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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Dendi  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

PASQUALE di Battista di Francesco Dendi

1646 A Pasquale ed ai nipoti Antonio di Giovanni di Battista, Francesco di Benedetto di Battista (che è prete) e suo fratello Piero di Benedetto di Battista, è intestato un arroto di Decima nel quale si descrive una casa per uso con bottega e fornace da stovigliaio posta in Samminiatello, sui quali beni è posta una tassa fondiaria di soldi 2.8. Trascritta per arroto n. 121 del 1645 “E’ quali beni si danno in conto a’ sopradetti come veri possessori da più tempo in qua, e per non giustificare l’acquisto se li dà in conto in virtù di partito del Magistrato del dì 22 stante, presenti le parti e d’accordo. Et si leva da Sisto di Tommaso Masotti c. 695.

Dipoi sentite le parti e riscontrato il tutto, li sopradetti beni gli si dovevano dare in conto l’anno 1601 per le medesime cause che si dice per l’arroto 1601 n. 92, li quali furono lasciati indieto per arroto, et oggi si è ricorretto tale errore presenti le parti et d’accordo”.

1649-50 Viene iscritto nel Civile del Podestà di Montelupo per il saldo della tassa di Decima relativa ai beni di cui sopra.

 

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PIERO di Benedetto di Battista di Francesco Dendi

1646 Intestatario col fratello prete Francesco e con lo zio Pasquale di una casa con bottega e fornace ad uso di stovigliaio posta in Samminiatello.

1686 Nella portata dei figli Giuseppe e Lorenzo si dice che Piero di Benedetto aveva ereditato i beni degli altri congiunti a lui premorti; detti beni erano poi passati ai suoi figli.

 

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GIUSEPPE di Piero di Benedetto di Battista Dendi

1686 Sua portata di Decima assieme al fratello Lorenzo, nella quale si descrive una casa per uso con una bottega e una fornace da stovigliaio. A questi beni era stata attribuita una tassa fondiaria di soldi 2.8, poi ridotta per uso a seguito di arroto n. 9 del 1646: “Beni pervenuti loro per morte di Piero loro padre, più fa, erede del reverendo prete Francesco suo fratello, morto ancor più tempo fa, i quali furono eredi di Antonio di Giovanni Dendi lor cugino e di Pasquale di Battista Dendi loro zio, tutti morti più tempo fa. Fede in filza n. 532.

Salda 28.IX.1686. Si leva da Pasquale etc., c. 691”.

1710 Arroto di Decima per richiesta di riduzione di tassa fondiaria inoltrata da Giuseppe di Piero e da suo fratello Lorenzo, a seguito della quale essi affermano che la fornace già descritta è estinta, e che l’edificio è ridotto a casa d’abitazione; la bottega è usata come esercizio d’oliandolo e di altri generi. La tassa fondiaria è abbassata a 1.10 il 2 dicembre 1710.

 

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LORENZO di Piero di Benedetto di Battista Dendi

1686 Portata di Decima inviata da Lorenzo assieme al fratello Giuseppe per una casa con fornace e bottega di stovigliaio a Samminiatello.

1710 Richiede assieme al fratello Giuseppe l’abbassamento della tassa fondiaria per riduzione a uso della fornace di Samminiatello.

 

     

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