ANTONMARIA di Giuliano di Bartolomeo d’Antonio detto Buchino
1547 Assieme al fratello Bartolomeo è in stato pupillare; gli viene intestato il
seguente arroto di Decima: “una casa con orto con bottega sotto ad uso di
stovigliaio in Montelupo al Poggio alla Malva, che se soldi 2 si levono
da Benedetto e Maso di Maffio (c. 480) e soldi 4.8 si levono da ser Antonio di
Bartolomeo (c. 469), e’ quali beni che sono sotto nome di Benedetto e Maso
haveva comprati detto ser Antonio e levati come di sopra con presentia e
consenso di Serafino di Lucha, tuttore di detti pupilli. - Salda addì 21.V.1547
per partito de’ Signori Ufficiali di Decima…”.
1556 Promuove nel tribunale podestarile di Montelupo un’azione contro gli
eredi di Biagio d’Antonio Cozzetti detto il Corazza per un credito di
lire 20.
1560-61 Compare tra i debitori dei fratelli Bartoloni falliti per un debito
di L. 5.8, che gli viene richiesto dal Podestà di Montelupo.
1561 Cita nel tribunale podestarile di Montelupo Orlando di Filippo per la
rata arretrata d’affitto di casa pari a L. 2.
1563 Gli viene notificato dal messo della Podesteria, che però trova “uscio
serrato”, un debito di L. 4.11.-.
1570 Gli è intestata assieme al fratello Bartolomeo una posta di Decima nella
quale figura: “una casa con orto con bottega sotto ad uso di stovigliaio in
Montelupo al Poggio alla Malva - arroto n. 80 (1547), pervenutoli per
redità di ser Antonio di Bartolomeo, loro zio, per Decima soldi 6.8 denari”.
1581 Assieme al fratello Bartolomeo compare nella lista dei contribuenti
della Decima copiato nel Civile del Podestà di Montelupo per aver
affittato una bottega posta al Poggio alla Malva a Domenico di Salvestro
Vestri.
- Compare nella lista degli stovigliai dai quali l’Arte dei Medici e Speziali
di Firenze pretende attraverso il Podestà di Montelupo il pagamento della
matricola pari a L. 5.5.-.
1583 Risulta già matricolato per l’Arte de’ Fabbricanti nella matricola
dell’Arte dei Medici e degli Speziali sotto dì 26 gennaio 1582 [’83].
- Anton Maria di Giuliano vende a Biagio di Francesco di Battista Marmi di
Montelupo, con patto resolutivo di 5 anni, una casa ad uso di bottega posta nel
castello di Montelupo nel luogo detto al Poggio alla Malva, per 130 scudi
di L. 7.- con atto rogato il 13 febbraio 1582 [’83] da ser Giovanni Monsignani.
1589 Lettera degli Ufficiali di Mercanzia in data 20 settembre, che ordinano
al Podestà di Montelupo di incarcerare Anton Maria se non si presenta entro tre
giorni a Firenze: “Ordinerai a Antonio Maria detto Buchino orciolaio di
costì, sequestratario del quondam Filippo di Sano di Lorenzo di costì,
che fra tre dì compaia davanti al Magistrato alla pena di scudi 25, e passato
detto tempo …lo farai carcerare a stanza del nostro Magistrato, né lo rilascerai
se prima non procede di volontà di Niccolò et di Giovanmaria di Marco Donati… e
non potendo fare carcerare, lo farai gravare in tante sue robbe che ascendano a
L. 80.19.-., le quali, dopo che havrai fatto comandamento, che fra 3 dì le
risquoti, altrimenti le farai vendere ed il ritratto pagarne a detto Niccolaio e
Giovanmaria suo fratello, e del seguito ci darai avviso”.