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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Monti  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
Monte di Fede

1350 “Monte Fedis” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo; egli ha un fratello di nome Sandro (“Sander”), anch’egli presente nelle medesime portate.

Asf, Estimo 264, cc. 40r.-40v.

1356 “Monte Fedis” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 266, cc. 43r.-47r.

1365 “Monte Fedis et Fede eius fiulius” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 267, cc. LIXr.-LXIIv.

1371 Portata a suo nome nell’estimo di Montelupo del 1371; Monte, alzandosi verosimilmente l’età, afferma di avere 70 anni e di vivere in stato di vedovanza con i figli Fede (25 anni) e Michele (“Chele”) di 12 anni; in famiglia si trova anche la moglie del primo, Angela, di vent’anni.

Asf, Estimo 240, cc. 882r.-909v.

 

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Michele di Monte di Fede

1371 Michele compare nella portata d’estimo del padre Monte di Fede, assieme al fratello Fede [vedi sopra]; si dice che ha allora 12 anni (nato nel 1359).

1383 “Chele Montis” compare alla prima portata dell’estimo di Montelupo per la parte del Castello; egli afferma di avere 40 anni e di vivere con la moglie Fiore (36 anni) ed i figli Monte (3 anni) e Giovanni (“Nannes”, 2 anni); gli viene assegnato un patrimonio imponibile di 100 libbre.

Asf, Estimo 241, cc. 50r.-56r.

1384 “Chele Montis” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 269, cc. 111r.-112r.

1395 “Chele Montis” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 270, cc. 283r.-239r.

1403 “Chele Montis et Monte et Johannes eius filii” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 258, cc. 77r.-77v.

1410 Il notaio empolese ser Tice di Giovanni roga in data 3 luglio un atto di mundualdo per Antonia, figlia del fu Jacopo di Giunta da Montelupo e moglie di Venuto d’Antonio da Montelupo, nella fornace di Michele di Monte “et sotiorum”:

“Item dicto anno [1410], indictione et die tertia mensis Iulii. Actum extra castrum Montis Lupi, comitatus Florentie, in fornace Chelis Montis et sotiorum, presentibus testibus, videlicet Chele Montis, Francisco Sandri et Spigliato Arnolfi, omnibus de Montelupo predicto…”.

Archivio Ecclesiastico Empolese, Protocolli di ser Tice da Empoli (1410-1412), c. 15r.

1412 “Chele di Monte” compare nelle portate dell’estimo di Montelupo per la parte del Castello; egli afferma di avere 55 anni e di vivere con la moglie Fiore (40 anni) ed i figli Monte (19 anni), Giovanni (10 anni) e Domenico (5 anni), nonché con la figlia Braccina (16 anni); gli viene attribuita la proprietà di una casa “nel castello” e di tre pezzi di terra “svignata e campìa”, il tutto stimato 33 fiorini.

Asf, Estimo 247, cc. 222r.-275v.

1414 “Chele di Monte et Monte, Nanni et Domenico suoi figliuoli” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 259, cc. 72r.-73r.

 

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Giovanni di Michele di Monte

1403 Compare assieme al padre tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo [vedi sopra].

1412 È descritto nella portata d’estimo del padre, ove si afferma che egli ha allora 10 anni [vedi sopra].

1414 Compare assieme al padre tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo [vedi sopra].

1417 “Nanni di Chele” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 260, cc. 122r.-127r.

1426 “Nanni di Chele di Monte” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 261, cc. 83r.-85r.

1437 “Nanni di Chele” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 262, cc. 141v.-146r.

 

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Monte di Michele di Monte

1403 Compare assieme al padre tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo [vedi sopra].

1412 È descritto nella portata d’estimo del padre, ove si afferma che egli ha allora 19 anni [vedi sopra].

1414 Compare assieme al padre tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo [vedi sopra].

1417 “Monte di Chele di ser Monte et f(ilii)” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 260, cc. 122r.-127r.

1426 “Monte e Domenico di Chele di Monte e Nicholaio di Monte” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 261, cc. 83r.-85r.

1437 “Monte di Chele di Monte e Niccholaio e Piero suoi figliuoli” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 262, cc. 141v.-146r.

 

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Domenico di Michele di Monte

1426 Compare assieme al padre tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo [vedi sopra].

1437 “Domenico di Chele di Monte” compare tra i capifamiglia dell’estimo di Montelupo.

Asf, Estimo 262, cc. 141v.-146r.

1451 Nella portata catastale del figlio Lancillotto si dice che egli era in questo anno intestatario dell’estimo.

1458 È riferita a quest’anno da Giuseppe Palagi una sua attività di orciolaio.

1470 Nella portata catastale del figlio Lancillotto del 1480 si dice che egli era in questo anno intestatario dell’estimo per una tassa di soldi 8.

 

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PIERO di Michele di Monte

1455 Nella portata catastale del figlio Niccolò si dice che il padre Piero aveva in questo anno un estimo di soldi 8.

1460 Nella portata catastale del figlio Niccolò si dice che il padre Piero aveva in questo anno un estimo di soldi 6. denari 2.

1465 Compare nella matricola dei maestri di Pietra e Legname: “Petrus Montis Chelis de Montelupo matricolavit se”.

1469 Nella portata catastale del figlio Niccolò si dice che il padre Piero era descritto nell’estimo di quest’anno.

 

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LANCILLOTTO di Domenico di Michele di Monte

1480 Invia la sua portata al Catasto; nel 1470 i beni erano descritti al nome del padre Domenico. Egli dichiara di possedere una casa per abitazione nel luogo detto Castelvecchio con a lato un pollaio e due pezzi di terra. Afferma di avere 46 anni e di abitare con la moglie Maria, tre figlie ed un figlio di nome Bernardino di 7 anni; circa il suo mestiere egli dice: “sto per lavorante a dipigniere orcioli”.

1487 Ripete la portata al Catasto nella quale compaiono i beni già descritti nel 1480:

“Lancillotto di Domenico di Michele dipintore e lavorante d’orciuoli, disse l’estimo del 1469 e del 1451 in Domenico suo padre in detto piviere, comune e popolo. Ebbe d’estimo nel 1469 soldi 8. Beni immobili:

una chasa posta nel castello di Montelupo di sopra, luogo detto in chastello, per suo abitare, che da primo via, secondo via, terzo piazza, quarto Pazino di Biagio;

uno chasolaraccio picholo e tristo per tenere, posto apresso a quella, co’ medesimi confini;

due pezzi di terra di staiora 15 a chorda, lavoratia e vigniata, posta nel detto popolo, luogo detto in sulla via che va al Mulino dello Spedale…, e detti due champi chomperai dagli Uficiali de’ Popilli… per fiorini 44. Bocche di maschi:

Lancillotto sopradetto, d’età d’anni 53;

Fioravante suo figliuolo, d’anni 12;

Bernardino suo figliuolo, d’anni 10;

Bastiano suo figliuolo, d’anni 8.

Bocche di femmine:

monna Maria sua donna, d’età d’anni 55;

Lionarda sua figliuola, d’anni 18;

Mea sua figliuola, d’anni 16.

Lavora per lavorante a dipingiere per quello si guadagna. Fatta per me Charllo di Pierozo questo dì 6 di ottobre 1487, paga soldi 6”.

1502 Nell’estimo di Montelupo figura come debitore per gli anni dal 1495 al 1502 di lire 69.10.-, in quanto “tocagli per grazia a denari 8 per lira, lire 2.6.8”. Ha un estimo di soldi 19; nel documento è definito “dipintore d’orciuoli”.

1504 Sua portata di Decima identica alle precedenti per quanto attiene le proprietà. In questa occasione egli dichiara di avere 76 anni e di vivere con i figli Bastiano di anni 25 e Fioravante di anni 30. È interessante notare che i due figli sono stati aggiunti dagli Ufficiali di Decima perché erano stati omessi nella dichiarazione.

1508 La nuova portata di Decima è intestata ai suoi eredi.

 

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BASTIANO di Lancillotto di Domenico di Michele

1487 Compare nella portata catastale del padre Lancillotto, ove si dichiara che egli ha otto anni.

1500 Fornisce le seguenti ceramiche all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze: “12 orcioli da scilopi per soldi 5 l’uno, portò lui come disse Valore speziale … lire 3”.

1508-09 Bastiano del fu Lancillotto riceve, come donazione inter vivos rogata da ser Piero di Alessio Ruminelli, da parte di Michele fu Nanni, suo zio, tutti i beni mobili ed immobili del medesimo, con riserva di usufrutto durante la vita del donatore.

1539 Nel Civile del Podestà di Montelupo si citano gli eredi di Bastiano di Lancillotto.

 

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BERNARDINO di Lancillotto di Domenico di Michele

1487 Compare nella portata catastale del padre Lancillotto, ove si dichiara che egli ha 10 anni.

 

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NICCOLÒ di Piero di Monte

1480 Sua portata al Catasto. Afferma che egli era già descritto nell’estimo dell’anno 1455 intestato al padre Piero, a seguito del quale pagavano una tassa di soldi 8; in quello del 1460, pure intestato al padre, soldi 6 denari 2, mentre nell’estimo presente pagano soldi 8 denari 8. Dichiara di possedere la metà di una casa per abitazione ed un terreno. Sostiene di avere 56 anni e di vivere con due figliolette.

1486 Sue forniture allo Spedale degli Innocenti di Firenze:

"Ci mandò… pe’ nostri vetturali: 35 iscodellini, 32 iscodelle, 6 catinelle grandi, 8 mezzane e 6 più grandi, 23 piattellini, 18 scodelle dipinte, 24 piattelluzzi mezzani, 16 piattelli grandi, 18 scodellini dipinti, 14 quarti e mezine, 15 meziquarti, 24 metadelle, 24 mezete… in due some per lire 14”.

1486 Compera una vigna da Giovanni di Nofri, e il venditore cita la vendita nella sua dichiarazione fondiaria.

1487 Sua portata al Catasto:

“Nicholaio di Piero di Monte horciolaio, disse l’estimo l’anno 1469 in Piero di Monte suo padre in detto piviere, comune e popolo, e l’anno 1451 in Piero sopradetto in detto piviere, comune e popolo. Sustanze di beni immobili:

una meza chasa per suo abitare, divisa chon Andrea di Monte suo zio, posta in detto comune nel chastello di Montelupo, luogho detto in chastello, da primo via, secondo lo spedaletto, terzo monna Margherita, quarto Andrea sua zio, fiorini 15;

un pezo di tera vigniata e soda di staia 3, posta in detto comune, luogho detto alla porta di sopra…, fiorini 6;

un pezo di tera vigniata di staia 6 posta in detto comune di Montelupo, luogho detto [piano] di Pesa…;

un pezzo di tera lavoratia di staia 3 posta in detto comune e popolo di San Chirico… [in totale] fiorini 44. Bocche di maschi:

Niccholaio sopradetto, d’anni 40.

Bocche di femmine:

monna Bartolomea sua donna, d’anni 25;

Bartolomea sua figliuola, d’anni 16;

Lionetta sua figliuola, d’anni 14;

Piera sua figliuola, d’anni 6;

Simona sua figliuola, d’anni 2.

El sopradetto fa orciuoli e altre stoviglie dentro in Montelupo. Fata per me Antonio Ghoteschi adì 14 di Setembre 1487, pagha soldi 6”.

1490 Fa parte del gruppo dei 23 orciolai di Montelupo che si impegnano con atto notarile rogato da ser Piero di Bardo Gherardini a vendere per tre anni la loro produzione esclusivamente a Francesco di Antonio degli Antinori di Firenze.

1501 È testimone ad un atto rogato in Montelupo da ser Piero di Bardo Gherardini in data 29 giugno con cui è eletto un procuratore.

1504 Sua portata di Decima. Dichiara di possedere la metà di una abitazione posta in Montelupo per indiviso con Lorenzo, che il documento dice essere suo fratello, ma che invece era suo cugino; egli ha altresì tre pezzi di terra per complessive staia 12 e mezzo “arogiexi una fornace appiccata con la casa di sopra”. Afferma di avere 58 anni e di vivere con la moglie Margherita di 36 anni, oltre a due figlie, Domenica di anni 13 e Simona di anni 11, ed un figlio, Piero, di anni 2. Gli viene attribuita una tassa di soldi 6.

1510 Fornisce in data 17 luglio 400 “alberegli picoli bianchi” all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze.

 

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MICHELE di Giovanni di Michele

1487 Sua portata catastale. Nel 1451 fu descritto nell’estimo del padre Giovanni, mentre nel 1469 ebbe una propria posta, nella quale era tassato per 2 soldi. Possiede un pezzo di terra e tiene a pigione una casa per la quale paga un fitto di L. 7. Afferma di avere 45 anni e di vivere con la moglie Mea. “Lavora orciuoli per lavorante con altrui”.

1490 Fa parte del gruppo dei 23 orciolai di Montelupo che impegnarono tutta la loro produzione per 3 anni esclusivamente con Francesco del fu Antonio degli Antinori di Firenze.

1504 Michele invia la sua portata di Decima scritta da Giovanni Pasquini in data 20 maggio. In essa egli afferma di essere descritto nell’estimo per la portata intestata a lui stesso nel 1490; ha una tassa di soldi 4.8. Possiede “una chasetta per suo abitare” in Montelupo ed un pezzo di terra di staia 4. Dichiara di avere 65 anni e di vivere con la moglie Bartolomea [Mea] di 45 anni.

La sua età è corretta dall’ufficiale del Catasto in anni 62.

1508 A Michele di Nanni è iscritta per arroto di Decima la proprietà di un pezzo di vigna con canneto.

1509 Con atto notarile rogato da ser Piero del fu Alessio Ruminelli del 1 febbraio 1508 [’09] dona inter vivos a Bastiano del fu Lancillotto da Montelupo, suo nipote, tutti i suoi beni mobili ed immobili, riservandosene l’usufrutto durante la sua vita. L’atto, estratto dalle imbreviature di ser Piero, appartiene al Diplomatico dell’Ospedale dei Convalescenti di Firenze.

1512 In una nota apposta all’arroto del 1508 è scritto: “possiede lo spedale a San Pagholo [dei Convalescenti] per donazione, [contratto] rogato ser Benedetto di Matteo in veschovado”. A fianco vi è posta una croce e la data “7.VII.1517”.

1513 Michele di Nanni di Michele orciolaio di Montelupo interviene come tutore di tre pupilli alla vendita di una casa posta nel castello di Montelupo assieme a Lorenzo di Andrea di Monte, pure orciolaio a Montelupo, che agisce come procuratore. La casa viene acquistata da Bartolomeo [Meo] di Niccolò del Calabrancia, anch’egli orciolaio a Montelupo, per il prezzo di 14 fiorini d’oro. L’atto è rogato in data 2 novembre da ser Carlo di Benedetto Becossi di Montelupo.

1520 Viene nuovamente trascritta a nome di Michele - nel frattempo deceduto - la portata del 1508 (Decima soldi 3.-).

1536 Nella Decima di quest’anno sono descritti alcuni “beni che furono di Michele di Giovanni di Michele orciolaio, e oggi possiede lo spedale di Santo Pagholo di Firenze, senza pregiudizio della Decima spettante al chomune di Firenze: un pezo di terra… in Pian di Pesa, per lascio fatto l’anno 1512”.

 

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LORENZO d’Andrea di Monte

1496 Sue forniture al convento della SS. Annunziata di Firenze:

“a spese di infermeria nuova e della canova per 6 dozzine di lavorio: mezzine, mezo quarti, metadelle, mezzette, piactelli, scodelle, scodellini e soldi 5 per dua piactelli grandi, lire 9.5.-. Portò Lorenzo d’Andrea da Montelupo”.

1504 Sua portata di Decima. In essa si dice che pagò l’estimo del 1490 in Andrea suo padre per soldi 5. Dichiara di possedere la metà di una casa per abitazione ed una vigna di tre staia. Afferma di avere 36 anni e di vivere con la moglie Caterina di 30 anni, ed i figli Monte di 6 anni e Andrea di 2 anni.

1510-12 Fa parte del grupppo dei 34 maestri orciolai di Montelupo che si riuniscono per formare i capitoli dell’Arte dei Vasai.

1513 È procuratore, assieme a Michele di Nanni di Michele orciolaio, di 3 pupilli all’atto di vendita, rogato in data 2 novembre da ser Carlo di Benedetto Becossi, di una casa posta in Montelupo a Meo di Niccolò del Calabrancia orciolaio per l’importo di fiorini 14.

1518 Acquista in data 18 luglio da Bartolomeo di Niccolò Calabranci una casa posta in Montelupo per 15 fiorini, nominando poi quale vero compratore Giovanni di Serafino da Viterbo.

1520 Sua portata di Decima. Si afferma che egli è stato descritto nei registri fondiari di Montelupo sino dal 1508. Dichiara di possedere “un pezo di terra lavoratia a lato alle mura di detto chastello, per entrata di fiorini 1”. Gli viene assegnata una Decima di soldi 1.2 denari. La suddetta tassa è poi girata ai figli Monte e Andrea.

 

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FIORAVANTE di Lancillotto di Domenico di Michele

1487 Compare nella portata catastale del padre; di esso si dice che aveva 12 anni.

 

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MONTE di Andrea

1526 Acquista vino da una famiglia nobiliare fiorentina e la sua posta viene intestata sotto il nome di “Monte dell’Andreino”.

 

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ANDREA di Monte di Lorenzo

1527 Acquista da una famiglia nobiliare fiorentina legna piccola e vino; contraccambia con la fornitura di due mezzi quarti, due metadelle ed altre ceramiche non specificate nelle partite dei libri di amministrazione a lui intestate.

1537-38 Andrea di Monte di Lorenzo è nominato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo.

 

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LANCILLOTTO di Sebastiano di Lancillotto

1536 È testimone ad un atto notarile rogato in data 23 febbraio 1535 [’36] da ser Jacopo Nardi concernente alcuni livelli della Compagnia dello Spirito Santo di Montelupo.

1539 Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Luca di Niccolò Bandini.

1540 Lancillotto di [Se]Bastiano, camerario della Podesteria di Montelupo, agisce nel tribunale locale contro Rossino Accatti e Bartolomeo di Bianco di Montelupo, rispettivamente per un cappello e per terra da vasi venduta [vedi i documenti ad Accatti e Bianchi].

1541 Lancillotto di [Se]Bastiano richiede nel tribunale di Montelupo il sequestro cautelativo di ogni vasellame esistente presso la fornace di Battista Bandini, vantando nei confronti del medesimo un credito di lire 20:

“Die 17 Dicembris 1541. Ad petitionem et instantiam Lancilotti Bastiani de Monte Lupo… sequestrasse omnem quantitatem laborerii et vaselami… existenti in quandam fornace posita in castro Montis Lupi l[oco] d[icto] al pelacane, ut de bonis et rebus Baptiste Bandini de Montelupo … [a quo petit summam] librarum 20 pro parte… Die 29 Dicembris 1541. Comparuit in iudicio… Lancilottus Bastiani supr(ascriptus) et volens iustificare dictum sequestrum… produxit quondam libriciolum… covertatum carte pecudine albe cum duobus corigibus… in quo aparuit:

…Baptista di Bandino dare adì 8 di Octobre 1541 per some 8 di terra a soldi 14 la soma et some 8 a soldi 14 la soma, in tutto L. 11.4.-.

E più de’ dare per insino a questo dì octo di Octobre, pagai per lui a Sancto Casciano, cioè due botte di barili undici L. 10.10.-.

et per la recatura lire 1.-.-., in tutto L. 11.10.-.

E più in uno bocale de olio adì 27 di Octobre

L. 7.4.-.

E più de’ dare adì 2 di novembre [per] some 8 di terra verde a soldi 14 la soma hauta in più volte, portò il mio garzone, L. 5.12.-.”.

Ascm, Podestarile 367, cc. 103v. e 104r.

1546 Con atto notarile rogato da ser Gabriele fu Antonio di Donato da Bibbiena in data 21 ottobre, Lancillotto di Bastiano di Lancillotto acquista “unam domum cum terrenum, sala et camera supra… usque ad tectum” posta nel castello di Montelupo, lungo la via principale, da Paolo del fu Giovanni di Antonio Minerbetti per prezzo di 28 scudi larghi.

- Nelle giustificazioni della Decima Lancillotto di Bastiano è citato come confinante di un’altra casa, venduta dallo stesso Minerbetti ad un Domenico di Andrea di Angelo di Poggio alla Malva, abitante a Montelupo, mediante un terreno di pertinenza ad una bottega che ha un palco sino al tetto, il tutto posto sempre nella via principale. Detti beni risulta avere acquistati per 34 scudi d’oro larghi, più l’obbligo di fornire annualmente un cero di una libbra di cera bianca ai Capitani di Parte, che hanno autorizzato l’apertura di una porta nella cinta muraria del Castello.

1570 È menzionato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo come Lancillotto di Bastiano.

1579 Con atto notarile rogato da ser Antonio del Medico, Federigo di Giuliano Bernazzini si riconosce debitore verso di lui di 38 scudi e mezzo. È testimone all’atto il figlio di Lancillotto, Lorenzo.

1581 Figura (portata n. 21) fra i contribuenti della Decima il cui elenco viene inviato al Podestà di Montelupo per la notifica del debito.

1582 Con atto notarile rogato in Empoli il 26 luglio da ser Andrea Sergrifi Lancillotto di Bastiano, già nominato creditore per 38 scudi 1/2 da Federigo del fu Giuliano di Giovanni Bernazzini, viene pagato in sua vece da Giovacchino di Guido Maffei, il quale compra un terreno su cui gravava un’ipoteca di identico valore.

1589 Nell’arroto di Decima intestato al figlio Bastiano, il quale eredita da lui tre pezzi di terra, si attesta che Lancillotto è morto il 24 febbraio 1588 [’89].

 

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ANDREA di Lorenzo d’Andrea di Monte

1536 Ad Andrea ed al fratello Monte è intestato il seguente arroto di Decima: “fanno orciolai, habitano a Montelupo”: essi furono già decimati “in Lorenzo d’Andrea, nostro padre… Una chasa per nostro abitare, posta nel chastello di Montelupo… Un pezzo di terra lavoratia posta allato alle mura di Montelupo, di staia 5. Beni aquistati e non aconci: un pezzo di terra posto lungo le mura ed un pezzo di terra posto in Piano di Pesa. Beni pervenuti per eredità e levati dalla posta di Niccolaio di Piero di Monte, Decima 6 soldi 6.”.

1538 Andrea di Lorenzo agisce in data 27 Settembre nel tribunale di Montelupo contro “Guido di Baccio” [cioè Guido di Bartolomeo] per un credito di lire 7 dovuto ad una sua fornitura di piombo:

“Andreas Laurenti Andreae de Monte Lupo agit civiliter contra:

Guidonem Baccii … de Monte Lupo pro plumbo pro parte lire 7.

27 Septembris [1538]”.

Ascm, Podestarile II, c. 1r.

1540 È intestata ad Andrea ed a suo fratello Monte una posta di Decima nella quale è descritta: “Una chasa posta in Montelupo et in sul Poggio, la quale condusse a livello Lorenzo loro padre da spedale di Messer Bonifazio addi 25.VI.1510”. Per questi beni immobili gli viene attribuita una tassa di soldi 8.

- Con atto notarile rogato da ser Jacopo Nardi, Andrea del fu Lorenzo di Monte orciolaio, come procuratore della Compagnia di San Lorenzo in Montelupo, concede a livello la metà di una casa a Salvadore fu Giovanni di Piero di Niccolò vasellaio per l’annuo canone di lire 3.

1543 Andrea di Lorenzo d’Andrea vasellaio è presente all’atto notarile di divisione di beni fra Battista di Sandro di Vestro pescatore e Mariotto di Sandro di Vestro, rogato da ser Piergiovanni Pagani da Tredozio in data 29 settembre.

1544-45 Andrea di Lorenzo di Monte agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Domenico alias Berzighella “pro vasellame” per un valore di lire 5.

1547 Con atto notarile rogato da ser Michele Tramonti in data 30 maggio, Monte e Andrea, fratelli carnali, figli del fu Lorenzo d’Andrea di Montelupo, entrambi orciolai, si dividono i beni che hanno in comune. Ad Andrea vengono intestati due pezzi di terra ed una casa in Montelupo che fu di Niccolaio di Monte da Montelupo, mentre Monte riceve un’altra casa e due pezzi di terra posti nello stesso luogo. La fornace che è nella casa da essi abitata (la quale tengono a livello dallo Spedale Bonifazio di Firenze), resta in comune, e ciascuno è tenuto a partecipare a metà dei crediti e debiti dell’esercizio di orciolaio fino al giorno della stesura del contratto e non oltre.

1550 Gli è intestato il seguente arroto di Decima: “abita a Montelupo, fanno stoviglie, in suo propio per beni aquistati per divisa delle sustantie: una mezza casa posta in Montelupo, divisa con Monte suo fratello, quale è livellaria dello spedale Bonifazio… 4 pezzi di terra lungo le mura… mezza casa a uso di 2 pigionali in Montelupo…, metà d’un pezzo di terra vignata… pervenutili per divisa fatta con Monte suo fratello. Posto a Libro secondo Santo Spirito c. 472”.

1551-56 È citato più volte nel Civile del Podestà per varie cause aperte nel tribunale di Montelupo.

1559-60 Cecilia, moglie di Andrea di Lorenzo, e Bastiano suo figlio, sono citati nel tribunale podestarile di Montelupo da Giovanni d’Antonio di Berto.

Andrea è dunque morto a questa data.

 

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MONTE di Lorenzo d’Andrea di Monte

1533 Gli nasce un figlio battezzato Lorenzo e Piero:

“[L]orenzo et Piero di Monte di Lorenzo nacque addì 31 di luglio a hore 19. Compari Bandino di Lucha et Biagio di Domenico di Giovanni”.

Aaf, RPC 1172.1, c. 2v., n. 3.

1536 A Monte ed al fratello Andrea è intestato il seguente arroto di Decima: “fanno orciolai, habitano a Montelupo” già decimati “in Lorenzo d’Andrea, nostro padre… Una chasa per nostro abitare, posta nel chastello di Montelupo… Un pezzo di terra lavoratia posta allato alle mura di Montelupo, di staia 5. Beni aquistati e non aconci: un pezzo di terra posto lungo le mura ed un pezzo di terra posto in Piano di Pesa. Beni pervenuti per eredità e levati dalla posta di Niccolaio di Piero di Monte, Decima 6 soldi 6”.

1540 È intestata a Monte ed a suo fratello Andrea una posta di Decima nella quale è descritta: “Una chasa posta in Montelupo et in sul Poggio la quale condusse a livello Lorenzo loro padre da spedale di Messer Bonifazio addi 25.VI.1510”. Per questi beni immobili gli viene attribuita una tassa di soldi 8.

- Monte di Lorenzo agisce nel tribunale di Montelupo contro Bartolomeo di Lazzaro Ristori per il pagamento di stoviglie che gli ha fornito:

“Ad instantiam Montis Laurentii de Montelupo agit contra: Meum Lazeri Restorium, laboratorem terrarum de Santo Miniatello, a quo [peti sibi dari et solvi] pro stoviglis lire 2.8.-.

Primo Dicembris [1540]”.

Ascm, Podestarile 366, c. 2v.

1541 Richiede nel tribunale podestarile di Montelupo , a causa di “stoviglie” un credito di L. 2.8.-.

1542 Giovanni Popoleschi doganiere di Fucecchio fa istanza nel tribunale di Montelupo affinché siano gravati diversi debitori di gabella, tra i quali anche Monte di Lorenzo:

“Ad petitionem et instantiam Johannis de Popoleschis doganieri Fucechi gravetur infrascriptos…: …Montes L[aurenti]i de Montelupo pro vasellamina [sic] n. 475 lire -.15.7.

17 Iulii [1542]”.

Ascm, Podestarile 369, cc. 7v.-8r.

1543 Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Francesco detto Checho Colombo per residuo di un credito dovuto a vendita di ceramiche:

“Monte Laurentii Andree de Montelupo agit civiliter contra:

Franciscum vocato Cecho Colombo, a quo petit sibi dari et solvi libras 2 solidos 5 pro residuo vasellami [sic]. lire 2.5.-. Die 7 Aprilis 1543”.

Ascm, Podestarile 370, c. 34r.

- Monte di Lorenzo agisce nel tribunale di Montelupo contro Domenico detto Berzighella per un debito dovuto a fornitura di ceramiche:

“Montes Laurentii Montis agit civiliter contra:

Dominicum… [sic] vocato Berzighella, a quo petit [sibi] dari et solvi solidos XV pro residuo vasella lire -.15.-.

Die 29 Maii [1543].”

Ascm, Podestarile 370, c. 52r.

1547 Con atto notarile rogato da ser Michele Tramonti in data 30 maggio, Monte e Andrea, fratelli carnali, figli del fu Lorenzo d’Andrea di Montelupo, entrambi orciolai, si dividono i beni che hanno in comune. Ad Andrea vengono intestati due pezzi di terra ed una casa in Montelupo che fu di Niccolaio di Monte da Montelupo, mentre Monte riceve un’altra casa e due pezzi di terra posti nello stesso luogo. La fornace che è nella casa da essi abitata (che tengono a livello dallo Spedale Bonifazio di Firenze), resta in comune, e ciascuno è tenuto a partecipare a metà dei crediti e debiti dell’esercizio di orciolaio fino al giorno della stesura del contratto e non oltre.

1550 Gli è intestato il seguente arroto di Decima: “Decima di nuovo per divisa fatta. Sustantie: una mezza casa posta in Montelupo, divisa con Andrea suo fratello, quale è livellaria dello Spedale di Bonifazio, per Decima di denari 8 larghi, che per la metà li tocha denari 4; un pezo di terra lungo le mura… una mezza casa a uso di dua pigionali in Montelupo… metà di un pezzo di terra vignata… Pervenutili per divisa fatta con Andrea suo fratello e per lodo dato per Bartolomeo di Santi e Filippo di Marcho, roghato ser Michelangniolo di ser Pagholo Tramontani da San Gemignano 30 maggio 1547, visto e lassato a detto Monte presente e levati da Monte e Andrea di Lorenzo. Salda questo dì 11.III.1550 per partito delli Ofitiali di Decima a libro de’ Partiti c… Posto a Libro secondo Santo Spirito c. 516”.

1551-52 È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di L. 3.1.6. Accanto alla registrazione è scritto che egli è “poverissimo”.

1556 Compare nel Civile del Podestà di Montelupo tra i contribuenti morosi della Decima per L. 3.3.-. nei confronti dei quali gli ufficiali fiorentini demandano al Podestà di Montelupo di recuperare il credito.

1558 È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di L. 2.11.-.

 

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BASTIANO di Lancillotto di Bastiano di Lancillotto

1589 Gli è intestato un arroto di Decima nel quale si contiene la proprietà di tre pezzi di terra pervenutigli per la morte di Lancillotto suo padre, morto il 24 febbraio 1588 [’89].

 

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LANCILLOTTO di Bastiano di Lancillotto Monti

1609 Lancillotto di Bastiano Monti prende in matrimonio in data 24 settembre 1609 Caterina di Giovanni Battista Marmi, che è sotto la tutela di Francesco di Biagio Marmi, suo cugino, Guardaroba granducale nella villa dell’Ambrogiana.

 

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ANDREA di Giovanbattista Monti (della Barbera)

1635 Gli è intestato in un archivio privato un debito di lire 3 in data 10 gennaio 1634 [’35] “per valuta di scope”. In esso si dice che egli è “habitante a Montelupo”.

 

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MARCANTONIO d’Andrea di Giovanbattista Monti

1640 Gli è intestato il seguente arroto di Decima: “Una parte di casa con parte di bottega sotto a detta casa in via Fiorentina, Decima 1.8. denari; una bottega sotto la casa di sua habitazione in via Maestra, Decima 4.2. denari.

Per arroto 1621 n. 1309.

E’ quali beni sono stati consegnati, per dote della Lucrezia, sua donna e figliola di Anton Canneri, dal molto reverendo Messer Santi Canneri, suo fratello, come appare per la scritta del parentado del 1.VI.1636 in filza di n. 363”.

 

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GIACINTO Monti

1663 Sigla il vassoio baccellato del Victoria and Albert Museum (cat. n. 1080): “Adì 16 aprile 1663 Diacinto Monti di Montelupo”.

 
     

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