BARTOLOMEO
di Bianco di Migliore detto del Fede
1451 Sua portata al Catasto; riferendosi alla
precedente dice che era intestata a Bianco di Migliore (padre di
Bartolomeo) ed aveva un carico di soldi 8.10. Qui dichiara “una casaccia
per nostro abitare” e due pezzi di terra. E con lui il fratello
Migliore, la madre e sorelle. Bartolomeo ha 22 anni (n. 1429). Aggiunge
“e stiamo a ffare gli orciuoli per gharzoni”.
1461 Col fratello Migliore fornisce ceramiche a
Matteo di Jacopo, frate domenicano a capo dell’ospizio di San Niccolò in
Montelupo, dipendente dal convento di Santa Maria Novella in Firenze:
“deno avere da me frate Matteo per una ragione fatta, per molti ‘giuochi
d’orciuoli’ ano fatti insino a questo dì 25 Febraio L. 1 8.-
per una catinella pe’ ll’aqua benedetta L. -.2.-
per due piatelli ebbi L. -.3.4
per uno giuocho d’orciuoli e due piatellini
L. -.19.-
per una metadella e uno mezo quarto L. -.19.-
per un rinfreschatoio e tre catinelle col becucio L.
-.12.-
per 6 orciuoli mandai a Jacopo pollaiolo
L. -.10.-
per 1 rinfresschatoio a quattro piatelli L. 1.-.-
deno dare per vino e grano comprato [sic]
anne dato per 1 chatino da gielatina L. -.12.-
per piatelli e ischidellini ebbe frate
Pierofranciesscho L. -.5.-
per due alberelli L. -.4.-
per uno g[i]uocho d’orciuoli col quarto L. 1. 8.-
per uno quartto coll’arme L. -.8.-
per un paio di sschodelle coperchiate [sic]
per istoviglie ebbi per Jacopo
di Filippo L. 1.5.-
per tre piattelli picoli L. -.3.-
per due piatelli di mezio quarto coll’arme
L. -.5.-
per 6 orcioli coll’arme del Vesscovo di Firenze
L. -.18.-
per un paio di bronzini L. -.6.-
per uno catino grande biancho L. -.4.-
per molte istoviglie L. 2.-.-”.
1462 “deono dare (per vino e grano acquistati) [sic]
e deno avere per 3 piatelli de’ minori che si fanno
L. -.3.-
per 6 orciuoli coll’arme di Zanobi cartolaio
L. -.18.-
per 1 piatello di mezietta L. -.1.-
per 1 giuocho di orciuoli per Pierozio L. 1.8.-
per catinelle, piatelli e 1 saliera L. -.7.-
per 5 orciuoli col’arme di frate Martino col lione
isschachato la metà dello issqudo L. -.18.-
per 6 quarti pe’ frati di Santa Maria Novella
L. 2.8.-
per 1 chatinella di quarto biancha L. -.4.-
per 2 piatelli di mezio quarto L. -.4.-
per 2 catinelle di metadella L. -.2.-
per 2 quarti picoletti d’acordo L. -.8.-
per 1 catinella col becucio L. -.2.-
per 2 catinelle coll’arme di frate Martino
di mezio quarto, sono per uno giuocho [sic]”.
1469 È nominato nell’archivio dell’Ospedale degli
Innocenti di Firenze, per la fornitura in più volte “di orciuoli,
piategli, schodelle” e altre stoviglie per l’importo di L. 15.15.-.
- Sua portata al Catasto. Si riferisce ad un
precedente Catasto del 1455 (che non abbiamo) nel quale era descritto e
pagava soldi 8 denari 6. Dichiara di possedere una casa in Montelupo ove
abita con la famiglia composta dalla moglie Checcha, dal figlio Bianco e
da tre figlie, oltre alla madre Domenica ed al fratello Migliore con
moglie e figlia. Bartolomeo dichiara di avere 40 anni, per cui dovrebbe
essere nato nel 1429.
1470 Fornisce all’Ospedale degli Innocenti di Firenze
“4 mezoquarti, 12 metadelle, 7 mezzette 10 orciolini, 32 schodelle, 20
schodellini e 2 chatinelle chol bocchuccio” per un importo di L. 3.10.-.
Fornisce ancora 3 quarti, 13 mezzi quarti, 27 metadelle.
1471 Fornisce all’Ospedale degli Innocenti di Firenze
“50 schodelle, 48 schodelline, 2 piattegli di quarto, 2 piattegli di
mezo quarto, 6 piattegli di metadella, 26 metadelle, 11 mezi quarti, 24
mezette, 16 terzeruole - queste cose ci mandò per Ghuido di Bartolomeo
suo gharzone”.
1473 Fornisce all’Ospedale degli Innocenti di Firenze
“12 mezi quarti, 16 metadelle, 20 mezette, 40 schodelle, 40 schodelline,
25 piattegli di più ragioni, 8 chatinelle chol becchuccio (ci pose a San
Gallo)”.
1474 Forniture a suo nome al convento fiorentino
della SS. Annunziata (Ircani, p. 353).
1475 Consegna 5 mezzine al convento fiorentino della
SS. Annunziata per una valuta di lire 1.16.-. È detto “Bartolomeo del
Fede, zio del Priore”, e consegna per Migliore di Montelupo.
1476 Col fratello Migliore fornisce a fra Matteo di
Jacopo dei padri domenicani di Santa Maria Novella, a parziale copertura
di una fornitura, “5 tamerigie soldi 4, uno calamaio soldi 2, 6
tamerigie picoline soldi 5, arechò Biancho”. Fornisce inoltre “Uno
giuocho d’orciuoli coll’arme di Jacopo L. 1 soldi 6 - questo dì 13
novembre. Resta a dare L. 1 e soldi 12.”, per cui successivamente si
annota “Anne dato detto Migliore tante isstoviglie che io sono
pagato”.
1477 Bartolomeo (del Fede) consegna ancora
alla SS. Annunziata 50 mezzette a denari 8 l’una e 50 metadelle a soldi
1 l’una, per un totale di L. 4.3.4.
1479 Bartolomeo (del Fede) consegna ancora 25
metadelle, 25 mezzette e 2 mezzine dipinte al convento della SS.
Annunziata di Firenze per un importo totale di L. 5.7.-.
1480 Fornisce alla Spezieria del Giglio in Firenze,
di proprietà dell’Ospedale degli Innocenti, due dozzine “d’alberegli da
verde chol manicho” per L. 2 di piccioli.
- Bartolomeo di Bianco dichiara la sua portata al
Catasto:
“Bartolomeo di Biancho di Migliore, ebe d’estimo in
detto popolo soldi 7 piccioli. Sustanze:
una casa per suo abitare posta nel chastello di
Montelupo…;
un pezzo di boscho nel popolo di Saminiatello…;
un pezzo di boscho posto nel popolo di Santo Stefano
a Capraia…;
una bottegha d’orciuoli in detto castello, da primo
via, da secondo rede di Betto di Domenico [Maffei], terzo Orto Samichele,
quarto Poggio e lla via, quinto Giuliano di Papino [Lippi del Bebbe],
avemone tenpo anni cinque, stimola fiorini 40, benché chostassi fiorini
50; chonperàla da Bartolomeo Lioncini più tenpo fa. Boche:
Bartolomeo sopradetto d’età d’anni 51;
Migliore suo fratello, 47;
monna Checha donna di Bartolomeo detto, 41;
Nanna mia figl[i]uola, d’anni 21;
Ginevra mia figl[i]uola, d’anni 16;
Marietta mia figl[i]uola, d’anni 14;
Giovanni mio figl[i]uolo, d’anni 10;
Brigida figliuola di Migliore detto, 11;
monna Piera donna di Migliore, d’anni 28;
Jacopo di Migliore, d’anni 3;
Fiammetta di Migliore, d’anni 2;
Zacheria suo fig[i]uolo, 1”.
1481 Col fratello Migliore fornisce ceramiche a fra’
Matteo di Jacopo dei padri domenicani di Santa Maria Novella in
Montelupo: “…de’ dare per barili tre di vino vermiglio e uno di biancho
e debemi dare lavoro a mia richiesta. Barili 4”.
“Deno dare 4 piattelli di mezio quarto, e 9
isscodelle, 11 isschodellini, 5 piattelli di mezzetta, 2 meziette, uno
mezio quarto”.
1487 Bartolomeo di Bianco dichiara la sua portata al
Catasto affermando di possedere “una mezza casa per suo abitare divisa
cho’ Migliore suo fratello” posta in Montelupo nel luogo detto Poggio
alla Malva con “una mezza fornacie apichata”, ed inoltre un’altra
casetta in Montelupo.
Bartolomeo afferma di avere 58 anni e di vivere con
la moglie e due figli maschi: Bianco (25 anni) e Giovanni (10 anni ?),
oltre a due figlie.
“Il sopradetto discie che lavora per lavorante chon
altrui d’orciuoli” e gli viene attribuita una tassa di soldi 4.