HOME  - INTRODUZIONE  -  INDICE  -  CERCA  - BIBLIOGRAFIA  

<<<   -   >>>

  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Cozzetti  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

ANTONIO di Biagio di Antonio Cozzetti detto il Corazza

1556-57 Antonio di Biagio detto il Corazza è iscritto nel Civile del Podestà di Montelupo per un credito di lire 4 e per un debito di lire 6 dovuto a fitto di casa.

1560 Ad Antonio di Biagio viene intestato un arroto di Decima per una casa e due botteghe a suo tempo acquistate dal padre, ed ora a lui pervenute per eredità (“da levare a Biagio d’Antonio e altri, c. 477”), sulle quali viene posta una tassa fondiaria pari a soldi 6.8, che egli salda in data 6 dicembre 1560.

1561 Antonio di Biagio detto il Corazza è richiesto nel tribunale di Montelupo per un debito di lire 10.

- Girolamo detto Farassino da Faenza richiede presso il tribunale podestarile di Montelupo Antonio di Biagio d’Antonio per un credito di lire 3.5.-.

1570 Viene intestata ad Antonio di Biagio una posta di Decima che comprende una casa ad uso d’osteria (per arroto 1560 n. 1110) e due botteghe, una ad uso d’orciolaio e l’altra di barbiere, le quali sono poste in Montelupo e gli pervennero, gravate di una tassa fondiaria di soldi 6.8, per eredità del padre. A questi beni viene aggiunta ora una casa con bottega sottostante di beccaio.

1579-80 Antonio di Biagio è menzionato come Camarlingo nel Civile del Podestà di Montelupo.

1580 Antonio di Biagio, come Camarlingo, riscuote tributi in data 10 maggio 1580.

- Antonio di Biagio è carcerato su istanza della Grascia di Firenze.

1582 Antonio di Biagio Cozzetti promuove nel tribunale di Montelupo un’azione contro Giovanni di Raffaello di Berto da Montelupo per lire 4.4.

- Antonio di Biagio Cozzetti e compagni promuovono un’azione nel tribunale podestarile di Montelupo contro Jacopo di Bartolomeo.

1586 Nota delle partite di Salvestro e Batista e Mariotto, fratelli e figli di Domenico Vestri di Montelupo, e di Domenico di Bartolomeo Verdiani, loro zio, e chome principale mallevadore, Antonio di Biagio Chozzetti:

“A dì 6 di marzo 1586 appare al quadernuccio di vasellami segnato “A” una partita che dice: Salvestro di Domenico Vestri e Battista e Mariotto sua fratelli e Domenico di Bartolomeo loro mallevadore, chome per scritta fatta sotto di 3 dì marzo deno dare per le apié robe:

- 132 dozine di piano e mazi ordinari a soldi 35 e mezzo la dozina;

- 126 dozine di piano a gruppi a soldi 45 e mezzo la dozina

- 3 dozine di mazi a corna e gruppi a soldi 50 la dozina

- 14 1/2 dozine di fiurato a soldi 70 la dozina

- 136 fontanelle grande a soldi 6 l’una

- 48 fontanelle pichole a soldi 3 il paio

- 69 saliere a maschere a soldi 5 il paio

- 40 saliere a funghi a soldi 7 il paio

- 12 taze a fregi grande a soldi 14 la dozina

- 48 taze a fregi mezane a soldi 10 la dozina

- 130 taze a fregi mezzanelle a soldi 8 la dozina

- 50 taze a fregi pichole a soldi 6 la dozina

- 8 taze mezane a frutte a soldi 5 la dozina

- 33 taze mezanelle a frutte a soldi 4 la dozina

- 12 paia di schodelle da parto a soldi 12 il paio

- 12 mazi di miscirobe e bronzini a soldi 26.8 il mazo.

Consegnati a Salvestro e Batista sudeti sulla ripa d’Arno… Francesco di Baldaccio e Domenico di Francesco Galli. Monta detta roba lire settecentonovantotto, denari diciasette a’ suddetti prezzi, come ne apare nota apresso di me soscritta da Salvestro e Batista sudetti 6 di marzo 1586 L. 798.15”.

[Nell’anno 1586 vi sono altri due conti in data 3 aprile per L. 250 soldi 9 e 24 aprile per L. 363 soldi 4 con l’annotazione: “consegnò a Salvestro e Mariotto a ripa, portò Masino di Serraino da Capraia (abita a Livorno)”].

1587 “4 maggio 1587 Salvestro e Battista e Mariotto fratelli e figli di Domenico Vestri di Montelupo ed altri deono dare per le apie’ robe:

- 48 1/2 dozzine di gruppi soldi 45 1/2 la dozina

- 53 dozzine di mazi e piano ordinario soldi 35 l/2 la dozina

- 12 dozzine di fiurato soldi 70 la dozina

- 4 dozzine di mazi a corna soldi 50 la dozina

- 1 1/2 dozzine di catinelle ramate soldi 65 la dozina

- 1 dozzina di catinelle sgraffiate soldi 95 la dozina

- 6 mazi di bronzini soldi 26.8 il mazo

- 5 calamai quadri soldi 6 l’uno

- 24 rinfreschatoi ordinari grandi soldi 2 1/4 il paio

- 22 rinfreschatoi ordinari picholi soldi 1 1/4 il paio

- 24 rinfreschatoi grandi a panpani soldi 16 l’uno

- 30 rinfreschatoi picholi a panpani soldi 16.8 [il paio?]

- 23 taze a fregi mezane soldi 10 l’una

- 40 taze a fregi mezanelle soldi 16 il paio

- 21 taze a fregi mezzanelline soldi 12 il paio;

tutta detta roba monta a 360 lire soldi 1, a Salvestro e suo fratello alla riva di Arno portò Masino di Serraino d’acordo”.

Nello stesso anno vi sono anche le seguenti partite:

“22.V.1587 per L. 245 soldi 13, d’accordo con Salvestro e Mariotto: consegnato alla Ripa, portò Tonio detto Parrana”;

“5.VI.1587 per L. 296 soldi 10: consegnate da Tonio detto Parrana da San Miniatello a Mariotto alla ripa d’Arno”;

“6.VII.1587 per L. 328…: consegnato a Salvestro e Mariotto da Giovanni figlio del Capitano da Capraia”;

“4.VIII.1587, L. 274.3 soldi 4 denari: detta roba consegnata a Giovan Antonio alla Ripa d’Arno”;

“4.IX.1587, L. 247 e 16 soldi: consegna a Salvestro, portò Francesco di Baldaccio da Capraia a Batista a Livorno”;

30.IX.1587, L. 485 soldi 4: detto lavoro più una barchata che mandò [Sal]Vestro dacordo”;

“5.X.1587, 83 1/2 dozine di lavoro gu[a]sto ordinario a soldi 44 la dozzina monta L. 183.3”;

“6 gennaio 1587 [’88] per le a piè robe fornite a Salvestro, Batista, Mariotto figli di Domenico Vestri da Montelupo:

- 57 dozine di piano e mazi ordinari soldi 35 1/2 la dozina

- 4 dozine di fiurato soldi 70 la dozina

- 20 dozine di piano a gruppi soldi 45 1/2 la dozina

- 3 dozine di catinelle ramate soldi 65 la dozina

- 4 1/2 dozine di catinelle strafizecha soldi 95 la doz.

- 2 1/2 dozine di piano simile soldi 75 la dozina

- 25 rinfr[escatoi] grandi a panpani soldi 16 l’uno

- 13 rinfr[escatoi] picholi a panpani soldi 8 l’uno

- 30 rinfr[escatoi] grandi ordinari soldi 21 il paio

- 5 quarterotti grandi soldi 26.8 il paio

- 10 saliere a foggia soldi 10 il paio

- 50 cotole [ciotole?] fiurate soldi 5.8 il paio;

monta detta roba lire 266.10 soldi, portò Masino, consegnata a Batista alla ripa d’Arno dacordo”.

Vi sono altre forniture:

- 26.I.88 per L. 225.4 soldi

- 21.III.88 per L. 229.3 soldi 4 denari

- 20.IV.88 per L. 333.15 soldi 8 denari

- 4.V.88 per L. 323.14 soldi 4 denari

- 18.VI.88 per L. 228.10 soldi

- 21.VII.88 per L. 307.14 soldi 8 denari

- 23.VIII.88 per L. 343.10.-

- 27.VIII.88 per L. 195.19 soldi 4 denari

- 28.IX.88 per L. 173.4 soldi 8 denari

- 31.X.88 [?] per L. 270.7 soldi 4 denari

- 15.XI.88 per L. 308.12 soldi.

1588 Antonio di Biagio agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Jacopo di Bartolomeo del Nano da Samminiatello per stagno, producendo una scritta gabellata.

- Antonio di Biagio Cozzetti agisce presso il Podestà di Montelupo contro Piero di Bartolomeo di Giovanni di Bianco.

1589 Seguitano anche in questo anno le forniture con le seguenti annotazioni:

- 13.II.1588/9 per L. 289.16 soldi

- 13.III.1588/9 per L. 10.16 soldi

- 6.IV.89 per L. 240.12 soldi

- 22.VI.89 per L. 286.8 soldi 4denari

- 12.VIII.89 per L. 50.15 soldi

- 7.IX.89 per L. 290.14 soldi 4denari.

[Nelle forniture non trascritte per intero troviamo i seguenti termini, non contemplati in altre note:

- Calamai tondi soldi 4 il paio [o 10?]

- Ciotole [?] alla soriana soldi 6 il paio

- Mazi a maschere soldi 60 la doz.

- Rinbiondelli grandi soldi 10 il paio e picholi soldi 7 il paio

- Alberelloni grandi soldi 13.4 denari l’uno

- Catinelle di Puntormo soldi 95 la dozz.

- Conche e chatini a statia soldi 18 a staio

- Miscirobe e brochette soldi 95 la doz.

- Pentole di Cancelli soldi 50 la doz.

- Piatti di quarto fiurati soldi 18 l’uno].

1589-90 Nel Civile del Podestà di Montelupo si contengono varie azioni legali promosse da Antonio contro:

Piero di Domenico di Lorenzo

Piero di Jacopo da Samminaitello

Mariotto di Piero di Mariotto da Samminiatello

Lorenzo di Tommaso Brizzelli e Luca di Serafino.

1593-94 Antonio di Biagio richiede nel tribunale podestarile di Montelupo Federigo di Giuliano Bernazzini e altri per legna.

1597 Gli eredi di Antonio di Biagio Cozzetti agiscono nel tribunale di Montelupo contro Francesco d’Andrea Vestri.

 

^ up

BIAGIO di Antonio di Biagio Cozzetti

1590 Atti del processo intentato presso il tribunale podestarile di Montelupo da Biagio di Antonio Cozzetti contro Domenico di Bastiano Verdiani.

- Intimazione posta in data 24 ottobre 1590 nel tribunale di Montelupo da Biagio di Antonio Cozzetti contro Domenico di Bastiano Verdiani: “A istanza e petitione di Biagio di Antonio Cozzetti da Montelupo contro Domenico di Bastiano Verdiani da Montelupo [si intima che] fra 8 giorni pro eius e come mallevadore et principale di Salvestro e Batista e Mariotto fratelli e figli di Domenico di Salvadore [Vestri] deve sottoscrivere il conto saldato fra di loro il 23 di detto mese delle vaselle date per detto Biagio al detto fratello per un tempo di 3 anni passati come per la convenzione prometergli, et passato detto tempo procederà contro di te [come] titulare…”.

- Comparsa in data 24 ottobre del Verdiani: “A dì detto compare detto Domenico, dice che non pretende sottoporsi a [giudizio], ma che detto Biagio deve porre i libri in luogo del giudizio accioché si vegga chiaramente il dare e lo havere, et di poi farà quanto è tenuto di ragione, etc.”.

- Risposta di Biagio di Antonio in data 30 ottobre “A dì 30 detto il notificato da risposta”.

- Comparsa di Biagio d’Antonio in data 5 novembre: “compare detto Biagio e per lui Antonio suo figlio et domanda citarsi detto Domenico per il 10 del mese e produce i libri co’ [le] partite et [demanda] liquidarsi il suo credito e condannare detto Domenico, etc.”.

- Citazione di Domenico di Bartolomeo Verdiani il 12 novembre per “vedere et cedere partite”.

- Comparsa in tribunale di Domenico di Bartolomeo il 20 novembre “comparì primo al banco dell’illustrissimo Podestà di Montelupo e Lastra Domenico di Bartolemeo Verdiani, al quale [fu] letto la detta scritta di conventione a sua chiara intelligenza et mostratole la sua sottoscritione et datoli il giuramento in forma, [al che] rispondendo confessò, et confessa essere stato et essere vero quanto in detta soscritione si contiene…”.

- Comparsa in tribunale di Biagio d’Antonio Cozzetti il 27 novembre, il quale “accusò et accusa contra al detto Domenico non contradicente, et domandò et domanda con istantia pronunciarsi et sententiarsi in causa et dichiararsi il suo credito contro al detto Domenico … et [chiede al Podestà che] lo condanni delle spese fatte e con le quali [io] domando tassarsi el tutto in ogni miglior modo”.

- Intimazione di Domenico di Bartolomeo Verdiani e Chirico di Giuliano, suo genero, posta nel tribunale di Montelupo contro Biagio d’Antonio Cozzetti il 2 dicembre, a seguito della quale “protestato et domandato è farsi le cose infrascritte [e cioè che sia] redatto [il conto] e comandato a Biagio di Antonio Cozzetti di Monte Lupo martedì al 4 di ottobre 1590 a produrre in giudizio et alla Corte del Podestà da Monte Lupo il conto et il saldo fatto fra detto Biagio e Batista e Vestro e Mariotto di Domenico Vestri sotto la scritta di detti fratelli, con animo di relassarlo appresso alla Corte di detto Podestà perché sia et ne possa pigliare copia”.

- Comparsa di Biagio di Antonio: “Comparisce Biagio di Antonio Cozzetti da Montelupo per causa et cagione del protesto fattoli da Domenico di Bartolomeo Verdiani et volendo obbedire presenta et exibisce un quaderno lungo coperto di cartapecora bianca et due corregge nere segnato A.

In detto quadernuccio di vasellami nel quale a c. 91 appare quanto appresso:

“YHS MARIE 1590 fatto conto e saldo questo dì 23 di ottobre 1590 con Salvestro et Batista et Mariotto fratelli e figli di Domenico di Salvestro da Monte Lupo et Domenico di Bartolomeo Verdiani, loro zio e loro non come mallevadore, ma sì bene come principale, di tutti i vasellami et altre robe per inizio della bottega che Battista sopradetto teneva a Livorno, e così messo in calculo il detto conto e sbattutone denari et robe ricevute da Biagio, troviamo essere e restare debitori di scudi 392.2 soldi per essere tale verità, e detti Salvestro e Batista e Mariotto et Domenico s’obbligheranno di pagare detta somma a di loro propria mano, com’appare detto a mio libro segnato A c. 6, et di detta somma se n’ha a sbattere L. 24 piccioli per libbre 40 di lino lessandrino a soldi 12… et lire ventiuna per dua panelli dipinti, et deti restano debitori di scudi 386.2.2 soldi.

Io Salvestro di Domenico Vestri sudetto affermo essere la verità, e per fede del vero ho fatto di mia mano hoggi questo dì suddetto, et mi obligo”.

[seguono simili dichiarazioni di Battista e Mariotto suoi fratelli]

- Dichiarazione di Domenico di Battista:

“[Dichiaro] per me detto Domenico di Batista Verdiani, audiente, intelligente et dicente non haver mai fatto tal saldo né a quello dì sentire a’ domandante darceli di esso copia senza il prenominato…”.

- Sentenza del Podestà di Montelupo in data 3 dicembre 1590, per la quale si dichiara Domenico di Battista Verdiani debitore di Biagio a seguito di forniture vasellame ed altro, per un totale di scudi 428.5.12.8, imponendogli di saldare entro 10 giorni la detta cifra, alla quale si aggiungono lire 52.13.- per le spese processuali.

- Appello al Tribunale della Mercanzia di Domenico di Battista Verdiani; la magistratura fiorentina scrive in data 12 dicembre 1590 al Podestà di Montelupo per avocare la causa:

“Magnifico signor Podestà. A petitione di Domenico di Bartolomeo Verdiani, per mezzo de’ messi di cotesta Podesteria, facciate citare Biagio di Antonio Cozzetti de Monte Lupo per un libello d’appellatione dato questo dì nella nostra Corte per deto Domenico con produtione di ragioni contro detto Biagio… Non procederete più oltre però, et davanti alla nostra Corte per via d’appello, facendo tutto intendere al detto Cozzetti che venga qua dove se li ministri la justitia, et di quanto infrascritto eseguite”.

 
     

^ up   

 
  HOME  - INTRODUZIONE  -  INDICE  -  CERCA  - BIBLIOGRAFIA  

<<<   -   >>>