ANTONIO
di Domenico di Amadore
1570 Posta di Decima intestata ad Antonio ed al
fratello Cristofano: “una chasa con bottega sotto ad uso di orciolaio
posta in Montelupo nel Poggio alla Malva in via Maestra,
per Decima soldi 6, 8 denari, pervenuti per redità da Madonna Francesca
di Lionardo, loro zia. Arroto 1564 n. 231”.
1578 Arroto di Decima di Antonio col fratello
Cristofano: “Decima in detti la metà di una bottega e di una casa”
(ripete la descrizione del 1570) con Decima ridotta a soldi 3.4: “per
conventione infra monna Francesca donna di Piero di Luca di Malmantile e
monna Caterina donna di Biagio d’Andrea Bianconi loro cugine, per rogito
fatto per ser Michelagnolo Alboli notaio al Palagio del Podestà
l’8.VIII.1578, fede in filza n. 203, aconcia con presentia di Biagio
d’Andrea Bianconi 22.IX.1578”. (Primo a Libro Secondo Santo Spirito c.
570).
Vengono di conseguenza descritti agli arroti 113 e
114 i beni intestati alle due cugine.
1581 Viene citato senza qualifica nel Civile
del Podestà di Montelupo, in un passo ove si parla della fornace di
Antonio di Domenico.
- Col fratello Cristofano affitta una bottega in
Montelupo a Girolamo di Lattanzio da Faenza, e perciò essi debbono
pagare la tassa di Decima.
1582-89 Generiche registrazioni a suo nome nel
Civile del Podestà di Montelupo.
1590 È citato nel Civile del Podestà di
Montelupo, forse per un gravamento di dogana.