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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
discendenti di Lorenzo di Lorenzo  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
Giovanni di Lorenzo di Lorenzo

1487 Portata catastale intestata a Giovanni di Lorenzo nella quale si afferma che egli inviò la portata nel 1469, ricevendo d’estimo una tassa di soldi 8. Denuncia la proprietà di una casa d’abitazione posta in Montelupo e stimata fiorini 40.16.-.-. “Fa una bottegha d’orciolaio in che ha per traficare fiorini 10” e dichiara di avere un mulo vecchio e zoppo. Afferma di avere 72 anni e di vivere con la moglie Margherita e con i figli Martino di 34 anni, Domenico di 25 anni ed Antonio di 22, che però “non sta a casa”. Ha una bottega in affitto da Agnese (“Nese”), vedova di Benedetto (“Betto”) di Domenico, per la quale paga 15 lire annue.

 

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Lorenzo di Giovanni di Lorenzo

1474 Fornisce in cambio di vino all’ospizio di Santa Maria Novella posto in Montelupo “2 catinelle di mezio quarto… 3 tamerigie picolette, uno giuoco d’orciuoli”. La partita è registrata in uscita al registro dell’ospizio.

1487 Bino di Jacopo di Bino da Montelupo dichiara nella sua portata catastale di “stare per garzone per lavorante d’orciuoli cho’ Lorenzo di Giannone”.

- Fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze 187 scodelle e 225 scodellini per un importo totale di lire 10.-.4.

- Fornisce al convento fiorentino della SS. Annunziata meziquarti, mezzine, metadelle, mezzette e tazze per un valore di 26 lire.

1488 Lorenzo di Giovanni orciolaio che sta “fuori della porta di San Piero Gattolino” fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova 244 scodelle e 244 scodellini dipinti.

- Fornisce ancora “quarti dipinti” al medesimo Ospedale.

- Fornisce al convento fiorentino di San Gaggio 5 “mezzette di terra” per un valore di 5 soldi. È detto “orciolaio alla porta”, intendendo quella di San Piero Gattolino.
1490 Fornisce al convento di San Gaggio 22 mezzette bianche per un importo di 19 soldi.

- Fornisce ancora al medesimo convento “2 albaregli per tenere la foglia d’oro” per un valore di soldi 2.8. [Le monache di San Gaggio ottenevano fili d’oro dalla foglia per rivenderli ai setaioli fiorentini].

- Fornisce ceramiche (“24 orciuoli e 12 ischodelle… portò Gabrielo istà cho’ lui”) alla Certosa di Firenze per un importo di lire 2.8.-; qui è detto “orciolaio alla porta di Firenze”.

1494 “Lorenzo di Giannone” invia una consistente fornitura di ceramiche alla Badia di San Pancrazio, ed in particolare:

“47 ischodelle, 30 piatanze grande, 27 piatanze pichole, 47 ischodellini coll’orlo, 8 piatelli di mezoquarto grandi, 21 metadelle, 24 mezzette e 8 mezoquarti… E tutte queste chose abbiamo fatto d’achordo siene 73 mezoquarti, che sono 6 dozzine per quarto, in tutto a soldi 32 la dozina facemo montassi lire 10 le dette istoviglie… E più avemo una mezina biancha per vino chol segno di chasa… Tutte dette chose sono chol segno di chasa”.

1490 Fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze scodelle e scodellini per un valore di lire 3.

1492 Fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze 48 orciolini per un valore di lire 2.8.-.

- Fornisce al medesimo Ospedale 150 scodellini bianchi del valore di 6 denari l’uno, per un totale di lire 3.15.-.

1493 Ha una lite con Nencio di Bernardo di Nencio galigaio, e ricorre per questo al Tribunale della Mercanzia di Firenze.

1494 Forniture per l’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze comprendenti scodelle, scodellini, mezzette, terzeruole, catinelle di quarto, di metadella e di mezzoquarto, nonché “2 catinelle grandi dipinte ed 1 piattello da gielatina” a soldi 30 la dozzina e 8 piattelli grandi a soldi 7.6 l’uno.
1502 Leonardo Buonafede, spedalingo di Santa Maria Nuova, stipula con Lorenzo di Giovanni un contratto d’affitto per una casa dell’Ospedale posta in Firenze, nel popolo di San Lorenzo, nella via detta Borgo la Noce, confinata col chiasso detto Gomitolo dellOro, con tutti i suoi abituri e pertinenze, ad eccezione della stalla, per un canone di lire 22 annue ed un paio di capponi.

 

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Antonio di Giovanni di Lorenzo

1487 Nella portata catastale del padre Giovanni si dice che Antonio “non sta a chasa”; allora si dichiara che egli aveva ventidue anni.

 

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Martino di Giovanni di Lorenzo di Lorenzo

1487 Compare nella portata catastale del padre [vedi sopra], nella quale si afferma che egli ha 34 anni.

1490 Fa parte del gruppo di 23 orciolai di Montelupo che con atto notarile del settembre si impegnano a vendere l’intera loro produzione per tre anni a Francesco Antinori.

1504 Portata di Decima inviata da Martino di Giovanni. Egli dichiara di avere 50 anni e di essere infermo; sta a pigione in una casa di Mafio [Maffei] da San Casciano. Vive con la moglie Sandra, con tre figlie e con il figlio Bastiano di 8 anni. Gli viene attribuita una tassa di 2 soldi.

 

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Domenico di Giovanni di Lorenzo di Lorenzo

1504 In una nota apposta alla portata catastale del padre si afferma che la bottega ivi descritta sarebbe passata a lui nel 1504.

 

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Manno di Giovanni di Lorenzo

1510-12 Fa parte dei 34 vasai che partecipano alla riforma dell’Arte degli Orciolai di Montelupo.

 
     

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