| |
|
Lapi
|
|

La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro
alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO |
|
|
|
FRANCESCO
di Francesco di Lapo
1451 È citato come intestatario di una portata
catastale di questo anno - e di una successiva del 1469 - nella portata
di suo fratello Lorenzo del 1487. Qui si dice che essi “ebbero d’estimo
soldi 11”.
|
|
^ up
|
|
LORENZO di
Francesco di Lapo
1471 Compare fra i testimoni del testamento di monna Pippa
Rucellai, vedova di Ludovico Frescobaldi, rogato da ser Antonio di Niccolò Lenzi.
1478 Coi fratelli Paperino e Domenico vende con atto rogato
da ser Antonio di Niccolò Lenzi un podere posto in Montelupo in luogo detto
il Termine a Giovanni di Bernardo Guidotti di Firenze per fiorini d’oro 170
[da lire 4 e soldi 2 per fiorino] pari a 125 fiorini larghi.
1484-88 Fornisce “più orciuoli e piategli e scodellini” per
L. 15.11.- ed ancora “4 quarti e 2 mezzine” per la dispensa per L. 6.6.3 al
convento della Certosa di Firenze. Nel libro dell’uscita sono segnati gli
acconti pagati: sotto data 11 maggio 1485 si dice “portò Mariotto di Salvadore
di Montelupo istà cho lui”.
1487 Gli è intestata la portata catastale, nella quale si
afferma che egli fu descritto negli estimi del 1451 e del 1469, intestati a
Francesco di Francesco di Lapo suo fratello, ove gli era attribuita una tassa di
soldi 11. Possiede la metà di una casa posta in Montelupo, nel luogo detto
gli Schiazzi, di cui l’altra metà è di Paperino e fratelli suoi nipoti.
Dichiara di avere 50 anni, e di vivere con la moglie Ginevra. “Va lavorando a
opere d’orciuoli, per quello si guadagnia”. Paga soldi 2.
|
|
^ up
|
|
DOMENICO di Francesco di Francesco di Lapo detto Mecoccio
1487 È nominato nella portata catastale intestata al
fratello Paperino.
1492 Assiste come testimone alla stesura di un
testamento, assieme ad altri orciolai di Montelupo. Nell’atto è detto
“Domenico di Francesco di Checco Lapi orciolaio”.
1504 A Domenico di Francesco è intestata, insieme al
fratello Zanobi, una portata catastale. Nell’atto ci si riferisce ad un
precedente estimo del 1490 intestato all’altro fratello Paperino, e si
dice che essi pagavano di tassa soldi 6 denari 4. Essi dichiarano di
possedere una casa d’abitazione in Montelupo. Domenico afferma di avere
40 anni e di vivere con la moglie Andrea di anni 30, il figlio Francesco
di anni 8, e tre figlie, e con la famiglia del fratello Zanobi di anni
33, il quale ha un figlio di nome Paperino di anni 5 ed una figlia, e
vive con la moglie Lisabetta.
1523 Domenico di Francesco detto Mecoccio,
orciolaio a Montelupo, compera vino per lire 28.4 in data 20 maggio da
una famiglia nobiliare fiorentina. Dell’acquisto si pone una partita a
debito del di lui figlio Francesco.
|
|
^ up
|
|
PAPERINO di Francesco di Checco di Lapo
1487 Gli è intestata una portata catastale nella
quale si afferma che egli era descritto negli estimi del 1451 e 1469
intestati al padre Francesco di Francesco, ove gli era attribuita una
tassa di soldi 11.
Dichiara di possedere la metà di una casa posta in
Montelupo, nel castello, nel luogo detto gli Schiazi; l’altra metà è di
Lorenzo di Francesco, orciolaio, suo zio. Inoltre, tiene a pigione un
casolare vicino alla sua abitazione dalle monache del Paradiso per L. 12
e “favi l’esercizio degli orciuoli”. Gli è attribuita una tassa di soldi
2.
Egli afferma di avere 40 anni e di essere “storpiato
come vedrete”, nonché di abitare con i fratelli: Domenico (38 anni) che
ha moglie, Antonia, ed un figlio, Francesco, di un anno, e Zanobi (14
anni).
1490 Fa parte del gruppo di 23 orciolai di Montelupo
che si impegnano con atto rogato da ser Piero di Bardo Gherardini a
produrre per 3 anni esclusivamente per Francesco d’Antonio degli
Antinori di Firenze.
1490 Compera, con atto rogato da ser Piero di Bardo
Gherardini, un casolare per fiorini 13 da monna Nese vedova di Benedetto
di Domenico orciolaio e da Maffio di Benedetto orciolaio a Mercatale.
|
|
^ up
|
|
LORENZO di Francesco
di Francesco di Lapo
1508 Gli è intestata la seguente portata di Decima:
“Una bottega a uso d’orciolaio con fornacie in Montelupo per entrata di
fiorini 2.8 di suggello a Libro quinto, Decima in Lorenzo detto a c.
607, Decima soldi 4 a oro larghi. Abatexi fiorini 1.4 soldi di dette
entrate pagate ogni anno di avilaro del monastero di Santa Brigida
del Paradiso delle sopradette bottega e fornace, chome appare a
libro religiosi San Giovanni c. 29; restagli d’entrata fiorini 1 soldi
4, fanno di Decima soldi 2 a oro larghi”.
1520 È ripetuta la portata di Decima del 1508.
1525 Gli è intestato il seguente arroto di Decima:
“Un pezzo di vigna di staia 3, luogho detto Pian di Pesa, comprò
da Martino Scharfì rogato da ser Charlo [Becossi] da Montelupo il 24
marzo 1525 per fiorini 30… soldi 1.10 denari”.
1534 Gli è intestatata una posta di Decima nella
quale sono riepilogate le portate del 1508 e l’arroto del 1525. Da esse
sembra che Lorenzo di Francesco tenesse i beni del monastero del
Paradiso sin dal 1495.
1536 Gli viene tolta la Decima sulla bottega da
orciolaio e fornace: “Addì 1.XII.1536 abbattesi detta Decima di soldi 2
per essere in su una bottega ritornata a Monastero e Monache del
Paradiso per partito d’uffiziali del Monte. Roghato ser Pagolo di
Chatignano (come in filza n. 103)”. |
| |
|