è scritto “morto”.

SalvaTore di Giovan Piero di Niccolò

1540 Con atto notarile rogato da ser Jacopo Nardi del 26 luglio Salvatore del fu Giovan Piero, detto vasellaio, affitta a livello mezza casa posta in Montelupo di proprietà della Compagnia di San Lorenzo, ed elegge come procuratore Andrea di Lorenzo di Monte orciolaio.

1544 Salvatore è nominato nel Civile del Podestà di Montelupo quale Camarlingo.

1545 Salvatore di Giovan Piero agisce nel tribunale di Montelupo contro Cipri di Sandro di Nigi per un credito di lire 2.10.-.

- Salvatore di Giovan Piero agisce nel tribunale di Montelupo in data 5 febbraio 1544 [’45] contro Michele di Cosimo [Corradini] detto Baciule da Samminiatello per una cotta di lavoro.

- Richiede presso la Corte del Podestà di Montelupo il sequestro cautelativo di “una chotta di conche e catini” esistente presso la fornace di Michele Corradini; l’attore si giustifica dicendo che egli diede a Michele 2 scudi (da lire 7.10 l’uno) per l’acquisto della cotta in questione.

- Salvatore di Giovan Piero è testimone in una controversia tra Francesco (detto Cecchino) di Batista di Lazaro da una parte e Leonardo di Jacopo Ciaini per il mancato addestramento all’arte dell’orciolaio del figlio di quest’ultimo. Nella testimonianza resa nel tribunale di Montelupo Salvatore afferma di avere circa 35 anni.

- È richiesto presso il tribunale di Montelupo da Battista di Giuliano per un debito di lire 21 certificato da scritta privata.

1545-46 Il Podestà di Montelupo gli notifica la necessità di addivenire entro 15 giorni ad un accordo con Maso di Piero da Empoli, attualmente abitante a Montelupo.

- Salvatore di Giovan Piero chiede nel tribunale di Montelupo il sequestro di ogni quantità di vasellame di qualsiasi tipo e degli altri beni appartenenti a Masino di Piero da Empoli e Domenico di Giovanni, in quanto soci di un’attività ceramistica che avviene in Montelupo, vantando al proposito un credito di lire 70. Nomina quale custode del sequestro Lorenzo di Donato Mazuoli.

- È nominato custode di un sequestro richiesto al tribunale di Montelupo da Lorenzo di Domenico mugnaio nei confronti di Battista di Bandino e Domenico di Ciaino.

1546 Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Domenico di Benedetto Becarelli per un credito, e contro Battista di Simone per un altro credito di lire 3.

- Agisce nel tribunale di Montelupo contro Cipriano di Sandro di Nigi per lino e denaro prestatogli, per un importo totale di lire 1.10.-.

- Agisce nel tribunale di Montelupo contro Francesco da Pontorme detto Ceccatello per un credito di lire 3.17.- e contro Matteo di Falconetto per lire 3.17.-, sempre per vendita di lino.

1547 Francesca del fu Mariotto Spigliati da Montelupo, dopo aver nominato suo mundualdo Guido di Bartolomeo di Guido da Montelupo, elegge con atto notarile rogato da ser Michele Tramontani del 10 gennaio 1546 [’47] suo marito Salvatore di Giovan Piero da Montelupo orciolaio quale suo procuratore.

1550 Salvatore di Giovan Piero, detto orciolaio da Montelupo, chiede nel tribunale podestarile di Montelupo il sequestro cautelativo dei beni appartenenti a Biagio di Lorenzo per un credito di lire 6.10.-.

1551-52 Salvatore di Giovan Piero chiede nel tribunale di Montelupo il sequestro cautelativo dei beni di Miniato di Mariotto per un credito di lire 14.-.-.

- Francesca, moglie di Salvatore di Giovan Piero apre una vertenza nel tribunale podestarile di Montelupo per una casa posta in Montelupo nel luogo detto l’Agio Pazzo.

1553 È nominato affidatario dei beni sequestrati dal Podestà di Montelupo a seguito di una causa vertente tra Bernardino di Domenico di Baldo da Certaldo e Luca di Bartolomeo Bartoloni.

1560-61 Esibisce in data 25 ottobre una ricevuta di pagamento al tribunale di Montelupo.

1561 Francesca, vedova di Salvatore di Giovan Piero, richiede un protesto al Podestà di Montelupo.

1581 Francesca, vedova di Salvadore di Giovan Piero, compare ancora tra i debitori della tassa di Decima iscritta nel Civile del Podestà di Montelupo.

 

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Salvatore di Giovan Piero di Salvatore di Giovan Piero di Niccolò

1621 A Salvatore di Giovan Piero è intestata una posta di Decima nella quale si comprende una casa per uso e un pezzo di terra di staia 6, il tutto gravato da una tassa fondiaria di soldi 3.3; inoltre gli è intestata una casa posta in Montelupo nel luogo detto l’Agio Pazzo con una tassa di soldi 7.2.

A questi beni si aggiunge una casa “oggi a uso di bottega da orciolaio e fornacie” posta in Montelupo in via Maestra, gravata di una tassa di Decima di soldi 2.8.

Questi beni gli sono stati intestati per arroto n. 122 (Nicchio) del 1611.

Inoltre sono nella sua posta un pezzo di terra di staia 3 (soldi 1.8) e una casa “con bottega sotto a uso di…” [sic], posta in Montelupo e gravata di una tassa di soldi 8.5. “E si levano dal 1570 c. 643 da Salvatore suddetto per saldo detto conto. Salda adì 1.IX. 1621”.

 
     

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