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Brinati
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La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro
alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO |
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FRANCESCO di
Pasquino
1559-60 Nel Civile di Montelupo si nomina la
vedova di Francesco di Pasquino orciolaio.
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MATTEO di Pasquino
1588 Agisce nella Corte del Podestà di Montelupo contro
Giuliano di Antonmaria orciolaio per il pagamento di lire 14 “per dipintura
datoli”, cioè per avergli dipinto vasi.
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AGOSTINO
di Michele di Pasquino
1589 Compare come testimone in una causa aperta nel
tribunale podestarile di Montelupo fra Alessandro di Tommaso faentino e
Bandino di Batista da Montelupo. Chiamato da quest’ultimo, dichiara di
avere 22 anni e di possedere 50 scudi circa; lavora nella bottega di
Bandino. Al tempo del precedente Podestà (non ricorda esattamente
l’epoca) comparve in bottega ser Giovanni Gagliardi, cavaliere al
servizio del Podestà, e gli disse: “voi mi havete a dipingere la mia
arme in queste mie tazze come n’avete sul quel pancone. Gli risposi:
‘come ho finito quel lavoro che ho in mano per detto Bandino, io ne le
dipignerò ed altro non seguì per allora fra loro; se no 2 giorni di poi,
il teste, per servir ser Giovanni, dipinse due tazze, che erano [di] 12,
mettendovi e dipingendovi l’arme di ser Giovanni, e le lassò in detta
bottega. Dopo qualche giorno, trovò ser Giovanni e gli disse come aveva
dipinto la sua arme in quelle due tazze e questi rispose: ‘va bene, ci
rivedremo’, e finalmente il teste non fu mai pagato per tale dipintura
da ser Giovanni, né gli disse mai più altro. Bandino gli disse di farsi
pagare la dipintura, che ser Giovanni gliel’aveva ordinata.
Incontrandolo, questi gli disse: ’va bene, ci rivedremo innanzi’, ma ne
lo pagò altrimenti”. Cita come testi Francesco d’Antonio, Giuliano di
Battista ed altri.
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PASQUINO d’Antonio di Pasquino Brinati
1614 Gli è intestato il seguente arroto di Decima:
“Una casa posta in Montelupo, su la piazza de’
Becherelli, comprò da monna Ginevera di Lodovico d’Ellero da Santa
Sofia per fiorini 23 di lire 7, rogato da ser Lorenzo di Francesco
Palmizzani 12.III.1598, fede in filza n. 189, 7 soldi 2 denari 2.
- 2/3 di bottega e fornacie a uso d’orciolaio, oggi
in Montelupo al Poggio alla Malva, Decima 6 soldi 8 denari. Per
arroto 1573 n. 12 Unicorno, 6 soldi 8 denari, et per agumento 1576
numero 142, soldi 4. Totale soldi 10 8 denari.
Pervenutagli per compra fatta da Giovanni e Roccho
d’Andrea di Giovanni del Grande per fiorini 86 di moneta, rogato da ser
Bastiano di Simone Cini 22.XII.1609, fede in filza n. 365. Giovanni e
Roccho dissono esserli pervenuti per heredità d’Andrea di Giovanni lor
padre morto più fa, che li aveva comprati da Santi e Simone di Marco
Fabbri della Villa; dissono di non sapere chi rogò il contratto, ne’
quali questi pervennero per sentenza de’ Magnifici Signori Sei di
Mercanzia il 5 luglio 1598 contro Valerio di Mariotto Bartoloni et sua
heredi, come dalla sentenza appare, vista e resa.
Da levare da Monna Lessandra di Papino d’Andrea [a]
carte 619, moglie di detto Valerio. Salda 27.VIII.1614.”
1615 Gli è intestato il seguente arroto di Decima:
“Una bottega a uso d’orciolaio in Montelupo [nel luogo detto] Poggio
alla Malva; Decima 4 soldi per l’aumento 1576 numero 124. E’ quali
beni [li] sono pervenuti per compra fatta da Bartolomeo di Domenico
Verdiani per fiorini 40 rogato da ser Bastiano di Simone Cini in data
9.VI.1615, fede in filza numero 185, il quale Bartolomeo li aveva
acquistati per redità e morte di monna Alessandra di Papino. Salda
30.VII.1615.”
1621 Gli è intestata una posta di Decima che ripete
le descrizioni precedenti.
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DOMENICO di Pasquino d’Antonio Brinati
1626 È intestato a Domenico, assieme ai fratelli
Andrea, Antonio e Simone, il seguente arroto di Decima:
“una casa per uso posta in Montelupo, su la piazza
dei Becherelli, soldi 7.2;
- 2/3 d’una bottega, oggi bottega e fornace a uso di
orciolaio, posta nel Castello di Montelupo, luogo detto Poggio alla
Malva, Decima 6 soldi 8 denari;
- una bottega a uso d’orciolaio, posta nel Castello
di Montelupo, luogo detto Poggio alla Malva, con Decima soldi 4.
Totale 17 soldi 10 denari.
Pervenuti detti beni per la morte di Pasquino lor
padre, morto più fa, come disse.
E si leva dalla posta di Pasquino d’Antonio, [a]
carta 638. Salda 31.III.1626”.
1640 Con atto notarile rogato in Montelupo da ser
Fabio Fabbroni in data 2 aprile, Domenico promette al notaio del Podestà
di esercitare fedelmente, ad iniziare dalla Pasqua, l’ufficio di
pesatore della gabella della carne.
1642 È indicato in data 9 ottobre quale fornitore di
20 piatti all’Ospizio di Montelupo dei Domenicani di Santa Maria
Novella.
1671 Una sua posta è inscritta in data 14 luglio in
un archivio privato: “per più stoviglie datemi da suo fratello più fa,
scudi 1.4.13.-”.
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ANDREA di Pasquino d’Antonio Brinati
1626 Gli è intestato, assieme ai fratelli Antonio,
Domenico e Simone, un arroto di Decima nel quale compaiono due botteghe
ed una fornace [vedi sopra a Domenico].
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ANTONIO di Pasquino d’Antonio Brinati
1624 Gli è intestato un arroto di Decima per avere
preso in affitto una casa in Montelupo in data 26 ottobre, assieme a
Tofano di Tommaso Tofani e Pierfrancesco d’Ascanio, da Bandino di
Giovanni di Francesco Bandini.
1626 Gli è intestato, assieme ai fratelli Andrea
Domenico e Simone, un arroto di Decima nel quale compaiono due botteghe
ed una fornace [vedi sopra a Domenico].
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SIMONE di Pasquino d’Antonio Brinati
1626 Gli è intestato, assieme ai fratelli Antonio,
Domenico e Andrea, un arroto di Decima nel quale compaiono due botteghe
ed una fornace [vedi sopra a Domenico]. |
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