Guido di
Bartolomeo di Guido1463 Guido di Bartolomeo compare nel libro
debitori e creditori dell’ospizio di San Niccolò di Montelupo, allora
retto da frate Matteo di Jacopo di Santa Maria Novella di Firenze, poi
da frate Nicola di Giovanni, con le seguenti poste a lui intestate:
“De’ dare per barili 4 di vino vermiglio per pregio di soldi 10 el
barile, d’acordo e io debbono avere masserizie di botega, cioè
istoviglie.
E de’ avere per 2 chatinelle di mezio quarto e 2 piatelli di
metadelle e 2 di mezietta e una metadella soldi 8…
E deve avere per dua piatelli di mezio quarto ebbi a dì 4 d’agosto,
portò frate Nicolò, soldi 4 denari 8.
Per uno giuocho d’orciuoli e 6 ischodelle e 6 ischodellini e 2
piatelli di metadella e 2 di mezzetta e 2 di mezio quarto, in tuto L. 1
soldi 17…
Anne auto due piatelli da Guido, portolli a Firenze a dorare, soldi 4
denari 8…
Vene a stare co’ mecho a Montelupo adì 11 di luglio 1463, con questo
patto che io gli debbo dare l’anno L. 8, e debba aversi l’utile dei
fanciulli che verano a liegere e dire messa.”.
1472 Guido di Bartolomeo compare tra i testimoni di un atto notarile
rogato da ser Antonio di Niccolò Lensi, ed è detto “orciolaio di
Capraia”.
1487 Guido di Bartolomeo invia la sua portata al Catasto:
“Ghuido di Bartolomeo di Ghuido, disse l’estimo del [14]69 in Ghuido
detto in detto popolo [di Santo Stefano a Capraia] e l’estimo del [14]46
in Bartolomeo suo padre in detto popolo. Beni immobili:
una terza parte di casa posta nel chastello di Montelupo, sotto la
casa del Podestà, che gli altri due terzi si vendé alla Podesteria,
di stima detta terza parte di fiorini 6, e è per suo abitare, fiorini 6
[su questa si tassa per] soldi 5;
una casetta posta in detto castello per suo abitare nella quale fo
una bottega d’orciolaio, da primo via, secondo Antonio di ser Biagio,
terzo Niccolò di Meo, quarto via del Comune, di stima di fiorini
20…;
uno pezzo di terra overo renaio di staiora 4 posto in detto comune
[e] popolo, luogo detto Bisarnello…, fiorini 35;
uno pezzo di sodo a uso di pastura…, fiorini 2;
uno pezzo di terra di staiora 4…, fiorini 16;
uno pezzo di terra di staiora 4…, fiorini 8;
una casetta in detto castello di Capraia…, fiorini 6.
Bocche di maschi:
Ghuido detto, d’età d’anni 57;
Salvestro suo figliuolo, d’anni 32;
Lionardo suo figliuolo, d’anni 10;
Bastiano suo figliuolo, d’anni 8.
Bocche di femmine:
monna Chammilla sua donna, d’anni 50.
Fatta per me Antonio Covoni adì 18 di settembre [1487], pagha soldi
6”.
[Aggiunta successiva dell’Ufficiale]: “Auto fede di vendita di mano
di ser Lorenzo [sic.] di Bardo de’ Gherardini sotto dì 29 di luglio 1489
[che egli] vendé detto pezo di [B]isarnello a Lucha di Lorenzo Salvucci
per fiorini 45”.
1489 Guido di Bartolomeo compare in due atti notarili successivi
rogati ser Piero di Bardo Gherardini; nel primo - relativo alla vendita
del renaio in località Bisarnello [vedi sopra], è nominato come
“orciolaio di Capraia” ed ufficiale della comunità di Montelupo; nel
secondo vende assieme a Piero e Salvestro, figli avuti dalla sua prima
moglie, monna Cosa, un pezzo di terra posto in Capraia.
1490 Guido di Bartolomeo compare tra gli orciolai di Montelupo che
sottoscrivono il contratto triennale di fornitura in esclusiva con
Francesco d’Antonio degli Antinori.
- Guido di Bartolomeo dichiara con atto rogato da ser Piero di Bardo
Gherardini di aver ricevuto 100 fiorini a ragione di L. 4.-.- per
fiorino quale dote della seconda moglie Camilla, figlia del fu Biagio di
Francesco detto del Maremma di Montelupo. Contestualmente egli
dona alla moglie “propter nuptias”, cioè come morgengeb, lire 50.
- Guido di Bartolomeo compare con altri orciolai quale testimone in
un atto rogato in Montelupo da ser Piero di Bardo Gherardini.
1502 A Guido di Bartolomeo è iscritta la portata dell’estimo di L.
1.-.-, ma è debitore per tasse arretrate dal 1495 di L. 76.12.-
“tochagli per grazia a denari 8 per lire, lire 2.11.4. Sodò Domenicho di
Lionardo d’Antonio, piviere di Giogholi, comune di Montelupo”.
1504 A Guido di Bartolomeo è intestata la portata di Decima:
“Estimo 1490 in lui, quartiere Santa Maria Novella e nel popolo di
Santo Stefano a Capraia n. 50, ebe L. 1.6.-. Beni immobili: una chasa
per suo uso posta nel chastello di Montelupo… una parte di chasa cho’
bottega sotto a uso d’orciolaio, per suo uso, fiorini 50…” a cui vanno
aggiunti cinque pezzi di terra valutati fiorini 133.8.-.-, ed un’altra
casa per sua abitazione posta nel castello di Capraia.
Egli possiede una vacca, un vitello ed una vitella stimate 12
fiorini.
La sua famiglia, oltre a Guido, che afferma di avere 75 anni, è
composta dalla seconda moglie, Camilla, dai figli di primo letto
Salvestro (50 anni) e Piero (50 anni), e da quelli di secondo Leonardo
(35 anni) che è prete, e Bastiano (30 anni).
Vivono assieme a lui anche le nuore Lucrezia, moglie di Salvestro, e
Antonia, consorte di Bastiano, oltre a cinque figlie di Salvestro dai 9
ai 2 anni d’età.
“Rifatta per chomisione degli ufficiali, tratta di Santa Maria
Novella e messa in deto quartiere Santo Spirito (adì) 7.IV per me Piero
Scarfi. Salda 5.VI.1505…”
1508 A Guido di Bartolomeo è intestata la posta di Decima nel popolo
di San Giovanni Evangelista nel quartiere di Santo Spirito:
“una bottega a uso d’orciolaio con fornacie da detto esercitio posta
in Montelupo nella Via del Papa, per entrata di fiorini 3 di
suggello a Libro secondo Decima in detto Guido c. 510, Decima soldi 5.1;
una vigna in luogo detto al Poggio, un pezzo di terra vignata…
valsente di fiorini XII per bestiame, a denari 2 per fiorino fanno soldi
24 d’estimo”.
- A Guido di Bartolomeo è intestata anche una posta nel quartiere di
Santa Maria Novella, popolo di Santo Stefano a Capraia per i beni che
ivi detiene, e cioè:
“una chasa posta nel chastello di Capraia, chon più pezzi di terra
lavoratia e boscata e vitata…”.
1510 Guido di Bartolomeo detta il proprio testamento, rogato in data
5 di ottobre da ser Lorenzo Gherardini, esprimendo le seguenti volontà.
Egli chiede di essere sepolto nella Compagnia di Montelupo e lascia alla
seconda moglia Camilla del fu Biagio del Mannina di Montelupo
l’ammontare della sua dote, pari a 100 fiorini d’oro di lire 4 per
fiorino, oltre a tutti i panni di lino e di lana appartenenti a Guido,
il suo letto con tutti i fornimenti. Lascia invece le tovaglie,
guardanappe e tovaglioli ai suoi figli maschi, che sono sei: Silvestro e
Piero, nati dalla sua prima moglie monna Cosa, e [Leo] Nardo, ser
Bastiano, Bartolommeo e Francesco, nati dalla seconda moglie Camilla.
Lascia a Salvestro e Piero tre pezzi di terra, in parte posti a
Montelupo, ed in parte a Capraia, oltre ad una casa in Montelupo, nella
via che va verso San Miniatello, a cui è per quarto confinante
“Nicolò del Bernazino orciolaio”.
Ai figli di secondo letto lascia “…una domum cum sala, palco, orto,
apoteca ad usum et exercitium orciolorum, et cum fornace, cum omnibus
masseritiis et supelectibus ad usum dicte apotece et fornace
existentibus in dicta domo et apoteca et fornace, tempore mortis dicti
testatoris, posita in dicto castro Montelupi…”, aggiungendo inoltre a
ciò tre pezzi di terra posti in parte a Montelupo ed in parte a Capraia.
Lascia infine la casa di Capraia a tutti e sei i figli, con l’onere
di far dire messa a conforto della sua anima.