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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Lotti  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

COSIMO di Niccolò di Michele

1520 Gli è intestata la seguente posta di Decima: “dal ’508 in detto Santo Spirito n. 57 c. 487: - una caxa con orto e un pezzo di terra vigniati in su la strada di San Miniatello, confina strada e Francesco di detto popolo, e rio, per entrata di fiorini 1 soldi 4 di suggello a libro quinto Decima di Nicholo di Michele c. 756 - Decima 2 soldi”.

A questi beni vengono aggiunti due pezzi di terra, una lavorativa e l’altra “scopetina”.

1523 Cosimo di Niccolò da Samminiatello compera grano da una famiglia nobiliare fiorentina e del suo debito è iscritta una posta in data 19 maggio in un archivio privato.

- Compera legname e scope insieme a Michele detto Pantana e compagni da una famiglia nobiliare fiorentina e del suo debito è iscritta una posta in un archivio privato.

1525 Cosimo di Niccolò da Samminiatello compera grano, farina e legna da una famiglia nobiliare fiorentina.

 

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MICHELE di Cosimo di Niccolò di Michele detto Baciule

1527 Michele alias Baciule compera legname da una famiglia nobiliare fiorentina. Nella posta scritta in un archivio privato si dice anche che Michele detto Pantana è suo socio.

1530 A Michele ed Antonio suo fratello è intestata la seguente posta di Decima: “habitano in Montelupo, fanno orciolaio, disse la Decima al champione detto c. 460 in Chosimo di Nicholo loro padre.

- Una casa con orto, per loro abitare, posta in detto popolo, chon un pezzo di terra vignata di staiora 2 in circha, luogo detto sulla strada di Sanminiatello Decima soldi 2”.

1537-38 È citato nel Civile del Podestà di Montelupo come Camarlingo di San Miniatello.

1541 È nominato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo nella lista dei contribuenti per le Decime.

1542-43 È nominato nel Civile del Podestà di Montelupo come vasellaio ed orciolaio.

1543 È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo del pagamento di L. 2.9.- per colori macinati.

1546 Chiede nel tribunale podestarile di Montelupo un sequestro per un credito di L. 10.-.

- Giustifica il sequestro contro Piero Castellani di Capraia tramite la sua comparsa in data 26 febbraio 1545 [’46], e fornisce una lista di testimoni.

1552 Nel Civile del Podestà di Montelupo presenta una protesta per fitto arretrato di una sua casa.

- Ottiene una sentenza contro Domenico Berti per un credito di L. 11.17.-.

1556-57 Michele, detto orciolaio, è richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di L. 6.

1559 È nominato in una registrazione del Civile del Podestà di Montelupo di difficile lettura (carta strappata) in data 5 febbraio 1558 [’59], si tratta di una sua casa posta in Montelupo nel luogo detto l’Agio Pazzo e di un’altra casa con bottega, nonché di una cotta di vasi.

1563-64 Compare come testimone nel tribunale podestarile di Montelupo. Dice di avere beni per 100 scudi.

1582 A seguito della sua morte i beni passano ai figli Cosimo e Lorenzo. Di Michele si dice che “è morto più fa”.

 

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ANTONIO di Cosimo di Niccolò di Michele

1536 Ad Antonio e Michele suo fratello è intestata la portata di Decima: “habitano in detto popolo, fanno orciolaio, disse la Decima al champione c. 460 in Chosimo di Nicholò loro padre. Una chasa con orto per loro abitare posta in detto popolo, chon un pezzo di terra vignata di staiora 2 in circha, luogo detto sulla strada di San Miniatello. Decima soldi 2”.

1536 Con atto notarile rogato in Montelupo l’8 giugno da ser Jacopo Nardi, elegge un procuratore per addivenire un atto di conciliazione con Francesco d’Arrigo di Certaldo. Nell’atto si dice che egli ha 23 anni ed esercita il mestiere di orciolaio.

1538-39 Antonio del fu Cosimo di Niccolò orciolaio di Saminiatello dichiara con atto notarile rogato da ser Sigismondo Bellotti di aver ricevuto per la dote di Caterina sua moglie, figlia di Silvestro di Antonio Castri di detto luogo, fiorini 40 (da L. 4.2.- per fiorino).

1541 Agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Vincenzo di Sandro d'Antonio Vestri per un credito di L. 10.-.

1542-43 Interviene nel tribunale podestarile di Montelupo in favore del fratello Michele vasellaio, richiesto di un debito di L. 14.

1544-45 È testimone in una causa di battuta nel tribunale podestarile di Montelupo. In quell’occasione la controversia verte su due balle di lana caricate su di un cavallo da Prato a Montelupo. Egli afferma di conoscere bene la cosa, in quanto lui stesso era sul cavallo, perché feritosi ad un gioco durante la fiera di Prato.

1551-52 Cita nel tribunale podestarile di Montelupo, come procuratore di Antonio di Mariotto di Montespertoli, Andrea di Francesco di Bartolomeo Vestri.

1563 Nel Civile del Podestà di Montelupo sono citati gli eredi di Antonio di Cosimo da San Miniatello, i quali devono L. 2.10.-.

 

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MICHELE di Cosimo di Michele di Cosimo di Niccolò di Michele

1563-64 Nel Civile del Podestà di Montelupo è citato per un debito di Decima di 10 scudi.

1614 Gli è intestato, assieme ai fratelli Antonio e Niccolò ed al cugino Domenico di Lorenzo di Michele, un arroto di Decima nel quale si descrive la proprietà della metà di una casa per uso e di un pezzo di terra, nonché della metà di una casa con bottega ad uso di stovigliaio posta in San Miniatello.

 

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COSIMO di Michele di Cosimo di Niccolò di Michele

1579-80 È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un prestito.

1581 Compare fra i contribuenti della Decima di cui si richiedono nuovi dati e stime. Egli è descritto alla portata 71, nella quale si denunzia “una bottega con fornace a uso di stovigliaio sotto la casa dove habita a Santo Miniatello”. Egli afferma di esercitare il mestiere da 20 anni circa.

- È presente nella lista degli stovigliai per i quali l’Arte dei Medici e degli Speziali di Firenze chiede il contributo di L. 5.5.-. Il credito viene eseguito il 26 luglio.

- È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo da Pier Maria di Lorenzo mugnaio “per manifattura di colori per stoviglie e vasellami”, a seguito della quale ha un debito di L. 4.12.-.

- Cosimo ed il fratello Lorenzo sono richiesti del pagamento di L. 5 dalla Gabella dei Contratti per l’acquisto di beni effettuato da Giovanni di Francesco di Tofano.

- È richiesto tramite il Podestà di Montelupo dagli Officiali dei Fiumi del pagamento di L. 25.

- È richiesto dal Podestà di Montelupo del pagamento di L. 75, probabilmente dovuto a spese di gabella, assieme a Renzo suo fratello. A questa richiesta si aggiunge un’ulteriore intimazione per L. 25. Per lui si fa fideiussore Salvestro di Francesco d’Antonio.

1582 È intestato a Cosimo ed al fratello Lorenzo il seguente arroto di Decima: “la metà di una casa per uso con la metà di un pezzo di terra di 2 staia sulla strada di Sanminiatello. - La metà di una casa con bottegha a uso di stovigliaio in luogo detto Santo Miniatello. Decima 1 soldo 3 denari. E’ quali beni sono loro pervenuti per la morte di Michele di Cosimo loro padre, morto più fa, come dissono e per divisa fatta con Giovanni d’Antonio loro cugino carnale, e aconcia con loro presentia l9.IX.1582. S’anno da levare dalla posta di Michele e Antonio di Cosimo di Niccolò (c. 684). Salda 26.IX.1582 (a Libro Santo Spirito c. 662)”.

- Viene multato dal Podestà di Montelupo per non aver accettato la carica di Camarlingo: “a istanza di Jacopo di Giovanni, rettor del popolo di San Miniatello, si gravi per rifiuto Cosimo di Michele”.

1588 Figura nel Civile del Podestà di Montelupo come erede per 1/6 dei beni di Giovanni di Bastiano [Accatti] alias Zucha.

- Gli è indirizzato un richiamo per il mancato pagamento di terra bianca e ghetta.

1589 È nominato nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito dovuto a fornitura di legna.

1597 Cosimo di Michele di Cosimo, stimatore della Podesteria, è nominato dal Podestà di Montelupo in data 19 agosto per la stima di un immobile.

 

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LORENZO di Michele di Cosimo di Niccolò di Michele

1579-80 È iscritto nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di L. 5, forse dovuto a gabella.

1582 È intestato a Lorenzo ed al fratello Cosimo il seguente arroto di Decima: “la metà di una casa per uso con la metà di un pezzo di terra di 2 staia sulla strada di Sanminiatello. - La metà di una casa con bottegha a uso di stovigliaio in luogo detto Santo Miniatello. Decima 1 soldi 3 denari. E’ quali beni sono loro pervenuti per la morte di Michele di Cosimo loro padre, morto più fa, come dissono, e per divisa fatta con Giovanni d’Antonio loro cugino carnale, e aconcia con loro presentia l9.IX.1582. S’ànno da levare dalla posta di Michele e Antonio di Cosimo di Niccolo (c. 684). Salda 26.IX.1582 (a Libro Santo Spirito c. 662)”.

- Avendo acquistato col fratello Cosimo alcuni beni da Giovanni di Francesco di Tofano, è richiesto dal Podestà di Montelupo di un pagamento per la Gabella dei Contratti.

- È multato dal Podestà di Montelupo assieme al fratello Cosimo per occupazione della sede stradale.

1583 Compare nella matricola del Contado dell’Arte dei Fabbricanti in data 3 gennaio 1582 [’83].

1619 Compare nel Civile del Podestà di Montelupo come debitore di L. 14 con la Gabella dei Contratti. Si tratta forse di un vecchio conto.

 

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DOMENICO di Lorenzo di Michele di Cosimo di Niccolò di Michele detto Riccio

1581 È citato nel Civile del Podestà di Montelupo genericamente, anche con il soprannome di Riccio.

- Compare fra i contribuenti della Decima iscritti nel Civile del Podestà di Montelupo per aver dato in affitto una casa posta in Samminiatello a Battista di Bastiano Pucci.

1614 Assieme ai cugini Antonio, Michele e Niccolò di Cosimo di Michele, gli è intestato un arroto di Decima nel quale sono descritti i beni dei Lotti, e cioè: “La metà di una casa per uso con la metà di un pezzo di terra di 2 staia sulla strada di Sanminiatello.

- La metà di una casa con bottegha a uso di stovigliaio in luogo detto Santo Miniatello. Decima 1 soldi 3 denari - avuti in eredità dal padre Lorenzo”.

 

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GIOVANNI d’Antonio di Cosimo di Niccolò di Michele

1582 Gli è intestato il seguente arroto di Decima: “beni pervenuti per la morte di Michele di Cosimo e per divisa fatta con i suoi cugini carnali il 19.IX.1582. La metà di una casa per uso e un pezzo di terra lavoratia di staia 2, luogo detto sulla strada di Santo Miniatello soldi 1.-; la metà di una bottega a uso di stovigliaio luogo detto Santo Miniatello, Decima soldi 1, 3 denari. Posto a libro secondo Santo Spirito c. 679”.

 

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ANTONIO di Cosimo di Michele di Niccolò di Michele

1615 Gli è intestata per arroto “una fornace da vasella, luogo detto San Miniatello. Pervenutagli per morte di Michele di Cosimo suo avolo, morto più fa, come disse. Si leva da Michele di Cosimo di Niccolo. Salda l.X.1614 [’15]”.

- Gli è intestato, coi fratelli Michele e Niccolò e col cugino Domenico di Lorenzo di Michele di Cosimo, un arroto di Decima: “La metà di una casa per uso e metà d’un pezzo di terra. La metà di una casa con bottegha a uso di stovigliaio, luogo detto San Miniatello Decima soldi 1, 3 denari. Pervenuti per morte di Cosimo e Lorenzo di Michele, padri loro, morti più fa, come disse Antonio. Si leva da Cosimo ecc. di Michele c. 662”.

1621 Gli viene intestata una posta di Decima comprensiva dei beni acquisiti per eredità: “E’ si levano da libri del 1570, c. 573 da Antonio suddetto per saldo detto conto - salda 29.VII.1621”.

 

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NICCOLÒ di Cosimo di Michele di Cosimo di Niccolò di Michele

1615 Assieme ai fratelli Antonio e Michele ed al cugino Domenico di Lorenzo di Michele, gli è intestato un arroto di Decima nel quale sono descritti i beni dei Lotti, e cioè la metà di una casa per uso e di un terreno e la metà di una casa con bottega ad uso di stovigliaio posta in Samminiatello.

 

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DOMENICO di Giovanni d’Antonio di Cosimo di Niccolò di Michele

1621 Gli è intestata la seguente posta di Decima: “una stanza a basso sotto la casa della sua abitazione posta in detto popolo (Samminiatello), Decima soldi 2. 5 denari, per arroto 1612 numero 8. La metà di una casa per uso e 1/2 di un pezzo di terra di 2 staia soldi 1. La metà di una casa con bottega sotto a uso di stovigliaio luogo detto San Miniatello. Decima soldi 1. 2 denari, per arroto numero 166 1614. E si levono dal 1570 (c. 666) da Domenico ecc. Salda 1.IX.1621”.

 

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SALVADORE d’Antonio di Cosimo Lotti

1627 Gli è intestato il seguente arroto di Decima:

“Una fornace a uso di stovigliaio, luogo detto al Rio, con Decima soldi 2. Per arroto 1621 n. 1543.

E’ quali beni li sono pervenuti per compra fatta da Giovanni Martini per prezzo di fiorini 81.- di moneta (L. 7.- per fiorino) a mezza gabella, come per contratto rogato da ser Paolo Lapi 12.I.1626 [’27]. Nel quale Martini era pervenuta per virtù di sentenza della Mercanzia, come per fede in filza n. 435, data contro gli heredi di Luca d’Antonio di Luca del Nano e di Lionardo del Nano da San Miniatello.

E si leva da Lionardo e Domenico di Lucantonio di Domenico del Nano c. 681”.

1649 È nominato nel Civile del Podestà di Montelupo come stovigliaio.

1658 In data 14 settembre Salvadore Lotti “stovigliaio a San Tommaso” fornisce due mezzine al convento fiorentino della SS. Annunziata per conto di Giovanni di Domenico Lotti da Montelupo [vedi di seguito].

1659 Salvadore fu Antonio, abitante a Firenze, vende con atto notarile rogato da ser Francesco Giuntini del 14 marzo 1658 [’59] a Domenico di Niccolò di Cosimo Lotti, navicellaio, di Samminiatello, una casa con i suoi abituri ed appartenenze in Samminiatello nella via Maestra, consistente in 3 stanze, con un pezzo di terra, il tutto per 59 scudi da L. 7.-.

1676 Gli è intestata una posta di Decima, nella quale si ripete l’arroto del 1626, a cui si aggiunge un’ulteriore registrazione del 1666. Complessivamente la fornace viene decimata con una tassa di soldi 3. A questi beni viene aggiunto un pezzo di terra lavorativa con tassa di soldi 1, intestatagli per arroto nel 1659. Essendo lui deceduto, questi beni sono ora “pervenuti a monna Maddalena di Domenico Balli vedova, per testamento rogato ser Raffaello Vezzelli 16.I.1675. Fede in filza n. 209. Si leva da Salvadore ecc. Salda 31.I.1675” [’76].

 

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GIOVANNI di Domenico Lotti

1658 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 7 maggio : “a spese di canova:

n. 240 mezzette a soldi 5 L. 60.-.-;

50 boccali a soldi 6 l’uno L. 15.-.-;

in tuto L. 75

portò contanti Giovanni di Domenico Lotti, vasellaio a Montelupo, poliza del canovaio in filza n. 427”.

- Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata nel mese di giugno: “a Giovanni di Domenico Lotti stovigliaio a Montelupo L. 40.- a conto di 440 boccali consegnati a fra Godenzo nostro canovaio, e resta creditore di scudi 13, salvo ect., et in detti hoccali si sono prezzati d’accordo soldi 6 l’uno”.

- Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 14 settembre: “a spese di canova per prezzo di 2 mezzine di tenuta circa 7 fiaschi l’una… da Giovanni di Domenico Lotti, nostro vasellaio, sino sotto 9 agosto 1658; portò contanti per detto Salvadore Lotti stovigliaio a San Tommaso L. 9.-.-”.

1663 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 2 febbraio 1662 [’63]: “a spese di canova per:

200 boccali di terra a soldi 5 l’uno;

120 mezzette simili a soldi 3 4 denari l’uno;

4 mezzine grandi di terra L. 3.- l’una

portò Giovanni Lotti di Montelupo, nostro stovigliaio L. 82”.

- Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 29 giugno: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio, per 4 boccali grandi di terra e 5 mezzani, L. 7”.

1664 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 6 marzo 1663 [’64]: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 220 mezzetini di terra, soldi 3 4 denari l’uno;

per 90 boccali da vino, soldi 5 l’uno

per 6 boccali di quarto, L. l.10.- l’uno,

d’accordo… polizza del canovaio in filza n.410 L. 41.13.4.”.

1665 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 9 ottobre 1665: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 130 mezzettini di terra soldi 3 4 denari l’uno;

per 90 boccali da vino soldi 5 l’uno;

per 6 boccali di quarto L. l.10 l’uno L. 53”.

1666 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 3 marzo 1665 [’66]: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 226 mezzettini di terra soldi 3 denari 4 l’uno;

per 50 boccali soldi 5 l’uno;

per 16 boccali di fiasco soldi 10 l’uno L. 57”.

1667 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 1 febbraio 1666 [’67]: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 230 boccali di terra soldi 5 l’uno;

per 280 mezzettini soldi 3 denari 4 l’uno L. 104.3.4.”

1669 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 4 gennaio 1668 [’69]: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 108 boccali di terra a 5 soldi;

80 mezzettini a soldi 3 denari 4 L. 40.6.8.”

- Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 6 aprile 1669: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 54 boccali da tavola soldi 5;

per 24 boccali da fiasco soldi 10;

per 4 mezzine e 7 boccaloni L. 2 l’uno L. 47.10”.

- Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 19 luglio: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 208 mezzettini soldi 3 4 denari;

per 25 orciolini per l’agresto soldi 5 L. 40.18.4.”

1670 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata nel mese di giugno: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 160 boccali e 170 mezzettini L. 28.-; e resta havere L. 39.3.4.”.

- Nel libro entrata uscita del convento della SS. Annunziata di Firenze, in data 29 giugno, si registra il pagamento residuo in favore di Giovanni di Domenico: “per resto e saldo suo havere. numero 160 boccali e 170 mezzettini L. 39.3.4.”.

1671 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 17 dicembre: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 130 boccali 5 soldi;

per120 mezzettini 3 soldi 4 denari L. 77.10”.

1673 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 8 aprile: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 100 mezzettini 3 soldi 4 denari L. 16.13.4.”.

1674 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 6 febbraio 1673 [’74] “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 160 mezzettini e 16 boccali di fiasco L. 34.13.4”.

1675 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 4 dicembre: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 324 boccali di più sorte, di terra, di più prezzi L. 62.16.8”.

1678 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 3 luglio: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 162 mezzetini L. 13.10”.

1680 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 2 febbraio 1679 [’80]: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 140 mezzettini d’acqua L. 21.-”.

- Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata senza indicazione della data: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

200 boccali mezzani di maiolica soldi 4;

8 boccali grandi soldi 8”.

1682 Fornisce stoviglie al convento della SS. Annunziata di Firenze, nei cui libri entrata ed uscita si trova la seguente posta a lui intestata in data 30 giugno: “a Maestro Giovanni Lotti, nostro stovigliaio:

per 120 mezzettini per l’acqua L. 20”.

 

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DOMENICO di Niccolò di Cosimo di Michele Lotti

1659 Compera con atto notarile rogato da ser Francesco Giuntini in data 14 marzo 1658 [’59] da Salvadore fu Antonio Lotti di Samminiatello, abitante a Firenze, una casa di tre stanze con le sue appartenenze, posta a Samminiatello, assieme ad un pezzo di terra, il tutto per scudi 59 da L. 7.

- Gli è intestato il seguente arroto di Decima: “La metà di una casa con la metà di una bottega a uso di stovigliaio e un pezzuolo di terra spogliato a uso di orto… E’ quali beni sono pervenuti per compera.

Si leva da Niccolò ecc. di Cosimo a c. 689. Salda 31.V.1659 per partito di Magistrato; soldi 7.-”.

1681 Gli è intestato il seguente arroto di Decima: “Una fornace ad uso di stovigliaio, luogo detto al Rio, Decima soldi 3.-.

Un pezzo di terra lavoratia e pioppata, 1 soldo.

E’ quali beni sono pervenuti per compra fatta al pubblico incanto dalla Corte del ser Podestà di Montelupo, quale vendè d’ordine e decreto del Magistrato Supremo il 29.IV.1681, come beni rimasti dell’eredità di Salvadore d’Antonio Lotti, per 200 scudi di moneta, L. 7 e 10 per scudo, come maggior offerente e con e patti e condizioni, di che appare per contratto rogato ser Ceseri di Maurizio Bandini da Marradi - 16.V.1681 fede in filza n. 203.

Si leva da monna Maddalena di Domenico Balli, vedova del suddetto Salvadore, quale rede per testamento, c. 687; soldi 4. Salda 30.XII.1681”.

 

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TIBURZIO di Michele di Cosimo di Michele Lotti

1659 Gli è intestato il seguente arroto di Decima: “La metà di una casa per uso, con la metà di una bottega ad uso di stovigliaio, luogo detto San Miniatello. Pervenuti… come sua rata e porzione e nominato nella posta e per divisa fatta con Domenico di Niccolò e Salvadore d’Antonio, sua cugini… Si leva da Niccolò ecc. di Cosimo di Michele a c. 689”.

1689 Nella posta del figlio Michele si dice che Tiburzio è morto il 26 marzo 1678.

 

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MICHELE di Tiburzio di Michele di Cosimo Lotti

1689 Gli è intetstato il seguente arroto di Decima: “La metà di una casa per uso, con la metà di una bottega a uso di stovigliaio in Sanminiatello, con Decima 8 denari, poi per uso. E’ quali beni sono pervenuti nel detto Michele per redità e morte di Tiburzio suo padre il 26 marzo 1678, per fede in filza n. 1779. Si leva da Tiburzio ecc. c. 696. Salda 28.II.1689”.

1709 Nella posta delle tre figlie si dice che è morto sei anni fa, e cioè nel 1703 circa. Le figlie ereditano “una fornace di vasella” che sembra fosse sua e dei suoi ascendenti (mentre appare del cugino Antonio di Cosimo di Michele di Samminiatello).

 
     

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