1532 È nominato nel Civile del Podestà di
Montelupo come Giovanni di Bastiano detto Zucha.
1536 Sua portata di Decima: “Giovanni di Bastiano di
Michele d’Achatto abita in Montelupo, fa orciolaio; disse la Decima al
champione detto c. 454 in Raffaello e Bastiano di Michele (che Bastiano
era mio padre):
- La metà di una chasa con bottega sotto ad uso d’orciolaio
e barbiere, in Montelupo (qual’e tutta per Decima di soldi 6.8 denari
che a questa per metà ne tocha soldi 3.4 denari)”.
1540 Giovanni di Bastiano detto Zuchetta
agisce nel tribunale di Montelupo contro Lorenzo detto Ciabatta
per il residuo del prezzo di ceramiche che gli ha venduto:
“Johannes Bastiani alias Zuchetta vasellarius
de Montelupo agit civiliter contra:
Laurentium dicto Ciabatta misticum [?] de
Monte Lupo, a quo [petit sibi dari et solvi] pro tot vasellis sibi
venditis et pro residuo L. 3.-.-.
Die 9 Iulii [1540]”.
Ascm, Podestarile 365, c. 40r.
- Giovanni detto Zucchetta è citato in data 4
luglio nel tribunale di Montelupo da Bastiano di Lorenzo Michi per un
credito di lire 4 dovuto ad opere di bottega [vedi documento a Michi].
- Giovanni di Bastiano detto Zuchetta è citato
nel tribunale di Montelupo da Andrea di Gagliardo detto il Toso
per un debito dovuto a macinatura di colori:
“Andreas Gagliardi alias il Toso de Montelupo
agit civiliter contra:
Johannem Bastiani magistri Michaelis alias
Zucchetta de Montelupo, a quo [petit dari et solvi] pro macinatura
colorum soldi 6.
Die 9 Ottubris [1540]”.
Ascm, Podestarile 365, c. 127v.
1541 Michele di Francesco Frosini agisce contro
Giovanni nel tribunale di Montelupo per un debito dovuto a fornitura di
legname da fornace:
“Ad instantiam Michaelis Francisci Frosini agit
contra:
Johannem alias Zucha orciolarium, a quo [petit
sibi dari et solvi] pro stipa lire 1.4.-.
30 Januarii [1541].
Ascm, Podestarile 366, c. 30r.
- Bartolomeo di Lorenzo agisce nel tribunale di
Montelupo contro Giovanni detto Zuchetta per opere di bottega: “Ad instantiam Bartolomei Laurentii de Monte Lupo
agit contra: Johannem alias Zucheta, a quo [petit sibi dari
et solvi] pro laboratura stovigliarum lire 1.17.-. 17 Februarii [1541]”. Ascm, Podestarile 366, c. 32v.
- Marco di Salvo di Montelupo agisce nel tribunale
locale contro Giovanni detto Zucchetta per un debito dovuto a
fornitura di groma:
“Marcus Salvi de Monte Lupo agit contra: Johannem Baptiste [sic] dicto Zuchetta
de Monte Lupo a quo petit sibi dari pro 40 libre de groma lire
2.13.4. [s.d., ma 6-7 novembre]”. Ascm, Podestarile 367, c. 86r.
- Giovanni di Donato di Montelupo richiede il
sequestro cautelativo del vasellame esistente nella fornace di Giovanni
detto Zucchetta per un debito di tre lire: “Die 26 Novembris 1541. Ad petitionem et instantiam
Johannis Donati de Montelupo… sequestrasse omnem quantitatem laborerii
et vasellamini existentem in fornace Johannis Baptiste [sic]
decto il Zuchetta posita in castro Montis Lupi pro summa librarum
trium… et decti recomandasse… penes Marcum [sic] decto Rossino…”. Ascm, Podestarile 367, c. 97v.
- Pandolfo Petrucci chiede nel tribunale di Montelupo
il sequestro del vasellame caricato sul navicello di Domenico detto
Berzighella come appartenente a Giovanni detto Zucchetta: “Prima Dicembris 1541. Ad petitionem et instantiam
Pandolfi de Petruccis civis florentini… invenisse et sequestrasse et in
sequestrum posuisse omnem quantitatem vaselami et laborerii existentem
in navicello Berzighelle posito a [sic] Arno, ut de bonis et
rebus Johannis Baptiste [sic] dicto Zuchetta… et
recomandasse penes Dominicum decto Berzighella…”. Ascm, Podestarile 367, c. 99r.
1543 Giovanni di Bastiano agisce nel tribunale
montelupino contro Lorenzo di Donato detto il Ciabatta per il
residuo d’un credito dovuto a fornitura di ceramiche:
“Johannes Bastiani magistri Michaelis agit civiliter
contra: Laurentium Donati vocato il Ciabatta, a quo petit sibi
dari et solvi libras 2 pro parte pro laborerio vasellarum lire 2.-.-. Die 13 Februarii [1543]”. Ascm, Podestarile 370, c. 20v.
- Marco di Salvo di Giovanni da Montelupo agisce nel
tribunale locale contro Giovanni detto Zucchetta per un debito
dovuto a fornitura di groma: “Marchus Salvi Johannis de Montelupo agit
civiliter contra: …/c. 45v./ Johannem vocato il Zuchetta de
Montelupo a quo petit sibi dari et solvi libras 2 solidos 13 denarios 4
pro libris 40 grume lire 2.13.4. Die 6 maii [1543]”. Ascm, Podestarile 370, cc. 45r.-v.
1544 Marco di Salvo bottegaio di Montelupo agisce nel
tribunale locale contro Giovanni di Bastiano per un debito dovuto a
fornitura di groma:
“Marcius Salvi bottegharius de Montelupo agit contra:
Johannem Bastiani alias Zuchetta de Monte Lupo
[a quo petit sibi dari et solvi] pro libris 40 grume lire 2.13.4. 10
Februarii [1544]”.
Ascm, Podestarile 370, c. 12r.
- È citato nel Civile del Podestà di Montelupo
per un debito di L. 7.- per “vectura vasa”.
- Giovanni di Bastiano alias Zucchetta è
presente ad un atto notarile rogato il 30 agosto 1544 da ser Andrea
Recuperati.
1544-45 È citato nel Civile del Podestà di
Montelupo per rifiuto del camarlingato a Montelupo, ed è multato di L.
1.-.
- Causa mossa nel tribunale podestarile di Montelupo
da Giovanni d’Ansuigi da Capraia, il quale “petit pro vectura capsarum
plenarum vasorum, a Pisis ad Liburnum, Drea alias Anticucco et
Johanni alias Zucchetta ut socios L. 12.- pro parte”.
1545-46 Giovanni di Bastiano è citato nel Civile
del Podestà di Montelupo per un debito di L. 2.10.- da Francesco di
Domenico di Meo per lavoro di vasellami.
- È citato nella Corte del Podestà di Montelupo dai
fratelli Benedetto e Battista di Bandino. Egli, avendo affittato una
bottega di orciolaio posta in Montelupo, luogo detto Pelacane, si
era obbligato a spendere L. 22.- per la sua sistemazione ed a pagare le
pigioni, ma non ha rispettato i patti.
- Giovanni di Bastiano di Maestro Michele fa
notificare dal Podestà di Montelupo ai fratelli Battista e Benedetto di
Bandino che è pronto a tornare nella loro bottega di vasellami, se essi
daranno a lui certe garanzie.
1546 È minacciato di sequestro nella Corte del
Podestà di Montelupo da Lancillotto di Bastiano per un debito di L. 14.
1551-52 Giovanni di Bastiano orciolaio richiede nella
Corte del Podestà di Montelupo un credito di L. 1.- per stoviglie
vendute nella sua bottega.
1560-61 Francesco di Domenico di Mariotto di San
Quirico chiede il sequestro nella Corte del Podestà di Montelupo di ogni
quantità di lavoro che si trova nella fornace di Giovanni di Bastiano
detto Zucha per un debito di L. 31. Giovanni promette di regolare
il debito con garanzia di Lucantonio di Bartolomeo di Lorenzo.
1561 È nominato il 6 agosto 1561 nel Civile
del Podestà di Montelupo fra gli stimatori dei pegni della Podesteria.
- Deve L. 4.8.- per denari prestatigli da Tommaso di
Michele di Bebbi, che lo cita nella Corte del Podestà di Montelupo.
- È mallevadore, con altri, di Raffaello di Matteo,
contro il quale è stato chiesto un sequestro nella Corte del Podestà di
Montelupo per un debito di L. 18.
1562 È condannato in data 14 febbraio 1561 [’62] dal
Podestà di Montelupo a pagare insieme a Raffaello, di cui si era fatto
garante, il debito di lire 18 di cui sopra, al quale vengono aggiunte L.
2.5. di spese.
1563 Domenico di Francesco da Samminiatello chiede
nella Corte del Podestà di Montelupo il sequestro di ogni quantità di
stoviglie esistenti nella fornace di Giovanni di Bastiano da Montelupo
per un credito di L. 11. Il sequestro è affidato a Lucantonio di
Bartolomeo mugnaio.
- In data 16 giugno 1563 promette nella Corte del
Podestà di Montelupo di pagare il debito di cui sopra ed è suo
mallevadore Jacopo di Bartolomeo di Montelupo.
1563-64 Cita nella Corte del Podestà di Montelupo
Quirico d’Ansuigi da Montelupo per debiti pari a L. 4.
1570 Giovanni di Sebastiano detto Zucha,
orciolaio abitante a Montelupo, si riconosce debitore, con atto rogato
ser Angiolo Argenti il 21 gennaio 1569 [’70] verso Filippo e Bandino
Strozzi di Firenze di fiorini 37.3.16.- ricevuti in più volte, sia in
danari contanti che in roba, e promette di restituirli entro 5 anni.
1574 La bottega di barbiere degli Accatti passa per
arroto ai figli Bartolomeo, Bastiano e Salvadore a seguito della morte
di detto Giovanni.