Stefano di
Chirico di Giovanni1532 Stefano di Chirco di Giovanni agisce
nel tribunale podestarile di Montelupo contro Jacopo di Bino di Jacopo
[Bini] per resto di una somma a lui dovuta per vendita di colori:
“Stefanus Quirci Johannis agit contra:
…Jacobum Bini Jacobi, a quo [petit sibi dari et solvi] pro residuo
colorum…
Die 2 Augusti [1532]”.
Ascm, Podestarile 359, c. 4r.
- Con atto notarile rogato da ser Girolamo Pagnini del 5 settembre
Bartolomeo di Giovanni del Bianco da Montelupo, abitante a Firenze,
concede in affitto a Stefano di Chirico una bottega con i suoi annessi,
la quale è posta in Montelupo. La locazione è fissata in anni 5 ad
iniziare dal giorno 1 novembre 1537, e cioè dopo la conclusione di un
identico contratto con il quale i medesimi beni sono stati appigionati a
Piero di Vieri di Nanni, orciolaio a Montelupo, ad iniziare da 1
novembre 1532.
1536 Stefano di Chirico “vasellaio” è presente ad un atto notarile
rogato in Montelupo il 30 luglio da ser Jacopo Nardi.
1540 Stefano del fu Chirico “orciolaio” è presente ad un lodo rogato
in Montelupo il 13 luglio.
- Stefano di Chirico pone fideiussione in favore di Mariano del fu
Antonio di Morzano, il quale richiede in data 29 luglio nel tribunale di
Montelupo Bartolomeo di Giovanni di Bianco per il resto di un debito
dovuto a fornitura di terra [vedi il documento a Bartolomeo di
Giovanni Bianchi].
- Domenico Ciaini detto Passalacqua richiede presso il
tribunale podestarile di Montelupo il sequestro cautelativo di tutti i
beni appartenenti a Giovanni del fu Piero Becossi esistenti nella
fornace di Stefano di Chirico.
- Bartolomeo [Meo] di Giovanni del Bianco “vasellaio di Montelupo”
richiede presso il tribunale podestarile di Montelupo il sequestro
cautelativo dei beni appartenenti a Giovanni del fu Piero Becossi
esistenti nella fornace di Stefano di Chirico per un credito di lire
18.15.-. Viene operato in data 14 agosto nella sua fornace il sequestro
cautelativo dei beni appartenenti a Giovanni di Piero Becossi richiesto
da Domenico Ciaini detto Passalacqua. Simone di Gagliardo [di
Biagio Becossi] pone la sua fideiussione a favore di Giovanni perché sia
svincolata la merce in tal modo pignorata.
- Nuova fideiussione di Stefano di Chirico a beneficio di un abitante
di Morzano, Mariotto d’Andrea, il quale agisce in data 19 dicembre nel
tribunale di Montelupo contro Giovanni di Pierantonio Masotti per un
debito dovuto a fornitura di terra.
1553 Stefano di Chirico orciolaio di Montelupo agisce nel tribunale
podestarile di Montelupo contro Piero di Bastiano detto il Bologna
per il resto di un credito dovuto a vendita di vasellame pari a lire 8.
- Stefano di Chirico chiede presso il tribunale di Montelupo un
sequestro cautelativo di beni contro Domenico di Carlo navicellaio di
Capraia per un navicello carico di 35 dozzine di vasi. Nell’atto si
nomina anche Domenico di Silvestro di Sandro [Vestri] di Montelupo,
probabilmente come custode del pegno.
1561 È beneficiario del testamento di Francesco del fu Salvadore di
Giovanni.
1569 Testamento di Stefano di Chirico vasellaio da Montelupo rogato
in data 8 giugno da ser Giovanni Ficarelli da Empoli. Dettando le sue
volontà, egli chiede di essere sepolto nella chiesa di San Giovanni di
Montelupo. Lascia alle figlie Tommasa, Nanna [Giovanna] e Caterina, in
caso di vedovanza, il ritorno nella casa paterna con vitto, alloggio e
vestito. Nomina suoi eredi i figli Giovanbattista, Carlo e Chirico.
1570 Citato nella causa intentata contro il figlio Giovanbattista da
Biagio di Francesco Marmi [vedi di seguito] per una consegna di
ceramiche avvenuta il 31 maggio.