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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Domenicani
di S. Maria
Novella
 
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

1638-41 Vengono cedute in locazione dall’Ospizio di San Niccolò, ad iniziare dal 1 novembre 1638 per terminare nel 1641, a Pierantonio di Giovanni Mancini “due case con fornacetta disfatta” assieme ad un pezzo d’orto, poste in via del Papa in Montelupo, per un canone di lire 48 annue.

1640-48 Partite in dare ed avere segnate a nome di Pierantonio di Giovanni Mancini da parte dell’Ospizio di San Niccolò per gli anni 1640-48, nell’ultima si dice: “12.X.1648, lire 4.-.-; se gli fanno buoni per limosina per essere povero huomo”.

1653 Per arroto di Decima si trasferiscono all’Ospizio di San Niccolò di Montelupo, annesso al convento dei padri Domenicani di Santa Maria Novella di Firenze, le proprietà fondiarie che furono di maestro Filippo di Giovanni Lolli, consistenti in una bottega a uso di stovigliaio posta sulla via Maestra “di Montelupo in Piano”, come per arroto n. 121 del 1632, la quale è gravata di una tassa fondiaria di soldi 4.6. “La quale bottega si da in conto a detto Ospizzio [sic] come vero possessore… come statogli lasciata da maestro Filippo… nel tempo del contagio, come per disposto de’ rappresentanti del Comune di Montelupo appare in filza n. 150, e per non essere ciò a pieno giustificato, se li da in virtù di partito di Magistrato nostro, come molestato per il suo debito della Decima, senza pregiudizio d’alcuno…”.

1668 Nuovo arroto di Decima che ripete l’intestazione del precedente, ma al quale si aggiunge: “Una fornace da vasellari come s’usa, resa a Montelupo, con una stanza contigua a detta fornace, sino al tetto di detta fornace, con suo orto fruttato dreto a detto, insino alla fossa che cava l’aqqua dritto al centro del campanile”. Con Decima di soldi 6.4. Per arroto 1627 n. 175. “E’ quali beni comperorno il reverendo Monastero di San Niccolò di Montelupo dell’ordine di San Domenico della città di Firenze, et pro eis il molto reverendo padre Giovanni Dragonio, vicario di detto luogo in nome di detto Convento di Santa Maria Novella, da Vincentio Pompilii et altri de’ Lippi da Empoli per prezzo di scudi 40, per rogito ser Basilio di Giovanni Benvenuti 22.III.1627 [’28]. Fede in filza n. 95 etc. Si leva da Vincentio etc. di Pompilio Lippi c. 653… Salda 28.XI. 1668”.

 

     

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