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Ammannati
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La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro
alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO |
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BARTOLOMEO
di Lorenzo Torri, ora Ammannati
1656 Per partito dell’oratorio di Orsammichele gli
vengono assegnati a livello alcuni beni immobili posti in Montelupo che
già furono condotti - a partire dal 1621 - dal prete Agniolo Ragli; tra
i beni figura una bottega a uso d’orciolaio posta nella via Maestra.
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ANTONIO
di Bartolomeo di Lorenzo Torri, ora Ammannati
1689 Assieme al fratello Giuseppe viene intestata a Antonio
di Bartolomeo di Lorenzo Torri hoggi Ammanati un arroto di Decima
che comprende una bottega a uso d’orciolaio posta nella via Maestra di
Montelupo (per arroto 1621 n. 1118), a seguito di contratto di conduzione
livellaria, “La qual casa condusse a livello Bartolomeo Torri lor padre
dall’Oratorio de’ Capitani d’Orsanmichele a sua linia masculina a infinito, e
mancando detta linia succeda nella linia di Lorenzo di Domenico Ferruzzi, nipote
di sorella, per annuo canone e livello di L. 10.-.- piccioli, come appare per
partito di detti Signori Capitani d’Orsanmichele del 15.IX.1656 in filza di n.
223. Al quale Oratorio era ritornata detta casa per la morte del reverendo
messer Agniolo Ragli, già loro livellario, come appare per il suddetto partito,
filza ut supra etc.
E si leva da Ceseri di Salvadore Brizzelli c. 583 con detta Decima (soldi 2.4).
Salda 30.VII.1689”.
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GIUSEPPE di Bartolomeo di Lorenzo Torri, ora Ammannati
1689 Citato assieme al fratello Antonio come intestatario dell’arroto
di Decima precedente.
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GIUSEPPE MARIA di Simone d’Antonio di Bartolomeo di Lorenzo Torri,
ora Ammannati
1767 Contro Giuseppe Ammannati avvia una causa civile
in data 30 luglio 1767 Giovanbattista Donati, mugnaio “al mulino di
Turbone”, cioè al Mulino dell’Ospedale di quel luogo:
/c. 264r./ “Domande da porre a Giuseppe Ammannati:
Pone come lui risponde [che] fino dal mese di gennaio dell’anno 1766 a
tutto il primo del mese di luglio dell’anno presente 1767 ha ricevuto
dal suddetto ponente novantadue some di colori per dare la vernice ai
piatti, boccali et altri lavori di sua fornace, che importano lire una e
quindici soldi la soma… /c. 266r./ [Comparsa di Giuseppe Ammannati]
…sicome il comparente, come è notissimo, fa il mestiere di boccalaio, ed
ha il maggior smercio di sua mercanzia nel porto di Livorno, dove s’è
dovuto portare, motivo del comodo dell’Arno, di presente cre[s]c[i]uto e
navigabile…[chiede quindi la proroga di un mese; comparsa di
Giovanbattista Donati] /c. 267r./… Primo capitola… come Giuseppe
Ammannati dal dì 17 gennaio a tutto il 6 giugno detto mandò a prendere
da Gio. Battista Donati numero trentuna /c. 267v./ some di colori
macinati al suo mulino per dare la vernice ai piatti e boccali et altri
lavori di sua fornace… terzo, come il suddetto Giuseppe Ammannati dal dì
28 novembre 1766 a tutto il primo giugno 1767 mandò a prendere da Gio.
Batista Donati numero sessant’una some di colori per dare la vernice ai
piatti e boccali et altri lavori della sua fornace…[Si chiede a c. 271v.
l’acquisizione della testimonianza di Antonio d’Angelo Miranceli
vetturale, il quale] /c. 272r./ …sopra il terzo… rispose… non gli ha
portato altro che de’ piombi che mi erano consegnati dall’Ammannati, e
mi ricordo benissimo essere stato sempre tutto piombo, e ci sarò stato
moltissime volte… [Si acquisce ancora la testimonianza di altri mugnai
dei quali si serve l’Ammannati per la macinazione] /c. 279r./ …Adì 28
novembre 1767. Fassi fede per noi a piè sottoscritti per la pura verità
ricercati…che la verità fu ed è come il signore Giuseppe Ammannati di
Monte Lupo s’è sempre servito della mia bottega, o sia mulino, per fare
macinare i colori, e questo è seguito da molti anni in qua, e son circha
sette o otto anni, come ancora continova a servirsi… Io Francesco
Busoni… Io Marco Fortini… [A cc. 283v.-288r. è prodotta nel tribunale
una copia delle scritture del Donati per macinatura di colori; da essa
si ricava che la soma è pagata lire 1.15.-.].
Ascm, Podestarile 751, cc. 263-288r. - con intervalli.
1774 È citato come proprietario di fornace e bottega
nei Dazzaioli della comunità.
1776 A Giuseppe Maria ed ai fratelli Pietro Antonio,
Filippo, Luigi e Giovenale è iscritta una posta di Decima nella quale è
compresa una casa con fornace a loro pervenuta a seguito della morte di
Vincenzo Ammannati.
“Una casa con fornace da stoviglie et un pezzetto
d’orto con un casolare, il tutto contiguo, posta in Monte Lupo, popolo
di San Giovanni Evangelista, alla quale confina a primo via, 2 Pesa
mediante lo sbalzo, 4 Marco Tosi, 5 Antonio di Giuseppe Torri, hoggi
Ammannati compratori, con beni che tengono a livello da Orsammichele,
infra, con Decima di fiorini -.13.9. Pervenutagli mediante la morte di
Vincenzo Mannati più fa. Arroto 1757 n. 131”.
Asf, Decima Granducale 5788, c. 483v.
- È citato genericamente nei Dazzaioli della comunità.
1777 È citato
1778 È citato come proprietario di bottega e fornace
nei Dazzaioli della comunità.
1779 È citato come proprietario di bottega e fornace
nei Dazzaioli della comunità.
1780 È citato come stovigliaio con bottega e fornace
nei Dazzaioli della comunità.
1781 È citato come “fornaciaio di piatti” nei
Dazzaioli della comunità.
1782 È richiesto nel tribunale podestarile di
Montelupo in data 22 agosto da Pasquino Giani commerciante di Empoli per
un debito dovuto a fornitura di piombo. A riprova del credito il Giani
esibisce il suo libro debitori e creditori, che viene copiato nel
Civile per la partita interessata:
“Giuseppe Ammannati di Montelupo. Dare 1782, 28
febbraio: Piombo sodo libbre 298 a lire 24 il cento, costa lire
71.10.4”.
Ascm, Podestarile 771, cc. 239v.-240r.
1783 È citato nei Dazzaioli della comunità come
“stovigliaio e bottega”.
1784-85 È citato come “stovigliaio con fornace e
possessore” nei Dazzaioli della comunità.
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PIETRO ANTONIO di Simone d’Antonio di Bartolomeo di Lorenzo Torri,
ora Ammannati
1774 È citato genericamente nei Dazzaioli della
comunità.
1776 Intestatario con i fratelli Giuseppe Maria,
Filippo, Luigi e Giovenale della posta di Decima di cui sopra. È citato
genericamente nei Dazzaioli della comunità.
1780 È citato come “garzone di fornace” nei Dazzaioli
della comunità.
1784-85 È citato come “Pietro garzone piattaio” nei
Dazzaioli della comunità.
1785-86 È ancora citato come “Pietro garzone di
piattaio” nei medesimi documenti.
1786-87 Ancora citato come “garzone di piattaio” nei
documentati sopracitati.
1787-88 Risulta “defalcato… come da partito 30 luglio
1788” nei Dazzaioli della comunità.
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FILIPPO di Simone d’Antonio di Bartolomeo di Lorenzo Torri,
ora Ammannati
1776 È intestatario, con i fratelli Giuseppe Maria,
Pietro Antonio, Luigi e Giovenale della posta di Decima di cui sopra.
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LUIGI
di Simone d’Antonio di Bartolomeo di Lorenzo Torri, ora
Ammannati
1776 È intestatario, con i fratelli Giuseppe Maria,
Pietro Antonio, Filippo e Giovenale della posta di Decima di cui sopra.
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GIOVENALE di Simone d’Antonio di Bartolomeo di Lorenzo Torri,
ora Ammannati
1776 È intestatario, con i fratelli Giuseppe Maria,
Pietro Antonio, Filippo e Luigi, della posta di Decima di cui sopra.
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SIMONE di ?
Ammannati
1791 Baldassarre Corradini notifica agli eredi di
Giuseppe Ammannati attraverso il Podestà di Montelupo che non intende
prestare ulteriore malleveria nei confronti di Giuseppe e Giovanni
Bolognini alla scadenza di quanto già disposto per scritta del valore
quinquennale, in scadenza il giorno 11 luglio di quell’anno:
“Ad istanza del signore Baldassarre Corradini
s’intima, notifica e protesta agl’eredi di Giuseppe Ammannati demente, o
loro tutore o amministratori, come detto Corradini non vuol più
proseguire, e spirato il termine del quinquennio, che va a finire agli
11 luglio prossimo a vvenire 1791, nela malleveria prestata da esso a
favore di detti Ammannati per Giuseppe e Gio[vanni] Bolognini nella
scritta di locazione e conduzione della fornace da piatti dei predetti
Ammannati, alla quale intendono il prefato Corradini col presente atto
disdire ai medesimi Ammannati per quanto riguarda la mentovata locazione
e conduzione… Adì 10 gennaio 1791 notificata…”.
Ascm, Podestarile 786, c. 114r.
1792 Simone Ammannati intima a Giuseppe Bolognini di
lasciare libera entro tre giorni la casa con fornace che gli ha
affittato:
“Ad istanza di Simone Ammannati s’intima… a Giuseppe Bolognini che nel
termine di giorni tre abbia rilasciata libera, vacua e spedita la casa e
fornace da esso tenuta a pigione di proprietà di detto Ammannati posta
in Montelupo, non volendo questo continuare nella detta locazione
mediante l’inosservanza dei patti che nella scritta di locazione [si
contengono]… Adì 21 aprile 1792 notificata. [La questione però si
complica poiché segue un atto iniziato da Giuseppe Ceccarini creditore
di scudi 17 nei confronti del suddetto Simone Ammannati proprio per
fitto di casa; compare nel medesimo giorno lo stesso Simone, il quale
protesta di essere debitore di soli scudi sette]”.
Ascm, Podestarile 788, cc. 82r.-83r.
1794 Simone Ammannati pone istanza di sgombero
avverso Giuseppe Bolognini, affinché egli lasci libera una fornace che
gli ha affittato:
“Ad istanza di Simone Ammannati s’intima, notifica, protesta e fa
precetto a Giuseppe Bolognini che ai debiti tempi abbia rilasciata
libera, vacua e spedita la fornace da stoviglie che tiene a pigione di
proprietà di detto Ammannati, il quale intende di non proseguire in
detta locazione… Adì 3 gennaio 1794 notificata…”.
Ascm, Podestarile 792, c. 81r. |
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