CHIRICO d’Ansuigi di
Nardo1540 È citato nel Civile di Montelupo come “vasellarius”
da Capraia.
1541 Chirico, che è anche Camarlingo di Montelupo, agisce nel tribunale
locale contro Piero di Giovanni Becossi per l’importo di lire 1.3.-., a lui
dovute “per mercede lavoro al torno” e per tasse.
1546 Jacopo di Bino di Jacopo Bini affitta a “Chirico d’Ansuino” una casa
posta in Montelupo “in borgo sul Chantone” per lire 20 all’anno ad
iniziare dal 30 maggio. Della locazione si riporta notizia nell’arroto di Decima
di quell’anno.
1558 È nominato stimatore dei pegni in un sequestro operato dal Podestà di
Montelupo.
1560 Arroto di Decima intestato a Chirico “per beni acquistati”; tra questi
compare: “la metà d’una casa ed una bottega a uso d’orciolaio, divisa con
Antonio di Giunta di Pagholo [Giunti Paolotti], pervenutali per dote della sua
donna et donna prima di Pagholo d’Antonio [di Paolo di Giunta, Giunti Paolotti]
per fiorini 64 [da lire 4.2.- per fiorino], soldi 3.4 denari di Decima… Salda
7.XI.1560…”.
1561 È nominato genericamente nel Civile di Montelupo.
- Antonio di Domenico da Pulignano richiede al tribunale di Montelupo il
sequestro presso Antonio di Giovanni da Montelupo e presso di lui medesimo di
ogni “somma e quantità di lavori di terra” esistenti nella fornace di Antonio
che siano di Chirico d’Ansuigi, il quale gli deve lire 4.13.4.
- Chirico d’Ansuigi “da Capraia, abita a Montelupo” è richiesto nel tribunale
locale per un debito di lire 8.15.-.
- Il Podestà di Montelupo dispone che si gravi Quirico d’Ansuigi per lire 15
in ragione dei denari delle elemosine dell’altare del Rosario che egli detiene.
1563 È citato al Civile di Montelupo per un debito di lire 10.
1563-64 Chirico d’Ansuigi orciolaio è richiesto nel tribunale di Montelupo da
Cesare Petrucci per un debito di lire 4.2.8.
- È richiesto nel tribunale di Montelupo da Giovanni di Sebastiano Accatti
detto lo Zucha, il quale pretende da lui lire 4 “pro fantatico mei
filii”.
1570 Posta di Decima a lui intestata nella quale si descrive: “La metà di una
casa con bottega ad uso d’orciolaio, divisa con Antonio di Giunta di Pagholo
[Giunti Paolotti], con Decima soldi 3.4 denari… pervenutali per dote della sua
donna…”.
- È citato senza qualifica nel Civile di Montelupo.
1573 Ripete con nuovi particolari l’arroto del 1560: “la metà di una casa con
bottega sotto ad uso di stoviglie in Montelupo, divisa con detto Chirico d’Ansuigi,
la quale casa con bottega gli è stata consegnata per dota a monna Catterina di
Francesco del Borra, e nipote di Antonio di Giunta di Paolo, per prezzo
di fiorini 40 [a 7 lire per fiorino] a gabella di detto Chirico, rogato da ser
Giovanni di Lodovico Ficherelli 8.IX.1560… aconcia con presentia di detto
Chirico 12.VI.1573. (Si à levare dalla posta di Antonio di Giunta di Pagolo [a]
carta 567). Saldò il 30.VII.1572.”
1583 Nella portata di Salvadore di Tommaso di Francesco Brizzelli è detto che
sia nell’arroto del 1573 che in quello del 1560 la metà della casa con bottega
in questione fu erroneamente posta a carico di Chirico d’Ansuigi.