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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Maffei di S. Casciano  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

Francesco di Maffeo detto Panico

1397 Piero del fu Domenico di Bonaventura del popolo di San Frediano di Firenze vende con atto notarile rogato da ser Piero di Zoso da Bacchereto del 12 novembre a Francesco del fu Maffeo detto Panico del popolo di San Giovanni di Montelupo “unam domum cum fornace acta ad urc[eolos] et orto, sita in burgo Montislupi, loco dicto Via Nuova” per il prezzo di 120 fiorini d’oro.

- In data 14 dicembre Francesco del fu Maffeo detto Panico vende con atto rogato dal medesimo notaio la metà per indiviso della stessa fornace a Andrea del fu Lippo del popolo di San Giovanni a Montelupo per il prezzo di 60 fiorini d’oro.

1412 Francesco di Maffeo è citato nell’estimo di Montelupo. Si afferma che egli ha 55 anni e vive con la moglie Caterina. Possiede la metà di una casa.

“Vendeo già è due anni passati a Antonio di Taddeo, che è cittadino di Firenze, due case e una fornace da orciuoli a uno tenere poste a Montelupo … fecelo per non pagare libra, però ch’elli si sta nella casa e aluoga la boctega e l’altra casa, e elli medesimo riceve le pigioni; provedete come vi pare. Vagliano queste tre case fiorini 40”.

 

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Jacopo [Papino] di Maffeo

1427 È citato nella portata catastale di Niccolaio di Ghino di Jacopo biccheriaio da Gambassi come debitore per L. 11.14.-.

 

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Benedetto [Betto] di Domenico di Francesco detto Farina

1448 Nell’archivio dell’Ospedale degli Innocenti di Firenze si contiene una nota a lui intestata per debiti ereditari: “Dee dare L. CX, i qua’ danari à dare per vighore di una composizione fatta cho lui sopra e’ fatti della redità di Mafio da Montelupo, ispedalingho dello spedale di Rada [cioè Radda].

1451 L’Ospedale degli Innocenti di Firenze riceve L. 8 di piccioli da Benedetto di Domenico per tramite di Paradiso, stovigliaio al Ponte Vecchio.

- Portata catastale di Benedetto. In essa egli dichiara di avere d’estimo una tassa di soldi 8. 4. Afferma altresì di essere proprietario di una casetta e di un casolare in Montelupo e, per beni a lui pervenuti dallo zio Maffeo di Francesco (“mi lasciò Maffio di Francesco mio zio”), “una casetta triste” e due pezzi di terra. Dichiara altresì di avere 42 anni, tre figlie femmine, e di vivere con la moglie Agnese (“Nese”) ed i figli Francesco di dieci anni e Maffio di due anni.

1455 Vende 4 dozzine di “lavoro di terra” ad una famiglia fiorentina per l’importo di L. 5.

1460 Fornisce 8 quarti dipinti a soldi 8 l’uno all’Ospedale di Santa Maria Nuova (fornitura che paga soldi 3 di gabella) in data 20 gennaio 1459 [’60]. È detto da San Casciano [qui lo pone infatti il Cora].

1461 Compare nei conti di Santa Maria Nuova per varie forniture, grazie alle quali ha un credito di L. 18.13.8 [a San Casciano].

1462 È nominato nei conti di Santa Maria Nuova per la fornitura di una soma di orciuoli e stoviglie ricevuta da Pacino d’Antonio che paga soldi 11 di vettura e L. 1.12.- di gabella [a San Casciano].

1490 Con atto notarile la vedova Agnese ed il figlio Maffio vendono un casolare posto in Montelupo a Paperino di Francesco di Checco orciolaio.

 

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Maffio di Betto [Benedetto] di Domenico di Francesco

1451 Compare nella portata catastale del padre, ove si afferma che Maffio ha 2 anni.

1474 Consegna ceramiche all’Ospedale di Santa Maria Nuova per conto di Andrea di Gherardino “portò Maffio di Betto, suo compagno”.

1477 Consegna ceramiche all’Ospedale di Santa Maria Nuova per conto di Andrea di Gheradino.

1485 Consegna ceramiche all’Ospedale di Santa Maria Nuova per conto di Andrea di Gheradino.

1490 [Da Mercatale di San Casciano]. Fornisce 12 mezziquarti a soldi 7 l’uno, nonché catinelle ed orciuoli, per un totale di L. 26.18.- all’Ospedale di Santa Maria Nuova.

1491 [Da Mercatale di San Casciano]. Fornisce a Santa Maria Nuova 8 quarti, catinelle grandi e piccole, 58 metadelle, 58 mezzette e 12 mezziquarti per un totale di L. 15.8.4.

1492 [Da Mercatale di San Casciano]. Fornisce 11 quarti a soldi 8 l’uno, 8 mezziquarti, 40 metadelle, 25 orciolini - tutta “roba dipinta” - nonché quarti, catinelle e scodellini bianchi per un importo totale di L. 15.12.-.

1493 [Da Mercatale di San Casciano]. Fornisce a Santa Maria Nuova 42 orciolini dipinti a soldi 1 l’uno.

1494 [Da Mercatale di San Casciano]. Fornitura di 11 quartoni a soldi 7 l’uno, 44 terzieri [terzini] a soldi 1.4, 44 terzieri “bianchi tondi”, oltre a scodelle, scodellini e catinelle. Fornisce ancora:

21 quarti dipinti soldi 8 l’uno

10 quarti soldi 7 l’uno

53 mezzette soldi 1 l’una

7 metadelle soldi 2 l’una

465 scodelle soldi 1 l’una

263 scodellini soldi 6 il cento

totale L. 23.13.-.

1495 [Da Mercatale di San Casciano]. Nuova fornitura comprendente “più metadelle e mezzette e altre misure di stoviglie” per un importo di L. 8.3.-.

Inoltre per “quarti, mezzette e catinelle di più ragioni, per

8 quarti soldi 8 l’uno

2 fiaschi soldi 9 l’uno

32 metadelle soldi 2 l’una

66 terzeruole soldi 1 l’una

9 catinelle di quarto soldi 7 l’una

8 idem di mezzoquarto soldi 3.6 l’una

12 idem di metadella soldi 1.8 l’una

30 mezzette soldi 1 l’una

57 scodelle soldi 1 l’una

totale L. 23.2.-.

1496 [Da Mercatale di San Casciano]. Registrazioni contabili di forniture intestate a Maffio:

26 piattellini soldi 3.6

59 mezzette soldi 1 l’una

46 scodelle soldi 1 l’una

160 scodellini denari 6 l’uno

42 terzeruole soldi 1 l’una

7 catinelle bianche soldi 7 l’una

7 catinelluzze soldi 3.6 l’una

7 catinelline soldi 1.8 l’una

totale L. 20.6.2.

1497 [Da Mercatale di San Casciano]. Nuovo conto per fornitura a Santa Maria Nuova:

20 piattellini soldi 2.6 l’uno

6 quarti soldi 7 l’uno

203 scodelle denari 8 l’una

242 scodellini denari 4 l’uno

totale L. 12.4.1.

1498 [Da Mercatale di San Casciano]. A suo nome importo totale di L. 21.3.6 per fornitura di “più stoviglie” a Santa Maria Nuova.

1499 [Da Mercatale di San Casciano]. Nuova fornitura per Santa Maria Nuova:

14 quarti soldi 8 l’uno

12 mezziquarti soldi 4 l’uno

5 fiaschi tondi tutti “capi dipinti”,

ed ancora 29 “orciolini da terzeruola” per un totale di L. 10.19.-.

Fornisce ancora:

9 quarti dipinti, cioè “becho richo” soldi 7 l’uno

10 catinelle grandi “da seggiola” soldi 7 l’una

28 terzeruole “da giulebe” soldi 1 l’una

63 terzeruole soldi 1 l’una

oltre a scodelle, scodellini e mezzette,

totale L. 21.7.-.

1500 [Da Mercatale di San Casciano]. Nuova fornitura per Santa Maria Nuova in data 27 febbraio:

13 quarti dipinti soldi 8 l’uno

14 mezoquarti dipinti soldi 4 l’uno

50 metadelle dipinte soldi 2 l’una

34 mezzette dipinte soldi 1 l’una

44 orciolini dipinti soldi 1 l’uno.

- Ulteriore fornitura al medesimo ospedale in data 14 settembre:

9 quarti dipinti soldi 8 l’uno

3 quarti bianchi soldi 7 l’uno

16 metadelle bianche soldi 2 l’una

6 mezzoquarti dipinti soldi 4 l’uno

24 orciolini dipinti soldi 1 l’uno

12 mezzette bianche soldi 1 l’una

6 catinelle mezzane bianche soldi 3 denari 4 l’una

32 scodellini denari 6 l’uno

8 catinelle piccole bianche soldi 1 l’una

? scodelle dipinte soldi 1 l’una.

- Ulteriore fornitura a Santa Maria Nuova in data 21 ottobre:

132 scodelle dipinte soldi 1 l’una

112 scodellini denari 6 l’uno

? mezzette e terzeruole dipinte soldi 1 l’una

12 catinelle grandi bianche soldi 7 l’una

? catinelle mezzane bianche soldi 3 denari 4 l’una

16 catinelle piccole bianche soldi 1 denari 8 l’una.

- Nuova fornitura al medesimo ospedale in data 21 ottobre:

24 metadelle dipinte soldi 2 l’una

6 quarti dipinti soldi 8 l’uno

“e per le donne”:

8 catinelle di quarto soldi 7 l’una

3 catinelle di quarto bianche soldi 3 denari 4 l’una

48 scodellini dipinti denari 6 l’uno

6 piattelli grandi dipinti soldi 10 l’uno

6 piattelli di quarto alla modanese soldi 3 l’uno

128 scodelle dipinte alla modanese soldi 1 l’una.

1501 [Da Mercatale di San Casciano]. Fornitura per l’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 1 aprile:

300 scodellini denari 6 l’uno

57 scodelle soldi 1 l’una

10 catinelle grandi soldi 7 l’una

10 orciolini soldi 4 l’uno

4 catinelle da quarto soldi 3 denari 4 l’una

12 quarti grandi soldi 7 l’uno.

- [Con Francesco d’Antonio di Giovanni d’Ambrogio, socio]. Nuova fornitura per Santa Maria Nuova in data 18 giugno:

10 quarti dipinti soldi 8 l’uno

50 metadelle dipinte soldi 2 l’una

19 mezzette dipinte soldi 1 l’una

16 orciolini dipinti soldi 1 l’uno

“e per le donne”:

9 catinelle dipinte di quarto soldi 3 denari 4 l’una

3 catinelle di metadella bianche

soldi 1 denari 8 l’una

180 scodelle dipinte alla modanese soldi 1 l’una

250 scodellini bianchi con la gruccia denari 6 l’uno.

1502 [Da Mercatale di San Casciano, col socio Francesco d’Antonio]. Fornitura per Santa Maria Nuova in data 14 gennaio 1501 [’02]:

5 mezzoquarti grandi dipinti soldi 8 l’uno

8 fiaschi da vino bianco dipinti soldi 8 l’uno

8 metadelle dipinte soldi 2 l’una

8 scodellini denari 6 l’uno

3 catinelle torte bianche soldi 3 l’una

122 scodelle da infermi -

22 catinelle grandi da seggiole soldi 7 l’una

6 catinelle mezzane bianche soldi 3 l’una

5 catinelle piccine bianche soldi 1 denari 8 l’una

8 quarti bianchi soldi 7 l’uno

3 piattelli grandi da carne

soldi 16 denari 8 l’uno.

[Dall’11 maggio 1502 le forniture per l’Ospedale di Santa Maria Nuova (e poi dal 1504 anche per il convento della SS. Annunziata di Firenze) sono registrate a nome di Francesco d’Antonio, che prosegue la sua attività in Mercatale sino al 1518].

1504 Maffio invia la sua portata di Decima, nella quale dichiara di essere stato descritto nel 1490 nella posta di sua madre Agnese [Nese], vedova di Betto di Domenico suo padre, e di avere una tassa di Decima di soldi 11.4; egli possiede una casa d’abitazione con orto posta nel castello di Montelupo “e solo fane orciolaio”, oltre ad un pezzo di terra di staia 4 posto a Samminiatello, in luogo detto Schifanoia.

La sua famiglia è composta, oltre che dallo stesso Maffeo, che dichiara d’avere 65 anni, dai figli maschi Benedetto e Tommaso [Maso]. Le femmine di casa sono Lisabetta sua moglie di 38 anni e le figlie Caterina di 18 anni ed Agnese di 4 anni. La portata è scritta da Raffaello Mori in data 20 maggio. A Maffeo è attribuita una tassa di soldi 4.

- Aggiunta alla portata da parte del denunciante “sotto detta chasa fa bottega d’orciuoli e schodelle”, e l’ufficiale di Decima aggiunge che la bottega è valutata fiorini 30.

1508 Variazione per arroto della proprietà dei beni di Maffio di Benedetto. “Maffio di Betto di Domenicho [descritto] a estimo Santo Spirito n. 56 c. 1201, à: una caxa sottovi una bottegha a uso d’orciolaio con fornacie, posta in su la piaza, confina via et Chapitani d’Orza’michele, per entrata di fiorini 4 di suggello, a libro quinto, Decima in Maffio detto c. 707, fanno di Decima soldi VI denari VIII a oro larghi… posto in chonto di Giuliano di Bartolomeo in questo c. 473…”.

1520 Trascrizione dei beni di Maffeo, a seguito di scritta dotale, a Giuliano di Bartolomeo da Montelupo: “Giuliano di Bartolomeo d’Antonio da Montelupo à ‘uto in dote dalla Nese sua donna e figliuola di Maffio di Benedetto una chasa per suo uso, posta in Montelupo in su la piaza, che g[i]à vi fu sotto una bottegha, confina via in più luoghi e Chapitani d’Orz’Michele, auto in dota chome di sopra [per contratto] rogato ser Maffio da Soci addì 14 di Marzo 1517 [’18], levata [da] detto Maffio in questo… addì 18 di Marzo 1519 [’20], soldi 6.8… Chancellasi… addì 27 di Marzo 1520… per essere ridotta per propria abitazione”.

 

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Benedetto di Maffio di Benedetto

1505 [Da Mercatale di San Casciano]. Fornitura a suo nome in data 12 settembre all’Ospedale di Santa Maria Nuova:

12 catinelle di quarto soldi 6 l’una

56 scodellini denari 5 l’uno

3 catinelle di quarto soldi 3 l’una

28 orciolini soldi 1 l’uno

4 catinelle di metadella soldi 1 l’una

10 mezzette soldi 1 l’una

35 scodelle denari 10 l’una

13 quarti soldi 8 l’uno

7 orcioli soldi 4 l’uno

4 mezziquarti soldi 4 l’uno

38 metadelle soldi 2 l’una

28 mezzette soldi 1 l’una.

1536 A Benedetto e Tommaso di Maffio di Benedetto che “habitano a Merchatale, lavoratori di terra, disse la Decima al campione detto c. 488 in Giuliano di Bartolomeo d’Antonio, loro cogniato” è iscritta una portata di Decima nella quale si comprende: “una terza parte di casa con orto e bottega sotto a uso di stovigliaio posta in Montelupo, luogo detto Poggio alla Malva… Ci pervennero per dote della Nese nostra sorella, donna fu di detto Giuliano di Bartolomeo per fiorini 60… rogato ser Mattio di Lucha da Soci il 14 Marzo 1517 [’18]; e’ detti beni sono in somma di soldi 6.8 di Decima sotto la posta di detto Giuliano, che a noi ne tocha soldi 2, e soldi 4.8 ne tocha a ser Antonio di Bartolomeo…”.

 
     

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