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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
discendenti di Jacopo di N.N.  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO
Cristofano di Jacopo di N.N.

1417 “Cristofano di Jacopo” compare nell’elenco dei capifamiglia di Montelupo descritti nell’estimo per il popolo di San Giovanni.

Asf, Estimo 260, cc. 122r.-127r.

1426 “Cristofano di Jacopo” compare nell’elenco dei capifamiglia di Montelupo descritti nell’estimo per il popolo di San Giovanni.

Asf, Estimo 261, cc. 83r.-85r.

1437 “Cristofano di Jacopo sta a Pisa a fare orciuoli” compare nell’elenco dei capifamiglia di Montelupo descritti nell’estimo per il popolo di San Giovanni.

Asf, Estimo 262, cc. 141v.-146r.

 

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Francesco di Cristofano di Jacopo

1469 Sua portata catastale. Si dice “macinatore de’ cholori nele boteghe degl’orciolai di Montelupo”. Nell’estimo del 1455 gli fu assegnata una tassa di soldi 3 denari 4. Possiede una casetta d’abitazione e dichiara di avere 40 anni, nonché di vivere con la moglie e due figli. In margine è scritto “è [in] miseria - è molto povero”. Gli viene assegnata una tassa di soldi 3.

 

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Giovanni di Francesco di Cristofano

1491 Con atto notarile rogato da ser Piero di Bardo Gheradini contrae matrimonio con Alessandra di Antonio di Fuccio da Capraia.

1536 Giovanni di Francesco è testimone ad un atto di compromesso rogato da ser Jacopo Nardi il 29 maggio.

 

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 Giuliano di Francesco di Cristofano

1578-88 È citato nei documenti amministrativi dell’Ospedale di Santa Maria Nuova per l’acquisto di un terreno.

1582 È richiesto nel tribunale di Montelupo da un fornaio per un debito di lire 10.

- Cesari Fabroni, procuratore dello Scrittoio Granducale , scrive al Podestà di Montelupo in data 15 ottobre per richiedere il sequestro, presso Domenico di Jacopo di Tofano [Tofani] da Samminiatello, di ogni quantità di stoviglie appartenenti a Giuliano di Francesco, debitore per lire 34, intimando anche al medesimo Giuliano di presentarsi a Firenze. In una nota il cancelliere riporta la comparsa del sequestratario, secondo il quale Giuliano avrebbe già ritirato quanto gli apparteneva.

 

     

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