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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Maffei  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

Guasparri di Bartolomeo di Guido

1487 Portata catastale inviata da Guasparri, nella quale egli afferma di svolgere l’attività di “lavorante d’orciuoli” e di esser stato descritto nelle dichiarazioni d’estimo del padre Bartolomeo del 1451 e del 1469 come residenti nel popolo di San Giusto a Petrognano.

Adesso Guasparri afferma di possedere “una chasetta trista posta in Montelupo in chastelo per suo abitare” la quale tiene in “avilaro” [livello] da Santa Maria Nuova per canone annuo di libbre 2 di cera e, non osservando i patti relativi, incorre in una pena di 5 fiorini. Dice di essere solo e di avere 30 anni. “Sta per lavorante d’orciuoli a quello si ghuadagnia, e non fa bottegha sopra di sé”.

In margine alla portata - con mano posteriore -è scritto. “È morto e lla chasa è richadutta a Santa Maria Nuova”.

1489 Figura come testimone ad un atto notarile rogato in Montelupo da ser Piero di Bardo Gherardini.

1498 Con atto notarile rogato da ser Giovanni di Romena, Guasparri cede al fratello Guido orciolaio, presente ed accettante anche a nome dei figli Bartolomeo, Giorgio e Piero, l’uso della casetta tenuta “in avilaro” da Santa Maria Nuova, e la cessione sarà valida per la vita di Guido e per quella dei suoi figli, e non oltre.

 

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Guido di Bartolomeo di Guido

1487 A Guido di Bartolomeo è intestata la portata al Catasto di quell’anno. Egli afferma di esser stato descritto sia nell’estimo del 1451 come in quello del 1469 nella portata di suo padre Bartolomeo.

Dichiara inoltre di avere 46 anni e di vivere con la moglie Sandra e con il figlio Bartolomeo di 4 anni.

Abita in una casa d’affitto ed esercita la professione di vasaio con Niccolò Calabranci “sta per lavorante di orciuoli a quello si guadagnia con Nicholaio Chalavranci”. Gli viene attribuita una tassa di soldi 2.

1498 Guido di Bartolomeo rileva con atto rogato da ser Giovanni da Romena dal fratello Guaspare “l’avilaro” di una casetta cedutagli da Santa Maria Nuova, anche a nome dei figli Bartolomeo, Giorgio e Piero.

1504 A Guido di Bartolomeo è intestata una posta di Decima, nella quale si attesta che venne già descritto nell’estimo del 1490 con tassa di soldi 2. Egli afferma di lavorare ad opera e di essere beneficiario di alcuni beni tenuti a livello dall’ospedale di Santa Maria Nuova, ed in particolare di una casa per sua abitazione posta nel castello di Montelupo, per la quale paga annualmente libbre 2 di cera al medesimo ospedale.

Egli dichiara di avere 60 anni e di vivere con sua madre, Ginevra di anni 85, con sua moglie, mona Sandra di anni 46, e con i due figli maschi Bartolomeo, di anni 18 e Piero di 9.

 

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Bartolomeo di Guido di Bartolomeo di Guido

Bartolomeo di Guido è beneficiario di numerosi pagamenti effettuati dall’Ospedale di Santa Maria Nova di Firenze.

1516 A Bartolomeo di Guido viene intestato il pagamento di fiorini d’oro 5.3.-.- in data 20 ottobre per la seguente fornitura:

n. 39 quarti a L. -.8.- l’uno

n. 36 mezi quarti a L. -.4.- l’uno

n. 96 boccali a L. -.2.- l’uno

n. 60 mezzette a L. -.1.- l’uno

n. 2 piattelli da 1/2 quarto a L. -.4.- l’uno

n. 6 scodelle a L. -.-.10 l’uno

totale L. 36.1.-.

1517 A Bartolomeo di Guido viene intestato il pagamento di fiorini 3.10.5.- in data 31 marzo per le seguenti forniture:

n. 152 scodellini

n. 132 scodelle di terra

n. 210 mezzette da acqua

n. 101 orciolini da orinare

per un totale di L. 25.2.-.

- A Bartolomeo di Guido viene intestato in data 23 novembre un ulteriore pagamento per la seguente fornitura:

n. 10 quarti a L. -.8.- l’uno

n. 30 mezzi quarti a L. -.4.- l’uno

n. 60 boccali a L. -.2.- l’uno

n. 105 mezzette a L. -.1.- l’una

n. 100 orciolini a L. -.1.- l’uno

n. 130 scodelle a L. -.-.10 l’uno

n. 150 scodelline a L. -.-. 5 l’uno

totale L. 34.15.10.

1518 A Bartolomeo di Guido viene intestato in data 27 febbraio un pagamento di fiorini 4.12.2.- per le seguenti forniture:

n. 980 alberelli da lattovari a L. -.18.-

il centinaio

n. 13 quartoni da stillare a L. -.7.- l’uno

n. 1600 alberelli “da untione” a L. -.12.-

il centinaio

n. 22 catinelle grandi di quarto a L. -.6.- l’una

n. 18 catinelli di mezzo quarto a L. -.3.- l’uno

totale L. 32.5.-.

- A Bartolomeo di Guido viene intestato in data non precisata un altro pagamento di fiorini 4.4.5.- per le seguenti forniture:

n. 9 catinelle a L. -.8.- l’una

n. 16 quarti da vino a L. -.8.- l’uno

n. 72 orcioli da orinare a L. -.1.- l’uno

n. 110 orciolini da vino bianco a L. -.1.- l’uno

n. 6 mezzi quarti da vino bianco a L. -.4.- l’uno

n. 16 metadelle da vino a L. -.2.- l’una

n. 24 mezzette a L. -.1.- l’una

n. 96 scodelle da infermi L. -.-.10 l’una

n. 99 scodellini a L. -.-.10 l’uno

n. 1 mezzina da olio a L. -.8.-

totale L. 29.11.3.

- A Bartolomeo di Guido viene intestato in data 23 giugno un pagamento di fiorini 4.10.3.- per le seguenti forniture:

n. 14 “chetinelluzze” a L. -.4.- (l’una)

n. 86 scodellini a L. -.-.5 (l’uno)

n. 74 orciolini “da pisciare”

n. 58 orciolini da acqua pettorale

n. 12 catinelle grandi a L. -.8.-

n. 78 “schodelline da

rachomandati, preti e servi” a L. -.-.10

n. 12 quarti da vino a L. -.8.-

n. 10 orcioli da “stillare

allo speziale” a L. -.8.-

n. 400 alberelli a L. -.18.-

il centinaio

totale L. 31.11.10.

- A Bartolomeo di Guido viene intestato in data 25 agosto il pagamento di fiorini 5.6.2.- per le seguenti forniture:

n. 122 scodelline a L. -.-.4 l’una

n. 9 quartoni a L. -. 8.- l’uno

n. 13 catinelle di mezzo quarto a L. -. 4.- l’una

n. 166 scodellini a L. -.-.5 l’uno

n. 11 catinelle di quarto L. -. 8.- l’una

n. 3 piattelli grandi di quarto a L. -. 8.- l’uno

n. 44 orciolini di terzeruola a L. -. 1.- l’uno

n. 1080 alberelli lunghi a L. -.18.- il cento

n. 41 orciolini bianchi

da orinare a L. -. 1.- l’uno

n. 400 alberelli bassi a L. -.14.- il cento

totale L. 37.3.-.

 

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Giorgio di Guido di Bartolomeo di Guido

Giorgio di Guido è definito nei registri di Santa Maria Nova come “cappellano di casa” (e come tale ha il titolo di “messer”). Egli è infatti prete, e si trova nei documenti dell’ospedale fiorentino come destinatario delle somme di denaro dovute dal nosocomio per forniture effettuate dalla sua famiglia; pur essendo comproprietario della fornace e bottega, non dovette evidentemente esercitare il mestiere di ceramista.

Egli non compare tra i familiari conviventi con il padre nella posta della Decima intestata a questi nel 1504 poiché doveva già ricoprire l’incarico ecclesiastico o, con maggiore verosimiglianza, frequentare il seminario.

1519 A Giorgio di Guido viene effettuato un pagamento di fiorini 4.1.7.- in data 13 di gennaio per la seguente fornitura:

n. 200 mezzette da acqua

n. 120 mezzette “da horinare” ed altro

totale L. 28.11.4.

- A Giorgio di Guido viene intestato in data 11 giugno il pagamento di fiorini 6.5.5.- per le seguenti forniture, avvenute in tre some:

n. 17 quarti a L. -.8.- l’uno

n. 12 mezzi quarti a L. -.4.- l’uno

n. 27 boccali a L. -.2.- l’uno

n. 30 mezzette a L. -.1.- l’una

n. 170 orciolini da acqua a L. -.1.- l’uno

n. 117 scodelle a L. -.-.10 l’una

n. 12 catinelle di mezzetta a L. -.1.- l’una

n. 100 orciolini bianchi a L. -.1.- l’uno

n. 112 scodellini a L. -.-.5 l’uno

n. 15 catinelle di metadella a L. -.2.- l’una

n. 4 catinelle di mezzoquarto a L. -.4.- l’una

n. 11 catinelle di quarto a L. -.8.- l’una

n. 7 piattelli di quarto a L. -.7.- l’uno

totale L. 43.18.-.

- A Giorgio di Guido viene intestato il pagamento di fiorini 5.7.- per la fornitura di “Bosoli, quartoni et choperchi et altro per la nostra ispezieria”, e cioè:

n. 1400 bossoli da lattovari a L. -.18.- il cento

n. 1200 bossoli tondi a L. -.18.- il cento

n. 24 quartoni a L. -. 7.- l’uno

n. 320 bossoli rossi a L. -.14.- il cento

n. 35 coperchi da alberelli a L. -. 1.8 l’uno

totale L. 37.9.6.

- A Giorgio di Guido viene intestato in data 30 agosto un pagamento di lire 36.11.- per la seguente fornitura “di più robe per nostro ispedale”:

n. 32 mezziquarti a L. -. 8.- l’uno

n. 78 boccali a L. -. 2.- l’uno

n. 150 mezzette a L. -. 1.- l’uno

n. 8 quarti a L. -. 8.- l’uno

n. 47 mezzette a L. -. 1.- l’una

n. 140 terzeruole a L. -. 1.- l’una

n. 9 catinelle piccole a L. -. 2.- l’una

n. 7 catinelle di mezziquarti a L. -. 4.-

totale L. 36.11.-.

- A Giorgio di Guido viene intestato in data 30 agosto un pagamento di 30 lire per le seguenti forniture:

n. 8 catinelle a L. -. 9.-

n. 108 alberelli a L. -.18.- il cento

n. 34 alberelli grandi a L. -. 6.-

n. 30 coperchi di alberelli a L. -. 1.-

n. 78 scodelle per le donne a L. -.-.10

n. 99 scodellini per le donne a L. -.-. 5

totale L. 30.-.-.

- A Giorgio di Guido viene intestato un ulteriore pagamento in data 17 novembre per le seguenti forniture:

n. 10 quarti a L. -. 8.-

n. 321 scodellini di terra a L. -.-. 5

n. 182 scodelle di terra a L. -.-.10

totale L. 35.15.4.

1520 A Giorgio di Guido “nostro chapelano a Marcigniano” viene intestato un pagamento di L. 36.18.- per le seguenti forniture:

n. 31 catinelle di quarto a L. -. 8.-

n. 14 catinelle di mezzo quarto a L. -. 4.-

n. 18 catinelle di metadella a L. -. 2.-

n. 14 catinelle da mezzetta a L. -. 1.-

n. 52 scodelle a L. -.-.10

n. 200 scodelle a L. -.-.10

n. 170 scodellini a L. -.-. 5

n. 200 scodellini a L. -.-. 5

n. 300 alberelli da lattovari a L. 1.-.- il cento

totale L. 36.18.-.

- A Giorgio di Guido è intestato in data 23 di maggio un ulteriore pagamento per le seguenti forniture:

n. 240 scodelline di terra

senza orlo a L. -.-.10

n. 200 scodelline di terra

dipinte a L. -.-. 5

n. 90 mezzette da orinare

per gli infermi a (L. -.1.-)

totale L. 18.13. 4.

- A Giorgio di Guido è intestato in data 5 ottobre un pagamento di lire 33.7.8 per la seguente fornitura:

n. 150 scodellini a L. -. -.5

n. 13 quarti di terra da vino a L. -. 8.-

n. 119 mezzette da acqua a L. -. 1.-

n. 144 mezzette da orinare a L. -. 1.-

n. 6 quarti da stillato a L. -. 8.-

n. 8 catinelle grandi a L. -.10.-

n. 196 alberelli da lattovari

grandi a L. -.18.- il cento

n. 426 alberelli piccoli

da lattovari a L. -.18.- il cento

totale L. 33.7.8.

1520-21 A Giorgio di Guido è intestato il pagamento di lire 13.3.- per una fornitura non meglio specificata.

1521 A Giorgio di Guido è intestato il pagamento in data 14 di maggio di lire 16.4.- per la seguente fornitura, consegnata all’ospedale da Guido di Bartolomeo suo nipote:

n. 9 quarti a L. -. 8.-

n. 8 boccali a L. -. 2.-

n. 12 catinelle a L. -. 8.-

n. 15 mezziquarti a L. -. 4.-

n. 80 orciolini a L. -. 1.-

totale L. 16.4.-.

- A Giorgio di Guido è intestato in data 15 giugno un nuovo pagamento di lire 19.7.8 per la seguente fornitura:

n. 11 catinelle di mezzoquarto a L. -. 4.-

n. 110 scodelline a L. -.-.10

n. 2 catinelle di quarto a L. -. 8.-

n. 110 scodellini a L. -.-. 5

n. 7 quarti a L. -. 8.-

n. 20 orciolini da acqua a L. -. 1.-

n. 9 mezziquarti a L. -. 4.-

n. 25 boccali a L. -. 2.-

n. 26 mezzette a L. -. 1.-

totale L. 19.7.4.

1527 A Giorgio di Guido viene accreditata la somma di lire 319 da parte dell’Ospedale del Ceppo di Pistoia “per più anpoloni e alberegli per la spezieria”. Il pagamento viene effettuato in due rate, la prima di lire 230.5.- in data 20 di febbraio per “… 395 ampoloni e alberegli di più sorte per la spezieria nuova …”, la seconda, in data 30 di marzo di lire 88.15.- per un secondo lotto di 154 ceramiche del medesimo tipo.

- A Giorgio di Guido viene pagata in data 27 di febbraio dall’ospedale del Ceppo di Pistoia la prima rata della fornitura di sopra descritta, pari a lire 230.5.- tramite lo spedale di Santa Maria Nuova “per conto degli alberelli della spezieria nuova, portò Francesco di… [sic] loro speziale”.

- A Giorgio di Guido (“prete Giorgio di Guido di Marcignano”) viene pagata in data 8 aprile dall’Ospedale del Ceppo di Pistoia la seconda rata della fornitura di cui sopra, pari a lire 88.15.- “…per lui allo spedale di Santa Maria Nuova, portò prete Lazero confessore nostro”.

1529 A Giorgio di Guido è intestato in data 12 marzo dall’ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 48.19.- per la seguente fornitura:

n. 600 scodelline da infermi a L. -.-.10

n. 370 scodellini da infermi a L. -.-. 5

n. 100 orinali di terra a L. -.1.-

n. 225 orciolini da bere

per infermi a L. -.1.-

n. 3 vasi grandi da tenere

vino di melagrana L. 4. 3. 2

totale L. 48.19.-.

- A Giorgio di Guido è intestato dall’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 3 aprile il pagamento di lire 80. 3.- per la seguente fornitura:

n. 360 orciolini da giulebbo a L. 5.-.- il cento

n. 468 orciolini da orinare a L. 5.-.- il cento

n. 120 scodelline a L. -.-.10

n. 142 scodellini a L. -.-. 5

n. 11 quarti a L. [sic]

n. 2180 alberelli da lattovari a L. 15. 6.-

n. 740 alberelli “di più sorte” L. 6.14.-

n. 11 quarti bianchi da tenere

sotto le campane da stillare a L. [sic]

totale L. 80. 3.-.

- A “prete Giorgio di Ghuido da Marcignano” l’Ospedale del Ceppo di Pistoia intesta in data 14 giugno il pagamento di 6 fiorini per la seguente fornitura, “rechò Ghuido suo fratello” [sic, in realtà suo nipote]:

n. 14 “vasi grandi dipinti per tenere aque stillate per la nostra spezieria” a L. 5.-.- l’uno

n. 624 alberelli “bassi da

lattovari” a L. -.14.- il cento

n. 4 ampolloni da stillare a L. -.10.- l’uno

totale L. 76.4.-.

- A Giorgio di Guido l’Ospedale del Ceppo di Pistoia intesta in data 21 giugno il pagamento di lire 1.19.- “…per un piatto grande per fare la ’nsalata per la famiglia…”.

- A Giorgio di Guido l’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze intesta in data 1 luglio un pagamento di lire 45.7.4 “rechò Guido suo nipote”, per la seguente fornitura:

n. 548 scodelle per infermi a L. -.-.10

n. 409 scodellini da infermi a L. -.-. 5

n. 120 orciolini da giulebbo a L. -. 1.-

n. 500 alberelli “per la spezieria

da once 1” a L. [sic]

n. 3 quarti da tenere sotto

la campana L. 1. 4.-

n. 7 quarti “grandi con la

gruccia pel chastaldo” L. 2.12.-

totale L. 45. 7.4.

- A Giorgio di Guido l’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze intesta il pagamento di lire 102.12.- per la seguente fornitura, consegnata da “Guido garzone”:

n. 15 quarti a L. -. 8.-

n. 7 catinelle da quarto L. 1.19.-

n 1150 alberelli da lattovari L. 8.15.-

n. 872 scodelline L. 38.17.-

n. 600 scodellini L. 12.10.-

n. 208 orciolini da pisciare [sic]

n. 39 catinelle piccole L. 1.19.-

n. 290 orciolini da bere [sic]

n. 46 catinelle mezzane a L. -. 2.-

totale L. 102.12.-.

1531 A Giorgio di Guido l’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze intesta in data 16 marzo un pagamento di lire 45.6.10 per le seguenti forniture recate da “Ghuido suo nipote”:

n. 332 scodelline

“in mane 83” a L. -. 1. 3

n 180 orciolini

“in mazi 12” a L. -. 1.4.-.

n. 320 scodellini

“in mane 80” a L. -.-.7 e mezzo

n. 240 bossolini rossi

da unguento a L. -.18. 8 il cento

n. 180 bossolini bianchi

da unguento a L. -.17. 8 il cento

totale L. 45.6.10.

- A Giorgio di Guido l’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze intesta in data 13 aprile un pagamento per la seguente fornitura:

n. 146 scodelline a L. -. 1.4

n. 24 boccali L. -. 2.8

n. 64 orciolini da bere L. -. 1.4

n. 22 quartoni L. -.10.8

n. 12 mezzine L. -. 5.4

totale L. 31.9.7.

- A Giorgio di Guido è intestato in data 10 giugno dall’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze un pagamento di lire 7.4.- per la seguente fornitura:

n. 600 “alberelli bianchi di più

sorte per la spezieria a L. 1.4.- il cento

totale L. 7.4.

- A Giorgio di Guido l’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze intesta in data 4 giugno un pagamento di lire 47.14.4 per la seguente fornitura “recò Francesco d’Agniolo Berti”:

n. 43 catinelle piccole a L. -. 3.-

n. 13 catinelle mezzane a L. -. 6.-

n. 5 catinelle ordinarie a L. -.12.-

n. 2 catinelle grandi a L. 1. -.-

n. 40 orciolini per pisciare a L. -. 6.-

n. 285 orciolini da bere a L. -.14.- il cento

n. 106 scodelline per infermi a L. -. 1.4

n. 124 scodellini per infermi a L. -.-.7 e mezzo

totale L. 47.14.4.

- A Giorgio di Guido è intestato in data 5 novembre dall’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze il pagamento di lire 5.6.8 per la seguente fornitura:

n. 8 mezziquarti a L. -.5.4

n. 24 boccali a L. -.2.-

“4 mezziquarti dati a Ghino Rondinelli”

totale L. 5.6.8.

- A Giorgio di Guido è intestato dall’Ospedale di Santa Maria Nova di Firenze in data 14 novembre un pagamento per la seguente fornitura:

n. 140 scodelline a L. -.1.3

n. 40 orciolini da pisciare [sic]

n. 240 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

- A Giorgio di Guido è intestato in data 4 dicembre un ulteriore pagamento di due fiorini da parte dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze per la seguente fornitura:

n. 300 scodelle da infermi L. 4.15.-.

1532 A Giorgio di Guido viene intestato in data 13 marzo dall’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze un pagamento di fiorini 3.6.14. per la seguente fornitura:

n. 130 scodelline a L. -. 1.3

n. 38 boccali a L. -. 3.-

n. 6 catinelle di quarto a L. -.10.-

n. 22 mezziquarti a L. -. 5.-

n. 2 catinelle “grandi da savore” a L. -.14.-

n. 11 quarti grandi da vino a L. -.10.-

totale L. 27.14.-.

- A nome di Giorgio di Guido è posto nel libro entrata ed uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze il seguente richiamo di spesa per “…14 vasi e altro, grandi, dati per noi sino adì 15. VI.1529 allo spedale del Ceppo di Pistoia, di licenza di messer Giovanni Tinghi, posto [nello] spedale detto, debbi dare in questo fiorini 6”.

- A Giorgio di Guido è intestato in data 13 agosto il pagamento di lire 113.4.4 per la seguente fornitura:

n. 833 scodelline a L. -. 1.3

n. 280 scodellini a L. -. -.7 e mezzo

n. 232 alberelli rossi a L. -.17. 8 il cento

n. 400 alberelli da lattovari a L. 1. 4.- il cento

n. 720 alberelli da lattovari a L. -.17. 8 il cento

n. 30 catinelle di quarto a L. -.10.8

n. 80 orciolini da acqua a L. -. 1.4

n. 22 quarti da vino a L. -.10.8

n. 17 mezziquarti a L. -. 5.4

n. 12 boccali da vino a L. -. 2.8

totale L. 113.4.4.

1533 A Giorgio di Guido l’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta in data 11 giugno il pagamento di fiorini 5.12.3 per la seguente fornitura:

n. 4 quarti dipinti a L. 10.8

n. 6 boccali dipinti a L. -. 2.8

n. 12 mezzi quarti “dipinti tutti

con la gruccia” a L. -. 5.8

n. 430 scodelline a L. -. 1.3

n. 43 orciolini a L. -. 1.4

totale L. 35.12.3.

- A Giorgio di Guido l’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze intesta in data 30 agosto il pagamento di lire 46.7.4 per la seguente fornitura:

n. 24 catinelle di quarto a L. -.10. 8

n. 300 scodelline a L. -. 1.3

n. 20 catinelle piccole a L. -. 2.-

n 100 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 50 mezzette a L. -. 1.8

n. 20 orciolini da giulebbo a L. -. 2.4

n. 4 quarti a L. -.10.8

n. 4 mezziquarti a L. -. 5.4

totale L. 46.7.4.

- A Giorgio di Guido l’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta in data 30 ottobre il pagamente di fiorini 19.6.15.9 per la seguente fornitura:

n. 14 quarti a L. -.10.8

n. 34 mezziquarti a L. -. 5.4

n. 7 orciolini da giulebbo a L. -. 2.8

n. 20 catinelle piccole a L. -. 2.-

n. 13 catinelle grandi di quarto a L. -.10.8

n. 511 scodelline a L. -. 1.3

n. 322 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 90 scodelline dipinte a L. -. 1.4

n. 498 orciolini da acqua a L. -. 1.4

n. 11 “vasi grandi di terra da tenere oli di

più sorte per la spezieria” della capacità

di 8 fiaschi ciascuno a L. 2.10.-

n. 36 coperchi di alberelli “di più sorte” [sic]

totale L. 139.15. 9.

1534 A Giorgio di Guido è intestato in data 4 febbraio dall’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze un pagamento di fiorini 4. 2. 6.- per la seguente fornitura “mandataci per Ghuido di Bartolomeo di Montelupo”:

n. 450 scodelline di terra a L. -. 1. 3

totale L. 28.12.-.

- A Giorgio di Guido è intestato in data 21 giugno dall’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze il pagamento di fiorini 16.4.12.8 per la seguente fornitura:

n. 500 alberelli da 3. 4. 2 once

“per lo speziale” a L 1. 2.- il cento

n. 610 scodelline a L. -.1. 3

n. 226 scodelline a L. -.1. 3

n. 288 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 119 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 80 orciolini da giulebbo L. -. 1. 3

n. 40 boccali a L. -. 2. 8

n. 80 mezzette a L. -. 1. 8

n. 169 quarti da vino a L. -.10. 8

n. 22 catinelle grandi a L. -.10. 8

n. 28 mezzi quarti a L. -. 5. 4

totale L. 116.12.8.

1535 A “ser Giorgio di Guido da Marcignano” viene intestato in data 7 maggio dall’Ospedale del Ceppo di Pistoia il pagamento di lire 66.13.10 per la seguente fornitura:

n. 8 quarti a L. -.10. 8

n. 10 rinfrescatoi a L. -.16.-

n. 60 mezziquarti a L. -. 5. 4

n. 96 boccali a L. -. 2. 8

n. 135 scodelle a L. -. 1. 3

n. 118 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 27 “vasi cho’ coperchi

per la spezieria” a L. -.10.-

totale L. 66.13.10.

- A Giorgio di Guido è intestato in data 14 settembre un ulteriore pagamento dall’Ospedale del Ceppo di Pistoia di lire 79 per una fornitura di “lavori invetriati”.

1538 Giorgio di Guido, come nuovo governatore dell’Ospedale del Ceppo di Pistoia, sottoscrive la lista delle cose ricevute dal precedente governatore e da frate Biagio, Camarlingo dello spedale di Santa Maria Nuova di Firenze, su commissione di messer Agniolo spedalingo di Santa Maria Nuova.

Segue nei documenti dell’Ospedale del Ceppo il ricordo dell’entrata come governatore del medesimo Giorgio in data 2 agosto 1538 con il salario annuo di trenta ducati d’oro da lire sette l’uno, cioè con uno stipendio di lire 210.

1544 Giorgio di Guido è richiesto per un debito di lire 4 presso il tribunale podestarile di Montelupo.

1545-46 Giorgio di Guido è richiesto per un debito di lire 3, probabilmente per spese di gabella, presso il tribunale di Montelupo.

 

^ up

Guido di Bartolomeo di Guido

1532 Guido di Bartolomeo è nominato nel Civile del Podestà di Montelupo.

- Guido di Bartolomeo è testimone in data 13 novembre ad un atto notarile rogato in Montelupo da Girolamo Pagnini.

1535 Guido di Bartolomeo è intestatario in data 26 ottobre di un pagamento di fiorini 30.3.10.- (pratica uno sconto di lire 3.2.- sull’importo totale), effettuato dall’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze, che riassume cinque consegne effettuatate dal 21 ottobre 1534 al 15 settembre 1535; in essa vengono citati:

boccali bianchi per refettorio “cho’ le grucie”;

“bubolete per speziale”;

bossolini da unguneto rossi;

n. 15 quarti a L. -.10. 9

n. 1380 scodelline a L. -. 1. 3

n. 580 albarellini a L. -.18.- il cento

n. 91 boccali a L. -. 2. 8

n. 1333 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 96 mezzette a L. -. 1. 4

n. 6 alberelli a L. -.10.-

n. 52 catinelle di quarto a L. -.10. 8

n. 1650 alberellini a L. 1.-.- il cento

n. 5 conchette da olio a L. -.10.-

n. 25 orciolini a L. -. 1. 4

n. 12 ampolloni da oli a L. -.10.-

totale L. 216.12.-.

1536 A Guido di Bartolomeo è intestata la portata della Decima nella quale dichiara di esser già stato descritto precedentemente nella portata di Amerigo di Francesco Calabranci, suo suocero. Possiede una casa posta in Montelupo, che gli viene decimata per suo uso, un pezzo di terra a vigna di cinque staia nel luogo detto Piano di Pesa, che gli è pervenuto come dote di Lucrezia, sua moglie e figlia di Amerigo Calabranci; quest’ultimo bene paga di Decima soldi 3.-.

- Guido di Bartolomeo figura tra i testimoni di un atto rogato da ser Jacopo Nardi in data 7 di maggio con la quale la Compagnia dello Spirito Santo di Montelupo cede in affitto alcuni beni.

- Guido di Bartolomeo con atto rogato da ser Jacopo Nardi in data 3 giugno prende in affitto un casolare con sue pertinenze nel luogo detto alla Buca, per tre anni ad un fitto annuo di lire 2, e con patto di riattare l’edificio in questione.

- A Guido di Bartolomeo è intestato in data 27 ottobre dall’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze un pagamento di fiorini 23.1.12.4 per la fornitura delle seguenti ceramiche, consegnate in otto partite:

n. 1327 scodelle a L. -. 1.3

n. 40 catinelle di quarto a L. -.10.8

n. 848 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 11 quarti da vino [sic]

n. 64 catinelle piccole a L. -. 2.-

n. 55 boccali a L. -. 2.8

n. 48 terzeruole a L. -. 1.4

n. 92 mezzette a L. -. 1.4

n. 12 mezziquarti a L. -. 5.4

totale L. 162.18.4

[da questa somma vengono decurtate L. 5.1.-, che Guido recupera con l’ulteriore fornitura di n. 50 saliere e n. 26 fra scodelle, piatti e piattellini].

1537 A Guido di Bartolomeo è intestata in data 24 aprile dall’Ospedale di Santa Maria Nuova la ricevuta senza prezzi della seguente fornitura:

n. 230 scodellini

n. 30 catinelle da un quarto “per lo infermiere”

n. 12 mezziquarti

n. 30 boccali

n. 30 mezzette “per el castaldo”

n. 4 catinelle grandi “per lo speziale”.

- A Guido di Bartolomeo è intestata in data 29 novembre dall’Ospedale di Santa Maria Nuova la ricevuta della seguente fornitura:

n. 300 alberelli da latovari

n. 30 scodelle

n. 30 scodellini da malati.

1538 A Guido di Bartolomeo è intestata in data 2 aprile dall’Ospedale di Santa Maria Nuova la seguente fornitura:

n. 340 scodelle per infermi

n. 1020 alberelli di più sorte

n. 200 scodellini per infermi.

- A Guido di Bartolomeo è assegnato in data 8 aprile dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 165 di piccioli, cioè di fiorini 23 da lire 4 e mezza l’uno, “per più stoviglie”.

- A Guido di Bartolomeo è intestato il pagamento di fiorini 1.2.12.-, cioè di lire 9.12.- per la fornitura di:

n. 24 “quartoni da sotto

le campane da stillare” a L. -.8.-.

- A Guido di Bartolomeo è intestato in data 8 aprile dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di fiorini 23.4.15.- per la seguente fornitura:

n. 1813 scodelle a L. -. 1.3

n. 30 catinelle di quarto a L. -.10.8

n. 960 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 12 quarti a L. -.10.8

n. 2250 alberelli “piccoli di

più sorte” a L. -.18.- il cento

n. 30 boccali a L. -. 2.-

n. 138 mezzette a L. -. 1.4

totale L. 165.5.-

“resta a fargli buoni 24 quartoni da sotto le cha[m]pane da stilare, per non sapere i prezzi loro, però sono rimasti indietro… Sonsi fatti buoni al detto e’ 24 quartoni da sotto le campane, L. 9.12.-…” [cioè a L. -. 8.- l’uno].

- A Guido di Bartolomeo è intestato in data 29 maggio dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 36.16.8 per la seguente fornitura “rechò lui in una soma”:

n. 8 mezzi quarti a L. -. 5.4

n. 68 scodelle a L. -. 1.3

n. 10 catinelle grandi a L. -.10.8

n. 288 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 40 boccali a L. -. 2.8

n. 15 catinelle piccole a L. -. 2.-

n. 550 alberellini per lattovari a L. -.18.- il cento

n. 200 alberellini

“da 3.4.5. once” a L. 1.-.- il cento.

- A Guido di Bartolomeo viene intestato in data 13 giugno l’arroto di Decima per un pezzo di terra lavorativa di staia uno posto nel popolo di Santa Maria a Pulica, nel luogo detto Pozzalerivo, a lui pervenuto per la donazione fattane da suo zio Giorgio di Bartolomeo di Guido. Il terreno è nella posta dei beni che furono di Antonio d’Agnolo di Michele di Santa Maria a Pulica, e per questo viene attribuita a Guido una Decima di 8 denari.

- A Guido di Bartolomeo viene intestato in data 14 agosto dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 25.4.6 per la seguente fornitura:

n. 130 scodelle a L. -. 1.3

n. 16 catinelle di quarto a L. -.10.8

n. 120 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 10 catinelle di mezzo quarto a L. -. 5.4

n. 140 alberellini da unguento

rossi a L. -.18.- il cento

n. 9 catinelle piccole a L. -. 2.-

totale L. 25.4.6.

- A Guido di Bartolomeo viene intestato dall’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 29 novembre il pagamento di lire 11.17.4 per la seguente fornitura:

n. 17 catinelle di mezzetta a L. -. 2.-

n. 4 quarti da vino a L. -.10.8

n. 150 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 4 boccali da stillato ordinari a L. -. 2.8

totale L. 11.17.4.

1539 A Guido di Bartolomeo viene intestato in data 21 gennaio il pagamento di lire 33.13.9 per la seguente fornitura “rechò un suo vetturale”:

n. 414 scodelle a L. -. 1. 2.-

n. 250 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

totale L. 33.13.9.

- A Guido di Bartolomeo viene intestato in data 21 febbraio dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 6.10.8 per la seguente fornitura “rechò Francesco, suo garzone”:

n. 6 quarti da vino a L. -.10.8

n. 50 mezzettini da acqua

con giulebbo a L. -. 1.4

totale L. 6.10.8.

- A Guido di Bartolomeo viene intestato in data 17 marzo dall’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze il pagamento di lire 33.9.10 per la seguente fornitura:

n. 140 scodelle a L. -. 1.3

n. 140 orciolini da acqua a L. -. 1.4

n. 220 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 8 catinelle mezzane a L. -. 2.4

n. 14 catinelle di quarto a L. -.10.8

totale L. 33.9.10.

- A Guido di Bartolomeo viene intestato in data 14 aprile dall’Ospedale del Ceppo di Pistoia il pagamento della seguente fornitura “le quali chose rechò lui detto in due volte”:

n. 16 piatti di mezzoquarto a L. -. 3.4

n. 30 piatti di mezzoboccale a L. -. 2.4

n. 36 piatti di mezzetta a L. -. 2.8

n. 20 scodelle per le monache a L. -. 1.4

n. 20 scodellini a L. -. 1.-

n. 30 “piatanzine per le donne” a L. -. 2.-

n. 50 terzaruoli per gli infermi a L. -. 1.-

n. 40 “orciolini da pisciare” a L. -. 1.-

n. 40 mezzette a L. -. 1.4

n. 50 boccali a L. -. 2.-

n. 24 mezzoquarti a L. -. 4.-

n. 9 quarti per stillare a L. -.10.-

n. 10 quartoni da vino a L. -.10.-

n. 21 catinelle “per sputare” a L. -. 2.-

n. 10 catinelle mezzane a L. -. 3.-

n. 10 catinelle “per

le predelle” a L. -.10.-

n. 2 catinelle grandi

per lo speziale a L. 1.-.-

n. 16 alberellini

per la spezieria a L. -. 1.-

n. 200 “butolete,

cioè alberellini” a L. -. 1.-

n. 206 “bossolini, cioè

alberellini da lattovari a L. -. 2.-

n. 200 scodelle da infermi a L. -. 1.4

n. 100 scodellini da infermi a L. -. 4.- il cento

totale L. 73.12.8.

- A Guido di Bartolomeo è intestato in data 6 giugno dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 36.14.- per la seguente fornitura:

n. 240 scodelle a L. -. 1.3

n. 6 catinelle di quarto a L. -.10.-

n. 240 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 14 catinelle piccole a L. -. 2.-

n. 8 boccali di quarto a L. -.10.8

n. 20 boccali “di bochale” a L. -. 2.8

n. 40 orciolini a acqua a L. -. 1.4

totale L. 36.14.-.

- A Guido di Bartolomeo viene intestato in data 21 giugno dall’Ospedale del Ceppo di Pistoia il pagamento di lire 4.18.- per la fornitura di “7 anpoloni grandi, di tenuta di fiaschi 2 1/2 l’uno, per lo speziale, per stilare” a L. -.14.-.

- A Guido di Bartolomeo viene intestato in data 22 settembre dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 71.17.8 per la seguente fornitura:

n. 720 albrelli lunghi a L. 1.-.- il cento

n. 473 scodelle a L. -. 1.3

n. 520 alberelli bassi a L. -.18.-

n. 428 scodellini per infermi a L. -.-.7 e mezzo

n. 32 catinelle per le predelle a L. -.10.8

totale L. 71.17.8.

- A Guido di Bartolomeo è intestato in data 22 dicembre dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 39.7.1 per la seguente fornitura:

n. 327 scodelle a L. -. 1.3

n. 18 mezziquarti da vino a L. -. 8.4

n. 200 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 36 boccali da vino a L. -. 2.8

n. 47 mezzette da acqua a L. -. 1.4

totale L. 39.7.1.

1540 A Guido di Bartolomeo è intestato in data 14 febbraio dal monastero della SS. Annunziata di Firenze il pagamento di lire 22.13.- per la seguente fornitura:

“boccali 103, mezzette 105, mezzoquarti 28”.

- A Guido di Bartolomeo è intestato in data 3 di gennaio dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 34.16.8 per la seguente fornitura:

n. 300 scodelline a L. -. 1.3

n. 6 catinelle per spezieria a L. -. 2.8

n. 230 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

n. 8 quarti da vino a L. -.10.8

n. 370 bossolini da unguenti

piccoli a L. -.18.- il cento totale L. 34.16.8.

- A Guido di Bartolomeo è intestato in data 12 febbraio dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 13.2.6 per la seguente fornitura:

n. 240 scodelle a L. -.1. 3.

- A Guido di Bartolomeo viene intestato dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 62.6.8 per la seguente fornitura:

n. 368 scodelle da infermi a L. -. 1.3

n. 220 orciuoli da pisciare a L. -. 1.4

n. 320 scodellini da infermi a L. -.-.7 e mezzo

n. 220 orciolini da acqua

con giulebbo a L. -. 1.4

totale L. 62.6.8.

- A Guido di Bartolomeo è intestato in data 26 maggio dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 32.8.- per la seguente fornitura:

n. 200 scodelle a L. -. 3

n. 1100 bossolini piccoli

da lattovari a L. -.18.- il cento

n. 320 scodellini a L. -.-.7 e mezzo

totale L. 32.8.-.

- A Guido di Bartolomeo l’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta in data 7 di giugno un pagamento di lire 5.4.- per la seguente fornitura:

n. 520 alberellini bianchi

“di più sorte” a L. 1.-.- il cento.

- A Guido di Bartolomeo l’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta in data 25 di giugno un pagamento di lire 32.14.10 per la seguente fornitura:

n. 430 scodelle da infermi a L. -. 1. 3

n. 11 quarti da vino a L. -.10. 8

totale L. 32.14.10.

- A Guido di Bartolomeo l’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta in data 12 ottobre il pagamento di lire 16.6.8 per la fornitura di:

n. 280 scodelle a L. -.1.2.

- A Guido di Bartolomeo l’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta il pagamento di lire 32.7.4 per la seguente fornitura:

n. 200 scodelle a L. -.1 2

n. 10 boccali di quarto

“da mesciere a le leta” a L. -.10.-

n. 160 scodellini a L. -.-.6

n. 16 mezziquarti “di fiascho” a L. -.4.-

n. 21 boccali “bianchi per

refettorio” a L. -.2.-

n. 16 catinelle da predelle a L. -.8.-

totale L. 32.7.4.

1541 Guido di Bartolomeo fornisce le seguenti ceramiche (descritte senza indicazione di prezzo) in data 10 febbraio all’Ospedale di Santa Maria Nuova:

n. 200 alberelli bianchi “di libra e meza”

n. 420 alberelli ordinari “cioè picholi”.

- A Guido di Bartolomeo l’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta in data 16 marzo il pagamento di lire 29.8.- per la seguente fornitura:

n. 300 scodelle a L. -.1.2

n. 10 orciolini da acqua con

giulebbo a L. -.1.-

n. 116 scodellini a L. -.-.6

totale L. 29.8.-.

- Guido di Bartolomeo “rechò Marco, suo mandato” fornisce in data 26 Marzo all’Ospedale di Santa Maria Nuova le seguenti ceramiche registrate senza indicazione di prezzo:

n. 260 scodelle da malati

n. 70 orciolini da acqua con giulebbo

n. 280 scodellini da malati

n. 40 boccali “da bochale”

n. 15 mezziquarti “di fiascho”.

- A Guido di Bartolomeo l’Ospedale di Santa Maria Nuova paga lire 78.4.- “per vasellami”.

- Guido di Bartolomeo compare nell’elenco dei debitori di Decima al Civile del Podestà di Montelupo.

1542-43 Guido di Bartolomeo agisce presso il tribunale podestarile di Montelupo contro Andrea detto l’Anticucco per una pigione di casa di lire 20.

1543 Contro Guido di Bartolomeo agisce nella Corte del Podestà di Montelupo Simone di Gagliardo, che gli ha ceduto lavoro non pagato.

- A Guido di Bartolomeo l’Ospedale di Santa Maria Nuova paga lire 336.6.- per fornitura di vasellami.

- L’Ospedale di Santa Maria Nuova riepiloga in quattro partite le forniture ricevute dal 3 di giugno 1541 al 4 maggio 1543 da Guido di Bartolomeo:

n. 200 scodelle da malati a L. 5.16.8 il cento

n. 200 scodellini da malati a L. 2.10.- il cento

n. 60 orciolini da orinare a L. 6.13.4 il cento

n. 30 boccali a L.10.-.- il cento

n. 40 mezzette a L. 6.13.4 il cento

n. 348 scodelle a L. 5.16.8 il cento

n. 212 scodellini a L. 2.10.- il cento

n. 11 quarti a L. -.10.- l’uno

n. 360 scodelle da malati a L. 5.16.8 il cento

n. 100 scodellini da malati a L. 2.10.- il cento

n. 230 scodelle da infermi a L. 5.16.8 il cento

n. 35 catinelle di quarto a L. -. 8.- l’una

n. 23 catinelle di boccale a L. -. 3.- l’una

n. 40 catinelle di mezzetta a L. -. 2.- l’una

n. 960 alberelli bianchi

da lattovari a L. -.18.- il cento

totale L. 122.8.10.

n. 600 alberelli “rossi da

untione” a L. -.18.- il cento

n. 520 scodellini da malati a L. 2. 4.- il cento

n. 180 scodelle da malati a L. 5.16.8 il cento

n. 1400 alberelli di più sorte a L. 1. 2.- il cento

n. 260 scodelle da malati a L. 5.16.8 il cento

n. 210 scodellini da malati a L. 2.10.- il cento

n. 300 alberelli di mezza

libbra a L. 1. 2.- il cento

n. 6 quarti a L. -.10.- l’uno

n. 25 boccali a L. -. 2.- l’uno

n. 400 scodellini da infermi a L. 2.10.- il cento

n. 360 scodelle da infermi a L. 5.16.8 il cento

n. 300 scodellini da infermi a L. 2.10.- il cento

n. 12 mezziquarti “per la

chastalderia” a L. -. 4.- l’uno

n. 26 boccali per refettorio a L. -. 2.- l’uno

totale L. 116. 3.8.

n. 20 mezzette “per rifetorio” a L. -. 1.4 l’uno

n. 20 catinelle “per le predele

degl’infermi” a L. -. 8.- l’uno

n. 2 vasi da vino di melagrana

di barili 1/2 a L. 4.-.- l’uno

n. 284 scodelle da malati a L. 5.16.8 il cento

n. 60 scodellini da infermi a L. 2.10.- il cento

n. 44 orcioli da pisciare a L. -. 1. 4 l’uno

n. 180 scodelle da malati a L. 5.16.8 il cento

n. 190 orciolini da acqua

con giulebbo a L. -. 1.- l’uno

n. 15 catinelle di quarto a L. -. 8.- l’una

totale L. 64. 5.8.

n. 300 alberellini piccoli a L. -.18.- il cento

n. 14 quarti “per el castaldo

per dare el vino” a L. -.10.- l’uno

n. 5 quarti “da vino per

el castaldo” a L. -.10.- l’uno

n. 8 quarti “da tenere alle

campane per stilare” a L. -.10.- l’uno

n. 100 “teglini di più sorte

da coprire gli alberegli” a L. 4.10.- il cento

n. 180 scodellini da malati a L. 2.10.- il cento

n. 22 scodellini da malati a L. -. 2.- l’uno

n. 22 mezzette a L. -. 1. 4 l’una

n. 48 saliere “per le donne” a L. -. 1. 4 l’una

totale L. 25.11.4

totale generale L. 329.-. 6.

- A Guido di Bartolomeo viene intestato il pagamento di lire 7.10.- dall’Ospedale del Ceppo di Pistoia per la fornitura di “III ischudi di terra cotta e dipinti cho’ la gruccia e ceppo”.

1544 Guido di Bartolomeo agisce presso il tribunale podestarile di Montelupo contro Batista di Sandro di Vestro per un credito di lire 10 dovuto a lavori di bottega.

Guido di Bartol- omeo è nominato stimatore in un atto contenuto nel Civile del Podestà di Montelupo.

1545 A nome di Guido di Bartolomeo sono riassunte dall’Ospedale di Santa Maria Nuova le forniture da lui effettuate dal 28 maggio 1543 al 3 gennaio 1545 per un importo di lire 384.12.10; esse sono:

n. 3.059 scodelle a L. 5.16.8 il cento

n. 2.742 scodellini a L. 2.10.- il cento

n. 356 “orciolini, bochaletti

malati e pisciare” a L. -. 1. 4 l’uno

n. 550 “ghobolette” a L. -.18.- il cento

n. 500 alberelli da lattovari

“con gobolette”di più sorte a L. -.18.- il cento

n. 80 catinelle di quarto a L. -. 8.- l’una

n. 21 catinelle mezzane a L. -. 3.- l’una

n. 21 catinelle piccole a L. -. 2.- l’una

n. 32 mezoquarti “di fiascho” a L. -. 4.- l’uno

n. 32 quarti di quarto a L. -.10.- l’uno

n. 380 orciolini da acqua

e giulebbo a L. -. 1.- l’uno

n. 130 boccali di boccale a L. -. 2.- l’uno

n. 126 mezzette a L. -. 1. 4 l’uno

n. 50 terzeruoli da acqua

e giulebbo a L. -. 1.- l’uno

totale L. 384.12.10.

- Guido di Bartolomeo è nominato arbitro in data 8 giugno con atto notarile rogato da ser Raffaello Berti da Ronta in Montelupo nell’occasione di un lodo pronunziato tra i fratelli Giunta e Paolo di Antonio di Paolo da Montelupo.

- A Guido di Bartolomeo è intestato dall’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 23 novembre il pagamento di lire 488.9.2 “per vasellami”.

- Forniture di Guido di Bartolomeo all’Ospedale di Santa Maria Nuova nel mese di dicembre:

n. 200 scodelle (adì 3) a L. -. 1. 2 l’una

n. 150 scodellini (adì 3) a L. 2.10.- il cento

n. 572 scodelle (adì 24)

“recò Marcho” a L. 5.16.8 il cento

n. 350 scodellini (adì 24)

“recò Marcho” a L. 2.10.- il cento

n. 191 orciolini (adì 24)

“recò Marcho” a L. -. 1.4 l’uno

n. 50 scodelle “venute insino

adì 24 di dicembre,

che andorno alle donne,

che non s’erano schritte” a L. -. 1. 2 l’una

totale L. 7 3. 2.8

1546 A Guido di Bartolomeo sono intestate le seguenti forniture, da lui effettuate all’Ospedale di Santa Maria Nuova:

n. 16 quarti “per la chastalderia”

(adì 3/II) a L. -.10.- l’uno

n. 2 mezzi quarti (adì 3/II) a L. -. 5.- l’uno

n. 37 boccali “per la chastalderia,

recò lui” a L. -. 2.- l ’uno

totale L. 11.14.-

- Nei libri giornale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova sono indicate le forniture ricevute da Guido di Bartolomeo nel corso dell’anno 1546 (mesi di maggio-novembre):

n. 21 catinelle grandi (20.V) a L. -. 8.- l’una

n. 22 catinelle di boccale (20.V) a L. -. 2. 8 l’uno

n. 21 catinelle piccole (20.V) a L. -. 2.- l’una

n. 232 scodelle (20.V) a L. -. 1. 2 l’una

n. 250 scodellini (20.V) a L. -. 6.- il cento

n. 600 alberelli (20.V) a L. 1. 2.- il cento

n. 14 quarti (23.VIII) a L. -.10.- l’uno

n. 27 mezziquarti (23.VIII) a L. -. 4.- l’uno

n. 57 boccali (23.VIII) a L. -. 2.- l’uno

n. 113 scodelle (23.VIII) a L. -.1.2 il cento

n. 186 scodellini (23.VIII) a L. -.-. 6 l’uno

n. 550 alberellini (23.VIII) a L. 1. 2.- il cento

n. 33 catinelle di quarto (27.XI) a L. -. 8.- l’una

n. 12 catinelle di mezzo

quarto (27.XI) a L. -. 4.- l’una

n. 18 catinelle piccole (27.XI) a L. -. 2.- l’una

n. 80 boccali “alla kastalderia”

(27. XI) a L. -. 2.- l’uno

n. 52 mezzette “alla detta”

(27.XI) a L. -. 1. 4 l’uno

totale L. 103.17.6

1547 L’Ospedale di Santa Maria Nuova registra sotto il nome di Guido di Bartolomeo le seguenti forniture avvenute nell’anno 1547 (mesi di marzo-maggio):

n. 4 catinelle “con beccuccio e manico per la

spezieria, di quarto” (5.III) a L. -.15.- l’una

n. 174 terzeruoli da acqua

per malati (9.IV) a L. -. 1.- l’uno

n. 300 alberelli da unguento

rossi (5.V) a L. -.18.- il cento totale L. 14. 8.-

1548 Forniture effettuate da Guido di Bartolomeo per l’Ospedale di Santa Maria Nuova nel corso dell’anno 1548 registrate nei libri-giornale del nosocomio:

n. 108 orciolini da orinare

(27.II) a L. -.1. 4 l’uno

n. 12 boccali di mezzoquarto

(27.II) a L. -. 4.- l’uno

n. 6 quarti (27.II) a L. -.10.- l’uno

n. 3 “vasi dipinti per la spetieria,

datici più mesi fa” (17.IV) a L. 2.10.- l’uno

n. 48 boccali (14.III) a L. -. 2.- l’uno

n. 100 orciolini da acqua

(14.III) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 10 quarti “recò lui”

(28.III) a L. -.10.- l’uno

n. 260 alberelli bianchi lunghi

(28.III) a L. 1. 2.- il cento

n. 7 quartoni grandi (28.III) a L. -.10.- l’uno

n. 20 catinelle di quarto

(28.III) a L. -. 8.- l’una

n. 20 mezziquarti (28.III) a L. -. 4.- l’uno

n. 55 boccali (28.III) a L. -. 2.- l’uno

n. 72 mezzette (28.III) a L. -.14.- l’una

- A Guido di Bartolomeo viene intestato dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di lire 120 per la fornitura di “10 vasi da aqua e 12 picholi per la spezieria” (senza indicazione di data).

1549 L’Ospedale di Santa Maria Nuova dispone il pagamento in favore di Guido di Bartolomeo “per più stoviglie”, in ordine alle forniture ricevute dal 25 maggio del 1548 al giorno della scrittura, cioè al 5 aprile 1549, di lire 119.5.7.

1552 L’Ospedale di Santa Maria Nuova dispone in data 14 di gennaio il pagamento di lire 222.1.4 in favore di Guido di Bartolomeo per le forniture da lui effettuate.

- Elenco delle forniture effettuate da Guido di Bartolomeo all’Ospedale di Santa Maria Nuova dal 23 febbraio al 28 di giugno del 1553:

n. 17 catinelle piccole (23.II) a L. -. 2.- l’una

n. 3 catinelle “grande per

lo speziale” (23.II) a L. 1. 5.- l’una

n. 158 orciolini per orinare

(15.IV) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 24 boccali (15.IV) a L. -. 2.- l’uno

n. 24 mezzette (15.IV) a L. -. 1.4 l’uno

n. 12 quarti (15.IV) a L. -.10.- l’uno

n. 220 orciolini da acqua con

giulebbo (15.IV) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 11 “vasi da oli grandi”

(28.VI) a L. 1.15.- l’uno

n. 6 “anpoloni da oli mezani”

(28.VI) a L. -. 7.- l’uno

n. 7 “conchette da unghuenti”

(28.VI) a L. 2. 2.- l’una

n. 6 quarti “per il castaldo”

(28.VI) a L. -.10.- l’uno

n. 12 mezziquarti (28.VI) a L. -. 4.- l’uno

n. 74 boccali (28.VI) a L. -. 2.- l’uno

n. 32 mezzette (28.VI) a L. -. 1.4 l’uno

n. 70 orciolini da acqua

con giulebbo (28.VI) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 177 orciolini da orinare

(28.VI) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 20 catinelle piccole (28.VI) a L. -. 2.- l’uno

n. 50 coperchi grandi

“e mezzani per lo speziale” L. -. 1.4 l’uno

totale L. 79.14.-.

1553 Nei libri dell’Ospedale di Santa Maria Nuova sono indicate sotto l’anno 1553 le seguenti forniture ricevute da Guido di Bartolomeo:

n. 380 alberelli “gubbole”

(8.IV) a L. 1.-.- il cento

n. 24 quarti (8.IV) a L. -.10.- l’uno

n. 16 mezziquarti (8.IV) a L. -.4.- l’uno

n. 45 boccali (8.IV) a L. -.2.- l’uno

n. 16 mezzette (8.IV) a L. -.1.- l’uno

n. 140 orciolini con acqua

da giulebbo (8.IV) a L. -. 1.- l’uno

n. 70 orciolini da malati (8.IV) a L. -.1.4 l’uno

n. 2 catinelle grandi (8.IV) a L. 1.-.- l’una

n. 25 vasi “per sotto le campane”

(31.V) a L. -. 8.- l’uno

n. 300 “gobole grandi” (31.V) a L. 1.-.- il cento

n. 430 orciolini da acqua

con giulebbo (20.X) a L. -. 1.4 l’uno

totale L. 153.16.-

1554 Forniture ricevute da parte dell’Ospedale di Santa Maria Nuova da Guido di Bartolomeo dal giorno 1 marzo al giorno 27 settembre:

n. 1550 “ghubolette di più sorte”

(1.III) a L. 1. -.- il cento

n. 14 “ampolloni di 2 fiaschi

l’uno” (7.IV) a L. -.18.- l’uno

n. 12 “ampolloni di 1 fiascho

l’uno” (7.IV) a L. -. 9.- l’uno

n. 9 “conche di 1 fiascho

l’uno” (7.IV) a L. -. 8.- l’una

n. 22 “conchette minore”

(7.IV) a L. -. 7.- l’una

n. 150 orciolini da orinare

(7.IV) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 180 orciolini da acqua

con giulebbo (26.V) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 56 orciolini da orinare

(26.V) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 33 quarti “da dare el vino

a’ malati” (26.V) a L. -.10.- l’uno

n. 24 mezziquarti (26.V) a L. -. 4.- l’uno

n. 69 “bochali da rifetori”

(26.V) a L. -. 2.- l’uno

n. 60 mezzette “da rifetorio”

(26.V) a L. -. 1. 4 l’una

n. 760 “alberegli gubolette”

(11.IX) a L. -.- il cento

n. 114 coperchi d’alberelli

(11.IX) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 320 orciolini da acqua

con giulebbo (11.IX) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 12 mezziquarti da vino

(11.IX) a L. -. 4.- l’uno

n. 30 orciolini da orinare

(11.IX) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 360 orciolini da acqua

con giulebbo (12.IX) a L. -. 1. 4 l’uno

n. 1200 alberellini “da

llatovare” (27.IX) a L. -.18.- il cento

n. 980 “alberellini rossi

da unghuenti” (27.IX) a L. -.18.- il cento totale L. 187.8.4.

1555 Forniture ricevute dall’Ospedale di Santa Maria Nuova da Guido di Bartolomeo dal mese di marzo al mese di (?):

n. 330 “mezetini” (16.IV) a L. -. 1.4 l’uno

n. 140 orciolini da orinare

(16.IV) a L. -. 1.4 l’uno

n. 3 “catinelle grande per

lo speziale” (16.IV) a L. 1. -.- l’una

n. 12 “quarti grandi da vino”

(23.IV) a L. -.10.- l’uno

n. 30 orciolini da orinare

(23.IV) a L. -. 1.4 l’uno

n. 10 quarti “per dare el

vino nello spedale” (12.?) a L. -.10.- l’uno

n. 21 quarti “per lo speziale”

(12.?) a L. -.10.- l’uno

n. 56 boccali (12.?) a L. -. 2.- l’uno

n. 59 mezzette (12.?) a L. -. 1.4 l’una

n. 12 catinelle mezzane (12.?) a L. -. 3.- l’una

n. 20 catinelle piccole (12.?) a L. -. 2.- l’una

totale L. 71. 4.8

1556 A Guido di Bartolomeo è intestato in data 4 aprile dall’Ospedale di Santa Maria Nuova il pagamento di fiorini 40 “per più stoviglie”.

1557 Guido di Bartolomeo agisce presso il tribunale della Mercanzia di Firenze contro Francesco di Battista di Lazzero, ed in data 29 gennaio lo stesso tribunale ne informa, chiedendo la notificazione degli atti relativi all’interessato, il Podestà di Montelupo.

- Guido di Bartolomeo è nominato pesatore della gabella della carne a Montelupo, e di ciò si trova riscontro nel Civile del Podestà di Montelupo.

- L’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta in data 22 di giugno a Guido di Bartolomeo un pagamento di fiorini 46.2.10.2 per la fornitura di stoviglie dal 4 aprile 1556 alla data citata.

1558 Guido di Bartolomeo “stovigliaio” è richiesto dal Podestà di Montelupo del pagamento di scudi 5 per un balzello sul grano.

- Guido di Bartolomeo agisce nel mese di giugno presso il tribunale podestarile di Montelupo contro un navicellaio per un trasporto di vasellame.

- L’Ospedale di Santa Maria Nuova dispone il pagamento in data 5 agosto a Guido di Bartolomeo di fiorini 37.-.11.- “per più stoviglie”.

1559-60 Guido di Bartolomeo rappresenta Lorenzo di Francesco Chilucci da Vitolini nella causa agitata davanti al Podestà di Montelupo contro Valerio e Piero Bartoloni.

1560-61 Guido di Bartolomeo dichiara al notaio del Podestà di Montelupo che, dopo esser stato già da anni depositario della gabella delle bestie della Podesteria, essendo ormai vecchio, non può più esercitare tale compito, e perciò chiede “gli si facesse lo scambio”, domandando di essere sostituito da Lancillotto di Bastiano di Lancillotto. Per tale motivo egli e Benedetto di Bandino di Luca si offrono come mallevadori e garanti dell’operato del suddetto.

1561 Guido di Bartolomeo “stovigliaio” è nominato stimatore in data 16 gennaio dal tribunale della Mercanzia, e di tale nomina è inviato avviso al Podestà di Montelupo.

- Guido di Bartolomeo “vasellaio” è richiesto in data 7 febbraio con altri montelupini dai Conservatori di Legge, e di ciò viene inviato avviso al Podestà di Montelupo.

- L’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta in data 31 ottobre a Guido di Bartolomeo il pagamento di fiorini 15.6.5.- “per più stoviglie”.

1563 Guido di Bartolomeo chiede un sequestro ai danni di un abitante di Capraia presso la Corte del Podestà di Montelupo, ed in seguito giustifica il suo credito.

- L’Ospedale di Santa Maria Nuova dispone in favore di Guido di Bartolomeo in data 27 marzo il pagamento di fiorini 37.3.11.4 per fornitura di stoviglie.

1564 L’Ospedale di Santa Maria Nuova accredita a Guido di Bartolomeo il pagamento di fiorni 21. 3.-.- “per più robbe date allo spedale nuovo di Pisa”.

1565 A Guido di Bartolomeo l’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta le seguenti partite:

“7 ottobre 1564, per più robe date allo spedale nuovo di Pisa, fiorini 21.3.-.-;

25 settembre 1565, per vasa haute da lui per la spetiaria e per lo spedale dal 29 maggio ’65 al 25 settembre ’65 = fiorini 70.5.7.4, come al giornale R, c. 163;

7 ottobre 1565, per più robe, come al giornale R c. 51 = fiorini 69.6.15.8.

1567 Guido di Bartolomeo detta il suo testamento al notaio ser Francesco Grazzini in data 11 agosto.

Chiede di essere sepolto nel luogo della Compagnia dello Spirito Santo di Montelupo; lascia alla moglie Lucrezia i panni ed una rendita annua, mentre dispone che ai figli Bartolomeo e Dante vadano alcuni pezzi di terra, e agli altri due, Giovacchino e Piero, lascia alcuni beni immobili posti a Firenze.

1568 A Guido di Bartolomeo l’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta in data 15 giugno il pagamento di fiorini 9.2.19.- per fornitura di vasellame.

1570 A Guido di Bartolomeo è intestata la posta della Decima, nella quale si comprende:

- una casa per suo uso posta in Montelupo;

- un pezzo di terra lavorativa di staia 5, pervenutagli per dote di Lucrezia sua moglie;

- una parte di casa e un casolare posto in Montelupo;

- un pezzo di terra lavorativa di staia 1;

- un pezzo di terra vignata di staia 3;

- un pezzo di terra “vignata e cannetata, che parte n’è nel fiume Pesa” di staia 4.

“Una parte di chasolare in Montelupo, quale tiene a livello dalle monache del Paradiso, per non essere d’avanzo non se li dè Decima”.

 

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Bartolomeo di Guido di Bartolomeo di Guido detto Baccino

1568 A Bartolomeo di Guido viene intestato un arroto di Decima per successione avvenuta a seguito della morte del padre in data 25 ottobre 1568 ed in relazione all’esecuzione delle volontà testamentarie del medesimo. A Bartolomeo ed al fratello Dante vengono intestati i seguenti beni:

- una casa posta in Montelupo, nella via detta alla Bucha per loro uso;

- una parte di casa ovvero casolare in Montelupo;

- una parte del casolare condotto a livello dalle monache del Paradiso;

- tre pezzi di terra.

1570 A Bartolomeo ed al fratello Dante l’Ospedale di Santa Maria Nuova dispone in data 6 maggio, per la fornitura “di più stoviglie”, il pagamento di fiorini 53.3.13.8.

1581 Bartolomeo di Guido compare nell’elenco dei contribuenti della Decima dei quali si sollecita il pagamento tramite il Podestà di Montelupo, in particolare per una casa dal medesimo affittata ad Andrea di Ventura.

1590 Bartolomeo di Guido, con il nome di “Baccino di Guido Maffei” è citato senza qualifica professionale come testimone in una causa agitata presso il tribunale podestarile di Montelupo.

1621 Bartolomeo di Guido è intestatario assieme al fratello Dante di una portata di Decima che ripete l’arroto del 1568. Ai beni a suo tempo descritti viene però aggiunta una bottega con fornace da stoviglie posta in Montelupo nel luogo detto alla Buca, per la quale viene tassato di 8 soldi e 5 denari, un casolare ed una casa posti nel medesimo castello ed un ulteriore pezzo di terra.

Egli salda l’imposta in data 29 luglio 1621.

 

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Dante di Guido di Bartolomeo di Guido

1542 Suo atto di nascita:

“Dante e Romolo di Guido di Bartolomeo nacque addì 31 di maggio 1542 a hore 8. Compari Francesco di Raffaello di Pasquino, Lorenzo di Domenico mugnaio et Giovanni di Francesco di Cristofano, quale battezzò per… [sic]”.

Aaf, RPC.1172.1, c.67v., n.4.

1568 A Dante di Guido ed al fratello Bartolomeo viene intestato un arroto di Decima con i beni pervenutigli a seguito della morte del padre.

1570 A Dante di Guido ed al fratello Bartolomeo l’Ospedale di Santa Maria Nuova dispone in data 6 maggio il pagamento di fiorini 53.3.13.8 per la fornitura di stoviglie.

- Dante di Guido è citato senza qualifica professionale nel Civile del Podestà di Montelupo.

1577 Dante di Guido è nominato provveditore della Compagnia dello Spirito Santo di Montelupo in data 1 di aprile.

1581 Dante di Guido figura tra i creditori di Decima, ai quali la magistratura fiorentina richiede il pagamento dell’imposta per tramite del Podestà di Montelupo per la proprietà di una casa per suo uso.

- Dante di Guido compare nell’elenco degli stovigliai dai quali l’Arte dei Medici e degli Speziali richiede il pagamento della quota arretrata di lire 5.5.- attraverso il Podestà di Montelupo.

1621 A Dante di Guido, assieme al fratello Bartolomeo, è intestata una posta di Decima che ripete l’arroto del 1568, al quale viene aggiunta la proprietà di una bottega con fornace situata in Montelupo. Il saldo dell’imposta avviene il 29 luglio.

 

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Giovacchino di Guido di Bartolomeo di Guido

1559 Fornisce in data 30 aprile 10 mezziquarti, 32 boccali e 35 mezzette, per un importo di lire 10.6.-, al convento fiorentino della SS. Annunziata.

1561 Giovacchino di Guido da Montelupo tiene a pigione da sei mesi “una bottegha a uso di stovigliai con habitazione dreto a San Tommaso”, la quale è contigua alla chiesa di san Piero “et a madonna Lexandra, dona fu di Carlo de’ Medici” per un canone di 24 fiorini.

- Compare nei conti della Depositeria Generale per un credito dovuto a fornitura di argilla di Montelupo, evidentemente destinata a qualche modellatore [vedi di seguito] impegnato in opere per la corte. “Giovacchino di Ghuido stovigliaio [al quale si] de’ dare adì XIII di luglio contanti… [sic] per valuta di libbre 300 di terra di Montelupo …”.

- “A Giovachino vasellaio da San Tomaso questo dì 15 [di settembre] detto lire 34 soldi 15 denari 4, sono per la valuta di 64 bochali, 60 mezette per il refectorio e 54 pezi di terra per la infermeria, e per un conto vechio di altri piatti et bochali dati al nostro convento [della SS. Annunziata]…”.

1563 Sotto dì 24 d’aprile nei conti delle Fabbriche Ducali: “A spese per la statua del gigante di marmo detto Nettuno… lire 7.10.- a Giovacchino da Montelupo, per libre 1000 di terra da Montelupo posta alla Loggia per fare la forma dell’Appennino…”.

- Sotto dì 22 maggio nei medesimi conti: “A spese per la statua del gigante di marmo detto Nettuno… lire 5.10.- a Giovacchino da Empoli schodellaio per terra per fare la forma dell’Appennino…”.

1565 A Giovacchino di Guido vengono pagate in data 30 settembre dal convento fiorentino della SS. Annunziata lire 14.19.8 “per 31 mezoquarti, 78 bochali, 95 mezette e 3 mezine grande…”.

1567 A Giovacchino di Guido è intestata una partita in uscita del convento della SS. Annunziata pari a lire 11.5.- “per bochali e mezzette e mezi quarti numero 99”.

- Testamento di Giovacchino di Guido rogato in data 11 agosto in Firenze da ser Francesco Grazzini. Giovacchino vuol essere sepolto nella Compagnia dello Spirito Santo di Montelupo e lascia alla moglie Lucrezia [?] le sue vesti ed una rendita annua in denaro; ai figli Giovacchino e Piero assegna i beni di Firenze, mentre a Bartolomeo e Dante lascia alcuni pezzi di terra, pur nominando eredi in parti eguali tutti e quattro i suoi figli.

1568 Il convento fiorentino della SS. Annunziata dispone nel mese di luglio il pagamento in suo favore di lire 15 “sono per parte di bochali e mezzette date alla nostra canova per refettorio”.

- Sua supplica al Principe per essere liberato dal carcere e graziato di una multa di 200 scudi in quanto trovato in un monastero femminile:

“Giovachino di Guido stovigliaio, umil servitore di Vostra Eccellenza Illustrissima expone a quella come le monache di Santa Elisabetta, dette il Capitolo, lo mandorno a chiamare più e più volte, solo per volere che gli facessi fare più sorte di vasi e stoviglie, e mai non volse andare respetto alli bandi da Vostra Eccellenza mandati; di poi rimandandolo a chiamare la Badessa di detto Monasterio, li mandò a dire che vi potea andare senza alcuno suo pregutitio [sic], mediante una patente havea di più sorte di manifattori, sotto la quale dicea intendersi anco lo stovigliaio, sotto colore della quale si mosse andare solo per fare quelle cose che lo domandavano per bisogno di detto Monasterio, come era solito fare altre volte. E sendo in detto parlatorio, passando la famiglia del Bargello, lo pigliorno, dove ancora si ritrova in carcere, perché si ritrova condenato [a pagare] ducati 200 [e a subire] strapate 4 di corda, il che, circa alla pena pecuniaria, è impossivole per la sua povertà il pagarla, e la corda è atto a stroppiarlo. E pertanto suplica e prega Vostra Eccellenza Illustrissima che quella si degni di fare una gratissima elemosina di tale condenagione scudi 200 e di strapate 4 di corda, che ne terà perpetuo obligo con quella, pregando il Signore Idio che la feliciti”. Jacopo Dani, su incarico di Cosimo, sigla per rescritto: “habbi gratia”.

- A Giovacchino di Guido, assieme al fratello Piero, è intestata per arroto la proprietà di quattro pezzi di terra, tassati per soldi 5, che a loro sono pervenuti a seguito della morte del padre, avvenuta il 25 ottobre 1568.

1570 Giovacchino di Guido, stovigliaio ora abitante a Firenze nel popolo di San Tommaso, acquista da Francesco del fu Benedetto del Berna dei Bernazzini, vasaio di Montelupo, con atto notarile rogato in Firenze da ser Angiolo Argenti, un pezzo di terra lavorativa di staiora 2 posta a Montelupo per prezzo di 14 fiorini d’oro e con patto resolutivo di tre anni.

- Il convento fiorentino della SS. Annunziata dispone in data 3 giugno il pagamento di lire 8 in favore di Giovacchino di Guido “per 3 mezzine di terra lavorate per la cantina per il vino”.

- Il medesimo convento paga in data 8 ottobre a Giovacchino di Guido lire 14.14.4 “per 72 bochali, 60 mezette e 2 mezzi quartti [sic]”.

- È garante del fratello Piero nell’atto di riconoscimento di debito di quest’ultimo nei confronti di Battista di Giulio del Pecora ciabattino, rogato in Firenze in data 15 novembre da ser Angelo Argenti.

1571 Giovacchino di Guido chiede all’Arte di Calimala di tenere a livello una presa di terra di 20 staia posta in Montelupo, nel luogo detto lungo l’Arno, la quale appartiene all’Ospedale di Bonifizio, che è amministrato dalla medesima Arte. Egli ottiene il livello in data 20 luglio.

- Dichiarazione autografa di Giovacchino in una vertenza agitata davanti al tribunale podestarile di Montelupo che coinvolge Piero e Valerio di Mariotto d’Andrea di Bartolo Bartoloni di San Quirico, ora abitanti a Montelupo.

1572 Il convento fiorentino della SS. Annunziata dispone in data 30 maggio il pagamento di lire 12 in favore di Giovacchino di Guido “sono per dua quartoni di 5 fiaschi l’uno per la canova, e sei pentole grande per la cucina levate da dì dua di dicembre per tutto il detto dì”.

- Il medesimo convento dispone nel mese di luglio il pagamento di lire 8 a Giovacchino “per più stoviglie date alla nostra cucina et infermeria dal principio di giugno proximo passato…”.

- Nuovo pagamento della SS. Annunziata nel mese di agosto a Giovacchino: “A spese della nostra canova lire 12 per 4 mezzine grande… A spese di cucina per 4 pignatte, dua grande e dua mezane, lire 4 soldi 5…”.

- Con atto notarile rogato da ser Angiolo Argenti del 19 agosto Filippo di Giovannantonio Ughi, abitante in Pisa, elegge quale suo procuratore Giovacchino di Guido di Bartolomeo, stovigliaio di Montelupo abitante a Firenze.

1573 Il convento fiorentino della SS. Annunziata dispone in data 18 febbraio 1572 [’73] il pagamento di lire 1 in favore di Giovacchino di Guido per la fornitura di “una mezina, una ch[at]inella di Chastello fiore[n]tini [cioè di Castelfiorentino]”.

- In data 24 dicembre consegna a nome del fratello Bartolomeo all’Ospedale di Santa Maria Nuova una partita di ceramiche per un importo di lire 35.

- In data 28 dicembre è accreditato presso il medesimo Ospedale di lire 34.10.- “per più robe date a maestro Goro nostro speziale…”. (Forse si tratta della fornitura precedente).

1574 In data 15 giugno consegna all’Ospedale di Santa Maria Nuova una partita di ceramiche del valore di lire 40 per conto del fratello Bartolommeo.

- In data 22 giugno è accreditato dal medesimo Ospedale della somma di lire 54 “per più stoviglie e robe datoci dalla sua botega…” È detto “stovigliaio a San Tommaso”.

- In data 17 settembre è accreditato “a spese di spezieria” dell’Ospedale di Santa Maria Nuova della ragguardevole somma di 46 fiorini e lire 2 “per la monta di numero ventisette vasi schizati di barili dua l’uno, fattoci per li siropi”, a questo importo vengono aggiunte - sempre nelle spese della spezieria “lire 14 piccioli… per più robe haute dalla sua bottega…”.

- In data 11 dicembre è segnato dall’Ospedale di Santa Maria Nuova un pagamento di 15 fiorini “portò detto contanti in dì 24 di luglio ’74… a conto di vasi della spezieria…”.

1575 A Giovacchino di Guido l’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta in data 16 maggio il pagamento di fiorini 35.4.1.- “per 131 anpolloni per la nostra spetieria, con sue lettere, a lire 1.12.- l’uno, et per più alberelli et altre stoviglie datoci sino adì detto”.

- Fornisce in data 9 giugno stoviglie per l’importo di lire 21 al convento fiorentino della SS. Annunziata (Ircani, p. 358).

- Con atto notarile rogato da ser Angiolo Argenti in Firenze in data 14 luglio Filippo Ughi si riconosce debitore nei confronti di Giovacchino di Guido di Bartolomeo Maffei, stovigliaio a San Tommaso di Firenze, della somma di fiorini 51, soldi 12 e denari 8 in moneta d’oro derivante da varie partite di debiti pagati per conto del medesimo dallo stesso Giovacchino; Filippo salda il debito scontando a Giovacchino il fitto di alcune terre poste in Montelupo per la durata di cinque anni.

- Fornisce in data 2 ottobre, per tramite di Domenico suo garzone, al convento fiorentino della SS. Annunziata “mezine, boccali, mezzette, pignatte e tegami”, per un importo di 28 lire.

1577 In data 1 marzo 1577 [’78] il convento della SS. Annunziata dispone il pagamento di lire 56 in favore di Giovacchino “sono per 20 mezzi quarti, per 70 bochali, 63 mezzete e 8 mezzine, come per un conto datoci da Giovacchino stovigliaio da dì 13 aprile passato…”.

- In data 2 novembre si pagano al medesimo dallo stesso convento lire 20 “sono per 24 bochali, 2 quarti grandi, 4 teghami grandi per la cucina e mezzette…”.

1578 In data 28 febbraio 1577 [’78] il convento della SS. Annunziata dispone il pagamento di lire 11.5.- in favore di Giovacchino “sono per 55 mezzette, 44 bochali e 3 mezzi quarti…”.

- In data 3 ottobre il convento della SS. Annunziata dispone il pagamento di lire 56 in favore di Giovacchino “per più bochali, mezzette e mezzi quarti hauti da lui…”.

- In data 22 dicembre il convento della SS. Annunziata intesta un conto a favore di Giovacchino, al quale, “de’ dare per numero 46 bochalli, numero 23 mezzette, numero 18 mezoquarti lire 14.16.8, [oltre al riporto di ] 62.12.8, se ne cava lire 2.16.- che sono per bochali 12 e 12 mezzette che lui à fatto per i frati d’Arezzo…”.

- A Giovacchino di Guido ed al fratello Piero viene intestato un arroto di Decima per l’acquisto da loro effettuato da Francesco di Benedetto del Berna vasellaio di un pezzo di terra di staia 3 posto in Montelupo nel luogo detto Piano di Pesa, acquistato per fiorini 14 con patto resolutivo di tre anni attraverso un rogito del 17 aprile 1570 di ser Agnolo Arienti, notaio alla Mercanzia.

L’imposta relativa è saldata in data 23 dicembre dello stesso anno.

- A Giovacchino di Guido ed al fratello Piero viene intestato un arroto di Decima per la proprietà di una casa posta nel popolo di San Giusto a Petrognano, in luogo detto al Poggio alle Donne, appigionata con canone di lire 14 annue a mona Giovannna di Marco Pucci da Montelupo.

1579 Il convento della SS. Annunziata dispone in data 14 giugno il pagamento di lire 15 [?] a Giovacchino per “numero 3 quartti grandi, numero 6 mezani, portò Domenico nostro garzone…”.

“E dì detto per un tegame grande de’ magiori e uno mezano, lire 3.-.-”.

- Il suddetto convento dispone in data 16 giugno il pagamento delle seguenti partite a Giovacchino di Guido:

12 mezzoquarti “cho’ segnio” L. 3.12.-

72 mezzette “cho’ segnio” L. 7. 4.-

un catino L. -.10.-

10 “scodelle tronche per lle botte” L. -.10.-.

- Il convento della SS. Annunziata di Firenze dispone in data 6 luglio il pagamento di soldi 16 in favore di Giovacchino “per un lavamano levò frat’Atanasio, dise servire per i’ priore…”.

- Il medesimo convento dispone in data 13 luglio il pagamento di soldi 10 a Giovacchino “per u’ chattino”.

- Il sopradetto convento dispone in data 24 dicembre il pagamento di lire 4.16.- a Giovacchino per “numero 32 bochalli cho’ segnio”.

1580 Il convento della SS. Annunziata dispone in data 5 marzo 1579 [’80] il pagamento di lire 4.10.- in favore di Giovacchino per “numero 9 sercie di granatte”.

- In data 6 marzo 1579 [’80] il medesimo convento dispone il pagamento di lire 1.10.- a Giovacchino “per una choncha levò fra Piero canovaio”. Nella stessa data il convento riceve “numero 3 conchette” per un importo di lire 3 e si effettua un conteggio delle ultime forniture di Giovacchino; il totale è pari a lire 55.8.-, ma il medesimo Giovacchino, con sottoscrizione autografa, autorizza a togliere per “tara” lire 5.8.-.

- Giovacchino di Guido è citato senza qualifica professionale nel Civile del Podestà di Montelupo.

- Fornitura in data 12 maggio di “sei serque di granate” per l’importo di lire 3 al convento fiorentino della SS. Annunziata (Ircani, p.358).

- In data 7 di giugno l’Ospedale degli Innocenti di Firenze dispone il pagamento di lire 26 a “Giovachino stovigliaio a San Tommaso… per costo e porto di un orcio invetriato di barili 4, hauto da lui per conservar acqua del Bagno [Bagni di Lucca] per la nostra spezieria…”.

- In data 1 luglio il convento della SS. Annunziata dispone il pagamento di lire 50 in favore di Giovacchino “sono per bochali, mezzette, mezzi quarti da dì 6 di luglio 1579 sino a questo dì…”.

1582 In data 5 aprile il convento della SS. Annunziata di Firenze dispone il pagamento di lire 58 e soldi 5 a Giovacchino “tanti sono per più mezzine, boccali e mezzette…”.

- Interviene come mallevadore al pagamento di un debito di scudi 38 e all’atto notarile rogato in Empoli il 26 luglio da ser Andrea Sergrifi con il quale Federigo del fu Giuliano di Giovanni Bernazzini si riconosce debitore di Lancillotto di Sebastiano di Lancillotto [Monti]. A seguito del pagamento in questione, Federigo Bernazzini vende il pezzo di terra oggetto del debito ipotecario a Giovacchino di Guido Maffei con patto di retrovendita entro tre anni al medesimo prezzo.

1583 In data 2 marzo 1582 [’83] il convento della SS. Annunziata di Firenze accredita alcune somme a Giovacchino di Guido:

“4 pentolini L. -. 6.8.

2 catinelle bianche mezzane L. -.10.-.

5 scodellini da pittori L. -. 5.-

…levò messer Giovanni Caccini scultore…”.

- Il convento della SS. Annunziata riceve da Giovacchino in data 9 marzo 1582 [’83] diverse merci “levò Francesco per il pavimento”, tra le quali “3 pentole invetriate da Punturmo” del valore di soldi 15, noché catini, pentole, pentolini e grenate. Il conto della fornitura prosegue con “3 lavamani - 2 grandi e 1 mezano - per la cupola per un valore di lire 3.15.- “levò Bartolomeo venitiano”, nonché “4 scodelle tonde da Montelupo lire -10.-, 3 pentole invetriate lire -.8.-, 1 mezina grande lire -.8.-”.

- Con atto rogato da ser Andrea Sergrifi il 16 agosto, i membri della Compagnia dello Spirito Santo di Montelupo, adunati nella chiesa della suddetta Compagnia, eleggono procuratore Giovacchino di Guido Maffei perché, assieme a Lorenzo di Tommaso di Francesco Brizzelli, si presenti davanti al vicario dell’arcivescovo di Firenze per sostenere alcune petizioni della congrega, e dirimere certe controversie tra la medesima e la consorella di Samminiatello.

- Giovacchino di Guido compare nel pagamento relativo ad un pavimento maiolicato per la cappella degli Albizi in San Pier Maggiore di Firenze: “…per il signor Chamillo degli Albizi… e per insino adì detto 30 novembre 1583 à ricevuto Giovachino scudi 15 lire 5.- per 183 quadruci fati di tera cota di Montelupo a soldi 12 l’uno…”.

- Il convento della SS. Annunziata di Firenze dispone in data 5 dicembre il pagamento di lire 35 in favore di Giovacchino di Guido “sono per 70 bochali, 63 mezzette, 10 meziquarti, 4 bochaloni, hauti da dì 21 di gennaio passato…”.

1584 Il convento della SS. Annunziata dispone in data 5 giugno il pagamento di lire 21 in favore di Giovacchino di Guido “sono per bochali, mezzette, mezzi quarti, hauti da dì 16 di novembre passato…”.

- Giovacchino di Guido prende in affitto un magazzino dall’Ospedale degli Innocenti di Firenze ad iniziare dal mese di luglio, ed è perciò iscritto nel libro delle pigioni del medesimo: “Giovachino di Guido vasellaio da Santo Tommaso nostro pigionale nello infrascritto magazzino di numero 42: primo magazzino sotto al nostro spedale in via de’ Fibbiai, condotta da noi sin addì 18 di luglio 1584 a ragione di lire XII l’anno…”.

1585 In data 15 aprile sono registrati i seguenti conti inviati alla Guardaroba granducale da Giovacchino di Guido per diverse forniture: “Copia di un conto dato da Giovacchino stovigliaio in 3 partite, cioè in 3 conti, come appresso, cioè:

Messer Giovanni Seriacopi de’ dare addì 18 di gennaio 1582 [’83]… [per] libbre 50 di gesso da formare a soldi 1 [la] libbra, disse per servire per formare una chiocciola di S.A.S. per il giardino, lire 2.10.-” [seguono sapone, pentole e testi].

1586 Nuovo conto per Giovacchino nei documenti della Guardaroba: “Giovachino di Guido Maffei stovigliaio a Santo Tommaso de’ avere sino addì XVIII d’aprile fiorini tre lire tre soldi XVI per valuta delle apiè robe aute da lui da dì VIII a ddì XVIII stante per servitio della grotta…” [segue un elenco comprendente gesso da murare, gesso da formare, sapone, granate, 2 calamai tondi a soldi 4, un “orcetto con manicho di sopra” a soldi 13.4, 6 pentole invetriate per soldi 12, 2 “vasi con manichi soldi 12”].

- Altro conto nella Guardaroba granducale per forniture (gesso, ma anche pentole, scodelle, catinelle ecc.) effettuate da Giovacchino nei mesi di aprile e maggio.

- Altro conto per Giovacchino nella Guardaroba in data 29 aprile per un totale di lire 27, oltre ad un ulteriore fornitura per lire 18.18.4 nella quale compaiono anche “5 scodellini da pittori” ed altre ceramiche.

- Sempre in data 29 aprile, nuovo conto intestato a Giovacchino nella Guardaroba “per servizio di varie botteghe e del giardino e della cupola e del pavimento”: compaiono scodelle tonde, catinelle bianche, 1 mezzina da soldi 10, una tazza di terra da soldi 12, conchine, calamai, pentole, pentolini ed altri generi.

- Altri conti per Giovacchino nella Guardaroba relativi al mese di giugno (giorni 3 e 23); in questi compaiono “vaselli da pittori a soldi 8 l’uno”, “scodelle tonde a soldi 1 l’una”, pentole, una mezzina da soldi 5, “un orciolo da scaldare ranno soldi 3.4”, ed altre ceramiche.

- Conto dell’Ospedale degli Innocenti di Firenze in data 10 giugno relativa a forniture effettuate da Giovacchino dal 15 marzo 1583 sino al 5 luglio 1586 per un totale di lire 60, importo che è posto nel libro delle pigioni dell’Ospedale.

- Conto a suo nome nel fondo delle Fabbriche granducali sotto dì 31 dicembre per un ammontare di lire 52.13.10 “sono per più pentole, vasellami da pittori e gesso da murare et altro hauto da lui… e tutto servì per la grotta del giardino…”.

1587 Conto a suo nome nel fondo delle Fabbriche granducali in data 27 aprile per un importo di lire 12.14.-: “sono per valuta di gesso da mura… e lire 3.12.- per numero 12 conche co’ manichi a soldi 6 l’una per le principesse…”.

1588 Nuovo conto nel medesimo fondo in favore di Giovacchino per lire 24.9.8 “si li fanno buoni per valuta di più robe havute da lui da dì 5 di novembre 1587 a questo dì per servizio del palazzo…”.

1589 Il convento della SS. Annunziata di Firenze dispone a favore di Giovacchino in data 19 giugno un pagamento relativo alle seguenti forniture:

“4 mezine grande L. 8

10 mezzoquarti cho’ loro segno L. 3

44 bochali L. 6.12.-

48 mezzette cho’ segno L. 4.16.-”.

- L’Ospedale di Santa Maria Nuova acquista da Giovacchino 4 “calamai di terra” per una spesa di soldi 9.4.

- L’Ospedale degli Innocenti iscrive in data 5 luglio la cifra di scudi 6, lire 1.6.- per forniture ricevute da Giovacchino ad iniziare dal 1586; la cifra è passata nel libro delle pigioni (a defalco del fitto).

- Il convento della SS. Annunziata registra due forniture in data 15 luglio effettuate da Giovacchino di Guido, così composte:

“32 bochali L. 4.16.-

12 mezoquarti L. 3.12.-

36 mezzette L. 3.12.-”

e inoltre:

“4 sagoraie grande L. 1.16.8

4 bochali alla viniziana L. -.13.4”.

- “Giovacchino stovigliaio” effettua in data 30 ottobre una fornitura di boccali e mezzette per il convento della SS. Annunziata; gli vengono accreditate lire 41 (Ircani, p. 358).

1590 L’Ospedale di santa Maria Nuova accredita lire 3 a Giovacchino di Guido in data 26 febbraio 1589 [’90] “e’ sono per 4 catinelle rosse con il bocchuccio, servirno per le monache…”.

- Fornitura per la SS. Annunziata in data 3 febbraio 1589 [’90]:

“25 mezzoquarti cho’ loro segno L. 7.10.-

65 bochali L. 9.18.-

63 mezette, tutto cho’ segno L. 6. 6.-”.

- Altre forniture nel mese di aprile per il convento della SS. Annunziata, comprendenti gesso e pentolame, tra i quali:

“4 pentole grandi a 2 manici L. 3.18.4” e

“quatro tegami grandi de’ magiori” L. 8.-.-”

per un totale di L. 12.5.4.

- Fornitura alla SS. Annunziata in data 1 luglio, comprensiva di “più boccali, mezzette e altre stoviglie”, per il considerevole importo di lire 77.

1592 L’Ospedale di Santa Maria Nuova intesta in data 8 marzo 1591 [’92] un pagamento di fiorini 19 a nome di “Giovacchino di Guido Maffei e compagni stovigliai a Santo Tommaso, sono per la monta di più vasi grandi, alberelli, giesso et altre stoviglie datoci da dì 22 di luglio 1591 sino a dì 6 di Febbraio passato… portò Domenico suo compagno…”.

1593 Posta in uscita delle Fabbriche granducali per Giovacchino, al quale viene accreditata la somma di fiorini 13, lire 3.10.- in data 16 febbraio 1592 [’93].

- A Giovacchino è intestato un pagamento di scudi 80 “per più lavori di stoviglie” dal convento della SS. Annunziata in data 1 marzo 1592 [’93] (Ircani, p. 358).

- Posta in uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 11 marzo per Giovacchino attinente alla fornitura di “una pentola grande” per soldi 6.8.

- Posta in uscita del medesimo ospedale per Giovacchino in data 19 marzo, comprendente:

“4 catinele grande, 2 cho’ bechucio L. 2.14.-

700 albarelli da unguenti L. 10.10”.

- L’Ospedale di Santa Maria Nuova riceve in data 28 maggio da Giovacchino “levò lo speziale:

24 albarelli da zucchero rosatto L. 2.8.-

una pentola grande di staio L. 3.-.-.

- Tre forniture nel mese di giugno al medesimo ospedale: in data 2 “una pentola per lo speziale lire 3”; in data 4 “4 catinele grande cho’ bechuccio lire 4”; in data 19 “300 albereli da unguenti lire 4.10.-”.

- In data 5 luglio fornitura al convento della SS. Annunziata per lire 20.3.- “per più meziquarti, boccali, mezzette et altro…”.

- In data 18 agosto fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova 700 albarelli da unguenti per lire 10.10.-.

- In data 11 settembre al medesimo ospedale 4 catinelle col beccuccio per lire 4.

- In data 13 ottobre importante fornitura al medesimo ospedale di “otto vasi grandi di 2 barili l’uno, invetriatti, cho’ loro coperchio, montano lire dicesette l’uno, lire 136”. Viene poi specificata questa fornitura dalla nota successiva, ma sotto lo stesso giorno, relativa alle spese di trasporto dei vasi in questione. “soldi XVI piccioli per porto di vasi grandi serviti per la spetieria… portò contanti Giuseppe et altri facchini di mercato…”.

- In data 20 ottobre nei conti della Guardaroba granducale, si trova la seguente posta in uscita. “lire 16.16.8 piccioli, si fanno buoni a Giovachino stovigliaio per valuta di catinelle, catini da stillare, pentole di più sorte, alberelli per conserve, che Sua Altezza mandò a donare, e per un calamaio, e tutto consegnato a detto Niccolò Sisti…”.

1594 Fornitura per l’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 28 gennaio 1593 [’94] di “istoviglie levate per le monache:

108 schodele a mezzo orlo L. 10.16.-

108 schodelini a mezzo orlo L. 8. -. -

108 piatanzine grande L. 8. -. -

104 piatanzine pichole L. 6.18.8”.

- In data 15 febbraio 1593 [’94] fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova 800 albarelli grandi per lire 12.

- In data 1 marzo 1593 [’94] l’Ospedale suddetto riepiloga i conti di Giovacchino: “Giovachino di Guido stovigliaio a Santo Thomaso de’ havere addì primo di Marzo… fiorini 33 lire una piccioli, se gli fanno buoni per conto datoci di più stoviglie, gesso et vasi per lo spetiale grandi invetriati, da dì 11 di Marzo 1592 [’93] a tutto 16 di Febraio 1593 [’94]…”. Nel mese di marzo vi sono due registrazioni “a Giovacchino di Guido nostro stovigliaio”: la prima attiene al pagamento in suo favore di “fiorini venticinque di moneta, portò contanti Domenico suo compagnio”, la seconda, in data 19, riguarda la cessione di altri fiorini 8 e lire una; in tal modo il nosocomio fiorentino estigueva il debito pregresso, riepilogato in data 1 marzo, di 33 fiorini e lire una.

1596 Il convento fiorentino della SS. Annunziata dispone in data 21 maggio il pagamento di lire 94 a Giovacchino “per più stoviglie date al nostro convento” (Ircani, p. 358).

1597 “Pagati lire 56 a Giovacchino stovigliaio per più stoviglie” in data 4 gennaio 1596 [’97] dal convento della SS. Annunziata (Ircani, p. 358).

- L’Ospedale di Santa Maria Nuova paga a Giovacchino di Guido in data 21 luglio “fiorini sette di moneta, sono per più stoviglie, alberelli, catinelle, vasi grandi et giesso…”.

1598 Giovacchino di Guido fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 19 maggio “levò lo speziale, un vaso grande, invetriato di drento e di fora” del valore di ben 18 lire, oltre a gesso da formare.

- In data 13 giugno Giovacchino fornisce al suddetto ospedale 600 albarelli da unguenti del valore di lire 9, un vaso invetriato della capacità di un barile per lire 6 e gesso da formare.

- In data 30 luglio nuova fornitura per Santa Maria Nuova: “8 albereli da zucchero rosato lire 1”, oltre a gesso da formare.

- In data 5 agosto fornisce ancora al medesimo ospedale 600 albarelli per un valore di lire 9 e gesso da formare, ed il giorno 26 ancora gesso e “dua vasi di barile, invetriatti, lire 13…”.

1599 Il 19 gennaio 1598 [’99] Giovacchino fornisce all’Ospedale 600 albarelli da unguenti, oltre alla solita partita di gesso da formare.

- In data 23 marzo 1598 [’99] l’Ospedale di Santa Maria Nuova salda parzialmente i conti di Giovacchino, il quale riceve “lire 85 piccioli, sono per gesso e vasi et alberelli per la nostra spetiaria, portò contanti Domenico compagno di Giovachino stovigliaio a San Miniato…”.

- Pagamento per ben 112 lire del convento della SS. Annunziata in data 19 maggio a “Giovacchino stovigliaio per bochali, mezzette et altro” (Ircani, p. 358).

- In data 7 giugno fornisce a Santa Maria Nuova 600 albarelli del valore di lire 9, ed il giorno 26 quattro catinelle grandi col beccuccio per lire 4 ed una partita di gesso.

- Nuova fornitura in data 28 agosto per il suddetto ospedale: “600 albereli lire 9.-.-., 2 catine[lle] da stilare lire 2.-.-.”, ed inoltre gesso, nero macinato, cinabrese, cera gialla.

1600 In data 16 marzo 1599 [1600] l’Ospedale di Santa Maria Nuova paga “fiorini 8 di moneta a Giovachino Maffei e Domenico Brunetti stovigliai compagni, e sono per libbre 361 di gesso e per più alberelli per la spetieria e altro…”.

- Fornisce in data 25 maggio “600 alberelli per lo speziale” all’Ospedale di Santa Maria Nuova.

- In data 5 giugno fornisce al medesimo ospedale “24 albereli da zuchero rosatto lire 2.16.-.”.

- La SS. Annunziata dispone un pagamento in favore di “Giovanino [sic] maestro stovigliaio… per diverse stoviglie al nostro convento” in data 7 luglio (Ircani, p. 358).

- In data 25 settembre fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova 600 albarelli per la spezieria del valore di lire 9.

1601 In data 15 gennaio 1600 [’01] fornisce a Santa Maria Nuova 50 scodellini piccoli del valore di lire 2.10.-.

- Il 12 di febbraio fornisce al medesimo ospedale 600 albarelli da unguenti per lire 9.

- In data 5 maggio “levò Bernardo servo, 8 fontanele per la aqua benedetta, lire 2.13.4” per l’Ospedale di Santa Maria Nuova, mentre il giorno 8 “levò lo speziale, 4 catinele grande cho’ bechucio lire 4.-.-.”.

- Pagamento per lire 73.18.4 disposto in data 6 giugno dalla SS. Annunziata “a Giovacchino stovigliaio… saldo di stoviglie, mezzette e bochali” (Ircani, p. 358).

- Pagamento disposto dall’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 16 giugno: “sono per più alberelli e vasi per la spetieria e gesso e altre stoviglie, datoci da dì 17 di Marzo 1599 sino adì 17 del presente 1601… portò contanti Domenico di Filippo suo compagno, fiorini 8.4.12.-.”.

1602 Il convento fiorentino della SS. Annunziata dispone in data 4 maggio il pagamento di lire 178 “et sono per resto di un conto di lire 213 di diversi lavori et stoviglie et matton pesto dato al nostro convento da ddì… [sic] di giugno 1601 a tutto aprile 1602…”.

- L’Ospedale di Santa Maria Nuova dispone in data 15 giugno il pagamento di “lire 47 di piccioli, portò Giovacchino Mattei [sic] stovigliaio, per gesso bianco, stoviglie e altro…”.

1603 Conto dell’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 26 giugno “lire 11 soldi 15 piccioli a Giovachino di Guido Maffei e compagni stovigliai, sono per gesso e altro datoci da dì 29 d’agosto 1602 sino a questo dì sopra detto… portò contanti Domenico Brunetti…”.

1604 Nuovo conto di Santa Maria Nuova per “Giovachino Mafei e compagni stovigliai”: si tratta di partite di gesso, ad eccezione di una fornitura in data 17 marzo 1603 [’04] di “24 alberelli da zuchero per lo speziale lire 2.8.-.” e in data 14 aprile “36 teghamini lire 2”.

- Fornitura per il convento della SS. Annunziata in data 29 maggio:

“32 bochalli co’ lor segnio,

soldi 4 l’uno L. 6. 8.-7

mezzoquartti con lor segnio,

soldi 8 l’un L. 2.16.-.

5 quarti grandi L. 10.-.-.”.

- Fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 5 giugno “2 catinelle grande dal Borgho lire 1.6.-”, il giorno 10 dieci mezzette, il 18 “29 mezette con segnio lire 3.17.4”, il 28 “uno colatoio grande… per la barberia lire -.14.-”.

1605 Fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova in data 5 gennaio 1604 [’05] “2 orciuoli grandi da scaldare l’aqua lire -.8.-”, in data 10 le seguenti ceramiche:

“uno chatino grande dala ‘Npruneta L. -.10.-

una chatinella grande di Puntormo,

delle maggiore L. -.12.-

una chatinella sgrafiata simile L. -. 8.-

uno paio di orciuoli per olio e aceto L. -. 8.-

una saliera grande L. -. 7.-”.

e in data 22:

“3 chatini grandi [da]la ‘Npruneta… L. 1.10.-”.

- In data 21 marzo 1604 [’05] da Giovacchino “levò el chamarlingho [dell’Ospedale di Santa Maria Nuova] numero 6 chatinelle grande di Chastelfiorentino, delle magiore che si fano, lire 4”.

- Fornisce in data 5 aprile al medesimo ospedale “12 teghami mezanotti… montano lire 1.4.-”.

- L’Ospedale di Santa Maria Nuova paga in data 21 giugno a “Giovacchino Maffei stovigliaio a San Tommaso, per lui portò contanti Alessandro d’Antonio suo garzone” lire 24.2.8 “sono per valuta di più stoviglie, gesso da formare e cinabrese et altro hauto da lui da dì 9 di agosto 1604 sino a questo giorno…”.

- Fornisce al suddetto ospedale in data 6 luglio “una choncha grande dalla ‘Npruneta lire 1.10.-, uno chatino grande lire -.16.-”; il giorno 11 “uno albarello mezano… lire -.4.-.”.

- Fornisce in data 20 luglio “uno fondello, uno chalamaio, una taza piana da Puntormo: tutto lire -.9.-” al convento fiorentino della SS. Annunziata.

- Fornisce in data 12 settembre al convento suddetto una mezzina grande ed una catinella “per anafiare la chiesa” al prezzo di soldi 16, oltre a “9 mezine grande con loro segnio lire 27” [un prezzo assai alto].

- Fornisce in data 23 settembre all’Ospedale di Santa Maria Nuova “2 alberelli grandi da Montelupo di tenuta di 2 fiaschi l’uno, lire 2.-”.

1606 L’Ospedale degli Innocenti fa buona in data 24 aprile a Giovacchino la somma di 6 scudi per fornitura di stoviglie, ponendola a defalco delle spese di pigione. Sino alla disdetta del magazzino di via dei Fibbai, avvenuta nel novembre del 1612, non vi sono altri conti di stoviglie sotto il nome del medesimo Giovacchino nelle scritture di questo Ospedale.

- L’Ospedale di Santa Maria Nuova dispone in data 8 giugno il pagamento della somma di lire 15.13.8 in favore di Giovacchino “sono per più gesso da formare e più stoviglie e altro datoci da dì 11 di luglio 1605 sino a questo giorno”.

1607 Fornisce in data 5 maggio all’Ospedale di Santa Maria Nuova “30 alberelli da zuchero rosato lire 3.-” ed il giorno 14 “numero 40 alberelli simili”, oltre a cinabrese.

- In data 19 giugno l’ospedale suddetto effettua in favore di Giovacchino il pagamento di lire 27.2.4 “per più gesso e altro datoci”.

1608 In data 7 marzo 1607 [’08] fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova “100 alberelli da unguenti lire 1.10.-”.

- In data 29 marzo fornsice ancora al suddetto ospedale “200 alberelli da unguenti lire 3”, oltre a ocra gialla e gesso.

- Sotto dì 27 giugno l’Ospedale di Santa Maria Nuova paga a Giovacchino lire 23.19.4 “per più gesso, alberelli, biancho e altro hauto da lui da dì 31 di luglio 1607 sino a questo giorno…”.

- Muore in data 23 luglio “Lisabetta di Giovachino stovigliaio” ed il funerale è celebrato dai frati della SS. Annunziata (Ircani, p. 358).

1609 Il giorno 26 giugno il suddetto ospedale paga a “Giovachino Mafei stovigliaio a San Miniato in Merchato Vechio” lire 19 “per più alberelli per uso di nostra spetieria e gesso da murare e altro datoci da dì 7 di agosto 1608 sino a questo dì”.

- Il convento fiorentino della SS. Annunziata dispone in data 4 luglio il pagamento di ben 140 lire in favore di Giovacchino, ed ancora, in data 3 agosto, di lire 96.6.8 (“per resto”, cioè come rata conclusiva, del pagamento precedente).

1610 Nuovo pagamento di lire 105 della SS. Anunziata in data 6 maggio in favore di Giovacchino.

1611 Fornitura alla SS. Annunziata in data 15 giugno di:

“ 24 boccali co’ loro segnio L. 4.16.-

60 mezete simile L. 9. -.-”

oltre a pentole, pentoline e testi.

- Fornitura al medesimo convento in data 11 luglio:

“7 mezine grande co’ segnio L. 21. -.-

6 quarti di 3 fiaschi l’uno L. 12. -.-

26 bochali L. 5. 4.-

31 mezette L. 4.13.-

3 mezoquarti L. 1. 4 -”

ed in più teglie ed altri generi.

- Fornitura allo stesso convento in data 25 agosto:

“una mezina di Monttilupo grande L. 1.15.-

una catinella di Caste’ fiorentino L. -.10.-”

- Altra fornitura per la SS. Annunziata in data 5 settembre:

“24 bochali L. 4.16.-”

e in data 23 dello stesso mese:

“3 mezine grande con segnio L. 9. -.-

16 bochali L. 3. 4.-

18 mezette L. 2.14.-

6 mezoquartti L. 2. 8.-

un vaso di barile e mezo invetriatto drento di Sa’ Miniatelo lire 6.-.-”.

1612 Nuova fornitura per la SS. Annunziata di Firenze in data 19 gennaio 1611 [’12]:

“uno vaso di barili 2 da lardo, invetriatto

L. 9.-.-”. - - Ulteriore fornitura per il medesimo convento in data 19 maggio:

“tre paia di vasi da fiori L. 2.-.-”.

1613 Fornitura per la SS. Annunziata in data 6 gennaio 1612 [’13]:

“32 bochali co’ segnio L. 6.8.-

36 mezette simile L. 5.8.-.

8 mezoquartti di fiascho L. 3.6.8”.

Sul verso della carta sta scritto “Conto con le rede di Giovacchino Maffei”. È pertanto possibile che all’inizio del 1613 Giovacchino sia deceduto, ma ciò potrebbe essere avvenuto anche successivamente, e comunque non oltre il primo di giugno del 1614, allorquando una fornitura alla SS. Annunziata è iscritta a “Lessandro d’Antonio ministro delle rede di detto Giovacchino”.

Tra il 6 gennaio 1613 ed il 1 giugno 1614 si registrano comunque a suo nome altre otto forniture, che comprendono, come al solito, diverse tipologie ceramiche, tra le quali anche “1 catinela biancha [di] Diruta”.

 

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Piero di Guido di Bartolomeo di Guido

1568 A Piero di Guido ed al fratello Giovacchino vengono intestati per arroto quattro pezzi di terra loro pervenuti a seguito della morte del padre, avvenuta il 25 ottobre 1568. L’imposta relativa è saldata il 23 febbraio 1569.

1570 Con atto notarile rogato in Firenze in data 15 novembre da ser Angiolo Argenti, Piero del fu Guido di Bartolomeo stovigliaio di Montelupo, ora abitante a Firenze nel popolo di San Tommaso, si riconosce debitore di Battista di Giulio del Pecora ciabattino, abitante nel medesimo popolo di San Tommaso, della somma di lire 239.4.6 in moneta d’oro, la quale è dovuta “pro venditione plurium stoviliarum et lignaminum existentium in officina dicti magistri Batiste, que officina ipse magister Batista retinet ad pensionem a magnifico domino Tomma de Medicis, que prope est et contigua mensae vel tabulae Iohannisbaptiste de Servis infra suos confines: de quibus lignaminibus ac stoviliis sic ut supra venditis, penes dictas partes extant inventarios penes eos factos” e tali beni furono consegnati il 10 novembre passato. Piero rateizza il pagamento consegnando 25 fiorini al momento della stipula dell’atto ed impegnandosi a saldare il rimanente dopo un certo tempo; per lui presta fideiussione il fratello Giovacchino stovigliaio.

1578 A Piero di Guido ed al fratello Giovacchino è intestato un arroto di Decima relativo al terreno da loro acquistato da Francesco di Benedetto del Berna.

1581 A Piero di Guido ed al fratello Giovacchino è intestata per arroto di Decima la proprietà una casa posta a San Giusto a Petrognano, nel luogo detto Poggio alle Donne.

1599 Piero di Guido è citato come presente ad un atto della Decima riguardante sua sorella Piera, vedova del fu Giovanni Bernazzini.

 

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Bartolomeo di Dante di Guido

1574 A Bartolomeo di Dante è intestata in data 11 febbraio 1573 [’74] una partita in uscita dall’Ospedale del Ceppo di Pistoia per la fornitura di 200 scodelle, 300 scodellini da infermi, 200 bossoli da lattovari e 200 da unguenti, portati a suo tempo da Pasquino di Bastiano, per un importo di lire 21.10.-, cioè fiorini 3.3.-.

1575 A Bartolomeo di Dante, che figura anche come conduttore, è intestata in data 26 luglio una partita in uscita dall’Ospedale del Ceppo di Pistoia per la fornitura di 6 quarti, 24 mezziquarti, 56 metadelle, 48 mezzette e 13 catinelle, per un valore di lire 20.7.-, cioè fiorini 2.6.7.-.

1576 Al medesimo è intestata una nuova partita in uscita del Ceppo in data 11 agosto per la fornitura di 23 quarti, 70 metadelle, 60 mezzette “datoci per la casa”, per un totale di lire 15.12.-, cioè fiorini 2.1.12.-.

- A “Baccio di Dante di Guido da Montelupo”, che figura anche come conducente, è intestata in data 3 novembre una partita in uscita del Ceppo “per 2 some di stoviglie dateci per la casa”, per un valore di lire 37.13.4, cioè fiorini 5.2.13.4.

1579 A “Baccio di Dante”, che figura anche come conducente, è intestata in data 22 luglio una partita in uscita per la fornitura di:

60 mezzi quarti a L. -. 5.- l’uno

20 quarti a L. -.10.- l’uno

7 tazze per L. 4.13.-

il tutto “dateci per la nostra casa”, per un valore di lire 29.13.-, cioè fiorini 4.1.13.-.

1580 Al medesimo è intestata in data 7 luglio 1582 una nuova partita in uscita per la fornitura di 42 mezzi quarti, 43 boccali, 68 mezzette, 50 mezzettini e 13 catinelle “datoci secondo e’ pregi”, per un importo totale di lire 29.9.4, cioè fiorini 3.3.9.4.

1585 Battista di Dante porta per Bartolomeo all’Ospedale del Ceppo in data 25 luglio la seguente fornitura di ceramiche:

20 mezzi quarti a L. -.4.- l’uno

32 boccali a L. -.2.- l’uno

36 mezzette a L. -.1.4 l’una

80 mezzettini a L. -.1.4 l’uno

120 scodelle a L. 5 il centinaio

230 scodellini a L. 2.10 il centinaio

per un importo totale di L. 31.13.8,

cioè fiorini 4.3.13.8.

1586 Vengono pagate in data 10 febbraio 1585 [’86] a “Baccio Danti da Montelupo” lire 25.13.-, cioè fiorini 3.4.3.- per la fornitura di una soma di mezzoquarti, boccali, mezzette ed altre cose.

 
     

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