HOME  - INTRODUZIONE  -  INDICE  -  CERCA  - BIBLIOGRAFIA  

<<<   -   >>>

  Le famiglie dei vasai di Montelupo - I documenti
       
 
Accatti  
La storia delle famiglie dei vasai di Montelupo Fiorentino e i loro alberi genealogici sono pubblicati nell'opera di Fausto Berti
STORIA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO

MICHELE d’Accatto

1480 Sua portata catastale a Firenze: abita “al presente a Puntormo benché io voglio tornare per istanza a Firenze come avrò trovato una casa che mi sodisfacia: non ò auto più gravezza in questo paese e ora desidero me la pogniate a Firenze”.
Ha una casa in Pontorme, comperata per fiorini 25 dall’Ospedale degli Innocenti.
Dichiara di avere 44 anni e di essere soprannominato “del Lunigiana”; vive con la moglie Caterina ed i figli: Raffaello (11 anni), Matteo (7 anni) e Bartolomeo (4 anni) [?].

1484 È presente ad un contratto di vendita rogato in Montelupo.

1487 Sua portata catastale a Montelupo. Si dice “barbiere di Castiglione del Treziere” e afferma “non avere auto estimo, e per ubidire a’ bandi si dà”. Dichiara due pezzi di terra valutati fiorini 89. Tiene a pigione una casa per fiorini 8 dove sotto ha una bottega da barbiere. Dice di avere 66 anni [?] e di vivere con la moglie Caterina ed i figli Raffaello (28 anni) e Matteo (14 anni) [oltre a due figlie, una: Bartolomea (15 anni) fu registrata qui sopra come maschio]. Gli viene assegnata una tassa di soldi 6.

1504 In quest’anno risulta esser già morto.

 

^ up

RAFFAELLO di Michele Accatti

1480 Figura nella portata del padre, che in quel momento abitava a Pontorme. Egli avrebbe avuto 11 anni (nato nel 1469), si aggiunge “sta a scuola”.

1487 Figura ancora nella portata del padre ora residente in Montelupo. Qui Raffaello avrebbe 28 anni (cioè sarebbe nato nel 1459).

1504 Sua portata di Decima col fratello Bastiano. Dichiara una casa per abitare “sotto detta casa è un sito di bottega a uso d’orciolaio” stimato fiorini 66.13.4 [è questa un’aggiunta dell’ufficiale della Decima]. Afferma di avere 36 anni, Bastiano ne ha 26, e vi sono pure due fratelli Piero (14 anni) e Francesco (7 anni), nonché le loro mogli, Matteo (3 anni) figlio di Raffaello e Guglielmo (1 anno) figlio di Bastiano; pagano soldi 3.

- A Raffaello e al fratello Bastiano viene intestata la portata di Decima. Egli compare nell’estimo del 1490 sotto Michele di Accatto barbiere, suo padre.  “Beni immobili: una chasa per suo abitare. La metà di detta chasa che gli pervenne per dote di Monna Betta di Giovanni d’Astore e l’altra metà barattò chon monna Betta a staia 6 di terra… Un pezo di terra di 7 staia”.
Maschi della famiglia: Raffaello (anni 36); Bastiano, suo fratello (anni 26); Piero (anni 14); Francesco (anni 7), fratelli; Matteo figlio di Raffaello (3 anni); Guglielmo di Bastiano (1 anno).
Femmine della famiglia: Caterina donna di Raffaello (anni 28); Caterina (anni 55) madre di Raffaello e di Bastiano; Diamante donna di Bastiano (anni 20); Lisabetta di Raffaello (anni 6).
L’ufficiale del Catasto aggiunge alla precedente: “e sotto detta Casa è un sito di bottega a uxo d’orciolaio - stimata per Decima fiorini 66.13.4.-.”.

1508 Nuova portata di Decima intestata a Raffaello e Bastiano di Michele di Achatto “in lor detti e frategli - a estimo Santo Spirito n. 56 c. 1240”. Vengono loro descritti: “una casa con bottega sotto a uso d’orciolaio e barbiere posta in Montelupo; per entrata la bottega di fiorini 4 di suggello a Libro 5°, Decima in Michele di Achatti c. 706, fanno Decima soldi 6 denari 8 larghi”.

- Posta di Decima al n. 54 popolo San Martino e San Biagio al Colle. Decima in “Michele barbiere a Montelupo n. 6 c. 150: un pezzo di terra lavoratia in detto popolo luogho detto el Mulino del Ratto soldi 3, 5 denari”.

1510-12 Fa parte del gruppo di 34 maestri orciolai che formano gli statuti dell’Arte dei Vasai di Montelupo.

1520 Viene ripetuta la portata del 1508 intestata a Raffaello e al fratello Bastiano.

1522 A Raffaello di Michele da Montelupo orciolaio viene intestato il seguente pagamento dall’Ospedale del Ceppo di Pistoia: “per 4 rinfrescatoi di terra portò (lui) 15 soldi (a Libro. c. 114) L. 3.-”.

1539 Nel Civile del Podestà di Montelupo sono citati gli eredi di Raffaelo di maestro Michele.

 

^ up

BASTIANO di Michele Accatti

1504 Portata di Decima intestata a Bastiano e al fratello Raffaello. Descritti nell’estimo 1490 in Michele (barbiere). I beni consistono in una “chasa per suo abitare”, alla quale l’ufficiale di Decima aggiunge: “e sotto detta casa è un sito di bottega a uso d’orciolaio stimata per Decima fiorini 66.13.4”.

La famiglia è composta da: Raffaello (anni 36), Bastiano (anni 26), Piero (anni 14), Francesco (anni 7), fratelli e figli di Michele; con essi vivono anche Matteo figlio di Raffaello (3 anni), Guglielmo figlio di Bastiano (1 anno), Caterina donna di Raffaello (28 anni), Diamante donna di Bastiano (20 anni).

1508 Portata di Decima intestata a Raffaello e Bastiano: “Raffaello e Bastiano di Michele Achatto in lor detti e frategli (a estimo Santo Spirito n. 56 c. 1240): hanno una caxa con bottega sotto ad uso d’orciolaio e barbiere posta in Montelupo. Per entrata la bottega di fiorini 4 - di suggello a libro 5°. Decima in Michele di Achatto c. 706; fanno Decima soldi 6, denari 8 larghi”.
- Ai beni descritti nel popolo di San Giovanni a Montelupo vengono aggiunti i seguenti posti nel popolo di San Martino e San Biagio al Colle: “Un pezzo di terra lavoratio in detto popolo, luogho detto el Mulino del Ratto soldi 3, 5 denari”.

1520 Viene ripetuta la portata del 1508.

1527 Compare in un archivio privato come “Bastiano di maestro Michele”; egli compera legname col fratello Raffaello.

1532 È nominato senza qualifica col fratello Raffaello nel Civile del Podestà di Montelupo.

 

^ up

MATTEO di Raffaello di Michele detto Rossino
(capostipite degli Accatti - Del Rosso)

1532 Matteo di Raffaello detto il Rosso è nominato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo.

1536 È presente come testimone ad un atto notarile rogato ser Jacopo Nardi il 23 febbraio 1535 [’36] con altri vasellai. È detto il “Rossino vasellaio”.

- Portata di Decima intestata a Matteo di Raffaello di Michele d’Achatto “habita a Montelupo, fa orciolaio disse la Decima a c. 454 in Raffaello e Bastiano di Michele, ché Raffaello era mio padre”.

- La metà di una chasa con bottega sotto ad uso d’orciolaio e barbiere, posta in Montelupo”. Decima 6 soldi 8 denari, per metà = soldi 3 denari 4.

1537-38 Matteo di Michele è nominato senza qualifica al Civile del Podestà di Montelupo.

1539 Il testamento di Matteo di Raffaello di maestro Michele alias Rossino di Montelupo è rogato in data 12 febbraio 1538 [’39] da ser Gasparo Boverelli. Egli lascia l’usufrutto di tutti i suoi beni alla moglie Maria, figlia del fu Leonardo di Melchiore del Frate; nomina eredi universali i figli maschi che avrà; in mancanza di questi saranno eredi le figlie Sandra e Smeraldina. Nell’evenienza che anche queste muoiano, diverrà invece suo erede il cugino Giovanni di Bastiano di maestro Michele di Montelupo.

- Matteo di maestro Michele detto il Rosso è nominato senza qualifica al Civile del Podestà di Montelupo.

1540 Lancillotto di Bastiano [Monti] camerario di Montelupo cita nel tribunale montelupino Matteo per la vendita di un cappello:

“Ad petitionem et instantiam Lancillotti Bastiani camerarii potesteriae Montis Lupi:

Rossinum magistri Michalelis vasellarium, a quo [petit dari et solvi] pro uno capello sibi vendito lire 1. Die 27 Maii [1540]”.

Ascm, Podestarile 365, c. 7r.

- Matteo di Michele detto il Rossino è nominato senza qualifica al Civile del Podestà di Montelupo.

- Matteo di Michele è citato come stimatore al Civile del Podestà di Montelupo.

- Gli Ufficiali di Torre intimano a Matteo di Raffaello detto il Rosso orciolaio ed al fratello Bastiano di eseguire certi lavori per l’allargamento delle ripe del Rio della Castellina (fra Capraia e Limite, che taglia la strada locale) secondo i cavigli messi sugli argini da un capomastro da essi inviato, sotto pena di lire 25 a testa. Lettera al Podestà di Montelupo in data 12 dicembre.

Ascm, Podestarile 366, c. 17v.

1541 Stefano di Andrea di Montelupo agisce nel tribunale locale contro Marco [sic] detto Rossino per fornitura di legna:

“Stefanus Andree de Montelupo agit contra:

Marcum [sic] decto Rossino de Montelupo, a quo petit sibi dari pro catasta lignarum lire 2.8.-

Die 28 Octubris [1541]”.

Ascm, Podestarile 367, c. 79v.

1542-43 Monna Maria di Matteo di Raffaello è iscritta nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di L. 3.- dovuto a gabelle.

1546 Matteo di Raffaello barbitonsore è iscritto nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di L. 9 dovuto all’acquisto di scope.

1546-47 Matteo di Raffaello agisce nella Corte del Podestà di Montelupo contro Nanni di Antonio di Berto per un credito di L. 8.

1550 Matteo di Raffaello richiede sequestro a casa sua dei beni di Daniele di Biagio Becossi per L. 2.6.

- Matteo di Raffaello orciolaio è richiesto da Alessandro Zuccherini da Empoli nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di lire 14.

- Matteo di Raffaello vasellaio e Maria sua moglie sono citati in una lettera inviata dai Capitani di Parte in data 2 ottobre 1550 al Podestà di Montelupo.

- Maria vedova di Matteo vasellaio e gli eredi di detto sono avvisati dal Podestà di Montelupo che i loro avversari hanno posto appello in una causa in corso.

- Avendo Maria, qui definita per errore “donna di Marcho vaselaio”, agito nel tribunale podestarile di Montelupo contro Simone di Ippolito e suo fratello e contro il nipote Domenico Bartoloni di Limite, gli interessati sono richiesti il 22 ottobre 1550 di comparire innanzi ai Capitani di Parte di Firenze.

1551-52 Maria, vedova di Matteo detto il Rosso fa fare una notificazione dal messo del Podestà di Montelupo contro Tonino di Betto di [Ip]Polito dalla Castellina, soldato.

1552 Maria vedova di Matteo detto il Rosso è condannata a pagare lire 8 per vigore di sentenza.

- Nel mese di marzo lunghe pratiche e ricorsi vengono effettuati da Maria, vedova di Matteo detto il Rosso per usufruire della nuova legge che consente di salvaguardare la propria dote dai creditori del marito defunto. Il suo contratto dotale di 181 scudi del 27 marzo 1535 è esibito con fede di pagamento delle relative gabelle dei contratti.

Viene presentato un altro certificato dichiarante che essa è povera e non può sostenere i suoi cinque figli, tre femmine non nominate oltre ai maschi, Michele e Raffaello. Essi, con il fratello del defunto, Bastiano, avevano in comune mezza casa nel popolo di San Giorgio alla Castellina e mezza casa con fornace nel popolo di San Giovanni a Montelupo. Si chiede pertanto ai detentori dei beni di Matteo, suo marito defunto, di comparire innanzi alla Corte perché Maria gode dei benefizi della nuova legge, riprendendo quanto a lei spetta come bene dotale.

1561 Gli eredi di Matteo di Raffaello detto il Rosso sono convocati dai Capitani di Parte con lettera inviata al Podestà di Montelupo il 4 novembre 1561. Il messo riferisce di avere fatto comandamento in scriptis a Michele, figlio di detto Matteo.

1563 Maria, vedova di Matteo di Raffaello detto il Rossino, e suoi figli Raffaello e Michele del fu Matteo, sono citati per debiti nel tribunale podestarile di Montelupo da Lancillotto di Bastiano Monti.

 

^ up

BASTIANO di Raffaello di Michele (capostipite degli Accatti-Zucchi)

1541 Assieme a Matteo di Raffaello orciolaio, nominato come fratello del precedente senza qualifica, è invitato, sotto pena di lire 25 ciascuno, ad eseguire certi lavori sulla riva del Rio della Castellina seguendo i cavigli messi sulle ripa dal capo mastro mandato dagli Ufficiali dei Fiumi. Dell’esecuzione del provvedimento viene incaricato il Podestà di Montelupo con lettera del 21 gennaio 1541.

1551 Si parla di lui come fratello di Matteo nei ricorsi fatti nel tribunale di Montelupo da Maria sua vedova (di Matteo) per ottenere i benefici della nuova legge per la salvaguardia della propria dote, contro i creditori del defunto.

Si danno gli estremi dei beni comuni fra questo Bastiano ed il defunto Matteo, fra cui una mezza casa con fornace ed orto posta in Montelupo, e una mezza casa sita nel popolo di San Giorgio alla Castellina di Limite.

 

^ up

GIOVANNI di Bastiano di Michele Accatti detto Zucca o Zucchetta (Accatti-Zucchi)

1532 È nominato nel Civile del Podestà di Montelupo come Giovanni di Bastiano detto Zucha.

1536 Sua portata di Decima: “Giovanni di Bastiano di Michele d’Achatto abita in Montelupo, fa orciolaio; disse la Decima al champione detto c. 454 in Raffaello e Bastiano di Michele (che Bastiano era mio padre):

- La metà di una chasa con bottega sotto ad uso d’orciolaio e barbiere, in Montelupo (qual’e tutta per Decima di soldi 6.8 denari che a questa per metà ne tocha soldi 3.4 denari)”.

1540 Giovanni di Bastiano detto Zuchetta agisce nel tribunale di Montelupo contro Lorenzo detto Ciabatta per il residuo del prezzo di ceramiche che gli ha venduto:

“Johannes Bastiani alias Zuchetta vasellarius de Montelupo agit civiliter contra:

Laurentium dicto Ciabatta misticum [?] de Monte Lupo, a quo [petit sibi dari et solvi] pro tot vasellis sibi venditis et pro residuo L. 3.-.-.

Die 9 Iulii [1540]”.

Ascm, Podestarile 365, c. 40r.

- Giovanni detto Zucchetta è citato in data 4 luglio nel tribunale di Montelupo da Bastiano di Lorenzo Michi per un credito di lire 4 dovuto ad opere di bottega [vedi documento a Michi].

- Giovanni di Bastiano detto Zuchetta è citato nel tribunale di Montelupo da Andrea di Gagliardo detto il Toso per un debito dovuto a macinatura di colori:

“Andreas Gagliardi alias il Toso de Montelupo agit civiliter contra:

Johannem Bastiani magistri Michaelis alias Zucchetta de Montelupo, a quo [petit dari et solvi] pro macinatura colorum soldi 6.

Die 9 Ottubris [1540]”.

Ascm, Podestarile 365, c. 127v.

1541 Michele di Francesco Frosini agisce contro Giovanni nel tribunale di Montelupo per un debito dovuto a fornitura di legname da fornace:

“Ad instantiam Michaelis Francisci Frosini agit contra:

Johannem alias Zucha orciolarium, a quo [petit sibi dari et solvi] pro stipa lire 1.4.-.

30 Januarii [1541].

Ascm, Podestarile 366, c. 30r.

- Bartolomeo di Lorenzo agisce nel tribunale di Montelupo contro Giovanni detto Zuchetta per opere di bottega: “Ad instantiam Bartolomei Laurentii de Monte Lupo agit contra: Johannem alias Zucheta, a quo [petit sibi dari et solvi] pro laboratura stovigliarum lire 1.17.-. 17 Februarii [1541]”. Ascm, Podestarile 366, c. 32v.

- Marco di Salvo di Montelupo agisce nel tribunale locale contro Giovanni detto Zucchetta per un debito dovuto a fornitura di groma:

“Marcus Salvi de Monte Lupo agit contra: Johannem Baptiste [sic] dicto Zuchetta de Monte Lupo a quo petit sibi dari pro 40 libre de groma lire 2.13.4. [s.d., ma 6-7 novembre]”.  Ascm, Podestarile 367, c. 86r.

- Giovanni di Donato di Montelupo richiede il sequestro cautelativo del vasellame esistente nella fornace di Giovanni detto Zucchetta per un debito di tre lire: “Die 26 Novembris 1541. Ad petitionem et instantiam Johannis Donati de Montelupo… sequestrasse omnem quantitatem laborerii et vasellamini existentem in fornace Johannis Baptiste [sic] decto il Zuchetta posita in castro Montis Lupi pro summa librarum trium… et decti recomandasse… penes Marcum [sic] decto Rossino…”. Ascm, Podestarile 367, c. 97v.

- Pandolfo Petrucci chiede nel tribunale di Montelupo il sequestro del vasellame caricato sul navicello di Domenico detto Berzighella come appartenente a Giovanni detto Zucchetta: “Prima Dicembris 1541. Ad petitionem et instantiam Pandolfi de Petruccis civis florentini… invenisse et sequestrasse et in sequestrum posuisse omnem quantitatem vaselami et laborerii existentem in navicello Berzighelle posito a [sic] Arno, ut de bonis et rebus Johannis Baptiste [sic] dicto Zuchetta… et recomandasse penes Dominicum decto Berzighella…”.  Ascm, Podestarile 367, c. 99r.

1543 Giovanni di Bastiano agisce nel tribunale montelupino contro Lorenzo di Donato detto il Ciabatta per il residuo d’un credito dovuto a fornitura di ceramiche:

“Johannes Bastiani magistri Michaelis agit civiliter contra: Laurentium Donati vocato il Ciabatta, a quo petit sibi dari et solvi libras 2 pro parte pro laborerio vasellarum lire 2.-.-.  Die 13 Februarii [1543]”. Ascm, Podestarile 370, c. 20v.

- Marco di Salvo di Giovanni da Montelupo agisce nel tribunale locale contro Giovanni detto Zucchetta per un debito dovuto a fornitura di groma: “Marchus Salvi Johannis de Montelupo agit civiliter contra: …/c. 45v./ Johannem vocato il Zuchetta de Montelupo a quo petit sibi dari et solvi libras 2 solidos 13 denarios 4 pro libris 40 grume lire 2.13.4.  Die 6 maii [1543]”.  Ascm, Podestarile 370, cc. 45r.-v.

1544 Marco di Salvo bottegaio di Montelupo agisce nel tribunale locale contro Giovanni di Bastiano per un debito dovuto a fornitura di groma:

“Marcius Salvi bottegharius de Montelupo agit contra:

Johannem Bastiani alias Zuchetta de Monte Lupo [a quo petit sibi dari et solvi] pro libris 40 grume lire 2.13.4. 10 Februarii [1544]”.

Ascm, Podestarile 370, c. 12r.

- È citato nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di L. 7.- per “vectura vasa”.

- Giovanni di Bastiano alias Zucchetta è presente ad un atto notarile rogato il 30 agosto 1544 da ser Andrea Recuperati.

1544-45 È citato nel Civile del Podestà di Montelupo per rifiuto del camarlingato a Montelupo, ed è multato di L. 1.-.

- Causa mossa nel tribunale podestarile di Montelupo da Giovanni d’Ansuigi da Capraia, il quale “petit pro vectura capsarum plenarum vasorum, a Pisis ad Liburnum, Drea alias Anticucco et Johanni alias Zucchetta ut socios L. 12.- pro parte”.

1545-46 Giovanni di Bastiano è citato nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di L. 2.10.- da Francesco di Domenico di Meo per lavoro di vasellami.

- È citato nella Corte del Podestà di Montelupo dai fratelli Benedetto e Battista di Bandino. Egli, avendo affittato una bottega di orciolaio posta in Montelupo, luogo detto Pelacane, si era obbligato a spendere L. 22.- per la sua sistemazione ed a pagare le pigioni, ma non ha rispettato i patti.

- Giovanni di Bastiano di Maestro Michele fa notificare dal Podestà di Montelupo ai fratelli Battista e Benedetto di Bandino che è pronto a tornare nella loro bottega di vasellami, se essi daranno a lui certe garanzie.

1546 È minacciato di sequestro nella Corte del Podestà di Montelupo da Lancillotto di Bastiano per un debito di L. 14.

1551-52 Giovanni di Bastiano orciolaio richiede nella Corte del Podestà di Montelupo un credito di L. 1.- per stoviglie vendute nella sua bottega.

1560-61 Francesco di Domenico di Mariotto di San Quirico chiede il sequestro nella Corte del Podestà di Montelupo di ogni quantità di lavoro che si trova nella fornace di Giovanni di Bastiano detto Zucha per un debito di L. 31. Giovanni promette di regolare il debito con garanzia di Lucantonio di Bartolomeo di Lorenzo.

1561 È nominato il 6 agosto 1561 nel Civile del Podestà di Montelupo fra gli stimatori dei pegni della Podesteria.

- Deve L. 4.8.- per denari prestatigli da Tommaso di Michele di Bebbi, che lo cita nella Corte del Podestà di Montelupo.

- È mallevadore, con altri, di Raffaello di Matteo, contro il quale è stato chiesto un sequestro nella Corte del Podestà di Montelupo per un debito di L. 18.

1562 È condannato in data 14 febbraio 1561 [’62] dal Podestà di Montelupo a pagare insieme a Raffaello, di cui si era fatto garante, il debito di lire 18 di cui sopra, al quale vengono aggiunte L. 2.5. di spese.

1563 Domenico di Francesco da Samminiatello chiede nella Corte del Podestà di Montelupo il sequestro di ogni quantità di stoviglie esistenti nella fornace di Giovanni di Bastiano da Montelupo per un credito di L. 11. Il sequestro è affidato a Lucantonio di Bartolomeo mugnaio.

- In data 16 giugno 1563 promette nella Corte del Podestà di Montelupo di pagare il debito di cui sopra ed è suo mallevadore Jacopo di Bartolomeo di Montelupo.

1563-64 Cita nella Corte del Podestà di Montelupo Quirico d’Ansuigi da Montelupo per debiti pari a L. 4.

1570 Giovanni di Sebastiano detto Zucha, orciolaio abitante a Montelupo, si riconosce debitore, con atto rogato ser Angiolo Argenti il 21 gennaio 1569 [’70] verso Filippo e Bandino Strozzi di Firenze di fiorini 37.3.16.- ricevuti in più volte, sia in danari contanti che in roba, e promette di restituirli entro 5 anni.

1574 La bottega di barbiere degli Accatti passa per arroto ai figli Bartolomeo, Bastiano e Salvadore a seguito della morte di detto Giovanni.

 

^ up

MICHELE di Matteo di Raffaello di Michele (Accatti-Del Rosso)

1551-52 Nel Civile del Podestà di Montelupo Maria, vedova di Matteo di Raffaello di Michele, è citata coi figli Michele e Raffaello in minore età; in famiglia vi sono anche tre figlie femmine.

1559 A Michele ed al fratello Raffaello è intestato un arroto di Decima nel quale è descritta la metà di una casa con bottega sotto ad uso d’orciolaio e di barbiere posta in Montelupo ed un terreno di 6 staia al Mulino del Ratto nella comunità di Limite; questi beni sono loro pervenuti per eredità del padre Matteo. Saldano il 20 dicembre.

1560-61 Michele col fratello Raffaello e la madre Maria vedova sono oggetto di un protesto formato nella Corte del Podestà di Montelupo da Bastiano di Jacopo di Bino da Montelupo.

1561 Con propria lettera del 4 novembre inviata al Podestà di Montelupo i Capitani di Parte convocano Michele di Matteo, per sé e per gli altri eredi del defunto padre, presso il loro tribunale in Firenze.

1563 A seguito di un debito è richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo, assieme al fratello ed alla madre, da Lancillotto di Bastiano Monti.

- Michele di Matteo detto il Rosso è richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di 13 soldi.

1567 È intestato a Michele ed a Matteo e Lionardo di Raffaello di Matteo suoi nipoti il seguente arroto di Decima per beni aquistati:

“La metà di una casa con bottega sotto a uso d’orciolaio e barbiere in Montelupo per Decima soldi 3.4 denari (per arroto 1559 n. 299). E si levano da Raffaello e Michele di Matteo a c. 521 con detta Decima. Fatta 6.X.1567. Salda 27.XI.1567”.

1570 Nuova intestazione, assieme a Matteo e Leonardo di Raffaello di Matteo suoi nipoti dell’arroto di Decima del 1567.

- Michele di Matteo è richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito dovuto a fornitura di piombo.

1581 Compare nel Civile del Podestà di Montelupo tra i contribuenti della Decima (alla portata 78) come proprietario di una casa affittata a Biagio di Francesco Marmi.

1589 A Michele di Matteo stovigliaio è recapitata la citazione di un debito di L. 8.12.-. In margine alla registrazione, il notaio ha scritto: “tiene l’uscio serrato”.

1600 È nominato nel Civile del Podestà di Montelupo a seguito di un pegno.

1636 In un vecchio conto per debiti relativi alla tassa di Decima dell’importo di L. 27.13.-. si annota in margine “non c’e da gravare: è morto”.

 

^ up

RAFFAELLO di Matteo di Raffaello di Michele detto il Borgia
(Accatti-Del Rosso)

1551-52 Nel Civile del Podestà di Montelupo Maria vedova di Matteo di Raffaello di Michele è citata coi figli Michele e Raffaello in minore età; in famiglia vi sono anche tre figlie femmine.

1556-57 Raffaello di Matteo da Montelupo agisce nella Corte del Podestà di Montelupo contro Donato d’Antonio e Domenico di Bartolomeo da Samminiatello, che hanno una bottega a Pisa, per un credito di scudi 20.

1559 A Raffaello ed al fratello Michele è intestato un arroto di Decima nel quale è descritta la metà di una casa con bottega sotto ad uso d’orciolaio e di barbiere posta in Montelupo ed un terreno di 6 staia al mulino del Ratto nella comunità di Limite; questi beni gli sono pervenuti per eredità dal padre Matteo.

1560-61 Raffaello col fratello Michele e la madre Maria vedova sono oggetto di un protesto formato nella Corte del Podestà di Montelupo da Bastiano di Jacopo di Bino da Montelupo.

1562 Domenico di Puccio da Pulignano chiede in data 21 gennaio 1561 [’62] nella Corte del Podestà di Montelupo il sequestro, a mezzo di Lorenzo di Domenico mugnaio di Montelupo, di ogni quantità di stoviglie e lavori che si trovino nella fornace di Raffaello di Matteo, per un debito di lire 18. Raffaello compare il 30 gennaio e promette di pagare, portando fra i mallevadori Giovanni, detto Zucha, di Bastiano.

- Domenico di Puccio giustifica la richiesta di sequestro contro Raffaello di Matteo presentando un libro contabile, nel quale a c. 68 appare il debito di questi.

- Sentenza per il sequestro suddetto nella quale si condanna Raffaello di Matteo e i suoi mallevadori a pagare il debito richiesto, più L. 2.5.- per le spese processuali.

1563 Raffaello fu Matteo (col fratello Michele e la madre Maria( è citato per debito nella Corte del Podestà di Montelupo da Lancillotto di Bastiano Monti.

- Raffaello fu Matteo (col fratello Michele e la madre Maria (è citato nella Corte del Podestà di Montelupo da Jacopo di Leonardo Ciaini, che chiede L. 1.3.- per marzacotto prestato loro.

- Raffaello del Rossino è citato nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di L. 4.-.

- Simone di Matteo, fornaio di Montelupo, chiede nella Corte del Podestà di Montelupo il sequestro contro Carlo di Lorenzo di Bino di ogni quantità di vasellame di sua proprietà, indicando Raffaello di Montelupo come depositario del sequestro.

1563-64 Raffaello della Rossina è citato nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di L. 4.

- È citato nel Corte del Podestà di Montelupo per un debito di L. 1.4. dovuto all’acquisto di un sacco di calcina e colori macinati.

- Raffaello di Matteo detto il Borgia è citato “vigor libris” per un debito di L. 9 nella Corte del Podestà di Montelupo.

- Raffaello di Matteo è citato nella Corte del Podestà di Montelupo per un debito di L. 4.10 dovuto ad acquisto di terra.

1581 Si cita il suo erede fra i contribuenti della Decima (portata n. 51) per l’affitto di una bottega a Biagio di Francesco Marmi.

 

^ up

LEONARDO di Raffaello di Matteo di Raffaello di Michele
(Accatti-Del Rosso)

1567 È intestato a Leonardo di Raffaello, assieme al fratello Matteo ed allo zio Michele di Matteo, il seguente arroto di Decima:

“La metà di una casa con bottega sotto a uso d’orciolaio e barbiere in Montelupo per Decima soldi 3.4 denari (per arroto 1559 n. 299). E si levano da Raffaello e Michele di Matteo a c.521 con detta Decima. Fatta 6.X.1567. Salda 27.XI.1567”.

1570 Nuova intestazione a Leonardo di Raffaello, assieme al fratello Matteo e allo zio Michele di Matteo, dell’arroto di Decima del 1567.

1582 Niccolò di Battista di Bandino invia tramite il Podestà di Montelupo a Leonardo ed a suo fratello Matteo, nonché agli altri parenti, una notificazione circa una casa che questi vuol vendere e per la quale chiede si faccia una stima, assegnando ai medesimi un mese di tempo per perfezionare l’acquisto.

1621 È intestato a Leonardo, a suo fratello Matteo ed al cugino Matteo di Michele di Matteo di Raffaello lo spoglio di Decima del 1567, al quale è aggiunta per l’aumento del 1576 (portata n. 109) la tassa di 10 denari, per un totale di 4 soldi e 2 denari “E si levono da 1570 c. 622 da Matteo etc. suddetti per saldo di questo conto. Salda 29.VII.1621”.

 

^ up

MATTEO di Raffaello di Matteo di Raffaello di Michele detto il Borgia
 
(Accatti-Del Rosso)

1567 È intestato a Matteo assieme al fratello Leonardo di Raffaello e allo zio Michele di Matteo il seguente arroto di Decima:

“La metà di una casa con bottega sotto a uso d’orciolaio e barbiere in Montelupo per Decima soldi 3.4 denari (per arroto 1559 n. 299). E si levano da Raffaello e Michele di Matteo a c. 521 con detta Decima. Fatta 6.X.1567. Salda 27.XI.1567”.

1570 Nuova intestazione a Matteo, assieme al fratello Leonardo di Raffaello ed allo zio Michele di Matteo, dell’arroto di Decima del 1567.

1589 È citato genericamente nel Civile del Podestà di Montelupo, anche col soprannome di Borgia.

- Matteo di Raffaello del Rosso è richiesto presso il tribunale podestarile di Montelupo del pagamento di L. 20.- dalla Gabella dei Contratti.

1592 È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per un debito di lire 12 dalla Gabella dei Contratti per la dote di sua moglie [E]Lisabetta.

- È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo, assieme al fratello Leonardo, per l’eredità paterna.

1593 È citato nel tribunale podestarile di Montelupo da Bastiano di Tommaso Brizzelli in data 5 marzo 1592 [’93]; il comparente impone a Matteo di consegnarli entro quattro giorni 170 libbre di piombo “buono e mercantile”, o la valuta dello stesso.

1597 In data 29 luglio è citato nel Civile del Podestà di Montelupo quale Camarlingo di Montelupo.

1621 A Matteo di Raffaello, a suo fratello Leonardo ed al cugino Matteo, è intestato uno spoglio di Decima, nel quale si ripetono i precedenti arroti e si aggiungono 10 denari a seguito dell’aumento del 1576. In tal modo la loro tassa fondiaria viene portata a 4 soldi e 2 denari. Essi saldano il loro debito in data 29 luglio 1621.

1636 È nominato genericamente nel Civile del Podestà di Montelupo per un debito di L. 7.10.8. In margine il notaio annota: “non si trova”. Probabilmente era già morto.

 

^ up

MATTEO di Michele di Matteo di Raffaello [di Michele]
(Accatti-Del Rosso)

1593-94 È richiesto nel tribunale podestarile di Montelupo per il pagamento di una scritta di gabella (n. 522) per un importo di L. 1.14.4.

1621 È intestato a Matteo di Michele di Matteo di Raffaello ed ai suoi cugini Leonardo e Matteo lo spoglio di Decima del 1567, alla quale è aggiunta per l’aumento del 1576 (portata n. 109) la tassa di 10 denari, per un totale di 4 soldi e 2 denari: “E si levono da 1570 c. 622 da Matteo etc. suddetti per saldo di questo conto. Salda 29.VII.1621”.

 

^ up

RAFFAELLO di Michele di Matteo [di Raffaello di Michele]
(Accatti-Del Rosso)

1597 Gli Ufficiali della Gabella del Sale dispongono che Raffaello di Michele sia incarcerato e liberato solo se, assieme al suo mallevadore Matteo di Bastiano di Tommaso Brizzelli, paga il suo debito.

- Il Podestà di Montelupo, dopo averlo carcerato per essere debitore della Gabella del Sale per lire 54, lo libera per avere egli ottenuto la grazia.

1601 È nominato genericamente nel Civile del Podestà di Montelupo come Raffaello di Michele detto del Rosso.

1619 È nominato genericamente nel Civile del Podestà di Montelupo.

 

^ up

BARTOLOMEO di Giovanni di [Se]Bastiano [di Raffaello] di Michele
(Accatti-Zucchi)

1574 A Bartolomeo, assieme ai fratelli Bastiano e Salvadore, è intestato il seguente arroto di Decima:

“La metà di una casa con bottega sotto a uso di barbiere (soldi 3.4 denari). E’ quali beni sono pervenuti per la morte di Giovanni di Bastiano di Michele loro padre morto più fa, come disse Bastiano detto, e aconcia con sua presenza. 5.X.1574”.

1589 Agisce nella Corte del Podestà di Montelupo contro Bastiano di Giovanni, suo fratello.

- È nominato come orciolaio fra i tassati della Gabella dei Contratti di Firenze (lire 20).

1589-90 Bartolomeo di Giovanni del Zucca è nominato senza qualifica nel Civile del Podestà di Montelupo

- Bartolomeo di Giovanni orciolaio deve lire 21 alla Gabella dei Contratti per la dote di Margherita, sua donna.

1591-92 Bartolomeo di Giovanni orciolaio deve lire 25 alla Gabella dei Contratti per la dote di Margherita, sua moglie.

1594 Bartolomeo di Giovanni detto Zucha è nominato nel Civile del Podestà di Montelupo.

1610 Bartolomeo di Giovanni di Bastiano figura per un debito di L. 2.6.8 nel Civile del Podestà di Montelupo.

 

^ up

SALVADORE di Giovanni di [Se]Bastiano [di Raffaello di Michele]
(Accatti-Zucchi)

1574 Gli è intestato, assieme ai fratelli Bartolomeo e Bastiano, un arroto di Decima nel quale compare una mezza casa con bottega di barbiere, ereditata alla morte del padre.

1579-80 È nominato come stovigliaio al Civile del Podestà di Montelupo in qualità di mallevadore di Andrea di Stefano di Montelupo.

1581 Compare col fratello Bastiano nel Civile del Podestà di Montelupo tra i contribuenti di Decima alla posta n. 46 dell’elenco.

- Nella ricognizione dei beni immobili operata dal Podestà di Montelupo per la revisione della tassa fondiaria, gli vengono assegnati i seguenti beni:

“una bottega ad uso di stovigliaio et fornace sotto la casa di sua habitazione, luogo detto in piazza (stima L. 8.-): esercitano da 9 anni circa, prima il padre da 22 anni circa”.

1588 Salvadore di Giovanni alias il Zucha paga lire 10 di gabella per la dote di Costanza sua moglie.

 

^ up

[SE]BASTIANO di Giovanni di [Se]Bastiano [di Raffaello di Michele]
(Accatti-Zucchi)

1574 Gli è intestato coi fratelli Bartolomeo e Salvatore un arroto di Decima nel quale compare una mezza casa con bottega di barbiere, ereditata alla morte del padre.

1579-80 Bastiano di Giovanni stovigliaio presenta una sua dichiarazione presso il tribunale podestarile a favore di Lorenzo di Lancillotto pizzicagnolo.

1581 Nella ricognizione dei beni immobili operata dal Podestà di Montelupo per la revisione della tassa fondiaria, gli vengono assegnati i seguenti beni:

“una bottega ad uso di stovigliaio et fornace sotto la casa di sua habitazione, luogo detto in piazza (stima L. 8.-) esercitano da 9 anni circa, prima il padre da 22 anni circa”.

1588 È nominato nel Civile del Podestà di Montelupo come erede per 1/6 di Giovanni suo padre.

1589 Il fratello Bartolomeo agisce contro di lui nel tribunale podestarile di Montelupo.

1590 Bastiano di Giovanni Zucchi compare come testimone in un atto del tribunale podestarile del 5 agosto 1590.

1604 Nel Civile del Podestà di Montelupo compare il figlio Giovanni come “Herede di Bastiano di Giovanni Zucca”.

 

^ up

GIOVANNI di [Se]Bastiano di Giovanni di [Se]Bastiano [di Raffaello di Michele]
(Accatti-Zucchi)

1600 Giovanni di Bastiano è citato nella Corte del Podestà di Montelupo da Vincenzo di Francesco Bacarelli orciolaio che gli avrebbe venduto 35 dozzine di pentole e tegami. Testimoniano Giovanbattista Marmi, che dice di avere 50 anni e scudi 200 di valsente, e Salvadore di Giovanni di Salvadore, che dichiara di avere 25 anni e stare a bottega con il Marmi.

1605 Viene citato nel Civile del Podestà di Montelupo Giovanni come erede di Bastiano di Giovanni Zucca.

 
     

^ up   

 
  HOME  - INTRODUZIONE  -  INDICE  -  CERCA  - BIBLIOGRAFIA  

<<<   -   >>>