ANTONIO
di Andrea di Antonio di Checco detto Carafulla
1536 Gli è intestata, assieme a Checco di Salvestro
d’Antonio - detti stovigliai, abitanti a Samminiatello - una casa per
loro abitazione e tre pezzi di terra già descritti nella Decima a nome
di Matteo d’Antonio loro zio.
- Antonio d’Andrea d’Antonio è presente ad atto di
compromesso con altri vasellai di Montelupo rogato l’8 giugno da ser
Jacopo Nardi.
1543 Antonio d’Andrea d’Antonio da Samminiatello è
testimone in una causa dibattuta nel tribunale podestarile di Montelupo.
Egli dichiara di avere 28 anni.
1544-45 Compare ancora come teste in una causa
dibattuta nel tribunale podestarile di Montelupo; qui dichiara di avere
30 anni circa.
1550 Compare ancora come teste in una causa dibattuta
nel tribunale podestarile di Montelupo. Nella registrazione a suo nome
viene indicato “detto Carafulla”.
1554 Ad Antonio d’Andrea d’Antonio vasellaio è
intestato un arroto di Decima per beni acquistati: “Una parte di casa in
detto popolo, luogo detto Casa Lotti, appigionata a Marchino di
Pasquino e pervenuta a detto Antonio per eredità di Matteo d’Antonio di
Checho suo zio, L. 2 denari 2. Un’altra parte di detta casa… che teneva
prima per uso, poi appigionata sino a 6.II.1553 per L. 7.- piccioli ecc.
primo a Libro secondo Santo Spirito c. 537”.
1554-57 Compare in varie occasione negli atti civili
del Podestà di Montelupo.
1560 Si impegna come mallevadore nel tribunale
podestarile di Montelupo in favore di Piero di Bastiano e soci, contro i
quali è stato chiesto un sequestro (nella loro fornace) da Carlo di
Stefano di Chirico per un credito di L. 22.
- Gli è intestato un arroto di Decima: “per un pezo
di terra in luogo detto in Valle (4 staia) che detto condusse a
livello dalla Chiesa di Sanminiatello per L. 4.- piccioli l’anno 1545
(per fede in filza n. 1425 non si dà Decima). Salda 7.XI.1560 (primo a
Libro secondo Santo Spirito c. 537)”.
- Gli è intestato un arroto di Decima per un “pezzo
di terra boscata ecc. (6 staia) luogho detto la Consuma… condusse
a livello più tempo fa da l’Ospitio de’ frati di Santa Maria Novella con
caricho di L. 30.- piccioli l’anno; fede in filza n. 1565, e non
s’avevano a Decima… però non li dà senza Decima come sopra. Salda questo
dì 5.XII. 1560 (primo a Libro secondo Santo Spirito c. 537)”.
1561 Lettera del Podestà di Montelupo agli Officiali
d’Abbondanza in data 27 gennaio 1560 [’61] che identifica in quattro più
la moglie le bocche che si trovano in casa di Antonio d’Andrea orciolaio
detto Carafulla.
1564 Come procuratore di Clemente di Benedetto di
Pierantonio, vende con atto notarile rogato da ser Giovanni Ficarelli
del 29 novembre a Piero fu Sebastiano di Pierantonio da Sanminiatello,
“unum situm ad usum fornacis aptus ad construendum ut dicitur chonche
et embrici”, con una casetta e due portici e uno staioro di
terra, per fiorini 120 d’oro di L. 7 con pagamento a metà della gabella.
1570 Gli è intestata la portata della Decima. In essa
fu descritto sin dal 1536. Si definisce stovigliaio, e gli sono
descritti i seguenti beni: “Una parte di casa in luogo detto a
Casa Lotti, Decima soldi 2.2 denari (arroto 1554 n. 37). Due pezzi
di terra di staia 4 luogo detto in Valle... Un pezzo di terra
boscata e soda di staia 6... Una casa con un pezzo d’orto, luogo detto
accanto al rio di Conia, sulla quale terra ed orto ha edificato
una fornace da lavoro per Decima soldi 2 denari 5 (arroto 1564 n. 118)”.
1580 Gli è intestato un arroto di Decima nel quale è
descritta: “Una casa in detto popolo, luogo detto a Casa Lotti
(c. 653), che per notificazione sopradetta si dice essere stata
appigionata da 15 o 16 anni in qua… Salda 28.IV.1580”.
1581 Gli è intestato un arroto di Decima per beni
acquistati: “Una mezza casa posta in S. Miniatello luogo detto al Rio
appigionata L. 12 a cominciare dal I.X.1581” (una parte a monna Caterina
donna fu di Tofano di Tommaso e 1/2 a Francesco d’Andrea di Giovanni).
“Disse avere comprato dalla rede di Maso di Michele di Masino per
fiorini 44”. Dichiara che questo bene non era decimato, e gli viene
attribuita un’imposta di soldi 3 denari 7. “Salda 29.X.1581 posto a
Libro secondo Santo Spirito c. 653”.
- Compare nella lista dei contribuenti della Decima
per i quali si chiedono al Podestà di Montelupo nuovi dati e stime. Egli
figura nella portata 70 con una bottega e fornace a uso di stovigliaio a
Samminiatello, stimata come valore locativo L. 10.-. “fa tale esercizio
da 10 anni circa”.
- Figura nella lista di stovigliai dai quali l’Arte
dei Medici e Speziali di Firenze chiede, tramite il Podestà di
Montelupo, il pagamento della matricola pari a L. 5.5.
1582 Gli è intestato un arroto di Decima per
l’acquisto del seguente bene mediante atto rogato da ser Andrea Sergrifi
del 26 aprile 1582: “Un pezzo di terra lavoratia di staiora 9, luogo
detto a Cacciacani…: comprò Andrea suo figliuolo per sé e sua
fratelli da Lorenzo di Domenico Chiesi per fiorini 135 di moneta”.
1583 Gli Ufficiali dei Fiumi multano attraverso il
Podestà di Montelupo, con disposizione del 9 febbraio, Antonio d’Andrea
di Samminiatello per aver occupato il greto del fiume Arno.
- È presente, anche a nome dei figli, ad un atto
notarile rogato da ser Andrea Sergrifi del 5 luglio.
- È nominato, col figlio Andrea, fra i membri della
Compagnia dello Spirito Santo di Montelupo abitanti in San Miniatello, a
proposito di una lite aperta con i confratelli che abitano a Montelupo;
per dirimere detta lite viene rogato un atto notarile da ser Andrea
Sergrifi in data 15 agosto.
1586 Nella portata di Decima intestata ai figli
Andrea, Miniato, Ceseri e Francesco è detto morto il 17 settembre 1586.