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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Brizzelli  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

TOMMASO di Francesco

1510-12 Tommaso di Francesco fa parte del gruppo dei 34 maestri vasai di Montelupo che approvano gli statuti dell’Arte degli Orciolai della terra valdarnese.

 

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Tommaso di Francesco detto il Vacca

1510-12 Fa parte dei 34 vasai che partecipano alla riforma dell’Arte degli Orciolai di Montelupo.

1541 Compare al Civile di Montelupo per un debito di lire 2.4.-.

1550 È richiesto da un beccaio presso il tribunale di Montelupo del pagamento di lire -.15.-.

1563-64 Masino detto il Vacca è richiesto nel tribunale montelupino per il pagamento di lire 3.5.-.

 

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Francesco di Tommaso di Francesco

1543 Compare al Civile tra le appuntature della Decima; deve lire 1.1.-.

1547 Prende in affitto sino al 15 settembre 1547 una casa con bottega da Giuliano di Maso di Mariotto [Masotti] stovigliaio di Samminiatello, e di ciò viene dato riscontro in un arroto di Decima.

1551-52 Francesco di Maso è citato al Civile di Montelupo per un debito di lire 7.

1556-57 Agisce nel tribunale locale contro di lui Domenico di Francesco [Tofani?] da Samminiatello per un fitto arretrato di casa pari a lire 14.

1560 È gravato di lire 11.15.- dal tribunale dei Nove Conservatori, e di ciò viene dato avviso per l’esecuzione al Podestà di Montelupo.

1581 Citato come stovigliaio al Civile di Montelupo.

 

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Lorenzo di Tommaso detto il Vacca

1554-55 Agisce nel tribunale di Montelupo contro Jacopo di Leonardo Ciaini per un credito di lire 4.

1556-57 Compare nell’elenco dei soldati inviato da Ubertino Ubertini, capitano della banda d’Empoli, ai quali si assegna come premio uno scudo d’oro (evidentemente per la felice conclusione della guerra di Siena).

1558 Lorenzo di Tommaso “vascellaio” di Montelupo è, assieme a Matteo Bartoloni di Montelupo, tra i testimoni del testamento di Girolamo di Cristoforo della Cavallina, dettato in Roma il giorno 11 dicembre.

1560-61 Forma nel tribunale di Montelupo un protesto contro Antonio di Francesco.

- Agisce nel medesimo tribunale contro Jacopo di Leonardo Ciaini, al quale richiede di essere pagato per le opere di pittura che egli gli deve. Jacopo si presenta ed afferma che Lorenzo aveva promesso di dipingere detto lavoro, ma che lo ha trattenuto “fino a hora, e che hora Jacopo non lo vuole, perché non trova da spacciarlo”.

1563 Gli Otto di Guardia e Balìa citano in persona Bartolomeo, Bastiano, Salvadore e Lorenzo, figli di Tommaso detto il Vacca di Montelupo.

1564 Gli Otto di Guardia e Balìa, con loro lettera al Podestà di Montelupo del 13 marzo 1563 [’64] impongono, sotto pena di 200 scudi, a Lorenzo di Tommaso di fare pace e tregua con Jacopo di Bartolo.

 

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SALVADORE di Tommaso di Francesco

1556-57 Salvadore di Tommaso compare come teste in una causa di sequestro condotta dal Podestà di Montelupo ed avviata da Francesco di Battista di Lazaro contro Masotto di Giovanni di Niccolò da Capraia orciolaio.

1570 Salvadore di Tommaso è citato genricamente al Civile del Podestà di Montelupo.

1579 Salvadore di Tommaso, assieme ai suoi figli Ceseri e Francesco, agisce in data 18 dicembre presso la Corte del Podestà di Montelupo contro Alessandro di Bartolomeo Uccellini da San Miniatello per 300 dozzine di lavoro ed altro vasellame per un importo di lire 350.-.- e lire 28 di frutti.

1579-80 Salvadore di Tommaso ed i suoi figli pongono istanza di sequestro presso la Corte podestarile di Montelupo contro Alessandro di Bartolomeo Uccellini.

- Salvadore di Tommaso ed i suoi figli sono citati in giudizio presso il tribunale di Montelupo da Alessandro di Bartolomeo Uccellini.

1581 Salvadore di Tommaso presenta la sua portata di Decima (n. 119), nella quale dichiara di aver preso in affitto una bottega da monna Lessandra, vedova di Papino di Bebbi Lippi, e dalla vedova di Valerio di Mariotto Bartoloni. Da una successiva portata (n. 126) si ricava che egli concede in affitto una parte della sua casa a Pasquino di Matteo Falconetti.

- Salvadore di Tommaso compare in una lista di stovigliai inviata adì 26 luglio dall’Arte dei Medici e Speziali di Firenze per esigere il pagamento della matricola arretrata, pari a lire 5.5.-. Egli paga ancora lire 2.-.-.

- Sotto dì 8 di luglio per l’Arte degli Oliandoli: “Salvadore di Tommaso Brizzoli [sic] di Monte Lupo, bottegaio, lire 10.-.- piccioli, de’ dare per sua matricola”.

1582 A Salvadore di Tommaso è intestato un arroto di Decima per una casa posta in Montelupo ed ora appigionata ad Antonio Mazzuoli da Monte Lupo ad un fitto di lire 28.-.- di piccioli all’anno, e gli viene posta una tassa di soldi 8.5.

- Salvadore di Tommaso è citato presso il tribunale di Montelupo assieme al fratello [Se]Bastiano, già Camarlingo dei pegni, per aver venduto un pegno della valuta di lire 7.16.8.

- Salvadore di Tommaso agisce nel tribunale di Montelupo contro gli eredi di Antonio di Giovanni detto il Berna.

- Salvadore di Tommaso, assieme ad altri, è mallevadore del fratello Bastiano nella causa avviata contro di esso per lire 7.2.- in ragione di un pegno venduto.

- A Salvadore di Tommaso viene richiesto il pagamento della matricola arretrata dell’Arte degli Oliandoli per lire 6.13.-.

- Salvadore di Tommaso paga la matricola all’Arte degli Oliandoli per un importo di lire 6.13.4.

1583 A Salvadore di Tommaso è intestato un arroto di Decima per beni acquistati:

“La metà di una casa con bottega sotto a uso di stovigliaio in Montelupo, per divisa infrà Chiricho d’Ansuigi di Nardo (come per arroto 1573 n.128) e Antonio di Giunta di Pagholo (per arroto 1560 n. 996), pervenuta per compra fatta da Francesco, figliolo di detto Salvadore, da Antonio di Giunta di Pagholo per fiorini 90, rogato da ser Andrea Sergrifi (6.I.1581), per fede in filza n. 288, al quale Chirico l’anno 1573 per arroto n. 128 fu posta per errore e per la medesima ragione che l’anno 1560 n. 1003. Aconcia di parola di ser Giovan Battista Ducci nostro Cancelliere presente e con presentia di Francesco figliolo del di là detto Salvadore, con Decima di soldi 3.4. A levare dalla posta di Chirico d’Ansuigi di Nardo [a] carta 586. Salda 24.XI.1583”.

1588 Salvadore di Tommaso compra da Vincenzo ed Agnolo di Bartolomeo di Tommaso Brizzelli una casa posta in Montelupo nel luogo detto via del Papa, e perciò, tramite il Podestà di Montelupo, gli viene richiesta la tassa di lire 8, non pagata alla Gabella dei Contratti.

1589-90 Salvadore di Tommaso compra da Vincenzo e Agnolo di Bartolomeo di Tommaso Brizzelli da Monte Lupo la metà ed 1/4 di una casa per indiviso con detto Salvadore posta in Montelupo nel luogo detto via del Papa, ed è richiesto del relativo pagamento della Gabella dei Contratti.

- Salvadore di Tommaso è richiesto del pagamento della Gabella dei Contratti per beni comperati da Giuseppe e Camillo Brizzelli per una somma di lire 6.

1590 Salvadore di Tommaso, in quanto Depositario della Gabella delle Bestie per Montelupo, consegna una dichiarazione autografa presso il tribunale locale.

1591 Salvadore di Tommaso, come Depositario delle Farine, ordina alcuni gravamenti contro terzi tramite il Podestà di Montelupo.

- Per Salvadore di Tommaso, Depositario delle Farine, viene inviata al Podestà di Montelupo una lettera in data 13 settembre.

1592 Il Provveditore delle Farine ordina in data 14 maggio al Podestà di Montelupo di gravare Salvadore di Tommaso Brizzelli per lire 196.1.12, in ordine a quanto da lui riscosso nell’esercizio della funzione di Provveditore delle Farine in Montelupo.

1594 Essendo morto Salvadore di Tommaso, già Camarlingo della Gabella delle Bestie, viene disposta la nomina di un nuovo ufficiale.

- Poiché Salvadore di Tommaso è morto lasciando alcuni debiti, si provvede a stimare i pegni per il loro saldo.

 

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FRANCESCO di Salvadore di Tommaso di Francesco

1556 Suo atto di nascita:

“Francesco et Romulo di Salvadore di Tommaso Brizelli si baptezò adì 9 d’Octobre 1556. Compare Lorenzo di Francesco di Lorenzo et Valerio di Mariotto Bartoloni; chomare mona Antonia di Ugho di Giovanni Antonio Ughi”.

Aaf, RPC 1172.

1579 Antonio di Giunta di Paolo attesta mediante atto notarile rogato da ser Antonio del Medico in data 11 gennaio di aver ricevuto da Francesco di Salvadore 25 scudi, impegnandosi a restituire il prestito in tre anni.

1581 Francesco di Salvadore agisce come procuratore di [Se]Bastiano di Tommaso Brizzelli, dimorante in Pisa, nella vendita per la somma di 25 scudi rogata il 16 ottobre in Sammontana da ser Andrea Sergrifi di un casolare ed orto pertinente a detto Bastiano.

1604 Francesco di Salvadore consegna in Roma a Guido Magalotti, per tramite di Gabriello di Francesco Marmi, che agisce per conto di Antonio Antinori, suo socio, la somma di scudi 755.

1605 A Francesco di Salvadore viene intestato il seguente arroto di Decima:

“La metà di una casa con bottega sotto ad uso di stovigliaio in Montelupo, per divisa in fra Chiricho d’Ansuigi di Nardo. Pervenuta per redità et morte di Salvadore, suo padre, più tempo fa, e per divisa con Ceseri di Salvadore, suo fratello carnale. Rogato ser Bastiano di Simone Cini 9.VI.1602, fede in filza numero 224.

La metà di una casa sul Poggio alla Malva: è livellaria de’ Capitani di Or San Michele di Firenze, pervenuta come sopra.

La metà di una casa per uso e di bottega a uso di orciolaio, divisa con Antonio di Giunta, 3 soldi 4 denari. Per arroto 1560 numero 1003.

Pervenutagli per compra fatta da mona Caterina, donna fu di Chirico d’Ansuigi per fiorini 58 di moneta, rogato da ser Bastiano di Simone Cini, 11 novembre 1604, per fede in filza numero 225, da levare a Chirico d’Ansuigi [a] carta 586.

Una casa per uso con bottega sotto a uso di fornace e di vasellaio, Decima soldi 5. Per arroto 1600 numero 163. Pervenuta per compra fatta da Bartolomeo di Bastiano da Sanminiatello con patto resolutivo di 2 anni per fiorini 250 di moneta, rogato da ser Bastiano di Simone Cini da Monte Vettulini 9.III.1605. Et sotto dì 1.IX.1604 Piero figliuolo di Bartolomeo venditore liberò il tutto per fiorini 50 in più, come appare in detto rogo, filza numero 225 1/2. Da levare a Pietro di Bartolomeo [a] carta 636, aconcia alla presenza di Francesco 26.XI.1605. Salda 1.XII.1605”.

1611 A Francesco di Salvadore viene intestato il seguente arroto di Decima:

“Una casa in Montelupo, Decima 8 soldi 5 denari, pervenuta per compra fatta da Piero di Bartolomeo di Bastiano Sanminiatello per prezzo di fiorini 120 di moneta, rogato da ser Vivaldo Vivaldi 6.VIII.1611, fede in filza numero 188; s’à da levare da Piero ect. a carta 636. Salda 27.X.1611”.

 

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CESERI di Salvadore di Tommaso di Francesco

1559 Suo atto di nascita:

“Cesare et Bastiano figliuolo di Salvadore di Thomaso di Francesco Brizzelli da Monte Lupo. Compari Antonio di Giunta Pagolotti et Valerio di Mariotto [da] Prato. Comare mona Antonia di Simone Lapucci, mona Antonia d’Ugho di Gianni Antonio, mona Dea di Bastiano pistorese”.

Aaf, RPC 1172.

1579-80 Cesare (Ceseri) assieme al fratello Francesco ed al padre Salvadore agisce nella Corte del Podestà di Montelupo contro Alessandro di Bartolomeo degli Uccellini da Samminiatello e la vicenda si protrae sino all’anno seguente.

1582 Cesare di Salvadore è richiesto dalla Gabella dei Contratti tramite il Podestà di Montelupo di pagare la somma di lire 20, relativa al contratto di dote di sua moglie Mattea.

1589 Cesare di Salvadore è richiesto presso il tribunale di Montelupo per un pagamento da farsi alla Dogana di Pisa.

1614 A Cesare di Salvadore è intestato il seguente arroto di Decima:

“Una bottega a uso d’orciolaio in Montelupo, la quale ha condotta a linea mascolina dai signori Capitani di Or San Michele con obbligo di pagare fiorini 2 l’anno, per contratto rogato da ser Lorenzo Muzzi 22.XII.1605, fede in filza numero 134. A’ quali Capitani di Or San Michele era recaduta da Francesco di Amerigho Calabranci per inosservanza di livello, come per fede in filza detta. Si leva [da] Francesco di Amerigho. Salda questo dì 27.VIII.1614”.

 

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LORENZO di Tommaso di Francesco

1579-80 Lorenzo di Tommaso è citato al Civile del Podestà di Montelupo per un debito.

1581 Lorenzo di Tommaso è compreso nell’elenco degli stovigliai che l’Arte dei Medici e degli Speziali di Firenze invia al Podestà per il pagamento della matricola arretrata pari a lire 5.5.-.

- Lorenzo di Tommaso è ancora moroso per il pagamento precedente, al quale vengono aggiunte altre lire 2.

- Lorenzo di Tommaso è citato come stovigliaio negli atti civili del Podestà di Montelupo.

1582 Lorenzo di Tommaso orciolaio è richiesto di un debito di lire 1.15.-. presso la Corte del Podestà di Montelupo.

- Lorenzo di Tommaso stovigliaio agisce nel tribunale di Montelupo contro Valerio di Mariotto Bartoloni in quanto quest’ultimo è mallevadore di Filippo messo.

1583 Con atto rogato il 16 luglio da ser Andrea Sergrifi, la Compagnia dello Spirito Santo di Montelupo nomina Lorenzo di Tommaso e Giovacchino di Guido Maffei quali procuratori per trattare certi problemi che la Compagnia ha con l’Arcivescovo di Firenze e la consorella di Samminiatello.

1589 Contro Lorenzo di Tommaso e Luca di Serafino agisce nella Corte del Podestà di Montelupo Antonio di Biagio Cozzetti.

- Lorenzo di Tommaso rappresenta Giulio di Berto Bitossi da Camaioni in una controversia davanti al Podestà di Montelupo.

1589-90 Lorenzo di Tommaso oste è citato nel tribunale di Montelupo per il pagamento della pigione dell’osteria.

- Lorenzo di Tommaso chiede il sequestro nelle mani di Lattanzio di Girolamo di ogni quantità di denaro che il medesimo dovesse a Francesco di Bartolomeo di Bianco, suo debitore per lire 9.4.

- Lorenzo di Tommaso oste è a sua volta citato da Francesco di Bartolomeo di Bianco per avere egli subito illegalmente il sequestro, del quale richiede gli siano rimborsate le spese.

- Lorenzo di Tommaso, detto stovigliaio, è citato presso la Corte del Podestà di Montelupo a causa di un debito dovuto alla fornitura di piombo.

- Lorenzo di Tommaso stovigliaio è citato nel tribunale di Montelupo da Biagio di Francesco Marmi.

1592 Lorenzo di Tommaso figura in data 14 marzo tra i creditori di Federigo di Giulio Bernazzini che è stato carcerato.

1598 In data 12 di settembre Giovanni Francesco di Bino, scrivano della cancelleria dell’Arte dei Medici e degli Speziali di Firenze, attesta per fede che Lorenzo di Tommaso è donzello dell’Arte medesima, e che ha per valsente una somma maggiore di 25 scudi.

- Lorenzo di Tommaso compare davanti al Podestà di Montelupo per aver fatto un sequestro a Battista di Lorenzo Bartoloni per un saldo che questi doveva all’Arte dei Medici e degli Speziali di lire 3.13.- circa. Ma questi si oppone perché secondo gli statuti di Montelupo non si può effettuare un sequestro di beni contro chi ha un valsente di almeno 25 scudi, e chiede la restituzione di quanto sequestrato ed il pagmento delle spese.

 

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ANTONIO di Leonardo

1580 Antonio di Leonardo, dicendosi “istovigliaio in Montelupo” fornisce al Podestà una dichiarazione su Lorenzo di Lancillotto pizzicagnolo, affermando che non ha cotto pane di nessun tipo.

1590 Antonio di Leonardo è citato assieme ad altri nella Corte del Podestà di Montelupo da Santi di Domenico, che agisce anche per conto di una compagnia di cui fa parte, a causa di un debito per fornitura di piombo. Nel documento è citato erroneamente come “Antonio di Lorenzo”.

- Antonio di Leonardo agisce nel tribunale di Montelupo contro Lattanzio di Girolamo da Faenza per un credito che ha con lui dovuto alla fornitura di libbre 200 di piombo e cinque fastella di stipa.

1597 Antonio di Leonardo agisce in data 9 ottobre davanti al Podestà di Montelupo contro Andrea d’Antonio Lotti per vari crediti.

- Antonio di Leonardo fa comparsa in data 21 ottobre nel tribunale podestarile di Montelupo per giustificare un’istanza da lui presentata contro Jacopo di Pasquino Pagni e Piero di Maso mugnaio.

Presenta come prova del suo credito un libro iniziato nell’anno 1594, da cui il notaio estrae le partite delle quali il medesimo Antonio richiede il pagamento:

“1597. Detti [Jacopino e Piero ]

dozzine 3 1/2 di figurato a soldi 65 la dozzina lire 11.7.-

dozzine 5 di piano a gruppi a soldi 45 lire 11.5.-

dozzine 10 di mazzi a soldi 43 lire 21.10.-

dozzine 10 1/2 piano di rifiuto a soldi 34 lire 19.11.-

dozzine 10 di pentole a soldi 50 lire 25.-.-

totale lire 88.13.-

n. 6 rinfrescatoi pelati lire 3.-.-

n. 4 mezzoquarti d’alberelli a soldi 42 lire -.14.-

n. 12 tazze da frutta a soldi 3.4 l’una lire 2.-.-

n. 9 fontanelle di rifiuto a soldi 3.4 lire 1.10.-

n. 8 saliere a maschere a soldi 5 il paio lire 2.-.-

n. 5 caraffe di boccale a soldi 4 l’una lire 1.-.-

totale lire 97.17.-

ect.; pagato 15.VIII.1597 lire 66,

restano lire 31.7”.

- Antonio di Leonardo conclude in data 29 ottobre 1597 il procedimento civile nella Corte del Podestà di Montelupo contro i suoi debitori Jacopino di Pasquino Pagni e Piero di Maso mugnaio.

- Il Tribunale della Mercanzia, tramite il Podestà di Montelupo, invia istanza di comparizione ad Antonio di Leonardo, che occupa la fornace già di Valerio di Mariotto Bartoloni, ed agli eredi di quest’ultimo.

1602 Antonio di Leonardo apppigiona una parte della casa appartenete a Giuseppe di Piero Bartolozzi, composta di stanze sei, sino al 1 di luglio 1602 per un fitto di lire 35 l’anno.

 

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SEBASTIANO di Tommaso di Francesco

1581 [Se]Bastiano di Tommaso, dicendosi di Montelupo, ma al presente dimorante in Pisa, vende in data 16 ottobre, per rogito di mano di ser Andrea Sergrifi, a Giovanni Bartoloni di San Quirico un casolare con orto posto in Montelupo per la somma di 25 scudi, per tramite del suo procuratore Francesco di Salvadore di Tommaso Brizzelli.

- Bastiano di Tommaso figura nella lista degli stovigliai dai quali l’Arte dei Medici e degli Speziali di Firenze richiede il pagamento della tassa di matricola arretrata di lire 5.5.-. Esecuzione del pagamento.

1600 A Bastiano di Tommaso è intestato il seguente arroto di Decima:

“Una casa in Montelupo, pervenutagli per compra fatta da Salvadore suo fratello carnale per fiorini 88, rogato da ser Giovanni di Guerra de’ Doni di Modigliana sotto dì 4 di aprile 1593. Si leva da Salvadore [a] carta 641. Aconcia con presenza di Bastiano suddetto 12.II.1600. Salda 28.II.1600”.

1621 A Bastiano di Tommaso è intestata la seguente posta di Decima:

“Una fornace per orciuoli nel castello di Montelupo sotto la casa di sua habitazione, con Decima 11 denari per aumento 1576 numero 980. Si levono da’ libri del 1570 [a] carta 582 di Bastiano suddetto per saldo di conto. Salda adì 29.VII.1621”.

1613 Muore in data 24 aprile [vedi il documento a Tommaso di Francesco].

 

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LEONARDO di Giovanni

1510 Leonardo di Giovanni fiorentino “de regione Sancti Eustachis vascellarius” è presente ad un atto notarile rogato in Roma in data 12 aprile.

1513 Leonardo “vascellaro a Navoni” fabbrica vasi per la farmacia dell’Ospedale di Santo Spirito in Roma.

1517 Compare come testimone in un atto notarile rogato in Roma.

1526 È nominato console della Corporazione dei Vascellari romani.

 

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GIOVANNI di Leonardo

1577 Giovanni di Leonardo prende in affitto, con atto rogato in data 2 novembre dal notaio ser Antonio del Medico, da Francesco di Amerigo di Francesco [Calabranci] una “apothecam ad usum urceolorum, cum fornace et suis habituris et pertinentiis” posta in Montelupo. La locazione avrà la durata di tre anni con un fitto annuo di scudi 12 da lire 7 ciascuno e “una coctura brasciarum fornacis.”

 

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TOMMASO di Francesco detto il Vaccha

1544 Contro Tommaso di Francesco viene agito nella Corte del Podestà di Montelupo per un debito di lire 2.4.-.

1550 Tommaso di Francesco è richiesto da un beccaio presso il tribunale podestarile per un debito di 15 soldi.

1563-64 Tommaso di Francesco (“Masino detto il Vacha”) è richiesto presso la Corte del Podestà di Montelupo per un debito di lire 3.5.-.

 

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TOMMASO di Francesco di Salvadore di Tommaso

1614 A Tommaso di Francesco viene intestata per arroto di Decima la metà di una casa con bottega sotto ad uso di stovigliaio posta in Montelupo come indivisa con Chirico d’Ansuigi di Nardo, sulla quale grave una tassa di soldi 7.

Inoltre gli viene attribuita la metà di una casa posta in Montelupo nel luogo detto Poggio alla Malva, condotta a livello dai Capitani d’Or San Michele di Firenze con Decima di soldi 1.

Ancora la metà di una casa per uso e di una bottega d’orciolaio divisa con Antonio di Giunta, sulla quale grava una Decima di soldi 3.4 ed un’altra casa per uso con bottega sotto di vasellaio e fornace tassata per soldi 5.

Questi beni gli sono stati intestati per arroto numero 130 nel 1605.

Si aggiunge ora una casa posta in Montelupo, confinata a primo via Maestra, con tassa di Decima di soldi 8.5 che gli è pervenuta a seguito della morte di Francesco suo padre il 24 aprile 1613 (fede in filza numero 168). Salda il 27 agosto 1614.

1620 Si assegna a Tommaso una casa posta in Montelupo gravata da una tassa di Decima di soldi 8.5 per arroto numero 73 del 1620: “Pervenutagli per aggiudicazione di beni in pagamento da Daniello di Bastiano di Tommaso Brizzelli e come herede di Bastiano suo padre per la somma di fiorini 85 di moneta (lire 7 per fiorino) per contratto rogato da ser Salvestro di Giovanni Poggi” del 2 luglio 1620. Fede in filza numero 114. “S’à da levare da Bastiano di Tommaso Brizzelli [a] carta 582. Salda 27.VIII.1620”.

1627 Viene intestato a Tommaso il seguente arroto di Decima. “Una bottega con una stanza in su la piazza di Montelupo, arroto 1621 n. 1306 (?).

Una casa con bottega et orto, posta in piazza di Montelupo. Comperò detta casa con patto resolutivo di 7 anni da Andrea di Jacopo Ughi per fiorini 70 per contratto rogato da ser Jacopo Mugnai 29.V.1618, e il 26.VIII.1625 seguì la liberatione insieme con l’orto e bottega per fiorini 40, rogato da ser Basiglio Benvenuti, per fede di gabella in filza numero 18.

Si leva dalla posta di Andrea di Jacopo Ughi [a] carta 565, salda 31.III.1626 [’27]”.

1629 Viene intestato a Tommaso un nuovo arroto di Decima: “Una casa per uso con bottega sotto a uso di stovigliaio e fornace, luogo detto al Canneto, Decima soldi 2. Per arroto 1621 n. 1301 (?).

Pervenutagli come possessore di molto tempo, e per non ne giustificare l’aquisto se gli dà in conto per virtù di partito del Magistrato del dì… [sic] di marzo 1628.

E si leva da Andrea etc. di Stefano d’Andrea di Lorenzo [a] carta 564. Salda 31.III.1629 [’30]”.

1630 Tommaso è eletto adì 6 agosto riformatore degli statuti di Montelupo.

1639 Con atto notarile rogato da ser Guglielmo Barsoli del 17 marzo 1638 [’39] Tommaso del fu Francesco Brizzelli di Montelupo, con licenza ottenuta per rescritto dall’Arcivesco di Firenze, consegna al reverendo Antonio Bontadi, priore della chiesa di San Giovanni Evangelista di Montelupo, una casa con bottega di stovigliaio, fornaci ed orto posta in via del Piano, le quali proprietà ebbe da Bandino di Battista Bandini di Montelupo, così come egli l’aveva ricevute in permuta, e sopra le quali insiste l’obbligo - a seguito del testamento dettato da Giovanni di Donato di Giovanni da Montelupo rogato il 26 novembre del 1544 da ser Niccolò di Gherardo da Empoli - di celebrare ogni anno in detta chiesa n. 7 messe “et un offizio con altre 7 messe et come instrumento rogato da ser Bastiano Cini” del 17 ottobre 1598; a detti beni si aggiungono altre due case poste in Montelupo e un pezzo di terra posto dentro le mura del castello.

 

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FRANCESCO di Tommaso di Francesco

1621 Scritta di Decima a nome di Francesco di Tommaso assieme ai fratelli Bandino e reverendo Bastiano “Da Bandino di Giovanni Bandini, in questa [a] carta 576 numero 11”.

1635 Scritta di Decima di Francesco di Tommaso assieme ai fratelli Bandino e reverendo Bastiano:

“devono dare adì 31.III.1635 di nuovo:

Una parte di casa consistente in due stanze, nella casa dove habitava Francesco sopradetto nel castello di Montelupo, Decima soldi 3.7.

Un orto con detta parte di casa di staia 2, per arroto numero 25 del 1625, Decima soldi 8.11.

Una casa posta in luogo detto la Strada del piano, Decima soldi 7.2.

Una casa con bottega sotto a uso di tessitore, Decima soldi 6.-.

Un orto con più viti e frutti dietro alla casa di detti venditori, Decima soldi -.11, totale Decima lire 1.15.

E’ quali beni gli son pervenuti per eredità e morte di mona Lisabetta lor madre, alla quale gli erano pervenuti per redità di Bandino di Giovanni Bandini, suo nipote, il qual Bandino morse pupillo l’anno 1630 nel tempo del mal contagioso… e’ quali eredi sopradetti dissero che Giovanni padre di Bandino havessi fatto testamento e havessi lasciato erede sopradetta Lisabetta sua sorella, mancando detto Bandino suo figliolo senza successione, sì come morì, come sopra si è detto. E tutto senza pregiudizio di alcuno. E si leva da Bandino di Giovanni di Francesco Bandini, a carta 576. Aconcia con presenza di Tommaso di Francesco Brizzelli e reverendo prete Bastiano suo figliolo il 29.III.1635. Salda 31.III.1635.

Notificati di per loro per partito del Magistrato, et li tocca di Decima L. 1.15.-.

Ha ottenuto grazia da Sua Altezza Serenissima in filza 30/a di suppliche numero… [sic], però non si condanni”.

1653-54 Francesco di Tommaso fornisce dal 30 giugno 1653 al 1 luglio 1654 all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze stoviglie per scudi 84.-.-.4.

1655 In data 30 giugno fornisce ancora al medesimo Ospedale stoviglie per scudi 60.-.5.-.

1656 In data 21 giugno fornisce ancora al medesimo Ospedale stoviglie per scudi 59.6.18.-.

1657 In data 30 giugno fornisce stoviglie all’Ospedale di Santa Maria Nuova per il notevole importo di scudi 118.4.2.8.

1658 In data 30 di giugno fornisce stoviglie al medesimo Ospedale per scudi 44.-.15.-.

1659 In data 13 aprile effettua a Santa Maria Nuova una fornitura di stoviglie per scudi 65.4.3.-, che è seguita in data 30 giugno da una seconda del valore di scudi 44.-1.4.

1660 Il giorno 12 giugno fornisce l’Ospedale di Santa Maria Nuova di stoviglie per un importo di scudi 68.2.2.4.

1661 Il giorno 30 giugno 1661 riceve per la fornitura di stoviglie il pagamento di scudi 47.5.-.-. dall’ospedale suddetto.

1664 Il giorno 30 giugno riceve il pagamento, probabilmente per fornitura di stoviglie, di scudi 26.5.16.8 dall’Ospedale di Santa Maria Nuova.

1688 Francesco di Tommaso viene retribuito per aver fornito una serie di ceramiche alla spezieria dell’Ospedale di Santa Fina di San Gimignano:

“Lire centosettantotto contanti a maestro Francesco Brizzelli di Montelupo, sono per la valuta dell’infrascritti vasi vendutici per mettere nella nuova spetieria, e prima:

orci, ovvero coppetti grossi di tenuta di 1/2 barile l’uno numero 32, scolpitoci dentro l’arme di Santa Fina, lire 150, scudi 21.3.-.-.

Orinali otto di stufa, con detta arme, lire 14.-.-, scudi 2.

Vaselli da olio lire 14.-.-, scudi 2, totale 25.3.-”.

 

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BANDINO di Tommaso di Francesco

1635 Bandino di Tommaso è citato nell’arroto di Decima coi fratelli reverendo messer Bastiano e Francesco.

 
     

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