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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
discendenti di Nardo di Pippo (Filippo)  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
ANSUIGI di Nardo di Pippo (Filippo)

1532 Matteo di Giovanni Naldi di Cortenuova agisce nel tribunale di Montelupo contro Ansuigi di Nardo da Capraia per un anello d’argento ed un alzaio che gli tagliò:

“Matheum Nanni Naldi de Cortinuova, pro quo fideiussit Stephanus Michaelis Goltellini de Montelupo, agit contra:

Ansuigium Nardi de Capraia, a quo petit unum anulum argenti. Item pro uno alzaio qui sibi incisit. Die 17 Augusti [1532]”.

Ascm, Podestarile 359, c. 10r.

1534 Ansuigi di Nardo da Capraia agisce nel tribunale di Montelupo contro gli eredi di Taddeo da Citerna per il pagamento del passo della nave:

“Ansuigius Nardi de Capraria agit contra:

Heredes Taddei de Citerna habitatores a Fibiana, a quo petit pro passatura navis lire 6.-.-.

Die 8 Settembris [1534]”.

Seguono altri quattro debitori, più il seguente con pagamento in natura:

“Heredes Salvis Johannis Angeli de Monte Lupo, a quibus petit pro passo nave tassae in quatuor fiaschis olei fiaschos 4 olei (!!).

8 Settembris [1534]”.

Ascm, Podestarile 360, c. 47r.

1540 In data 26 maggio Ansuigi di Nardo di Pippo da Capraia pone fideiussione nel tribunale podestarile di Montelupo in favore di Piero di Sebastiano Masotti da Samminiatello nella causa che egli inizia contro Lorenzo di Cornelio Calabranci poiché l’attore si trova “in ordine militari” (vedi il documento a Piero di Sebastiano Masotti).

1542 Ansuigi di Nardo agisce nel tribunale di Montelupo contro Cipriano di Sandro per la valuta di un frascone:

“Ansoygius Nardi de Capraria civiliter agit contra:

Ciprum Sandrus [sic] Nigi de Montelupo, a quo [petit sibi dari et solvi] pro frasconis lire -.18.-.

9 Augusti [1542]”.

Ascm, Podestarile 369, c. 16r.

- Paolo di Raffaele agisce nel tribunale di Montelupo contro Ansuigi di Nardo per un debito dovuto a fornitura di colori:

“Paulus Raphaelis civiliter agit contra:

…Ansoygium Nardi de Capraria, a quo [petit sibi dari et solvi] pro coloribus lire -.16.-.

31 Octubris [1542]”.

Ascm, Podestarile 369, c. 45v.

 

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CHIRICO d’Ansuigi di Nardo

1540 È citato nel Civile di Montelupo come “vasellarius” da Capraia.

1541 Chirico, che è anche Camarlingo di Montelupo, agisce nel tribunale locale contro Piero di Giovanni Becossi per l’importo di lire 1.3.-., a lui dovute “per mercede lavoro al torno” e per tasse.

1546 Jacopo di Bino di Jacopo Bini affitta a “Chirico d’Ansuino” una casa posta in Montelupo “in borgo sul Chantone” per lire 20 all’anno ad iniziare dal 30 maggio. Della locazione si riporta notizia nell’arroto di Decima di quell’anno.

1558 È nominato stimatore dei pegni in un sequestro operato dal Podestà di Montelupo.

1560 Arroto di Decima intestato a Chirico “per beni acquistati”; tra questi compare: “la metà d’una casa ed una bottega a uso d’orciolaio, divisa con Antonio di Giunta di Pagholo [Giunti Paolotti], pervenutali per dote della sua donna et donna prima di Pagholo d’Antonio [di Paolo di Giunta, Giunti Paolotti] per fiorini 64 [da lire 4.2.- per fiorino], soldi 3.4 denari di Decima… Salda 7.XI.1560…”.

1561 È nominato genericamente nel Civile di Montelupo.

- Antonio di Domenico da Pulignano richiede al tribunale di Montelupo il sequestro presso Antonio di Giovanni da Montelupo e presso di lui medesimo di ogni “somma e quantità di lavori di terra” esistenti nella fornace di Antonio che siano di Chirico d’Ansuigi, il quale gli deve lire 4.13.4.

- Chirico d’Ansuigi “da Capraia, abita a Montelupo” è richiesto nel tribunale locale per un debito di lire 8.15.-.

- Il Podestà di Montelupo dispone che si gravi Quirico d’Ansuigi per lire 15 in ragione dei denari delle elemosine dell’altare del Rosario che egli detiene.

1563 È citato al Civile di Montelupo per un debito di lire 10.

1563-64 Chirico d’Ansuigi orciolaio è richiesto nel tribunale di Montelupo da Cesare Petrucci per un debito di lire 4.2.8.

- È richiesto nel tribunale di Montelupo da Giovanni di Sebastiano Accatti detto lo Zucha, il quale pretende da lui lire 4 “pro fantatico mei filii”.

1570 Posta di Decima a lui intestata nella quale si descrive: “La metà di una casa con bottega ad uso d’orciolaio, divisa con Antonio di Giunta di Pagholo [Giunti Paolotti], con Decima soldi 3.4 denari… pervenutali per dote della sua donna…”.

- È citato senza qualifica nel Civile di Montelupo.

1573 Ripete con nuovi particolari l’arroto del 1560: “la metà di una casa con bottega sotto ad uso di stoviglie in Montelupo, divisa con detto Chirico d’Ansuigi, la quale casa con bottega gli è stata consegnata per dota a monna Catterina di Francesco del Borra, e nipote di Antonio di Giunta di Paolo, per prezzo di fiorini 40 [a 7 lire per fiorino] a gabella di detto Chirico, rogato da ser Giovanni di Lodovico Ficherelli 8.IX.1560… aconcia con presentia di detto Chirico 12.VI.1573. (Si à levare dalla posta di Antonio di Giunta di Pagolo [a] carta 567). Saldò il 30.VII.1572.”

1583 Nella portata di Salvadore di Tommaso di Francesco Brizzelli è detto che sia nell’arroto del 1573 che in quello del 1560 la metà della casa con bottega in questione fu erroneamente posta a carico di Chirico d’Ansuigi.

 
     

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