Bartolomeo
di Simone di Giovanni1426 Compare in un conto del fondo
Mediceo avanti il Principato: “De’ avere a dì XIII di marzo soldi XV
denari V a oro per lui dal rede di Giovanni Quaratesi e Jacopo Villani e
Compagni. Rechò Luigi d’Astore [Calabranci] in grossi, e sono per ispese
fatte a’ sua lavori di tera: chonsegniamo loro, come ci scrisse detto
Bartolomeo”.
“Dee dare adì XXIIII di Diciembre soldi III piccioli a Ventura
leghatore per fare asortire sua lavori di maiolicha in II giare.
E a dì XXIII di magio soldi XVII denari VIII piccioli, paghamo per
ghabella di lavori di tera spacciati per istima di fiorini 10, libbre…[sic],
soldi 16, denari 8 per poliza”.
[Si tratta evidentemente di somme pagate per procura alla società
formata dagli eredi di Giovanni Quaratesi e Jacopo Villani e Compagni].
1435 (o 1445?) In un Catasto di incerta datazione è presente una
portata intestata a Bartolomeo di Simone; in essa egli dichiara la
proprietà di una casa d’abitazione posta nel castello di Montelupo,
nonché di un portico (da fornace?) e di quattro pezzi di terra.
1451 Nuova portata catastale intestata a Bartolomeo di Simone. In
essa egli dichiara le medesime proprietà immobiliari, nonché di vivere
con la moglie Dianora e di avere quali figli maschi Giovanni, Lorenzo,
Simone e Antonio, oltre a quattro figlie femmine. Dichiara anche di
avere una tassa d’estimo di soldi 24 e un’età di 46 anni.
1455 “Meo di Mone orciolaio” fornisce “lavorio di terra” ad una
famiglia nobiliare fiorentina per l’importo di lire 2.