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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Ciaini  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

[AC]CIAINO di ...

È il capostipite dei Ciaini. Mancano notizie della sua vita.

 

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DOMENICO di Ciaino

È il padre di Ciaino ed Andrea, da cui iniziano i documenti noti sui Ciaini.

 

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CIAINO di Domenico di Ciaino

1427 Ciaino di Domenico, assieme al fratello Andrea, invia la portata al Catasto. Dichiara di possedere una casa posta nel Borgo di Montelupo che fu già albergo, un’altra “casetta trista” ed alcune terre, oltre alla metà di una casa ad Empoli. Ciaino afferma di avere 38 anni e di vivere con la moglie ed i figli, assieme al fratello Andrea ed alla famiglia di lui.

Gli viene posto un gravame d’estimo di 48 soldi (lire 2.8.-).

1455 Ciaino di Domenico ha in quest’anno un estimo di lire 1.10.6, come si ricava dalla portata al Catasto del 1469 di suo figlio Domenico.

 

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ANDREA di Domenico di Ciaino

1427 Andrea di Domenico, assieme al fratello Ciaino, presenta la portata al Catasto. Dichiara un’età di 28 anni e di vivere con la moglie Ginevra e due figlie.

1430 Tre figli di Andrea di Domenico sono descritti nel necrologio dell’Arte degli Oliandoli di Firenze.

1435 Portata catastale di Andrea di Domenico:

“Quartiere di Santo Spirito, pioviere di G[i]ogoli, poppolo di San G[i]ovanni a Montelupo, Podesteria di Montelupo, abitante nel popolo di Sa’ Nicholò di Firenze, e vi vuole essere achatastatto.

Andrea di Domenicho di Ciaino, abita nel borgho di Sa’ Nicholò nel gho[n]falone della Schalla, el quale à il chatasto chol fratello, c[i]oè Ciaino. s’anno di Catasto soldi 46 denari 6, vogliono essere achatast[at]i di spese. Ciaino rimane a Montelupo, Andrea vuole il cha[ta]sto nel popolo di Sa’ Nicholò fuori della porta perché abita quivi e quivi vuole essere achatastato. Tocha di chatasto per uno lire 1 soldi III denari IIII piccioli.

Andrea di Domenico di Ciaino orciolaio, d’anni 34

Mona Gienevera, donna di detto Andrea, 26

Dianora, figl[i]uola di detto Andrea, anni 10

Donato, figl[i]uolo di detto Andrea, d’anni 3

Chimento, figl[i]uolo di detto Andrea, d’anni 2

Giovanni Fiore, figliuolo di detto Andrea, di mesi 3.

Sustanze sue sono queste:

un pezzo di terra vigniata e parte soda, di stima di fiorini 20… posta nel popolo di San Giusto a Petrognano di detto chomune di Montelupo….;

un pezzo di terra lavoratìa posta nel chomune di Montelupo… fiorini 15;

un pezzo di terra vignata, trista, posta in… detto comune… fiorini 16;

un poderuzzo posto nel popolo di Sa’ Miniatello… di stima di fiorini 50… conperò da Richo di Soriano chalzolaio, 1435 adì II d’Aghosto…;

una meza chasa posta nel popolo di San Giovanni a Montelupo, òlla a mezzo per non divisa cho’ Lorenzo d’Andrea da Montelupo e cho’ figliuoli, di stima di fiorini 6.

O’ avere da Nani di Piero Gieppi fornaio in Empoli fiorini 6 per resto d’una meza chasa gli vendé fiorini 42, vendegliela 1434…”

1438 Andrea di Domenico fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze tre “chatini di quarto” per un valore di 8 soldi.

1441 Andrea di Domenico riceve per dote della seconda moglie Ginevra, con atto notarile rogato da ser Jacopo Mini, fiorini 80 d’oro e, “pro nuptias”, le fa dono di lire 50.

1442 Andrea di Domenico con il fratello Ciaino prende a pigione da Francesco Quaratesi, con atto rogato da ser Jacopo Mini, un albergo con stalle ed alcune casette di fronte posto in Montelupo per due anni, con un canone di 200 lire annue.

1443 Andrea di Domenico è presente tra gli immatricolati dell’Arte dei Vinattieri di Firenze.

1451 Andrea di Domenico fornisce in data 28 giugno le seguenti stoviglie all’Ospedale degli Innocenti di Firenze:

“24 metadelle col segno dello Nociente,

23 mezzette col segno della Chasa,

11 chatini di quarto e mezoquarto piani, avemo da lui per la festa di San Giovanni lire 4.-.-”.

1457-58 Andrea di Domenico compera alcune terre a Samminiatello, figurando anche in portate catastali altrui come confinante.

1469 Andrea di Domenico presenta la propria portata al Catasto:

“Andrea di Domenico Ciaini, orciolaio.

Viene a graveza per vigore di privilegio avuto per li opportuni consigli del Popolo Fiorentino.

Non è compreso in veruna distributione di sotto descripte, ne’ 1427, ne’ 1452, ne’ 1457, ne’ 1468. Substantie”:

(un podere con terre posto parte nel comune di Capannoli e parte in quello di Forcoli, comprato da Santa Maria Nuova e dai sindaci dei creditori di messer Agnolo Acciaioli, rogato più notai; una casa in comune di Villa Saletta presso Palaia; un pezzo di vigna nel popolo di San Giusto a Petrognano, comune di Montelupo). “Va in chomtado, in Monte Lupo, quartiere Santo Spirito numero 56. Bocche:

Andrea detto, d’età d’anni 70;

monna Gentile, sua donna, d’anni 33;

Donato suo figliuolo, d’anni 37;

monna Checca, sua donna, d’anni 33;

Giovanni Chimenti, figliuolo di Donato, d’anni 4;

Giovan Gualberto, figliuolo di Donato, di mesi 6;

Ginevra, figliuola di decto Andrea, mesi 5”.

- Il figlio di Andrea di Domenico, Donato, reca la portata al Catasto del padre, voltata al popolo di San Giovanni di Montelupo. Accanto vi è il segno di croce, attestante la morte di Andrea in questo anno o poco dopo.

 

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DONATO d’Andrea di Domenico di Ciaino

1469 Portata catastale di Donato d’Andrea in Firenze. “Non à al presente estimo e ssono partito da mio padre, e voglio essere per me e abito ogi nel popolo di Sa’ Nicholò dentro alle mura di Firenze”. Dichiara di avere 38 anni e di vivere con la moglie ed il figlio Giovan Chimenti di 2 anni. Gli viene attribuita una tassa di soldi 3. “Rechò e’ detto adì 19 di settembre”.

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DOMENICO di Ciaino di Domenico

1469 Domenico di Ciaino invia la propria portata al Catasto, riferendola a quella del padre che, nel 1455, ebbe d’estimo L. 1.10.6. Possiede una casa per suo abitare, un’altra casetta ad uso di stalla ed alcuni pezzi di terra. Dichiara di avere 60 anni e di vivere con la moglie Piera e con i figli Giovanni, Pierfrancesco, Jacopo e Ciaino.

Una croce accanto al suo nome dovrebbe indicare la sua scomparsa a non molta distanza di tempo.

 

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PIERFRANCESCO di Domenico di Ciaino

1482 A Pierfrancesco di Domenico, mediante lodo di divisione di eredità con i fratelli Ciaino e Jacopo, emesso in data 17 aprile da Francesco del maestro Giuliano sarto, è assegnata una casa detta della cucina “cum orto et medietate volte et cum tota apotheca vasorum sive orciolorum, cum omnibus masseritiis pertinentibus dicte apothece…”.

1487 Pierfrancesco di Domenico invia la sua portata di Catasto [qui egli afferma di avere 34 anni, ma dovrebbe averne almeno 36 per comparire nell’estimo del padre del 1451]:

“Pierfrancescho di Domenicho di Ciaino, sta per lavorante all’orciolaio; disse l’estimo 1469 in Domenicho suo padre, in detto piviere e chomune, [nel] 1451 disse in Domenicho detto e in detto piviere e chomune. Beni immobili:

una mezza chasa per suo habitare, posta nel chastello di Montelupo, in detto piviere e popolo, divisa chon Ciaino suo fratello, che da primo via, secondo rede di Pasquino di Jacopo, terzo Ciaino suo fratello, quarto via; nella quale chasa app[i]giona una botegha sotto detta chasa a Pier di Filippo e Stefano [Fattorini] suo fratello, nella quale si lavora l’esercizio d’orciuoli, e danne l’anno di pigione lire 6, fiorini 45;

un pezzo di terra lavoratia e parte vigniata di staiora 4, posta in detto piviere e comune e popolo, luogo detto Val di Pesa…, fiorini 18. Beni alienati:

una chasa posta in detto chastello nella via Maestra… la quale vendé alla Ghostanza di Giovanni di Dando per pregio di fiorini 40 di suggello, charta per mano di ser Agnolo d’Astolfo dal Monte a San Sovino l’anno 1487, sotto suo dì… Bocche di maschi: Pierfrancescho sopradetto, d’anni 34 infermo; Domenicho suo figliuolo, d’anni 3. Bocche di femmine: monna Mea sua donna, d’anni 28.

Fatta per me Charllo Bartoli questo dì 17 di settembre 1487, e paga soldi 4”.

1504 Mea, vedova di Pierfrancesco di Domenico, ed i figli Giovanni e Domenico inviano la propria portata al Catasto:

“Ebbe d’estimo l’ano 1490 soldi 10 denari 4 sotto nome di Pierfrancesco di C[i]aino in detto popolo.

Beni immobili: una 1/2 chasa per suo abittare, posta in detto popolo, a 1 via, 2 C[i]aino di Domenico choll’altra meza, 3 Pasquino di… [sic], 4 via, cho’ un pocho d’ortto”.

A fianco, per aggiunta dell’ufficiale del Catasto: “per la fornacie stimata per entrata fiorini 3, fanno di valsente fiorini 50.

Un pezo di tera parte lavoratia, parte vigniata… fiorini 29.

Masti. Giovanni suo figliuolo d’anni 30; Domenicho suo figliuolo d’anni 20 ed è chericho.

Femine: mona Mea sopradetta d’anni 45; Margherita sua figliuola d’anni 20.

Fatta per me Nicholò Pollini questo dì 13 di Magio 1504, paga soldi 3”.

 

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CIAINO di Domenico di Ciaino

Poiché nel lodo di divisione dell’eredità del padre la bottega viene assegnata al fratello maggiore Pierfrancesco, egli esercita il mestiere di fabbro.

 

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ANDREA di Ciaino di Domenico

1526 Andrea del fu Ciaino divide con il fratello Donato, mediante atto notarile rogato da ser Carlo Becossi del 29 settembre, una casa posta in Montelupo in luogo detto il Borgo.

- Ad Andrea di Ciaino sono voltati per scrittura di Decima due pezzi di terra già pertinenti a Sandro di Ciaino suo fratello.

1536 Andrea di Ciaino invia la propria portata di Decima:

“Habita a Montelupo, fa orciolaio, disse la Decima al champione Santo Spirito numero 56 carta 455 in Sandro di Ciaino di Domenico mio fratello”. Pezzi di terra posti in Piano di Pesa “e’ quali beni mi sono venuti per chompera fatta da Giovanni della Parte, prochuratore di Monna Antonia del Mescianza da Volterra, donna fu di Ciaino per fiorini 23 rogato da ser… [sic] da Barberino.

Beni acquistati e non achonci: la metà di una bottegha chon fornacie a uso d’orciolaio posta in Montelupo per divisa, chonperata detta metà da Giovanpiero di Ciaino di Domenico per fiorini 16 d’oro rogato da ser… [sic] e levata dalla posta di monna Mea [donna] fu di Pierfrancesco Ciaini, carta 452, di fiorini 5, che a questa parte ne tocha di Decima soldi 26 denari -.

La terza parte della metà della sopradetta con fornacie a uso d’orciolaio… conperata da Giovanpiero la sua sesta parte e l’altra sesta parte mi perviene per redità…, comperai per fiorini 3 d’oro, roghato… [sic] e levata dalla posta di detta mona Mea carta 452, in somma di soldi 5.-, che a questi due sesti ne tocha di Decima denari10”.

- Andrea di Ciaino è nominato mundualdo della propria moglie Caterina del fu Morello di Piero Sarto di Montelupo per restituzione di una frazione di dote.

1540 Andrea di Ciaino agisce nel tribunale di Montelupo contro Marco di Salvo per il resto del prezzo del vasellame che gli ha venduto:

“Andreas Ciainus urceolarius de Montelupo agit civiliter contra:

Marchum Salvii de dicto loco, a quo [petit sibi dari et solvi] pro residuo vasellaminum sibi venditarum lire 2.4.-. [Fine giugno 1540]”.

Ascm, Podestarile 365 c. 39r.

- Andrea di Ciaino è citato presso la Corte del Podestà di Montelupo per un debito “pro residuo vasellaminis”.

- Andrea di Ciaino è citato nel tribunale di Montelupo da Michele di Francesco d’Antonio mugnaio per un debito dovuto a macinatura di colori:

“Michael Francisci Antonii molendinarius de Montelupo agit civiliter contra:

Andream Ciainum [sic] de dicto loco, a quo [petit dari et solvi] pro macinatura colorum da vasellami lire 1.1.-. Die 12 Septembris [1540]…”.

Ascm, Podestarile 365, c. 109v.

- Andrea di Ciaino agisce nel tribunale locale contro Lazzaro da Samminiatello per il resto di una somma dovutagli per vendita di ceramiche:

“Andreas Ciainus de Montelupo agit civiliter contra:

Lazerum… [sic] de Sancto Myniatello, a quo [petit sibi dari et solvi] pro residuo vasellaminum lire 5.16.-. Die XVII Octubris [1540]”.

Ascm, Podestarile 365, c. 142v.

- Andrea di Ciaino agisce nel tribunale di Montelupo contro Vincenzo d’Antonio Vestri per il resto del pagamento di stoviglie che gli ha venduto:

“Ad instantiam Andree Ciaini de Montelupo agit contra: Vincentium Tonini Vestri de Monte Lupo, a quo [petit sibi dari et solvi] pro residuo stovigliarum lire 4.-.-. 15 Dicembris [1540]”.

Ascm, Podestarile 366, c. 15v.

1541 Andrea di Ciaino è citato nel tribunale di Montelupo da Bartolomeo di Lorenzo mugnaio per un debito di lire 1.5.- dovuto a [macinatura di?] colori:

“Bartolomeus Laurentii alias Bice agit contra:

Andream Ciaini, a quo [petit dari et solvi] pro coloribus habitis lire 1.5.-.

30 Maii [1541] citatus”.

Ascm, Podestarile 366, c. 75r.

- Michele di Francesco mugnaio lo cita per un debito di lire 1.1.- per opere di macinatura di colori:

“Michael Francisci molendinarius agit contra:

Andream Ciaini, a quo [petit dari et solvi] pro molatura colorum lire 1.1.-. 30 Maii [1541] citatus fuit”. [In data 13 giugno subisce il sequestro di un guarnello nero].

Ascm, Podestarile 366, c. 74v.

- Andrea di Ciaino è citato in data 13 ottobre nel tribunale locale da Vincenzo d’Antonio Vestri per un debito di lire 3.15.- dovuto ad opere di pittore non pagate [vedi documento a Vestri].

1542 Giovanni Popoleschi, doganiere di Fucecchio, fa istanza nel tribunale podestarile di Montelupo affinché si gravino diversi che non hanno pagato la gabella, e tra questi vi è anche Andrea di Ciaino:

“Ad petitionem et instantiam Johannis de Popoleschi doganieri Fucecchi gravetur infrascriptos…:

“… 17 Iulii [1542]. Andreas Caini [sic] de Montelupo pro vasellaminis n. 152 lire 6.8.-”.

Ascm, Podestarile 369, cc. 7v-8r.

- Bartolomeo di Leonardo di Montelupo agisce nel tribunale locale contro Andrea di Ciaino per il pagamento di fascine di legna e di terra da vasaio:

“Bartolomeus Leonardi de Montelupo civiliter agit contra:

Andream Ciaini de M Montelupo, a quo [petit sibi dari et solvi] pro fascinis et terra lire 7.10.-.

Die 15 Novembris [1542]”.

Ascm, Podestarile 369, c. 48v.

1543 Francesco di Domenico di Giusto da Capraia agisce nel tribunale di Montelupo contro Andrea di Ciaino per un debito dovuto a fornitura di legname:

“Franciscus Dominici Iusti de Capraia agit civiliter contra:

Andream Ciaini de Montelupo, a quo petit sibi dari et solvi libras 9 solidos 10 pro lignamina [sic] habita ab eo lire 9.10.-.

Die 9 Jamuarii [1543]”.

Ascm, Podestarile 370, c. 7v.

- Andrea di Ciaino è incarcerato dal Podestà di Montelupo per un debito di lire 7.10.- stabilito per sentenza esecutiva del Tribunale della Mercanzia in favore di Bartolomeo di Leonardo di Montelupo. Viene però immediatamente rilasciato perché l’attore si accontenta del pegno di alcuni lenzuoli e della promessa di pagarlo in natura con ceramiche al momento della prima cotta che farà. Il fratello Giovanpietro garantisce:

“Carissimi nostri. Per la presente v’imponghiamo et commettiamo che ad petitione di Bartolomeo di Lionardo di Montelupo voi graviate personalmente et in beni Andrea di Ciaino da Montelupo orciolaio per lire sette soldi 10, cioè lire 7 soldi 10, et per le spese, per vigore di ragione exeguibile… Die 11 Januarii 1542 [’43]. Uffitiali di Mercantia della Ciptà di Firenze.

Die 15 Januarii 1542 [’43]. Andrea Ciaini de Montelupo reus suprascriptus captus fuit… et fuit detemptus in carcere ad petitionem et instantiam suprascripti Bartolomei, et dixit et confessus fuit se esse bene captus et detemptus in carcere ac etiam confessus fuit se esse debitorem de suprascripta summa et quantitate denariorum… Die 15 Januarii [dominus potestas] licentiavit verbo dicti actoris gratia et amore, quia prefatis Andreas Ciaini dedit in pignis dicto actori unam linteamen ad tres telos pro summa libras 3 solidos 10 et quam primum dictus Andreas quoqueret laborerium vasellaminis dictus Bartolomeus teneatur accipere pro residuo tot laborerium quod ascendat ad summam et quantitatem librarum 5 solidorum 19 denariorum 4 pro omni residuo, interveniendo infra dictam summam omnes expensas factas per dictum Bartolomeum in curia Mercantie civitatis Florentie… Johannes Petrus Ciaini, eius fratris, sciens se non teneri, seu obligatum esse ad suprascriptam summam, set precibus et mandatis prefati Andree, prefatus Johannes Petrus promisit de suo proprio observare…”.

Ascm, Podestarile 370, c. 9r.

- Andrea di Ciaino agisce nel tribunale di Montelupo contro Vincenzo d’Antonio Vestri e contro Pierfrancesco Casini detto Giallorino Colombo per vendita di ceramiche:

“Andreas Ciaini de Montelupo agit civiliter contra:

Vincentium Antonii Vestri de Montelupo, a quo petit sibi dari et solvi libras 2 pro parte pro residuo vaselle lire 2.-.-.

Die prima Aprilis 1543.

Cechum vocato Giallorino… a quo petit sibi dari et solvi libras 2 solidos 8 pro vasellame.

Die 7 Aprilis [1543]”.

Ascm, Podestarile 370, c. 32r.

1544-45 Ad Andrea di Ciaino è attribuita la sanzione di lire 1 iscritta al Civile del Podestà di Montelupo, per il rifiuto ad assumere la carica di Camarlingo.

1545-46 Caterina, moglie di Andrea di Ciaino, è citata di comparizione davanti ai Conservatori delle Leggi per tramite del Podestà di Montelupo.

1556 l’erede di Andrea di Ciaino, cioè Giovanpiero, è iscritto al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 28.

 

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DOMENICO di Ciaino di Domenico detto Passalacqua

1526 Ha una bottega di stovigliaio al Ponte Vecchio in Firenze, e per questo nel mese di luglio paga la tassa di lire 5 per l’iscrizione all’Arte degli Oliandoli.

1527 A Domenico di Ciaino è intestato l’arroto dei beni di Decima del padre: “Adì 15 marzo 1526. Una casa in detto chastello… levata in detto dì da C[i]aino suo padre… Andati a lui medesimo per Decima di soldi 2 denari 8”.

1536 Domenico di Ciaino invia la propria portata di Decima: “…habita in Montelupo, fa orciolaio… in lui medesimo… per una casa posta in Montelupo ”. Vive col fratello Donato, la sorella Nanna ed il nipote Giulio di Sandro di Ciaino, i quali assieme fanno gli orciolai; gli viene iscritta parte di un’altra casa con fornace da orciolaio.

1539 Maso di Piero da Empoli, con la fideiussione di Donato di Gagliardo Becossi, agisce nel tribunale Montelupo contro Domenico di Ciaino per opere di bottega:

“Masus Pieri de Emporio habitans in Montelupo, pro quo Donatus Ghagliardi fiediuxit… agit contra:

Dominicum Ciaini alias Passalaqua [sic] a quo petit [sibi dari et solvi] pro laborerio orciolorum lire 2 soldi 1. Die 7 Dicembris [1539]”.

Ascm, Podestarile 364, c. 45r.

- Meo di Capraia agisce contro Domenico di Ciaino per scope vendute:

“Meus de…[sic] de Capraria agit contra:

Dominicum Ciaini alias Passalacqua a quo petit [sibi dari et solvi] pro scopis sibi venditis

lire 2.-.-. Die X Dicembris [1539].

Ascm, Podestarile 365, c. 49v.

1540 Domenico di Ciaino è richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo in data 29 maggio da Giovanni del fu Raffaello detto Leprino:

“Johannes olim Raphaelis nuncupatus el Leprino de Montelupo agit civiliter contra:

…Dominicum Ciaini de dicto loco a quo [petit dari et solvi] pro plumbo ab eo habito lire 3.-.3”.

Ascm, Podestarile 365, c. 12r.

- Domenico di Ciaino detto Passalacqua è richiesto in data 1 agosto da Giuliano di Maso Masotti per un debito di lire 1.10 dovuto a vendita di stoviglie [vedi documento a Masotti].

- Domenico di Ciaino, detto Passalacqua pone in data 14 agosto presso la Corte del Podestà di Montelupo istanza di sequestro presso “Stefano di Chirico vasellaio a Montelupo” di tutti i “vasellami, e quanto vi sia di pertinenza di Giovanni del fu Piero Becossi in quella fornacie”.

1542 Domenico di Ciaino agisce nel tribunale di Montelupo contro Giovanni di Piero Becossi per conti di una società tra di loro formata:

“Domenicus Ciaini de Montelupo civiliter agit contra:

Iohannem Petri Bechossi, a quo [petit sibi dari et solvi] pro societate in simul facta variis merchantiis pro parte lire 40.-.-. 10 Octubris [1542]”.

Ascm, Podestarile 369, c. 34v.

1543 Domenico di Ciaino detto Passalacqua viene interrogato in qualità di teste dal Podestà di Montelupo in occasione di una controversia sorta tra Francesco di Bartolomeo di Vestro detto Spallaccio e Lorenzo di Domenico mugnaio per il subaffitto della metà di una bottega.

- Domenico di Ciaino, citato semplicemente come Passalacqua, è richiesto di un debito di L. -.10.6 da Giovanni di Donato di Matteo, mugnaio nel mulino di Pandolfo Petrucci, per macinatura di colori.

1544 Francesco di Bartolomeo di Vestro agisce nel tribunale podestarile di Montelupo in data 12 gennaio contro Domenico di Ciaino per l’affitto di una bottega, del quale gli restano da pagare lire 3 [vedi documento a Vestri].

- Antonia, moglie di Domenico di Ciaino, agisce nel tribunale di Montelupo in data 14 gennaio contro Francesco di Bartolomeo di Vestro detto Spallaccio per il pagamento del salario di sei mesi di suo figlio, il quale è stato con Francesco “ad faciendum stoviglias” [vedi documento a Vestri].

- Domenico di Ciaino detto Passalacqua ha un credito di lire 14 nei confronti di Girolamo di Filippo Stiozzi, il quale si impegna a pagare entro un anno, con atto notarile rogato da ser Andrea Recuperati del 20 novembre, tramite Battista di Bandino, suo creditore. Contestualmente, quindi, “ipse Baptista dat et concedit et locat ad pensionem dicto Domenico presenti… pro uno anno apotecam ad usum orciolarii in qua ipse Domenichus adhuc est…”.

1544-45 Domenico di Ciaino è iscritto “pro residuo” della sanzione comminatagli quando “refutavit camarlingato Montis Lupi” al Civile del Podestà di Montelupo.

1545-46 Contro Domenico di Ciaino, Lorenzo di Domenico mugnaio chiede il sequestro presso la Corte del Podestà di Montelupo di ogni quantità di “urci et masseritia fornaciis” esistenti nella bottega di Battista di Bandino, in quanto beni dello stesso Domenico di Ciaino, oltre ad ogni quantità di denari pertinenti a detto Domenico che si trovano nelle mani di Salvatore di Giovanpiero.

1546 A Domenico di Ciaino ed al figlio Mariotto sono affidati in custodia i beni sequestrati dal Podestà di Montelupo come proprietà di Giunta di Paolo, vasellaio, su richiesta di Nigi di Marco di Nigi Calabranci.

- Domenico di Ciaino è iscritto al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 7 con la Gabella dei Contratti.

1546-47 Domenico di Ciaino è iscritto al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 1.10.-dovuto ad acquisto di piombo.

1552 Contro Domenico di Ciaino agisce in Corte del Podestà di Montelupo Andrea di Francesco, chiedendo nei suoi confronti il sequestro di beni per un importo di lire 15.

1556 Domenico di Ciaino è iscritto al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di Decima di lire 1.

- La vedova di Domenico di Ciaino, Antonia, figlia di Bastiano di Lancillotto Monti, aveva chiesto la liberazione della sua dote di scudi 80 più lire 50 di donativo (“donora”). Al Civile del Podestà di Montelupo gli Otto di Pratica la richiedono in persona dopo aver acquisito la fede relativa al contratto di matrimonio dalla Gabella dei Contratti.

1560-61 Domenico di Ciaino figura nel vecchio elenco dei debitori dei fratelli Valerio e Piero Bartoloni, falliti, per un debito di lire 2.2.-. Ovviamente, essendo già morto da almeno quattro anni, il messo non lo trova.

 

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DONATO di Ciaino di Domenico

1524 Donato di Ciaino, che si qualifica come orciolaio, è testimone ad un atto notarile rogato in Firenze il 5 di aprile.

1526 Donato di Ciaino divide, con atto notarile rogato da ser Carlo Becossi il 30 settembre, una casa posta in Montelupo, in luogo detto il Borgo.

1536 A Donato di Ciaino, assieme ai fratelli Domenico, Andrea e Nanna, ed al loro nipote Giulio di Sandro, è intestata la portata di Decima.

1543 Donato di Ciaino è iscritto al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di gabella di lire 7. A fianco, sotto data 27 gennaio, è annotato “morto”.

Ascm, Podestarile 370, c. 13r.

 

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GIOVANPIERO di Ciaino di Domenico

1521 Giovanpiero di Ciaino dichiara, con atto notarile rogato da ser Carlo Becossi il 6 marzo, di aver ricevuto da Lorenzo di Piero di Lorenzo da Montelupo la somma di fiorini 90 come dote della di lui figlia Alessandra, che egli prende in moglie.

1527 Giovanpiero di Ciaino acquista vino presso una famiglia nobiliare fiorentina, e compare al libro dei debitori.

1532 Giovanpiero di Ciaino compare al Civile del Podestà di Montelupo per il pagamento del residuo di un debito dovuto ad acquisto di stagno.

1539 Giovanpiero di Ciaino agisce nel tribunale di Montelupo contro Tommaso d’Antonio per il pagamento di ceramiche che gli ha fornito:

“Johannes Petrus Ciaini de Monte Lupo [agit civiliter] contra:

Tommasum Antonii de Bachareto habitatorem Monte Lupo, [a quo petit sibi dari et solvi] pro vasellaminis eidem datis lire 4.10.-.

14 Januarii [1539]”.

Ascm, Podestarile 363, c. 35v.

1540 Giovanpiero di Ciaino agisce presso la Corte del Podestà di Montelupo contro [Bartolom]Meo Calabranci per un credito di lire 4.10.- derivante da cottura di orciuoli e macinatura di colori:

“Johannes Petrus Ciainis de Monte Lupo agit contra:

Meum de Calabrancis de Monte Lupo a quo [petit dari et solvi] pro cocitura orciolorum et pro macinatura cholorum lire 4.10.-.

Die 6 Augusti [1539] citatus [fuit] per Ciechinum nuntium”.

Ascm, Podestarile 363, c. 27r.

1541 Giovanpiero di Ciaino è richiesto presso il tribunale di Montelupo da Andrea del fu Taddeo di Francesco fabbro per un debito dovuto alla fornitura di una stanga di ferro per battere la terra:

“Andrea olim Taddei Francisci faber ferrarius agit civiliter contra:

Johannes Petri Ciaini de Montelupo a quo [petit dari et solvi] pro una stanga ferrea habili ad bactendum terram lire 1 soldi 5 pro residuo. Die 27 Maii…”.

Ascm, Podestarile 365, c. 7r.

- Michele del fu Francesco d’Antonio mugnaio cita Giovanpiero nel tribunale Montelupo per un debito dovuto a macinatura di colori e vendita di terra:

“Michael olim Francisci Antonii molendinarius de Montelupo agit civiliter contra:

Johannem Petrum Ciainum de Montelupo a quo [petit sibi dari et solvi] pro coloribus sibi macinatis et pro terra da orciuoli da ffar vasa sibi vendita lire 1 soldi 15. Die 18 Junii [1540]…”.

Ascm, Podestarile 365, c. 10v.

1540 Giovanpiero di Ciaino “vasellaio” compare nel Civile del Podestà di Montelupo.

1542 Marco di Salvo di Montelupo agisce nel tribunale locale contro Giovanpiero per una fornitura di groma e terra non pagata:

“Marcus Salvi de Monte Lupo agit contra:

…Johannem Pieri Ciainus [sic] de Montelupo, a quo petit sibi dari pro gruma et terra lire 1.2.-.

7 Novembris [1541].

Ascm, Podestarile 367, c. 86r.

- Giovanpiero di Ciaino figura nell’elenco dei debitori di Decima al Civile del Podestà di Montelupo.

1542-43 Giovanpiero di Ciaino è citato presso la Corte del Podestà di Montelupo da Girolamo [Mengari] “vocato Faenza” in ragione di un suo debito di lire 14 comprovato “in scriptis”.

1545-46 Giovanpiero di Ciaino compare al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 1.2.-.

1564 A “madonna Silia di Giampiero”, seconda moglie di Giovanpiero di Ciaino, sono voltati i beni del defunto marito nell’iscrizione di Decima: “Una casa per uso con bottega sotto ad uso di stovigliaio, pervenutali per sua dote per la morte del marito Giampiero, mesi fa 1564, fede in filza numero… [sic], da levare a Giampiero [a] carta 499. Fatta 24.XI.1564”.

 

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CIAINO di madonna Costanza

1526 Acquista presso gli Antinori legna e consegna a defalco del debito due orciolini per l’acqua del valore di lire -.6.-, un piattello del valore di lire -.3.- e più stoviglie.

 

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SANDRO di Ciaino di Domenico

1527 A Sandro di Ciaino viene voltata sotto dì 15 marzo la portata di Decima del padre ed iscritti altri beni già dei Ciaini:

“Un pezzo di terra di staia 3 in Piano di Pesa, levato da Ciaino, suo padre, per divisa in questo [a] carta 443, soldi 3.

Due pezi di terra, levato da mona Mea, donna fu di Pierfrancescho, in questa [a] carta 452, soldi 3; andati in Andrea di Ciaino di Domenico”.

 

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GIULIO di Sandro di Ciaino

1536 A Giulio di Sandro, assieme a Domenico, Donato e Nanna di Ciaino di Domenico, è assegnata una portata di Decima: “fanno orciolaio, habitano a Montelupo, disse la Decima al champione di Santo Spirito numero 56 carta 452 in mona Mea donna fu di Pierfrancesco C[i]aini, nostra avola. La terza parte della metà di una bottegha con fornace a uso di orciolaio, posta nel chastello di Montelupo, qual’è tutta per Decima di soldi 5, che a questa parte ne tocha di Decima soldi 1.8”.

1541 Giulio di Sandro compare al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 20; a fianco è scritto “mendico”.

1544- 45 Giulio di Sandro orciolaio compare al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di gabella di lire 1, ma il messo non può eseguire il gravamento perché non si trova.

1561 Giulio (detto Giuliano) di Sandro è iscritto al Civile del Podestà per un debito di soldi 12. Viene pignorato d’un guarnello bianco, e salda il 27 di marzo, per cui il Camarlingo gli licenzia il pegno.

 

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CIAINO d’Andrea di Ciaino

1533 Atto di nascita di Ciaino d’Andrea:

“Ciaino et Hormanno d’Andrea di Ciai[no da] Monte Lupo nacque addì 20 [d’ottobre] a hore 6, fu compare Lorenzo di Marcho di Dino da Monte Lupo, mona Lisabetta di Domenico Castellacci”. Aaf, RPC, 1172.1, c. 5r. n. 3.

1550 Ciaino d’Andrea è citato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo.

1559 Ciaino d’Andrea dichiara con atto rogato da ser Giovanni Ficarelli del 11 giugno di aver ricevuto a titolo di dote della moglie Caterina del fu Gherardo di Simone da Pontorme fiorini 100 (da lire 4.2.-) “fra denari e panni stimati di comune accordo”.

1560 A Ciaino d’Andrea vengono addecimati di nuovo i seguenti beni:

“Una casa per uso con bottega sotto ad uso di fornaciaio e vasellaio, Decima soldi 5. Pervenutali per redità paterna. Da levare a Andrea di Ciaino di Domenico [a] carta 471. Soldi 3, 4 denari, e da Giulio di Sandro di Ciaino e altri [a] carta 494, soldi 1.8 larghi. Salda 7.XI.1560.”

1560-61 Ciaino d’Andrea è eletto arbitro in una controversia, e per questo viene iscritto al Civile del Podestà di Montelupo.

1561 Ciaino d’Andrea è iscritto al Civile del Podestà di Montelupo per un debito con la Gabella dei Contratti derivante dall’incameramento della dote di sua moglie.

- Ciaino d’Andrea rappresenta in una causa accesa presso la Corte del Podestà di Montelupo Simone di Bastiano da Pontorme.

1563 Ciaino d’Andrea (“Acciainum Andree d’Acciainis”) è iscritto al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 5.15.-.

1563-64 Ciaino d’Andrea rappresenta per una citazione in Corte del Podestà di Montelupo Gherardo di Bastiano da Pontorme.

1570 A Ciaino d’Andrea è intestata la portata di Decima; tra i beni immobili vi è “una casa per uso con bottega sotto a uso di fornaciaio e vasellaio, Decima soldi 5.- arroto 1560 numero 1004”.

1581 Ciaino d’Andrea è citato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo.

1600 Sua moglie Caterina è da tempo vedova ed ha sposato in seconde nozze Bartolomeo di Bastiano di Bartolomeo.

 

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LEONARDO di Jacopo di Domenico detto Nardone

1545 Leonardo di Jacopo è gravato in beni dal Podestà di Montelupo a seguito di lettera degli Ufficiali della Mercanzia del 5 gennaio per un debito di lire 9 ad istanza di Bastiano e Benedetto di Pierantonio da Samminiatello.

- Leonardo di Jacopo agisce a sua volta presso la Corte del Podestà di Montelupo contro Sebastiano di Pierantonio per un debito di lire 5.

- Leonardo di Jacopo apre presso la Corte del Podestà di Montelupo una vertenza contro Francesco di Batista detto Cecchino, fabbro, legnaiuolo e stovigliaio, per l’apprendistato del proprio figlio Jacopo. Francesco avrebbe infatti promesso di insegnare un mestiere al giovane Jacopo, venendo poi meno alla promessa.

1551-52 Leonardo di Jacopo è richiesto nella Corte del Podestà di Montelupo da Filippo di Giovannantonio Ughi.

- Leonardo di Jacopo chiede al Podestà di Montelupo il sequestro cautelativo, per un debito di lire 42, dei beni di Benedetto e Bastiano di Domenico, affidandolo nelle mani di Francesco di Batista di Lazzero.

- Leonardo di Jacopo esercita il servizio di pesatore e suggellatore delle carni, come si ricava da una lettera di Vieri dei Cerchi, provveditore alla Grascia, che per questo gli attribuisce un salario di lire 10.

1563 Leonardo di Jacopo riceve tramite il Podestà di Montelupo un avviso di convocazione a Firenze presso la Magistratura degli Otto di Balia.

 

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JACOPO di Leonardo di Jacopo detto Pino

1544-45 Jacopo di Leonardo è affidato dal padre a Francesco di Battista per apprendere un mestiere, ma ne nasce una controversia presso il Podestà di Montelupo per presunta inadempienza di quest’ultimo.

1550 Jacopo di Leonardo è richiesto dal Podestà di Montelupo del pagamento urgente di un debito.

1556 Jacopo di Leonardo è iscritto al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 4 dovuto ad affitto di casa.

1560 Jacopo di Leonardo vende a Tommaso del fu Berto Masi di San Quirico, con atto notarile del 18 aprile rogato da ser Giovanni Ficarelli, una casa con bottega sotto, fornace ed altre sue appartenenze, posta a Montelupo nel luogo detto in piazza, per una somma di 90 fiorini d’oro di lire 7, con clausola di saldo entro 18 mesi.

1560-61 Jacopo di Leonardo è iscritto al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 3.9.-

nei confronti di Filippo di Girolamo Stiozzi.

- Jacopo di Leonardo è debitore di lire 1.2.-. nei confronti di Lorenzo di Tommaso, detto el Vacha “pro operibus ad pingendum stoviglias”, ed è da lui richiesto presso la Corte del Podestà di Montelupo.

1561 Jacopo di Leonardo agisce in Corte del Podestà di Montelupo contro Francesco di Battista Marmi detto il Mastricino per un credito di lire 8.

1563 Jacopo di Leonardo “de Acciainis” è richiesto presso il Podestà di Montelupo da Raffaello di Matteo per un debito di lire 1.3.- dovuto al prestito di marzacotto.

1563-64 Jacopo di Leonardo è richiesto presso il Podestà di Montelupo per un debito di lire 2.15.- dovuto all’acquisto di 10 some di legna.

- Jacopo di Leonardo orciolaio è richiesto in Corte del Podestà di Montelupo da Cesare Petrucci cittadino fiorentino per un debito di lire 17 dovuto a fornitura di legna.

- Jacopo di Leonardo, detto Pino, è iscritto al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 84 “vigore libri”.

- Jacopo di Leonardo, detto “Jacopo di Nardone” orciolaio compare al Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 2.17.-.

- Jacopo di Leonardo orciolaio agisce in Corte del Podestà di Montelupo contro gli eredi di Battista detto il Lischa di Montelupo per un credito di lire 7.

- Jacopo di Leonardo orciolaio compare nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di lire 10 dovuto a macinatura di colori.

1570 Jacopo di Leonardo orciolaio è citato genericamente nel Civile del Podestà di Montelupo.

1574 A Jacopo di Leonardo viene intestato un arroto di Decima comprendente i seguenti beni:

“Una casa in Monte Lupo, luogo detto alla Piazza, per Decima soldi 2.5, arroto 1558 numero 26, soldi 2.5. Comperò da Marco di Jacopo di Gabriello per fiorini 68 [di lire 7], rogato da ser Giovanni Ficherelli 17.IV.1574, fede in filza numero 653.

È s’ànno da levare da Marco di Jacopo di Gabriello a carta 626. Aconcia con presenza di Francesco di Jacopo suo figliuolo 28.IX.1574 in virtù del bando. Salda 6.X.1574 primo a Libro secondo Santo Spirito carta 612”.

 

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ANTONIO d’Andrea di Ciaino, detto Bocchino

1592 Antonio d’Andrea prende in affitto da Giuliano di Batista di Pierantonio di Giuliano di Maso una casa posta in Samminiatello nel luogo detto Rio per lire 15 all’anno. Dell’affitto si trova riscontro nell’arroto di Decima intestata allo stesso Giuliano.

1593 Antonio d’Andrea detto Bocchino è designato il 14 gennaio ad istanza di Simone di Jacopo per custodire nella sua bottega di orciolaio “masserizie, cotti e forme di più sorte” appartenenti agli eredi di Pierantonio di Giuliano Masotti, debitore di detto Simone.

- Antonio d’Andrea detto Bocchino stovigliaio è designato per custodire i beni pignorati appartenenti agli eredi di Pierantonio Masotti che si ritrovasse nelle proprie mani od anche fossero presso Antonio di Simone Mazuoli di Montelupo.

 

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CIAINO d’Andrea

1627 Suo atto di morte:

“Adì 19 di ottobre [1627]: Ciaino di Andrea Bicchi di qui passò a miglior vita, e fu seppellito nella sepoltura in S. Niccolaio il dì s[opradetto]”. Aaf, RPC 1196.7, c. n.n.

 

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FRANCESCO di Ciaino d’Andrea

1698 A Francesco di Ciaino è intestato il seguente arroto di Decima:

“Una bottega e fornace a uso di stovigliaio descritta in conto del Monastero di Santa Brigida del Paradiso, ne’ libri de’ religiosi, San Giovanni del… [sic], 1495 a carta 29, per entrata di fiorini 14 di suggello, Decima soldi 2.-, qual Decima passò poi a’ libri del Contado, estimo 71 Santo Spirito del 1520 numero 56 in Lorenzo di Francesco di Lorenzo a carta 449, per aver condotto a livello detta bottega e fornace dal suddetto monastero di Santa Brigida, nel quale restò senza Decima, come appare a’ Libri de’ Religiosi Santo Spirito del 1534 a carta147, perciò si riassume la Decima di 2 soldi che aveva sino l’anno 1495, come sopra, soldi 2.-.

Che per la fede dell’infrascritto contratto oggi si dice essere un casolare con sito già di fornace di piatti, hoggi rovinata, et una casetta vicino alle mura castellane, consistente in 4 stanze, e’ quali e quante sieno, spalcate e minaccianti rovina, poste a Montelupo … sulla strada maestra che va a Firenze. Et in sostanza tutti li medesimi effetti che furono già da dette monache allivellati il 14 maggio 1656 a Biagio di Lancillotto Monti di Montelupo per rogo di ser Giovan Antonio Vignali, al quale etc.

Comperò detto Francesco Ciaino Bichi dalle venerabili monache di Santa Brigida del Paradiso per scudi 100 di moneta [di L. 7 per scudo] a spesa e gabella comuni, come appare per contratto rogato da ser Masino di Lorenzo di Benedetto Borghigiani 28.V.1694, fede in filza numero 377.

Si leva dal Libro de’ Religiosi San Giovanni 1495 carta 29 dal Monastero di Santa Brigida… e da’ Libri de’ Religiosi di Santo Spirito 1534 carta 147 dal detto Monastero, etc”.

 
     

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