Biagio di
Domenico di Giovanni detto Straccalorso1540 Francesco
di Bartolomeo di Vestro richiede in data 28 agosto al tribunale di Montelupo il
sequestro cautelativo dei lavori sia cotti che crudi appartenenti a Biagio di
Domenico orciolaio, esistenti presso la fornace di Vincenzo di Marco di Nigi.
1542 Giovanni Popoleschi doganiere di Fucecchio fa istanza nel tribunale
podestarile di Montelupo affinché si gravino diversi debitori di gabella, tra i
quali anche Biagio, qui detto “di Giovanni”.
“Ad petitionem et instantiam Johannis de Popoleschis doganieri Fucechi
gravetur infrascriptos…: …18 Iulii [1542]… Blaxius Johannis de Montelupo pro
vasellaminis n. 361 alias Strachalorso portò Nicholò di Benedecto da San
Miniatello 25 Augusti”.
Ascm, Podestarile 369, c. 7v.-8r.
1544 Per una sua istanza il Forasino (cioè Girolamo di Lattanzio
Tenducci) ha dovuto cedere come pegno una tovaglia del valore di soldi 14, che è
rimasta presso il tribunale di Montelupo.
1544-45 Biagio di Domenico acquista una tavola del valore di lire 2.4.- ad
una vendita all’incanto effettuata dal tribunale di Montelupo.
1545 I Capitani di Parte scrivono al Podestà di Montelupo in data 15 marzo
1544 [’45], per convocare e rendere testimonianza presso il loro tribunale,
Biagio di Domenico di Giannone orciolaio.
1546-47 Biagio di Domenico detto “Stracha l’orso” è richiesto presso
il tribunale di Montelupo di un debito di lire 3.2.-.
1551-52 Biagio di Domenico detto lo Straccha è richiesto nel tribunale
di Montelupo per un debito di lire 8 dovuto ad acquisto di legname.
1553 Agisce nel tribunale di Montelupo come procuratore di Jacopo, detto
“Papi da Bacchereto”, per il recupero d’un credito di lire 9.
1556-57 È richiesto nel tribunale di Montelupo per un debito di lire 1.10.-
dovuto a macinatura di colori.
1558 A Biagio di Domenico è intestato un arroto di Decima per “beni di nuovo
acquistati” nel popolo di San Quirico, consistenti in “una fornacetta da quocere
vasa posta nella chasa della sua abitazione, quale fu data nel libro delle
portate del vicariato di Certaldo l’anno 1548 (c.122) sotto suo nome, e dissono
esserci chominciata esercitare l’anno 1548 e che meriterebbe di fitto lire
5.-.-, fanno Decima soldi 1 larghi; quale fornace giustifichò dal 1555 essersi
rovinata, di non essere esercitata, e tanto gli si dà di nuovo per partito degli
ufiziali di Decima e vendita sotto dì 25 Aghosto 1558, achoncia in sua
presenza…”.
1561 Compare nella lista dei debitori, acquisita in data 1 luglio dal Podestà
di Montelupo a seguito del fallimento dei fratelli Piero e Valerio Bartoloni,
per un debito di lire 3.2.8.
- Per un credito di lire 10 si richiede nel tribunale podestarile di
Montelupo il sequestro dei beni appartenenti a Carlo di Lorenzo di Bino che si
trovano nella bottega di Biagio di Domenico.
1563 Nel Civile del Podestà di Montelupo si afferma che egli possiede
un orto di braccia 24.3 con una fornace annessa, la quale si trova accosto alle
mura di Montelupo; l’orto viene posto in vendita.
1570 Nella posta di Decima formata in questo anno si descrivono i beni a lui
già intestati nell’arroto del 1558.
1574 Arroto di Decima per il passaggio di proprietà ai figli dei beni
fondiari di Biagio di Domenico defunto.