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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Bernazzini  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

GIOVANNI di Andrea di Cambio

1451 Nanni d’Andrea di Cambio invia la sua portata catastale; egli afferma d’avere un estimo di soldi 11.6 e di possedere una casa posta nel popolo di Samminiatello “la quale tengo per mio habitare; uno pezzo di terra vignata et podere di staiora quattro; un pezzuolo di terra soda nel quale io fo un pocho d’orcto… Bocche:

Nanni d’Andrea di Chambi d’anni 71;

monna Mea sua donna d’anni 61;

Bernaba di Nanni suo figlio d’anni 31”.

(C. Leonardi, A. Piccini, Benedetto da Siena: il padre della maiolica rinascimentale italiana, in “Arte Viva”, 19-20, a. 1999, p. 64).

 

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BERNABA di Nanni

1451 Bernaba di Nanni è descritto nella portata catastale del padre nella quale si dichiara che egli ha allora 31 anni..

1455 Bernaba di Nanni risulta avere avuto nel Catasto (perduto) di quell’anno una tassa di L. -.9.6.

1458 Bernaba di Nanni invia la sua portata al Catasto; egli afferma di vivere con la madre Mea di 70 anni e la moglie Ginevra. Dichiara inoltre lo stesso patrimonio immobiliare del padre (C. Leonardi, A. Piccini, Benedetto da Siena… cit., p. 48). Risulta tassato per L. -.7.-.

1469 Bernaba (detto anche Berna) di Nanni presenta la sua dichiarazione al Catasto: ha una casa per sua abitazione a Samminiatello, ove possiede anche una vigna. Afferma di avere 49 anni e di vivere con la moglie Ginevra ed i figli maschi Giovanni, Lorenzo, Andrea e Niccolò.

 

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BENEDETTO di Berna di Nanni

1482 Benedetto di Berna, assieme ai fratelli Andrea, Giovanni e Lorenzo, figli del fu Bernaba, orciolai a Montelupo, dichiarano con atto notarile rogato ser Antonio Lenzi da Empoli di aver ricevuto fiorini 30 d’oro quale dote di Caterina, figlia di Antonio di Paolo di Giunta da Montelupo, andata in sposa a Benedetto.

1486 Benedetto di Berna acquista, anche a nome dei fratelli Andrea, Giovanni, Lorenzo e Niccolò, mediante atto notarile rogato in data 30 giugno da ser Antonio Lenzi da Empoli, una casa con bottega da orciolaio e relative suppellettili posta in Montelupo da Benedetto di Domenico di Biagio Becossi e da suo fratello Piero per un prezzo di 34 fiorini larghi d’oro in oro.

1487 Benedetto di Berna presenta la sua portata al Catasto come capofamiglia; la portata fa seguito a quella del 1451 intestata a Nanni e a quella del 1469 posta a nome di suo padre Berna.

Benedetto dichiara una casa con bottega da orciolaio “dove vi fanno bottegha per uso loro” valutata fiorini 90 e lire 60.-.-. La metà di questa casa fu comperata da Benedetto di Domenico Becossi, che ora abita a Pistoia, come completamento di un’altra metà di cui erano già proprietari.

Benedetto e la sua famiglia possiedono anche una casa accanto alla precedente ed una “casaccia” con terreni a Samminiatello.

Benedetto afferma di avere 42 anni e di vivere con la moglie Caterina ed i fratelli Andrea, Giovanni, Lorenzo e Niccolò, a cui viene aggiunto, ma forse si tratta di un suo figlio, il nome di Bernardino (2 anni).

1488 Benedetto di Berna, assieme ai fratelli, dichiara, con atto notarile rogato da ser Antonio Lenzi da Empoli, di aver ricevuto fiorini 60 (di L. 4.-.- per fiorino) fra beni mobili ed immobili come dote di Antonia, figlia di Piero di Domenico Becossi, andata in sposa al fratello Giovanni di Berna. Tra i beni ricevuti, la metà di una casa per indiviso con “botega atta all’esercizio dell’arte dei vasi” posta nel Borgo di Montelupo.

1490 Benedetto di Berna fa parte del gruppo di 23 maestri orciolai che si impegnano con atto notarile di ser Piero di Bardo Gherardini del 27 settembre a vendere la loro produzione per tre anni a Francesco d’Antonio degli Antinori.

1499 Gli vengono aggiunti 4 fiorini di valsente alla portata catastale del 1490 (C. Leonardi, A. Piccini, Benedetto da Siena… cit., p. 51).

1504 Benedetto di Berna è già morto a questa data; la posta catastale è infatti ascritta alla vedova Caterina.

 

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GIOVANNI di Berna di Nanni

1482 Giovanni di Berna interviene con i fratelli Benedetto, Andrea, Lorenzo e Niccolò alla stipula di un atto notarile rogato da ser Antonio Lenzi da Empoli con il quale i Bernazzini dichiarano di aver ricevuto da Antonio di Paolo di Giunta fiorini 30 come dote di Caterina, moglie di Benedetto.

1486 Giovanni di Berna acquista assieme ai fratelli una casa con bottega d’orciolaio da Benedetto del fu Domenico di Biagio Becossi per fiorini 34 con atto del 30 giugno rogato ser Antonio Lenzi da Empoli.

1487 Giovanni di Berna è citato nella portata al Catasto intestata al fratello Benedetto. Si dice avere egli 30 anni ed essere a Roma (“oggi a Roma”).

1488 Giovanni di Berna, assieme ai fratelli “tutti orciolai”, dichiara, mediante atto rogato ser Antonio Lenzi da Empoli, di aver ricevuto fiorini 60 di lire 4 per fiorino a titolo di dote della di lui moglie Antonia, figlia di Piero di Domenico Becossi, in beni mobili ed immobili, compresa la metà di una casa “con bottega e quanto occorre per esercitare l’arte dei vasi”.

1490 Giovanni di Berna compare nell’estimo del fratello Benedetto.

1497 Giovanni di Berna compare nei libri di entrata ed uscita dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze come fornitore delle seguenti ceramiche sotto dì 16 di gennaio:

“304 scodelle (a L. -.-.8 l’una);

320 scodellini (a L. -.-.4 l’uno);

24 quarti (a L. -.-.8 l’uno);

22 quarti (aggiunti, a L. -.-.8 l’uno);

36 terzeruole (a L. -.-.6 l’una);

24 mezzette (a L. -.-.8 l’una);

26 catinelle grandi (a L. -.7.- l’una);

14 catinelle mezzane (a L. -.3.- l’una);

12 catinelle piccole (a L. -.1.8 l’una);

21 bronzini, dati al nostro speziale

(a L. -.5.- l’uno);

12 orcioletti bianchi, cioè scodelle da savore (L. -.1.- l’uno);

per un totale di L. 50.19.10”.

1497 Giovanni di Berna compare nel Libro Mastro dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze come fornitore di ceramiche sotto dì 30 di maggio per un importo di L. 41.14.-.

1497 Giovanni di Berna compare nel Quaderno di Cassa dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze per la seguente fornitura di ceramica:

“1660 alberegli bianchi da unguento

(a L. -18.- il centinaio);

940 alberegli da soldi 14 al cento

(a L. -14.- il centinaio);

Dati a Piero nostro speziale per f 3 L. 1.8.-”.

1497 Giovanni di Berna compare nel Quaderno di Cassa dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze per la seguente fornitura:

“23 taze

3 horciuoli per pesti

e un paio di orciuoli per olio e aceto,

per un totale di L. 2.10.-”.

1504 Giovanni di Berna dichiara la sua portata di Decima: possiede una casa per suo abitare con orto annesso nel castello di Montelupo ed un pezzo di vigna di 3 staia con casolare in Samminiatello. Dichiara di avere 40 anni e di vivere con Antonia, sua moglie, i figli maschi Giuliano (7 anni) e Marco (2 anni), oltre a 3 figlie.

Gli viene successivamente aggiunta una bottega d’orciolaio stimata fiorini 16.13.4.-.

1508 Giovanni di Berna presenta la sua portata di Decima con la seguente dichiarazione:

“una quarta parte di chasa colla quarta parte di una bottega sotto detta casa a uso d’orciolaio, divisa con Andrea e Lorenzo di Barnaba, sua fratelli, e con mona Caterina donna fu di Benedetto, lor fratello, toccagli, per detta quarta parte, di Decima di fiorini 1, L. -.1.8”.

1520 Giovanni di Berna ripete la sua portata di Decima in maniera identica rispetto a quella del 1508.

 

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LORENZO di Berna di Nanni detto Guazzetto

1482 Lorenzo di Berna assieme ai fratelli Andrea, Giovanni, Benedetto e Niccolò dichiara con atto notarile rogato da ser Antonio Lenzi da Empoli di aver ricevuto la dote di Caterina, moglie di Benedetto.

1486 Lorenzo di Berna, assieme con i fratelli, compera una casa con bottega d’orciolaio da Benedetto di Domenico di Biagio Becossi con atto notarile di ser Antonio Lenzi da Empoli.

1487 Lorenzo di Berna compare nella portata catastale intestata al fratello Benedetto. In essa dichiara di avere 25 anni e di essere affetto dal “mal maestro”.

1488 Lorenzo di Berna assieme ai fratelli dichiara di aver ricevuto la dote da Antonia, moglie del fratello Giovanni.

1490 Lorenzo di Berna di Nanni dichiara l’estimo in Benedetto suo fratello.

1498 Lorenzo di Berna, assieme ai fratelli Andrea, Giovanni e Niccolò, dichiara con atto notarile rogato ser Papino di Giuliano di Papino del Bebbe di aver ricevuto fiorini 55 quale dote della propria moglie Maria.

1504 Lorenzo di Berna dichiara la propria portata di Decima. Afferma di avere 40 anni, di possedere un terzo di casa per sua abitazione e di essere stato descritto nell’estimo del 1490 in Benedetto suo fratello. L’ufficiale di Decima vi aggiunge la valutazione di fiorini 16, L. 13.4.- di una “bottega e fornace”, evidentemente computatagli successivamente per la quarta parte che gli spetta.

Dichiara di vivere con la moglie Maria di 30 anni e tre figlie.

1508 Lorenzo di Berna dichiara la portata di Decima. Possiede la quarta parte di una casa con la medesima porzione di una bottega sotto ad uso d’orciolaio che divide con i fratelli Andrea e Giovanni e con Caterina, vedova del fratello Benedetto. I beni sono valutati per entrata fiorini 4, e quindi a Lorenzo tocca, su un fiorino, la tassa di Decima di L. -.1.8.

Nella registrazione di monna Caterina si contiene la seguente nota: “produsse fede chome la detta bottegha è tutta di Lorenzo di Berna ed a suo chonto si è posta, e però e’ si chancella”.

1510 Lorenzo di Berna fa parte del gruppo dei 34 maestri che fermano gli statuti dell’Arte degli Orciolai di Montelupo.

1520 Lorenzo di Berna ripete in maniera identica la portata di Decima del 1508.

 

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ANDREA di Berna di Nanni

1482 Andrea di Berna dichiara, assieme ai fratelli, di aver ricevuto la dote di Caterina, moglie di Benedetto.

1486 Andrea di Berna, assieme ai fratelli, compera una casa con bottega.

1487 Andrea di Berna compare nella portata del Catasto intestata al fratello Benedetto. Dichiara di avere 22 anni.

1498 Andrea di Berna, assieme ai fratelli, dichiara di aver ricevuto la dote della moglie di Lorenzo.

1502 Andrea di Berna fornisce “uno giuoco d’orciuoli coll’arme nostra” per L. 1.-.- ad una famiglia patrizia fiorentina.

Questa fornitura è seguita da un’altra che comprende altri “giuochi d’orciuoli”, ed inoltre:

“1 piattello di mezzoquarto L. -.2.-

2 metadelle e 2 mezzette L. -.5.-

1 mezzoquarto L. -.2.8

alberegli e zachere L. -.6.8”.

1504 Andrea del Berna dichiara la sua portata di Decima. Afferma di aver dichiarato l’estimo nel 1490 in Benedetto suo fratello, e di stare attualmente “per garzone al’orciolaio”. Possiede la metà di una casa per suo abitare, indivisa con i fratelli. Afferma di avere 40 anni e di vivere con la moglie Marietta di 28 anni, con il figlio Pierfrancesco di anni 2 e la figlia Agnioletta di anni 1. Gli viene posta una tassa di L. -.3.- che dovrebbe tenere di conto della successiva aggiunta della bottega da orciolaio valutata fiorini 16. L. 13.4.-.

1508 Andrea del Berna dichiara l’estimo: “Una quarta parte di chaxa per suo abitare colla quarta parte di una bottegha d’orciolaio posta in Montelupo, divixa con monna Caterina di Benedetto del Berna e con Giovanni e Lorenzo sua fratelli et ciaschuno per la quarta parte, luogo detto nel Borgho. Per entrata di fiorini 3 di suggello a Libro secondo, Decima in Benedetto del Berna. Tocagli per detta quarta parte fiorini 1, fanno di Decima soldi 1 denari 8 larghi. Nota: produsse fede chome la detta bottega è di Lorenzo suo fratello posta in suo chonto in questo a c…, e però si cancella. Riaccesa detta, e levata donde fu levata per soldi 1 denari 8”.

1510 Andrea del Berna fa parte del gruppo di 34 maestri che fermano gli statuti dell’Arte degli Orciolai di Montelupo.

1520 Andrea del Berna dichiara la sua portata di Decima: “una quarta parte di caxa per suo abitare e di una bottega a uxo d’orciolaio, posta in Montelupo, divixa con monna Margherita di Benedetto e con Giovanni e Lorenzo del Berna, luogho detto nel Borgho”, ed è tassato per L. -.1.8.

1543 Andrea del Berna è morto da tempo: Marietta compare come sua erede.

 

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NICCOLÒ di Berna di Nanni

1486 Niccolò di Berna, assieme ai fratelli, compare nell’atto notarile rogato ser Antonio Lenzi per l’acquisto di una bottega da orciolaio.

1487 Niccolò di Berna compare nella portata catastale intitolata a Benedetto e fratelli orciolai. Dichiara di avere 18 anni.

1488 Niccolò di Berna dichiara con i fratelli in un atto notarile rogato da ser Antonio Lenzi di aver ricevuto la dote di Antonia, moglie del fratello Giovanni.

1490 Niccolò di Berna dichiara l’estimo in Benedetto suo fratello.

1504 Niccolò di Berna fa la sua dichiarazione di Decima. Afferma di possedere la quinta parte di una casa per suo abitare posta in Montelupo e di avere 40 anni (ma in realtà dovrebbe averne solo 35), e di vivere con la moglie Ginevra di 24 anni ed il figlio Benedetto di 1 anno.

Gli viene aggiunta la stima di fiorini 1 ai fini di Decima per un valsente della bottega stimato pari a fiorini 16 L. 13.4.-.

1510 Niccolò di Berna è citato come proprietario di un fondo in Montelupo confinante con una casa di proprietà di Guido del fu Bartolomeo di Guido orciolaio, che fa il proprio testamento il 5 di ottobre con atto rogato ser Lorenzo di Bardo Gherardini.

- Niccolò di Berna fa parte del gruppo di 34 maestri che fermano gli statuti dell’Arte degli Orciolai di Montelupo.

 

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BARTOLOMEO di Berna

1532 Francesco di Bartolomeo di Vestro Vestri agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Antonio di Niccolò di Giovanni detto Sportone per un debito di lire 1.7.- dovuto a forniture di marzacotto avute dal 21 settembre 1529 al 12 ottobre del medesimo anno; dalle partite del libro di bottega portate a giustificazione da Francesco risulta che in realtà Antonio è solo un lavorante, mentre il marzacotto è destinato a “Meo del Berna”.

 

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BENEDETTO di Lorenzo

1543 Benedetto di Lorenzo vasaio ad Arezzo fa testamento lasciando quale erede il figlio o la figlia che nascerà da sua moglie Caterina, incinta, alla quale spetta l’usufrutto e, come legato, panni, gioielli etc.

- Benedetto di Lorenzo da Montelupo “vasarius” è sepolto in data 10 dicembre nella chiesa di Sant’Agostino d’Arezzo. La sepoltura è segnata al registro dei Morti della Fraternita dei Laici.

1561 A Benedetto di Lorenzo che “si trova ad Arezzo” è addebitato nel Civile di Montelupo una somma di 5 scudi derivante da una vecchia iscrizione della Gabella dei Contratti. Dal registro montelupino si deduce che trattasi di Benedetto di Lorenzo Bernazzini, poiché in relazione ad un’altra tassa della gabella dei Contratti, iscritta al nome di Mariotto di Sandro di Vestro per una casa avuta come dote di sua moglie Margherita, si precisa che ella è sorella di “Benedetto di Berna da Montelupo, abita a “Rezzo”.

 

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MICHELE d’Andrea di Berna

1534 Giovanni di Donato Casini agisce in data 9 luglio contro Michele d’Andrea Bernazzini (nel documento erroneamente scritto “Bernardini”) per ottenere il pagamento di una lira “pro orciolinis” [vedi il documento a Casini].

1536 Michele d’Andrea dichiara la sua portata di Decima: “disse la Decima al champione in Andrea di Berna mio padre: una quarta parte di chasa e di bottega sotto a uso di orciolaio, quale oggi è rovinata, posta nel Borgo di Montelupo, per Decima soldi 1.8.

Addì 8 maggio 1538 abbattesi soldi 1.8 per partito degli Ufficiali del Monte, roghato ser Pagholo di Chatignano, resta spenta…”.

1542-43 Michele d’Andrea, detto Michelone Bernazzino è citato presso la Corte del Podestà di Montelupo per un debito di L. -.9.-.

1544 Michele d’Andrea figura con la madre Marietta negli atti civili del Podestà di Montelupo per un debito di L. 26.15.-.

1546-47 Michele d’Andrea è iscritto nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di L. 2.-.-; la nota al margine lo definisce “povero”.

 

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BONAIUTO di Bartolomeo di Berna

1534 Bonaiuto di Bartolomeo agisce nel tribunale di Montelupo contro Meo di Giovanni di Bardo e Matteo da Bacchereto per debiti di gioco:

“Bonaiutus Mei Berne de Monte Lupo agit contra:

Meum Johannis Brandii de Montelupo, a quo [petit sibi dari et solvi] pro ludo casei soldi 13.4. Die 24 Augusti [1534]…

Matteum de Bachareto a quo [petit sibi dari et solvi] pro ludo pile soldi 13.4.

Die 25 Augusti [1534]”.

Ascm, Podestarile 360, c. 43v.

1539 Bonaiuto di Bartolomeo promuove presso la Corte del Podestà di Montelupo un’azione contro Cipriano di Sandro di Nigi.

1545-46 Bonaiuto di Bartolomeo richiede in Corte del Podestà di Montelupo Domenico di Ciano detto Passalacqua per il saldo di alcuni lavori.

- Bonaiuto di Bartolomeo (“di Meone”) è iscritto al Civile del Podestà di Montelupo per uno scudo di tassa di gabella.

1546 Bonaiuto di Bartolomeo figura al Civile del Podestà di Montelupo per il pagamento di L. 1.10.- dovuto ad appuntatura, non essendosi presentato alla ricognizione militare.

1546-47 Bonaiuto di Bartolomeo compare al Civile del Podestà di Montelupo per il debito di L. 1.10.- dovuto all’appuntatura precedente; una nota al margine lo definisce “povero”.

1551 Bonaiuto di Bartolomeo col fratello Berna prende in affitto con atto notarile da Bartolomeo di Giovanni di Bianco del Migliore “unam apotecham cum fornacia ad usum faciendi vaselle, cum suis habituris et pertinentiis usque in viam publicam, positam in castro Montislupi loco ubi dicitur nel Pogio alla Malva, com omnibus masseritiis pertinentis dicte apotece” per anni 3 a partire dal giorno 15 marzo 1550 [’51] per un canone annuo di L. 40.-.- di piccioli, da pagarsi sempre nel mese di aprile.

1553 Bonaiuto di Bartolomeo è richiesto tramite il Podestà di Montelupo dagli Otto di Balia.

 

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BERNA di Bartolomeo di Berna

1551 Berna di Bartolomeo prende in affitto, a partire dal giorno 15 marzo una bottega con fornace posta in Montelupo nel luogo detto Poggio alla Malva da Bartolomeo di Giovanni di Bianco del Migliore.

1551-52 Berna di Bartolomeo agisce presso la Corte del Podestà di Montelupo contro Astore di Marco di Nigi Calabranci per L. 1.5.-.

 

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GIULIANO di Giovanni del Berna

1532 Giuliano di Giovanni è nominato negli atti civili del Podestà di Montelupo.

1536 Giuliano di Giovanni orciolaio presenta la sua portata di Decima… Possiede:

- un pezzo di terra vignata di staia 3 valutata per Decima L. -.1.10;

- una casa con bottega sotto ad uso di stovigliaio “qual’è sotto la posta di Giovanni mio padre… Decima L. -.1.8; beni acquistati e non aconci: - un pezo di terra lavoratia di staia 2 quale m’è pervenuto per compra fatta per fiorini 10…”, valutato per Decima L. -.-.8.

1537-38 Giuliano Bernazzini è citato negli atti civili del Podestà di Montelupo.

1539 Giuliano Bernazzini agisce nel tribunale di Montelupo contro Marco di Salvo per il pagamento di ceramiche:

“Julianus Bernazinis agit contra:

Marchum Salvis de Monte Lupo, a quo [petit sibi dari et solvi] pro lavoro eidem vendito pro parte lire 2.5.-. Die 30 Maii [1539]”.

Ascm, Podestarile 363, c. 11v.

1540 Donato di Meo di Baldassarre di Samminiatello abitante a Pisa agisce nel tribunale podestarile di Montelupo contro Giuliano Bernazzini in data 27 gennaio per un debito dovuto a fornitura di piombo:

“Donatus Mei Baldassarii de Sancto Miniatello, habitans Pisis, pro quo Bartolomeo Jacobi alias Meo Uccellini… fideiussit, agit contra:

Iulianum de Bernazzinis de Monte Lupo, a quo petit sibi dari et solvi pro plumbo habito ab eo lire 9 soldi 10. Die 27 Januarii [1540] comparuit… et negavit…”.

Ascm, Podestarile 364, c. 56r.

- Giuliano Bernazzini agisce nel tribunale di Montelupo contro Nardo di Antonio detto Salvuccio per ceramiche ed altre cose:

“Julianus Bernazinus vasellarius de Montelupo agit civiliter contra:

Nardum olim Antonii dicto Salvuccio de Montelupo, a quo [petit sibi dari et solvi] pro vasis ab eo habitis L. 6.-.-. Die 6 Iulii [1540]”.

Ascm, Podestarile 365, c. 47r.

- Giuliano di Giovanni è designato quale arbitro in un atto di lodo rogato da ser Jacopo Nardi in data 24 ottobre.

- Giuliano Bernazzini agisce nel tribunale di Montelupo contro Bartolomeo di Lazzaro Ristori per una parte del credito che ha nei suoi confronti a seguito di una vendita di stoviglie:

“Ad instantiam Juliani Bernazini agit contra:

Meum Lazeri Restorium [a quo peti sibi dari et solvi] pro stoviglis L. 2.-.-. pro parte.

Prima Dicembris [1540]”.

Ascm, Podestarile 366, c. 2r.

- Giuliano “Bernazini vaselarius” è richiesto per debito “pro vasis” presso la Corte del Podestà di Montelupo.

1544 Giuliano di Giovanni deve L. 10.-.- per vettura a Giuliano di Domenico detto il Moro, ed è citato per questo presso la Corte del Podestà di Montelupo.

1544-45 Giuliano di Giovanni è citato presso la Corte del Podestà di Montelupo per un debito con la Gabella dei Contratti.

 

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GIOVANNI di Giuliano di Giovanni

1550 Giovanni di Giuliano ha un debito di L. 1.-.-, e per questo è iscritto al registro degli atti civili del Podestà di Montelupo.

1551-52 Giovanni di Giuliano chiede presso la Corte del Podestà di Montelupo un sequestro cautelativo nei confronti di Miniato di Mariotto per un debito di L. 21.-.-.

1556 Giovanni di Giuliano viene condannato come mallevadore di Masotto di Giovanni di Niccolò di Capraia orciolaio in una causa aperta presso la Corte del Podestà di Montelupo concernente il sequestro cautelativo di vasellami.

1556-57 Giovanni di Giuliano viene citato presso il Podestà di Montelupo da Giovan Battista degli Antinori per un debito di L. 9.-.-.

1560 Giovanni di Giuliano dichiara in data 10 ottobre una fede in scriptis in Corte del Podestà di Montelupo, affermando di aver consegnato in data 22 ottobre 1559 a Masotto di Andrea, navicellaio di Capraia, ed a Bastiano suo fratello, diciotto dozzine di lavoro piano ed altrettanti mazzi di lavoro chiuso, come merce venduta a Rubieri di Simone di Giuliano da Montecarlo.

- A Giovanni di Giuliano vengono iscritti per arroto di Decima i seguenti beni:

- una casa posta in Montelupo per suo uso, che si è appigionata sino all’1 maggio del 1557 per L. 10.-.- di piccioli all’anno, per una tassa di Decima di L. -.3.-, che gli vengono voltati;

- un pezzo di terra di staia 2 che comperò da Filippo di Piero Berardi cittadino fiorentino con atto rogato il 29 gennaio 1555 [’56] da Niccolò di Domenico da Uliveto per L. 155.17.-.

1561 Giovanni di Giuliano deve 2 scudi alla Gabella dei Contratti per aver effettuato l’acquisto di alcuni beni per una somma di scudi 28 da Niccolò di Giovanni di Montelupo, ed è per questo iscritto negli atti civili del Podestà di Montelupo.

1563 Giovanni di Giuliano deve scudi 1 alla Gabella dei Contratti per beni immobili acquistati in San Quirico di Montelupo, ed è perciò iscritto al Civile del Podestà di questo luogo.

1570 A Giovanni di Giuliano è intestata la portata di Decima comprendente:

- una casa con bottega sotto ad uso di stovigliaio con Decima di L. -.1.8;

- un pezzo di terra lavorativa in Montelupo, luogo detto Piano di Pesa.

1581 Giovanni di Giuliano compare nella nuova ricognizione della Decima di quest’anno, e dichiara i seguenti beni:

“una bottega di fornace a uso di stovigliaio, sotto la casa di sua habitatione” per un valore locativo stimato in L. 20.-.-.

- Giovanni di Giuliano compare al Civile del Podestà di Montelupo nella lista degli stovigliai dei quali l’Arte dei Medici e degli Speziali richiede il pagamento della matricola per un importo di L. 5.5.-.

1588 Giovanni di Giuliano fornisce diverse stoviglie all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze, ed è accreditato in uscita per fiorini 17 lire 3.10.-.

1589 Giovanni di Giuliano fornisce stoviglie all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze ed è accreditato in uscita sotto dì 9 d’agosto per fiorini 27 lire 3.9.-.

1590 Giovanni di Giuliano fornisce stoviglie all’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze ed è accreditato in uscita “sotto dì 31 di marzo” per fiorini 15 lire 10.8.-.

- Altro conto a suo nome “sotto dì 2 giugno:

40 boccali a L. -.2.- l’uno

12 meziquarti a L. -.4.- l’uno

24 mezete a L. -.1.4 l’una

70 mezetini a L. -.1.4 l’uno

6 catinele grande a L. -.4.8 l’una”.

- Nuovo conto a nome di Giovanni “sotto dì 29 d’agosto:

48 mezetini a L. -.1.4.l’uno

12 catinele grandi a L. -.4.8 l’una

12 catinele mezzane a L. -.3.- l’una

12 catinele piccole a L. -.2.- l’una

10 bronzini da stillato a L. -.6.8 l’uno

16 orinali a L. -.1.4 l’uno”.

- Nuova registrazione sotto la medesima data del 29 agosto:

“io Pier Filippo Bellini spetiale di Santa Maria Nuova ho ricevuto da maestro Giovanni Bernazzini da Montelupo stovigliaio:

12 ampolloni grandi a trofei o fregi, da sciroppi et acque e 3 alberelli grandi per il vino di melagrane, i quali 3 habbiamo pregiato d’accordo

L. 3.-.-.”.

- Sua lettera nel registro della cancelleria di Santa Maria Nuova sotto dì 19 novembre:

“Infermieri charissimi,

sarà costì mio fratello, al quale vi piaccia fare la ricevuta de le robe si mandorno dela altra settimana, e se a lui la darete sarà ben data. Guardate le mie lettere co sono 3 e su cuele la farete. Altro non mi ocore. Dio vi guardi

G[i]ovani Bernazini,

cui sono dette robe:

adì 13: 140 scodele, 200 scodelini, 80 mezetini;

adì14: 140 scodele, 200 scodelini, 112 mezeti;

adì 15: 8 catinele grande, 10 catinele di bocali, 16 orinali e 80 mezetini.

Noi habiamo ricevuto in dua volta tutte coteste robbe che è scritto di sopra L. 46.11.4.”.

1591 Giovanni di Giuliano fornisce all’Ospedale di Santa Maria Nuova sotto dì 8 luglio, ed è iscritto al giornale d’uscita, le seguenti stoviglie:

- 60 scodelle dipinte a L. -.1.4 l’una

- 80 scodelini a L. -.1.- l’uno

- 80 piatanze dipinte a L. [sic]

- 80 piatanzini a L. -.1.-.l’uno.

- Altra registrazione sotto dì 12 agosto:

“per più mezzettini, boccali, orinali ed altro, come a giornale A, c. 32 fiorini 61 lire 5.16.4”.

- Giovanni di Giuliano risulta deceduto il 15 ottobre in una fede contenuta nella portata di Decima intestata al fratello Federigo, che eredita la bottega da stovigliaio.

1599 Alla vedova di Giovanni di Giuliano, Piera figlia di Guido Maffei, viene voltata per arroto la bottega di stovigliaio del defunto marito:

“Una casa per uso con bottega sotto ad uso di stovigliaio, Decima L. -.1.8;

una bottega a uso di stovigliaio sotto la casa di sua abitazione, Decima L. -.4.4.

E’ quali beni li sono pervenuti per sentenza della Corte della Mercanzia per domanda di sua dote e altro, contro a’ beni delle rede di Giovanni e Federigho di Giuliano Bernazzini (27 ottobre 1599), messa in possessione 7 dicembre 1599-fede in filza n. 359.

Si levano da Francesco di Federigo di Giuliano

(c. 600).

Aconcia con presenza di Piero di Guido Maffei 17 febbraio 1599 (1600)”.

 

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FEDERIGO di Giuliano Bernazzini

1538 Suo atto di nascita:

“Federigo et Romolo di Giuliano Bernazini da Montelupo si batezò [sic] adì 9 di marzo 1537 [’38]. Compare Bartolomeo di Dino, comare mona Caterina di Giovannantonio di Pippo d’Agnolo et Dorotea di Francesco di Raffaello di Pasquino calzolaio di Montelupo”.

Aaf, RCP 1172.1, c. 29r. n. 5.

1558 Federigo di Giuliano è nominato negli atti civili del Podestà di Montelupo.

1560 Federigo di Giuliano è debitore di L. 1.10.- in un’appuntatura iscritta al Civile del Podestà di Montelupo per un debito dovuto alla sua mancata presenza alla rivista militare.

1563 Federigo di Giuliano è convocato dalla magistratura degli Otto di Balia, e di ciò viene data comunicazione al Podestà di Montelupo.

1581 Federigo di Giuliano compare tra i possessori di immobili identificati nella ricognizione della Decima. Dichiara di possedere “una bottega a uso di stovigliaio e fornace per detto uso”, ove lavora da tre anni.

- Federigo di Giuliano compare nell’elenco degli stovigliai che debbono pagare la matricola all’Arte dei Medici e degli Speziali per L. 5 -.-, e che sono di ciò richiesti presso il Podestà di Montelupo.

- Federigo di Giuliano compare nel Civile del Podestà di Montelupo per il pagamento di una contribuzione di L. 3.10.-.

1582 Essendo Federigo di Giuliano debitore di scudi 38 e mezzo nei confronti di Lancillotto di Bastiano di Lancillotto [Monti], ed avendo egli, per garanzia del pagamento, concesso, con atto rogato ser Antonio del Medico del 2 luglio 1579, a titolo di ipoteca un pezzo di terra, lo stesso Federigo viene ora a vendere, con rogito di ser Andrea Sergrifi rogato in Empoli il 26 di luglio, il medesimo pezzo di terra a Giovacchino di Guido Maffei, saldando quest’ultimo il debito in sua vece. Lo stesso Giovacchino si obbliga poi a rivendere dopo tre anni a Federigo a prezzo invariato il medesimo pezzo di terra.

1591 A Federigo di Giuliano vengono iscritti per arroto nuovi beni fondiari, formando una nuova partita di Decima, e cioè:

- una casa con bottega sotto ad uso di stovigliaio posta a Montelupo in via del Piano, con gravame di Decima di L. -.1.8;

- una casa per uso con bottega sotto ad uso di stovigliaio, che paga di Decima L. -.1.8;

- un pezzo di terra di staia 6 e tre quarti posta in Montelupo in località Piano di Pesa, che paga di Decima L. -.2.3.

“Beni pervenuti per la morte di Giovanni di Giuliano suo fratello carnale adì 15 ottobre 1591… Acconcia con presentia di Simone di Ugho Ughi suo nipote il 4 dicembre 1591…”.

 

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GIULIANO di Federigo di Giuliano

1595 A Giuliano di Federigo, assieme ai fratelli Francesco e Michelangelo, vengono voltati per arroto i seguenti beni fondiari:

- una casa posta in Montelupo in via Maestra, con Decima di L. -.3.-;

- una casa con bottega sotto ad uso di stovigliaio posta in Montelupo in luogo detto via del Piano, con gravame di Decima di L. -.1.8.;

- un pezzo di terra in Montelupo, luogo detto Pian di Pesa, con Decima di L. -.2.3.

“Pervenuti per morte di Federigo di Giuliano loro padre il 9 agosto 1595…”.

 

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MICHELAGNOLO di Federigo di Giuliano

1595 A Michelagnolo di Federigo ed ai fratelli Giuliano e Francesco sono iscritti per arroto di Decima i beni fondiari del padre [vedi sotto Giuliano].

 

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FRANCESCO di Federigo di Giuliano

1595 A Francesco di Federigo ed ai fratelli Giuliano e Michelagnolo sono iscritti per arroto di Decima i beni fondiari del padre [vedi sotto Giuliano].

 

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DANTE di Francesco di Federigo

1638 A Dante di Francesco vengono iscritti per arroto di Decima i seguenti beni fondiari:

- una casa con la metà di un pezzo di terra posta in Montelupo nel luogo detto Piano di Pesa, con Decima di L. -1.6;

- una parte di casa ovvero casolare posto in Montelupo, con gravame di Decima di L. -.-.8;

- due pezzi di terra, con tassa di L. -.-.11 e L. -.-.10;

- una parte di un casolare tenuto a livello dalle monache del Paradiso;

- una bottega con fornace da stoviglie posta in Montelupo nel luogo detto alla Buca, con Decima di L. -.2.1;

- una casa con Decima di L. -.4.2. ed una “casella” con Decima di L. -2.1.

“Quali beni gli sono pervenuti per eredità e morte di Bartolomeo e Dante, sua avi paterni [ma in realtà materni, in quanto fratelli di Piera di Guido Maffei, vedova di suo zio Giovanni di Giuliano, n.d.r.] morti più fa, come disse. E si leva da Bartolomeo e Guido…”.

1646 A Dante di Francesco sono iscritti per arroto nuovi beni fondiari:

- una casa posta in Montelupo “appigionata a Francesco Brizzelli per adì 1 agosto stante a L. 35 l’anno”, con Decima di L. -.1.6.

“E tanti si danno di nuovo in virtù di detta scritta di allogatione, fede in filza… La quale è l’istessa che appare in conto suo per uso, come appare per arroto 1638…”;

- una casa posta in Montelupo “la quale casa gli è pervenuta per compera da mona Maddalena di Paolo da Calice…” con Decima di L. 1.1.-.

 
     

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