Piero di Filippo di
Dimitri
1466 È presente tra i testimoni ad un atto notarile rogato in
Empoli.
1480 Sua portata catastale. In essa egli afferma di essere
stato descritto nell’estimo del padre Filippo nel 1470 [cioè 1469, vedi sopra],
ma di non avere sostanze. La sua famiglia, oltre che da lui, che afferma di
avere 35 anni, è composta dal fratello Stefano, di 22 anni; il nucleo familiare
comprende anche la madre Usanna (di 60 anni), sua moglie Cosa di 34 e la figlia
Caterina di soli sei mesi. Circa la sua attività, Piero afferma di esercitare la
professione di lavorante orciolaio, e di abitare in una casa concessagli dallo
zio:
“Piero di Filippo di Rimiteri, ebbe d’estimo 1470 in nome di
Filippo e in detto popolo soldi 5. Sustanze: nulla. Bocche:
Piero detto, d’anni 35;
Stefano di Filippo, 22;
monna Chosa donna di Piero, 34;
monna Usanna mia madre, 60;
Chaterina di Piero.
Lavoro per lavorante d’orcciuoli [sic], apena posso
vivere. Incharichi:
tòrnomi inn una chasa posta in detto popolo, la quale si è di
Scharamuccia, sta chon Lorenzo di Piero Francesco de’ Medici, ed è
fratello di mia madre; lasc[i]amivi stare drento per l’amore di Dio”.
1481 È presente come testimone ad un atto notarile.
1487 Portata catastale intestata a Piero ed a suo fratello
minore Stefano:
“Piero di Filippo schiavone e Stefano suo fratello abitano in
Montelupo; disse l’estimo del 1469 in Filippo suo padre e del 1469 adrieto non
ebono estimo né furono mai a graveza. Boche di maschi: Piero sopradetto, è
ghottoso, d’ani 42, soldi 2;
Stefano suo fratello d’ani 27;
Filippo, figliuolo di detto Piero, d’ani 4. Boche di femine:
monna Usanna loro madre, d’anni 65;
monna Chosa, donna di detto Piero, d’anni 40;
monna Simona, donna di Stefano, d’anni 22;
Agnoletta, figliuola di Pietro deto, d’anni 2.
Esta’ inn una chasa di Piero di Nicholò, do[n]zello dell’arte
dei Merchatanti, loro zio, e non ne pagha pig[i]one, se non di mantenerla, posta
in detto chastello… Tiene una botegha a ppigione da Piero Francesco di Domenicho
di C[i]aino [Ciaini] per arte d’orc[i]uoli, paghane l’anno lire 13… Fa
bottegha d’orc[i]uoli in detto chastello sopra di sé.
Fata per me Piero di Lionardo Serchelli questo dì 18 di
settembre 1487, paga soldi 2. Per valsente, nula; per duo [bo]cche soldi quatro,
denari .- ”.
1490 Fa parte del gruppo dei 23 orciolai di Montelupo che si
impegnano, con atto notarile del 27 settembre, a vendere per tre anni l’intera
loro produzione a Francesco Antinori.
- È ancora testimone, assieme ad altri orciolai di Montelupo,
ad un atto notarile.
1498 Da quest’anno Piero ed il fratello Stefano sono
documentati in Cafaggiolo; già al margine della portata del 1487 il notaio del
Catasto aveva scritto: “stano ogi a Cafag[i]uolo e fanno stoviglie”.
[Non riguardando più la loro attività Montelupo, e non avendo
qui legami di proprietà, si omettono i documenti relativi alle vicende di Piero,
Stefano e della relativa discendenza in Cafaggiolo, per i quali si rinvia
senz’altro a G. Cora, A. Fanfani, La maiolica di Cafaggiolo, Firenze,
1982].