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  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Bandini  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

UGOLINO di…

È capostipite dei Bandini; mancano i documenti ad esso relativi.

 

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PUCCIO di Ugolino

1337 Puccio di Ugolino è nominato come confinante di un terreno posto in località Homecchio, nel popolo di San Quirico di Montelupo, venduto per 55 fiorini d’oro in data 12 febbraio con atto notarile rogato ser Simone detto Cione del fu Lello da Montelupo da Masino del fu Tuccio; acquistano i frati del convento fiorentino di Santa Maria Novella di Firenze, i quali agiscono per tramite di frate Domenico di Lapo d’Uberto. Asf, Diplomatico, San Domenico nel Maglio, 1337 febbraio 12.

1338 Puccio, Argomento e Bandino, fratelli e figli di Ugolino del popolo di San Giovanni di Montelupo, nominando quali fideiussori Francesco di Folco e Francesco filius olim Fonis, entrambi del popolo di San Giovanni a Montelupo, vendono, con atto notarile del 11 marzo rogato ser Michele di ser Cambio di Camiano, a Rossellino del fu Conte del detto popolo, il quale acquista per conto di Lotterio del fu Davanzato del popolo di Santa Trinita di Firenze, un pezzo di terra vignata con alberi fruttiferi di staiora 60 in circa a misura empolese per il prezzo di 400 fiorini d’oro. Il terreno è posto nel popolo di San Giusto a Petrognano di Montelupo nel luogo detto Omecchio, e confina a primo e secondo via, a terzo il monastero delle monache di San Domenico di Cafaggio, al quarto gli eredi di Tommaso e di Giovanni Lambertucci, di Lapo Reggieri e dei figli del medesimo. Sono presenti come testimoni frate Domenico Uberti [vedi sopra], frate Giovanni Infangati e frate Mazuolo Benvenuti, tutti dell’Ordine dei Predicatori di Santa Maria Novella di Firenze, nonché Baroncino di Scarlatto del popolo di San Giovanni a Montelupo. Asf, Diplomatico, San Domenico nel Maglio, 1337 [’38] marzo 11.

1339 Puccio, Argomento e Bandino, fratelli e figli di Ugolino del popolo di San Giovanni di Montelupo vendono, con atto notarile del 1 luglio rogato ser Simone detto Cione del fu Lello da Montelupo, a Buto del fu Dino detto Infrigno del detto popolo, il quale acquista per conto del monastero delle monache di San Domenico a Cafaggio dell’Ordine dei Domenicani di Santa Maria Novella di Firenze “unam domum cum terreno retro se, positam in burgho de Montelupo, cui a primo strata publica dicti burgi, secundo heredes Pieri Martini, tertio hospitalis dictorum fratrum Sancte Marie Novelle, et a quarto Francisci Pauli Salamonis” per il prezzo di lire 125. Alla vendita consente Giovanna del fu Corda del popolo di San Miniato di Montelupo, moglie di Puccio. Sono presenti come testimoni Francesco del fu Cetto, Andrea del fu Guido e Federigho del fu Calvello del popolo di san Giovanni a Montelupo, nonché Lando del fu Ugho del popolo di San Quirico. Asf, Diplomatico, Santa Maria Novella, 1339 luglio 1.

 

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ARGOMENTO di Ugolino

1338 Vende in data 11 marzo con i fratelli Puccio e Bandino un terreno posto a San Giusto a Petrognano per 400 fiorini [vedi sopra a Puccio].

1339 Vende in data 1 luglio una casa posta nel borgo di Montelupo alle monache di San Domenico a Cafaggio [vedi sopra a Puccio]..

1371 Argomento di Ugolino figura nell’estimo del Contado redatto in quest’anno tra i capifamiglia di Montelupo. Dichiara di avere 80 anni e di convivere con i figli Tommaso (30 anni) e Nastagio (30 anni) assieme alle rispettive famiglie.

 

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BANDINO di Ugolino

1338 Vende in data 11 marzo con i fratelli Puccio e Argomento un terreno posto a San Giusto di Petrognano per 400 fiorini [vedi sopra a Puccio].

1339 Vende in data 1 luglio una casa posta nel borgo di Montelupo alle monache di San Domenico a Cafaggio [vedi sopra a Puccio].

 

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GIOVANNI di Bandino di Ugolino

1371 Giovanni di Bandino vive nella casa dei Bandini con la moglie Santa ed è nipote di Argomento, dichiarando di avere allora 40 anni.

1412 Giovanni di Bandino presenta la sua portata d’estimo:

“Giovanni Bandini, d’etade d’anni 70;

monna Sandra sua donna, anni 66;

Luca Bandini, anni 65;

monna Ghita sua donna, anni 58;

Simona sua figl[i]uola, anni 18;

Zenobi suo figl[i]uolo, anni 7;

Niccholao suo figl[i]uolo, anni 10;

Nastagio Argomenti, anni 67;

monna Fiore sua donna, anni 60;

Lorenzo suo figl[i]uolo, anni 26;

monna Antonia sua donna, anni 22;

Antonio Tommasii, anni 45;

monna Cionella sua donna, anni 40;

Puccio suo figl[i]uolo, anni 12;

Pavola sua figl[i]uola, anni 10;

Tommaso suo figl[i]uolo, anni 2;

Macteo di Tommaso, anni 13;

Gemma loro nipote, anni 14.

Anno l’infrascritti beni:

una casa con orto [di] panore 6 con fornace da orciuoli, posta nel detto borgho…, vale fiorini 36”.

Sono descritti altri pezzi di terra per un valore complessivo di 123 fiorini.

 

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LUCA di Bandino di Ugolino

1371 Luca di Bandino è nominato nella portata d’estimo dello zio Argomento. Nel documento si dice che egli ha 30 anni.

1412 Luca di Bandino compare nell’estimo dei Bandini. Dichiara di avere 65 anni, di vivere nella casa dei Bandini, con orto ed una fornace da orciuoli stimata fiorini 36, assieme alla moglie Ghita ed ai figli Niccolò (di anni 10) e Zenobi (di anni 7).

Probabilmente era soprannominato “el Frate”.

 

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BANDINO di …

1371 Bandino di …, cugino o fratello di Argomento ha un figlio di nome Luca che vive nella casa dei Bandini e dichiara allora di avere 30 anni.

 

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TOMMASO di Argomento di Ugolino

1371 Tommaso di Argomento è citato nell’estimo di quest’anno come convivente con il padre, con il fratello Nastagio e la di lui famiglia. Dichiara allora di avere 30 anni e di tenere nella casa paterna la moglie Ghita ed i figli maschi Puccio e Antonio.

 

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NASTAGIO di Argomento di Ugolino

1371 Nastagio di Argomento è citato nell’estimo di quest’anno come convivente con il padre, con il fratello Tonmmaso e la di lui famiglia. Dichiara allora di avere 30 anni (ma è inverosimile, poiché dovrebbe avere la stessa età del fratello Tommaso) e di tenere nella casa paterna la moglie Fiore ed i figli maschi Bandino, Ugolino e Domenico.

1412 Nastagio di Argomento figura nella portata di estimo posta sotto il nome di Giovanni di Bandino; dichiara 67 anni e di vivere con la moglie Fiore e con il figlio Lorenzo di anni 26 e la di lui moglie Antonia. Posseggono “una casa con orto e fornace da orciolistimata fiorini 36.

 

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ANTONIO di Tommaso di Argomento

1427 Antonio di Tommaso presenta la sua portata al Catasto.

1428 Antonio di Tommaso presenta la sua portata al Catasto, affermando che si tratta della replica di una precedente portata. Forse la prima doveva essere insufficiente e deve essere stato costretto a riformularla: ricompare infatti la “fornacie d’orciuoli”, che egli possiede a metà con il cugino Niccolò di Luca, qui rivalutata da 25 a 30 fiorini:

“Al nome di Dio, fatta adì 16 dicembre 1428.

Dinanzi a voi, Signori del Catasto della Città, Contado e Distretto di Firenze, si rapporta dinanzi al vostro uficio per me, Antonio di Tomaso Arghomenti da Montelupo, tutti e ogni mio bene mobile e immobile, e la valuta d’essi, e per conseghuente debiti e incharichi e boche, come per comandamento de’ vostri Conmessari è stato comandato, non stante altra scritta per me data al vostro uficio. In prima:

una casa posta nel borgho del castello di Montelupo…, fiorini 40;

uno pezzo di terra vigniata…, fiorini 28;

uno pezzo di terra vigniata…, fiorini 21;

uno pezzo di terra vigniata…, fiorini 21;

uno pezzo di terra campia…, fiorini 24;

uno pezzo di terra cannetata…., fiorini 2;

uno pezuolo di terra vigniata …, fiorini 1 soldi 10 a oro;

una meza casa per non divisa con Niccholaio di Lucha mio congiunto, con fornacie da orciuoli, posta in borgo del castello di Montelupo, e con un pocho d’orto, che da primo via e secondo via, da terzo le mura castellane, da quarto rede di Cesare Baroncini da Montelupo, di stima fiorini 30;

uno pezzo di terra vigniata…, fiorini 18;

una parte delle otto parti d’uno mulino posto in Arno…, fiorini 18;

una casetta trista posta nel borgho del castel di Montelupo…, fiorini 3;

uno pezzo di tera vignata…, fiorini 4;

uno pezo di terra lavoratia…, fiorini 4;

uno pezzo di sodo…, fiorini 2;

uno casolare con terra e boscho…, fiorini 8.

Ancora ò nella mia casa una bottegha mal fornita d’orciuoli, pentole, funi e biade di molte ragioni, stimola fiorini 40.

Ancora ò ad avere da molti miei debitori buoni e cattivi in su’ miei libri, stimogli buoni fiorini 50.

Ancora ò un ronzino baio, il quale comperai già è 3 anni sono o più, fiorini 4;

[Ha debito per fiorini 16 con la Gabella del Sale, con Esaù Martellini per fiorini 30 e con Cambio di Giovanni, speziale fiorentino, per fiorini 18].

Apiè scriverrò lo ’ncharicho delle bocche, cioè:

Antonio di Tommaso, d’età d’anni 62;

monna Cionella sua donna, d’età d’anni 60;

monna Fiore donna fu di Nastagio mio zio, anni 80;

Giovanni mio nipote, d’età d’anni 6”.

1439 Maso di Domenico orciolaio a Ricorboli (Firenze), dichiara di aver dato in pegno una sua casa ad Antonio di Tommaso che deve aver pagato un suo debito al Catasto.

 

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NICCOLÒ di Luca di Bandino di Ugolino

1427 Niccolò di Luca dichiara la sua portata al Catasto assieme alla madre Ghita. “Questi sono e’ mobili e imobili di Nicolaio di Luca da Montelupo e di mona Ghita sua madre che stanno insieme”:

la metà di una casa con orto e di una fornace da orcioli stimata fiorini 25;

un pezzo di terra e l’ottava parte di un mulino con un altro pezzo di terra stimato fiorini 18.

Dichiara di avere 40 anni e di vivere con la moglie Lisa e la madre ormai cieca.

1435 Niccolò di Luca dichiara la sua portata al Catasto:

“Nicholao di Lucha Bandini, à di Catasto soldi 6 denari 2.  Sustanzia:

una casa posta nel castello di Montelupo dove abita… stimata fiorini 40;

un ottava parte d’un mulino…;

un pezo di terra… Bocche:

Nicholò detto, d’età d’anni 48;

monna Lisa sua donna, anni 40;

monna Ghita sua madre, anni 80;

Antonia sua figliuola, anni 7…”.

1443 (circa) Niccolò di Luca compare nella portata al Catasto riferibile a questo intorno cronologico. La sua dichiarazione fondiaria è simile a quelle del 1427 e del 1435, anche se da quest’ultima si ricava che la fornace è “sulla piazza di Montelupo”.

Tra i beni dichiarati compaiono anche quelli della prima moglie, Lisa, che consistono in una casa e tre pezzi di terra.

Adesso Niccolò dice di avere 56 anni e di vivere con la seconda moglie, Mea, e con tre figli maschi: “Nicholaio di Luca Bandini di detto popolo à d’estimo in detto popolo soldi XII denari II. Sustanze:

una chasa chon orto e chon bottegha atta a fornace da orc[i]uoli posta in detto luogho detto in Borgho, overo piaza di Montelupo… di stima di fiorini quaranta…;

uno ottavo di mulino in sulla Pesa…;

uno pezzo di tera di staiora 4 o circha…;

[beni pervenutigli a seguito della morte della sua prima moglie Lisa]:

una chasa con un pezuolo di terra…;

uno pezzo di terra lavoratia…;

uno pezzo di vigna…;

uno pezuolo di terra…

Boche:

Nicholaio sopradetto, d’anni 56;

monna Mea mia dona, d’anni 36;

Lucha mio figliuolo, d’anni 5;

Zanobi mio figliuolo, d’anni 3;

Antonia mia figliuola d’anni 15;

Bandino mio figliuolo, d’anni 8”.

1445 Niccolò di Luca fornisce “una soma d’orciuoli, cioè per orciuoli grandi e piccoli e scodelle e scodellini e saliere” per L. 16.2.- al convento della Badia di Firenze.

1451 Niccolò di Luca, con atto notarile rogato ser Leonardo di Matteo di Cione, dichiara di possedere in comune una casa attigua a quella di Donnino di Dono di Tingo, e contestualmente concede a questi di alienare la propria parte.

- Niccolò di Luca dichiara la propria portata di estimo. Possiede gli immobili già a lui accatastati nel 1427, ma ha venduto un podere di valuta di 400 fiorini per dotare una figlia; dichiara altresì una spesa di fiorini 4 all’anno per mantenere la propria casa e fornace, e di essere debitore nei confronti del popolo di San Giovanni Evangelista di Montelupo per fiorini 25.

Afferma di avere 66 anni e di essere “…zoppo, e in modo storpiato che poco o nulla posso fare”.

Vive ancora con la seconda moglie Mea e con i figli Luca (12 anni), Bandino (5 anni), e due figlie.

 

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LUCA di Niccolò di Luca di Bandino

1458 Luca di Niccolò presenta la sua portata al Catasto assieme al fratello Bandino. Possiede per indiviso una casa d’abitazione con orto sulla piazza con una bottega “atta a ffare orciuoli”, un ottavo di un mulino ed un pezzo di terra.

1463 A Luca di Niccolò sono intestati i seguenti conti al libro di fra’ Matteo da Firenze, ospitaliero di San Niccolò a Montelupo del convento di Santa Maria Novella di Firenze:

“Per uno dì tenne el cavallo… andò a Firenze

L. -.9.-

anne dato 3 piattelli di mezzo quarto, pagato

L. -.9.-

De’ dare lire una presstai, e per parte sua venne el fratello Bandino L. 1.-.-.

Anne dato uno giuoco d’orciuoli coll’arme fuoro di frate Jacopo Ciapino L. -.15.-

Frate Jacopo maestro dei novizi de’ dare per uno giuoco d’orciuoli feci fare per lui L. 1.2.-

Per una mezina picola L. 1.-.4

Uno giuoco d’orciuoli col quarto, furono

d’Andrea L. 1.-.8.-

Per uno alberello di mezio quarto o più, ebbi

L. -.4.-

1465 Luca di Niccolò, con atto rogato ser Antonio Lenzi, fa un compromesso, come procuratore di messer Piero di Giovanni, con Giovanni d’Astore alla presenza di diversi orciolai che intervengono in qualità di testimoni.

1469 Luca di Niccolò presenta la sua portata al Catasto con il fratello Bandino. Denuncia la casa già citata sulla piazza con la bottega da orciolaio sul retro, ed in mezzo l’orto, il tutto valutato fiorini 40, un pezzo di terra e l’ottavo di un mulino. Dichiara di avere 29 anni e di vivere con la moglie Andrea e con due figli maschi, Nicola (14 anni) e Giovanbattista (3 anni). Paga di tassa L. -.14.-.

1473 Luca di Niccolò è presente come teste ad un atto notarile rogato da ser Antonio Lenzi.

1480 Luca di Niccolò presenta la sua portata al Catasto. I beni immobili descritti sono identici a quelli del 1469. Luca dichiara di avere 39 anni e di vivere con la moglie Andrea, i due figli maschi Nicola (14 anni) e Zanobi (10 anni) e tre figlie.

1487 Luca di Niccolò presenta la nuova portata al Catasto, nella quale si contengono gli immobili già descritti negli atti del 1469 e 1480. Per quanto attiene l’ottava parte del mulino, si afferma che esso, al ponte di Montelupo, “è affogato nel lato d’Arno”, per cui “non se ne cava quasi entrata”, essendo la stessa ridotta ad un solo staio di grano.

Luca dichiara di avere 59 anni, e di essere tormentato da diversi problemi di salute, tra cui la sordità, nonché di avere “una fistola in uno occhio”.

Vive con la moglie Andrea, tre figlie ed i seguenti figli maschi: Niccolò (23 anni), Zanobi (13 anni), Bandino (4 anni), Giovanbattista (1 anno). Paga L. -.6.- di tassa.

1490 Luca di Niccolò fa parte del gruppo di 23 orciolai di Montelupo che, per atto rogato ser Piero di Bardo Gherardini, si impegnano a fornire per tre anni ceramiche di loro produzione a Francesco di Antonio degli Antinori.

- Luca di Niccolò elegge, con atto notarile rogato ser Piero di Bardo Gherardini, un suo procuratore per fare tregua con Giuliano e Bebbe, figlio del fu Papino del Bebbe orciolaio, anche a nome dei figli Niccolò e Zanobi e di altri suoi parenti.

1504 Luca di Niccolò è sicuramente defunto, in quanto la sua portata al Catasto è intestata alla vedova Andrea.

 

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BANDINO di Niccolò di Luca di Bandino

1458 Bandino di Niccolò dichiara la sua portata al Catasto assieme al fratello Luca. Afferma di avere 12 anni e di possedere con Luca una casa con bottega da orciolaio.

1469 Bandino di Niccolò dichiara 23 anni e presenta la nuova portata al Catasto con il fratello Luca; essi possiedono ancora una casa con “bottegha da lato di drieto da fare orciuoli”.

1480 Bandino di Niccolò non è più nominato, forse perché morto, nella portata al Catasto redatta quest’anno dal fratello Luca.

 

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GIOVANNI BATTISTA di Luca di Niccolò di Luca di Bandino

1487 Giovanni Battista è citato nella portata del padre Luca, ove si dichiara che egli ha un anno.

1539 Giovanni Battista è citato al Civile del Podestà di Montelupo senza qualifica.

 

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ZANOBI di Luca di Niccolò di Luca di Bandino

1480 Zanobi di Luca figura nella portata catastale del padre con età dichiarata di 10 anni.

1497 Zanobi di Luca figura ancora nella portata del genitore con l’età errata di anni 13, mentre dovrebbe averne avuti 17.

 

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BANDINO di Luca di Niccolò

1504 È presente nella posta della Decima della madre Andrea, vedova di Luca di Niccolò. Dichiara l’età di anni 18.

- In un’aggiunta alla posta della Decima è definito “orciolaio”.

1508 In una copia della portata della madre Andrea si aggiunge in nota che la bottega passa al figlio Bandino di Luca.

1512 Bandino di Luca del Frate del popolo di San Giovanni Evangelista di Montelupo, anche a nome del figlio Niccolò, nomina procuratore un notaio di San Miniato con atto datato 10 gennaio 1511 [’12].

1531 “Bandino orciolaio in Montelupo” acquista legna.

1533 Compare al battesimo di Lorenzo, figlio di Monte di Lorenzo Monti [vedi il documento a Monti].

1536 Portata della Decima intestata a Bandino di Luca di Niccolò “…habita in detto castello [Montelupo], fa orciolaio, disse la Decima al champione S[anto] Sp[irito] n. 56 (c. 441) in monna Andrea fu Andrea mia madre.

- Una chasa con bottegha sotto a uso orciolaio chon fornacie posta in detto luogho, Decima soldi 6.8.

- Beni acquistati e non achonci: una chasa posta in Montelupo … e’ quali beni mi sono pervenuti per beni ritornati a me dalla posta di monna Lucia donna fu di Matteo di Salvadore…”.

1538 Lorenzo di Domenico mugnaio cita in data 24 ottobre Bandino di Luca per un debito dovuto a macinatura di colori:

“Laurentius Dominici molendinarius [agit civiliter] contra: Bandinum Luce de Monte Lupo pro coloribus macinatis L. 2.16.-. [24 ottobre citato]”. Ascm, Podestarile 363, c. 135.

1539 È citato presso il tribunale podestarile per un debito di L. 2.10 dovuto a macinatura di colori da Lorenzo di Domenico.

- Ulteriore citazione presso il tribunale di Montelupo di Bandino di Luca del Frate.

1540 Vende a Biagio del fu Lorenzo Castellani “una casa in Montelupo, luogo detto il Castello” per fiorini 8 di contanti con atto notarile datato 8 di luglio.

1542-43 Negli atti civili del Podestà di Montelupo è citato col figlio Battista come debitore di L. 2.

1543 Ha un debito di L. 15, forse per gabella. Presenta al tribunale podestarile di Montelupo come mallevadori Jacopo di Domenico di Bac…[?] e Giovanni d’Antonio di Filippo di Giovanni.

1544-45 Nuova iscrizione negli atti civili del Podestà di Montelupo come debitore della gabella per lire 3. In nota è definito “poverissimo”.

1556-57 Francesco di Bastiano di Stefano Fani, bottegaio, chiede presso il tribunale di Montelupo il sequestro di “ogni quantità di vasellami esistente nella fornace degli eredi di Bandino di Luca posta in Montelupo nel luogo detto Porta al Pelacane” come beni pertinenti a Masino di Empoli, debitore di L. 60.

 

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BATTISTA di Bandino di Luca di Niccolò

1532 Marco del fu Benedetto di Marco orciolaio di Montelupo nomina con atto notarile datato 29 novembre Francesco di Donato di Giovanni per fare pace e tregua con Battista di Bandino.

1540 Atto di protesto adì 31 agosto a nome di Battista di Bandino vasellaio contro Domenico Berzighella per la ritardata consegna in Pisa, con un navicello, di un carico di ceramiche:

“Die XXXI Augusti 1540. Di Baptista di Bandino di Luca del Frate da Montelupo, protesto.

Ad petitionem et instantiam Baptistae Bandini Lacae Fratris de Montelupo vasellarii… protestatum fuisse Dominico Berzighella habitanti ad Montem Lupum… quatenus cum sint duo aut tres dies quo dictus Dominicus ad requisitionem dicti Baptistae promisset portare Pisas quondam laborerios stovigl[arum] seu vasellamino[rum] plurium generium ipsius Baptistae, et duxisset sibi Dominico [sic] Berzighellae …ad Arnum… causa eos immictendos in navicellum…[ea propter] dictus Baptistas eas conduxisset ad rivam Arni et eas per filium Bastiani Francisci de Bruscianese de consensu dicti Berzighelle missa fuissent dicta vasellamina in navicellum cum promissione quo dictus… [conduxerit] ad Pisas et discenderet… Et cum sit quo dictus Bastianus velit ipsum exornare et nolit dicta vasellamina conducere Pisas in ipsius navicello… dictus Baptistas protestatus fuit et protestatur ut supra eidem Dominico Berzighella… occasione dictum vasellaminum non emerunt Pisis…”. Ascm, Podestarile 365, c. 106v.

- Con atto notarile in data 25 ottobre Battista di Bandino orciolaio riceve a saldo di dote della moglie Caterina, figlia di Giovanni di Piero Becossi, un terreno di 6 staiora posto in San Miniatello, luogo detto Campo Maggio. La dote è di fiorini 125; è presente all’atto, che si roga nella sua bottega, Niccolò di Giovanni di Niccolò detto Galante.

1541 Lancillotto di Bastiano Monti richiede contro di lui in data 17 dicembre il sequestro cautelativo delle ceramiche esistenti nella sua fornace posta alla Porta al Pelacane per un debito di lire 20 dovuto soprattutto a fornitura di terra [vedi il documento a Monti].

- È nominato senza qualifica come debitore della Decima negli atti civili del Podestà di Montelupo.

1542-43 Negli atti civili del Podestà di Montelupo per un debito di L. 4.7.6 con Masino di Piero.

Ulteriore debito negli atti civili di lire 1.8 per “…terra da vasellami”.

1543 Giovanni di Raffaello di Giovanni di Montelupo agisce contro Battista di Bandino per un debito di lire 10 dovuto a fornitura di piombo:

“Johannes Raphaellis Johannis de Montelupo agit civiliter contra:

Baptistam Bandini Luce, a quo petit sibi dari et solvi libras decem pro parte pro plumbo eidem vendito lire 10.-.-. Die 25 Januarii [1543] …confessus fuit”.

Ascm, Podestarile 370, c. 11v.

- Marco di Salvo di Giovanni agisce nel tribunale di Montelupo contro Battista per fornitura di grano ed altre cose:

“Marchus Salvi Johannis de Montelupo agit civiliter contra:

Baptistam Bandini vasellarium a quo petit sibi dari et solvi libras sex pro grano eidem vendito et pro aliis rebus lire 6.-.-.

Die 10 Februarii [1543]”.

Ascm, Podestarile 370, c. 17v.

1544 Battista di Bandino, come debitore di Girolamo di Filippo Strozzi per L. 14, concede con atto notarile rogato il 20 novembre 1544 da ser Andrea Recuperati da Galeata a Domenico di Ciano detto Passalacqua, per un anno ed a titolo di locazione, una bottega ad uso d’orciolaio posta in Montelupo, con patto che detto Domenico debba perciò pagare tale debito in sua vece.

1544-45 Battista di Bandino è iscritto genericamente come debitore negli atti civili del Podestà di Montelupo.

1545 Battista del fu Bandino ed il fratello Benedetto riconoscono, con atto rogato ser Raffaello di Berto da Ronta adì 27 gennaio 1544 [’45], un debito di L. 98.17 di piccioli nei confronti di Niccolò di Giovanni del popolo di San Giovanni Evangelista di Montelupo, come residuo di una maggiore somma di L. 150 di cui restavano debitori per atto rogato dieci anni prima da ser Niccolò da San Gimignano.

1545-46 Battista di Bandino assieme al fratello Benedetto promuove azione legale nel tribunale podestarile di Montelupo contro Domenico di Ciano affinché egli “…infra X dies proximi futoros debet relaxare, desgumbrare… unam apotecham cum masseritiis posita in Montelupo loco dicto alla Porta al Pelicane, eidem locata per un anno…”.

- Battista di Bandino con il fratello Benedetto agisce contro Giovanni di Bastiano di Michele [Accatti] di Montelupo, il quale condusse una bottega di vasellami dei suddetti fratelli situata in Montelupo nel luogo detto Pelacane, per la cui sistemazione il sopradetto Giovanni si era obbligato a pagare L. 22 oltre alla pigione, senza però osservare i patti.

- Giovanni di Bastiano di Michele notifica tramite il tribunale podestarile di Montelupo a Battista e Benedetto di Bandino di essere disposto a tornare nella bottega già da lui condotta e di proprietà dei suddetti con la richiesta di certe garanzie.

- Lorenzo di Domenico, mugnaio di Montelupo, chiede il sequestro cautelativo presso il tribunale del Podestà di Montelupo di ogni quantità di vasellame, masserizie ed attrezzi esistenti nella bottega di Battista di Bandino e dei beni di Domenico di Ciaino, designando come conservatore del pegno Salvadore di Giovampiero di Montelupo.

- Battista di Bandino è citato per debito di L. 3.10 per macinatura di colori presso la Corte del Podestà di Montelupo.

1546-47 Battista di Bandino è citato per un debito di L. 3.10 relativo all’acquisto di 3 libbre di terra alba presso il tribunale podestarile di Montelupo.

1550 Battista di Bandino è citato davanti al Podestà di Montelupo per un debito [relativo a ceramiche?].

1552 Battista di Bandino ed il fratello Benedetto sono citati come debitori di L. 18 per fornitura di legna al tribunale podestarile di Montelupo.

1553 Battista di Bandino è citato davanti al tribunale del Podestà di Montelupo da Serafino di Luca per un debito di L. 1.4 “pro laborerio”.

1557 Con atto del Podestà di Montelupo del 30 marzo Battista di Bandino è designato quale depositario dei beni appartenenti agli eredi di Piero Becossi, sequestrati ad istanza di Niccolò di Giovanni detto il Galante.

1558 Battista di Bandino ed il fratello Benedetto sono citati davanti alla Corte del Podestà di Montelupo da Girolamo di Giovanni da Montelupo per un debito di L. 100.

1560 Vengono addecimati di nuovo a Battista di Bandino ed al fratello Benedetto i seguenti beni:

una casa con bottega sotto ad uso di vasellaio con fornace, pervenuta loro per eredità paterna.

1560-61 Battista di Bandino figura nella lista dei debitori dei fratelli Valerio e Piero di Mariotto Bartoloni, falliti, per L. 2.6.8.

1563 Battista di Bandino acquista il 18 luglio un orto in Montelupo per conto di Luca di Niccolò.

- Battista di Bandino è iscritto nel libro degli atti civili del Podestà di Montelupo per un debito di L. 9.19. È definito “povero”.

1563-64 Battista di Bandino, assieme al fratello Benedetto, è inscritto come debitore di L. 40 (vigor scriptis) nel libro degli atti civili del Podestà di Montelupo.

1570 A Battista di Bandino ed al fratello Benedetto sono iscritti per Decima i seguenti beni fondiari:

una casa con bottega sotto ad uso di vasellaio con fornace”, con Decima soldi 6.8 (arroto 1560 n. 1000).

 

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LUCA di Niccolò di Luca del Frate detto Capitanino

1537-38 È citato al Civile del Podestà di Montelupo senza qualifica.

1539 È citato al Civile del Podestà di Montelupo senza qualifica come Luca di Niccolò del Frate alias Capitanino.

1544-45 Luca di Niccolò, nella Corte del Podestà di Montelupo “pro residuo pensionis L. 3.- agit contra Filippum Orlandi” di Samminiatello abitante a Montelupo.

- Tommaso di Bastiano da Samminiatello agisce contro di lui nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di lire 3.-.

1563 In occasione della vendita all’incanto delle ripe e carbonaie della Podesteria di Montelupo, viene citato un orto che possiede Luca di Niccolò, il quale fu venduto il 18 luglio a detto Luca con la fideiussione di Battista di Bandino. Per questo acquisto Luca è tassato di lire 7.10.

 

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BENEDETTO di Bandino di Luca di Niccolò

1545 Benedetto di Bandino col fratello Battista riconosce un debito nei confronti di Niccolò di Giovanni [vedi sotto Battista].

1545-46 Benedetto di Bandino e suo fratello Battista agiscono per lo sgombero di una bottega contro Domenico di Ciaino e per mancata osservanza dei patti di locazione contro Giovanni di Bastiano di Michele [vedi sotto Battista].

1552 Benedetto (Betto) di Bandino è citato negli atti civili del Podestà di Montelupo per un debito di L. 1.

- Benedetto di Bandino ed il fratello Battista sono citati per un debito di L. 18 per legna [vedi sotto Battista].

1555 Benedetto di Bandino è citato davanti al Podestà di Montelupo per un debito relativo a 53 libbre di marzacotto, che ammonta a L. 4.8.4 (costo unitario L. -.1.8 la libbra).

1558 Benedetto di Bandino e suo fratello Battista sono citati da Girolamo di Giovanni per un debito di L. 100 [vedi sotto Battista].

1560 A Benedetto di Bandino ed al fratello è intestata la casa con bottega e fornace per eredità paterna [vedi sotto Battista].

1560-61 Benedetto di Bandino di Luca si offre come mallevadore di Lancillotto di Bastiano di Lancillotto.

- Benedetto di Bandino figura per L. 2 nella lista dei debitori dei fratelli Bartoloni [vedi sotto Battista].

1561 Benedetto di Bandino si offre come mallevadore di Valerio Bartoloni negli atti civili del Podestà di Montelupo.

1563 Benedetto di Bandino figura come debitore di L. 6.10 negli atti civili del Podestà di Montelupo. È definito “povero”.

1563-64 Benedetto di Bandino ed il fratello Battista sono iscritti negli atti civili di Montelupo per un debito di L. 40 [vedi sotto Battista].

1570 A Benedetto e Battista di Bandino sono iscritti i beni fondiari nella posta della Decima di quest’anno [vedi sotto Battista].

 

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NICCOLÒ di Luca del Frate

1550 Niccolò di Luca è citato nel Civile del Podestà di Montelupo come orciolaio per un debito di lire 6.-.

 

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BANDINO di Battista di Bandino

1563 Bandino di Battista è citato negli atti civili del Podestà di Montelupo per un debito di L. -.14.8.

1581 Bandino di Battista figura nella lista contenuta negli atti civili del Podestà di Montelupo per il pagamento della tassa di L. 5.5.-, dovuta per l’iscrizione all’Arte dei Medici e degli Speziali.

- Bandino di Battista è tra i contribuenti della Decima ai quali si richiede il pagamento tramite il Podestà di Montelupo. Egli vi figura per le seguenti poste:

a) prende in affitto una casa con bottega e fornace in Montelupo da Domenica vedova d’Antonio di Giovanni d’Antonio [Salvini?];

b) concede in affitto una casa in Montelupo;

c) prende in affitto da Bernardo di Luca una casa posta in Montelupo.

1583 Bandino di Battista è inserito adì 26 gennaio 1582 [’83] nella matricola dell’Arte dei Medici e Speziali, cambiando in tal modo la sua precedente immatricolazione all’Arte dei Fabbricanti del Contado.

1600 A Bandino di Battista sono iscritti per arroto alla tassa della Decima i seguenti beni fondiari:

una casa con bottega ad uso di stovigliaio con Decima di L. 1.6.-.

I beni furono acquistati per atto rogato ser Bastiano Cini da Montevettolini il 17 ottobre 1598 da “Santi e Lorenzo figli di Antonio del Berna [Bernazzini] e da Lisabetta figlia di Baldassarre di Michele”.

Bandino salda il conto della Decima il 28 novembre 1600.

 

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NICCOLÒ di Battista di Bandino

1563 Niccolò di Battista agisce presso la Corte del Podestà di Montelupo contro Bartolomeo di Giovanni del Bianco per un debito di L. -16.-.

1570 Niccolò di Battista è nominato senza indicazione del mestiere negli atti civili del Podestà di Montelupo.

1577 Niccolò di Battista, con atto rogato il 9 dicembre da ser Antonio del Medico da Pratovecchio, si dichiara debitore di Domenico di Bartolomeo di Santi Verdiani da Montelupo per la somma di L. 414.12.- a seguito di un lodo intercorso tra di loro “… pro saldo et reliquo societatis urceolorum inter eos contractas…”, come da scrittura privata formata, in veste di arbitro da Battista di Jacopo [Chiarenti?] di Montelupo.

Per la soluzione del debito Niccolò concede al medesimo Domenico i 3/4 “pro indiviso unius apothece cum palco et tecto cum duobus porticis et tecto ac fornace sitae in Monte Lupo, loco dicto alla porta del Pelacane…” del valore di L. 414.12.-.

Di tale vendita fa fede l’arroto della Decima del 9 dicembre 1577, intestato a nome di Domenico di Bartolomeo Verdiani per i beni descritti.

1581 Niccolò di Battista figura negli atti civili del Podestà di Montelupo come debitore della Decima e della matricola dell’Arte dei Medici e degli Speziali per L. 5.5.-.

1589 Niccolò di Battista riacquista con atto rogato da ser Barnaba di ser Niccolò Gherardi da Empoli del 13 agosto 1589 i beni venduti del 1577 a Domenico di Bartolomeo Verdiani per l’importo di scudi 59 di lire 7 (L. 413.-.-).

Con arroto 142 dello stesso anno i beni suddetti gli vengono rescritti.

 

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PIERO di Niccolò di Battista di Bandino

1614 A Piero di Niccolò sono iscritti per la tassa della Decima i seguenti beni fondiari:

una bottega a uso di vasellaio posta in Montelupo nel luogo detto alla Porta al Pelacane con Decima di L. -.6.8.

I beni gli sono pervenuti per eredità del padre Niccolò di Battista, come da arroto 1574 [?] n. 136.

Piero salda il debito della Decima l’1 ottobre 1614.

1623 Con atto rogato Ser Basilio Benvenuti da Empoli del 7 giugno 1623, si attesta che, essendo morto in quell’anno Piero di Niccolò, ed avendo egli ceduto a Francesco di Biagio Marmi un pezzo di portico con corte e fornace posto in Montelupo, nel luogo detto via del Pelacane, con patto resolutivo di 5 anni fermato il 13 gennaio 1614 [’15], tale che egli possa recuperare detti beni, ma poiché egli è adesso morto, subentra in questo diritto il fratello Giovanbattista di Niccolò Bandini, ed ottiene il riscatto da Francesco Marmi.

 

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GIOVANNI di Francesco di Bandino di Giovanbattista

1618 Giovanni di Francesco, dicendosi vasellaio di casa, invia in data 8 marzo 1617 [’18] una lettera a don Barnaba degli Oddi, spedalingo di Santa Maria Nuova, per domandare l’invio, attraverso il latore, di dieci o dodici scudi.

1619 Giovanni di Francesco riceve in data 17 dicembre 1619 dall’Ospedale del Ceppo di Pistoia i seguenti importi per le infrascritte stoviglie consegnate:

- 480 mezzettini per malati, a L. 32.-.-

cioè L. 6.13.4 il centinaio, L. -.1.4 l’uno.

- 96 orcioli L. 19.-.4.-. L. -.4.-. l’uno

- 7 conchette da unguenti L. 7.-.-. L. 1.-.-. l’una

- 20 ampolloni da sciroppi L. 20.-.-. L. 1.-.-. l’uno

- 92 boccali per tavola L. 13.16.-. L. -.3.-. l’uno

-126 mezzette L. 12.12.-.

L. -.2.- l’una

per un totale di L. 104.12.-;

a queste somme vanno aggiunte lire 10 per il trasporto e lire 9.7.4 per gabelle e bullette. Il totale generale dell’ordinativo ammonta quindi a lire 123.19.4

1622 Giovanni di Francesco di Bandino riceve il 15 giugno per le infrascritte stoviglie consegnate all’Ospedale del Ceppo di Pistoia i seguenti importi:

- 208 mezzettini L. 13.6.8

a L. 6.13.4 il cento cioè L. -.1.4 l’uno

- 5 boccali L. -.15.- L.-.5.- l’uno

- 33 mezzette L. 3.6.- L. -.2.- l’una

per un totale di L. 17.7.8.

 

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BANDINO di Giovanni di Francesco di Bandino di Battista

1621 Bandino di Giovanni è citato, probabilmente quale precedente possessore, come proprietario di un immobile, poi descritto nella posta dei Brizzelli.

1626 Al nome di Bandino di Giovanni di Francesco Bandini è iscritto il seguente arroto di Decima:

“Una bottega ad uso di stovigliaio (Decima soldi 8 5 denari). Per arroto 1621 n. 1324.

Pervenutali per heredità di Bandino di Batista, suo nonno morto più fa.

E’ si leva dalla posta di Bandino di Batista suo nonno morto più fa. Si leva dal detto (c. 575)… della quale vi è stato notificato per il Podestà di Montelupo.

Una casa posta in detto popolo nel Castello, luogo detto la strada del Piano, appigionata a Tofano di Tommaso Tofani e a Pierfrancesco d’Ascanio e Antonio di Pasquino 2 ottobre 1624 per L. 24.- (Decima soldi 7.2 denari). Totale soldi l5.7 denari”.

 

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GIOVANBATTISTA di Niccolò di Battista

1623 Con atto rogato Ser Basilio Benvenuti da Empoli del 7 giugno 1623, quale erede e fratello di Piero di Niccolò, ottiene da Francesco di Biagio Marmi, cittadino fiorentino, la risoluzione di un contratto di vendita, già effettuata con patto risolutivo di 5 anni, che il fratello Piero fermò con lui il 13 gennaio 1614 [’15], allorché vendé al Marmi un pezzo di corte e portico con fornace posti in Montelupo nella via del Pelacane per L. 114.- di piccioli.

Ora, previa stima di due amici comuni, il Marmi gli ritorna i beni e ne riceve in più scudi 13 e L. 5.

1636 È nominato senza qualifica al Civile del Podestà di Montelupo come debitore di L. 11, forse per gabelle.

 

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MATTEO di Gabriello Bandini

1707 Giuseppe Tosi fa istanza nel tribunale di Montelupo in data 21 luglio affinché Matteo Bandini lasci libera la fornace già a lui affittata, ed ora venduta a Giuseppe ed Anton Maria Pescioni, e consegni nel contempo le attrezzature della fornace a Luca Monti:

Matteo Bandini /c. 621r./ “stato suo pigionale nella fornace del vasellame et cetera, che nel termino dello statuto et cetera rimettesse al medesimo signore instante tutti l’arnesi che erano in detta fornace per lavorare vasellame, e tal dimissione e consegnia facesse in mano di Luca Monti… /c. 622r./ …23 luglio. [Veduta l’istanza posta da Giuseppe Tosi contro Matteo Bandini, affinché] …li restituisca tutti gl’arnesi da lavorare stoviglie esistenti nella bottega da esso signor Giuseppe venduta alli caporale Giuseppe e Anton Maria Pescioni, e le dette consegne fare in mano di Luca Monti… veduta la continua contumacia del suddetto Matteo Bandini…[lo condanna /c. 622v./ alla pena di lire 2 e soldi 19] …da doversi dal detto Bandini pagare e rifare al predetto signore Giuseppe Tosi…”. Ascm, Podestarile 659, cc. 621r.-622v.

1713 Matteo Bandini cita nel tribunale di Montelupo Luca Monti perché egli si presenti a ricevere la stima degli arnesi di fornace ed altro che egli detiene della fornace di Giuseppe Pescioni: “Ad istantia di Matteo Bandini si cita Luca Monti per essere il dì 21 del corrente mese di febbraio [1713] da mattina alla fornace di Giuseppe Pescioni che tiene a pigione detto instante, per ricevere la stima della robba, arnesi et altro che tiene il medesimo instante per inventario…”. Ascm, Podestarile 668, c. 248v.

1719 Anton Maria Pescioni, anche in veste di rappresentante degli eredi di Giuseppe Pescioni suo fratello, compare nel tribunale podestarile di Montelupo per giustificare l’assenza di obblighi che egli ha nei confronti di Matteo di Gabriello Bandini: /c. 192r./ “Prima dunque pone e, bisognando, provare intende, come il dì 24 gennaio 1706 [’07] Giuseppe e Anton Maria Pescioni comprorno dal signor Giuseppe di Biagio Tosi una casa posta in Montelupo su la Piazza de’ Balli, consistente in un terreno ad uso di botega con un palco sopra, una corte scoperta, un’orto [sic] con suo pozzo, un terreno, una cantinuccia in volta, uno stanzone con sua fornace per quocervi [sic] stoviglie /c. 192v./; secondo pone come detto Matteo… nel tempo di detta compra abitava, teneva a pigione e godeva tutto quello che essi compratori comprorno dal detto signore Tosi… [inoltre egli fu già condannato per contumace]”. Ascm, Podestarile 681, cc. 192r.-v.

 
     

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