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Storia della Ceramica di  Montelupo

5. La rinascita produttiva

E’ tra la fine dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento  che, ritrovate le condizioni economiche favorevoli alla ripresa della produzione smaltata, Montelupo potrà di nuovo dedicarsi alla lavorazione della maiolica, sviluppandola in particolare nella grande fabbrica Fanciullacci, alla quale faranno seguito decine e centinaia di piccole e medie aziende.

 

Oggi Montelupo Fiorentino è uno dei maggiori poli ceramici italiani, vocato alla produzione delle materie prime e della maiolica artistica per l’esportazione.

Oltre 120 aziende occupano un totale di circa 1300 addetti che producono materie prime (terre e coloranti), ceramica tradizionale, ceramica di design contemporaneo, piastrelle, terrecotte.  

 

La riscoperta di una tradizione

Solo nel 1975 l’inizio degli scavi archeologici finalizzati al recupero dei materiali contenuti negli scarichi delle fornaci preindustriali (scavo del cosiddetto “pozzo dei lavatoi”) permetterà di ricostruire attraverso la necessaria documentazione la storia di questo centro di produzione che fu tra i maggiori d’Italia e certamente uno dei più importanti (basta vedere il raggio commerciale che esso alimentò) dell’intero bacino del Mediterraneo.

La storia di Montelupo si pone così come emblematica della storia dei centri ceramici italiani, in quanto la cronologia delle sue fasi di sviluppo, di crisi e di decadenza, corrisponde appieno ai ritmi della crescita economica, sociale e civile del nostro Paese.  

 


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