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Museo Montelupo

Montelupo Fiorentino > Storia di Montelupo


Storia di  Montelupo

3. L'incastellamento

Di fronte all’insicurezza del fondovalle la popolazione, in lenta crescita, si stabilisce nelle zone collinari. E’ la fase storica che vede il capillare diffondersi dei castelli, spesso piccoli agglomerati scarsamente fortificati, ma tali da costituire per la popolazione circostante un luogo di rifugio immediato, ove ripararsi dalle rapide incursioni che giungono dall'esterno, improvvise come bufere, e non preavvertite da nessun potere centrale al quale affidare la resistenza. 

 

Strutture medievali, tra le quali una strada acciottolata e alcuni tratti di forticazione, sono stati messi in luce dagli scavi condotti dal Museo nell'area del Castello di Montelupo.

 

All'epoca d'oro del particolarismo feudale, a quel tragico X secolo in cui tutti i poteri, tanto civili che religiosi, sembravano aver fatto definitivo naufragio, a quest'epoca di ferro e di sangue debbono probabilmente risalire i primi segni di stabile rioccupazione della collina di Montelupo. 

Tra IX e XI secolo, l'Empolese e i dintorni di Montelupo divennero infatti una sorta di zona di confine tra i potentati dei conti Cadolingi di Fucecchio, dei Guidi di Pistoia e degli Alberti di Capraia, con la presenza anche di un'altra famiglia comitale, quella dei Ravegnani.

 

I conti Alberti si fortificarono sul poggio di Capraia, in posizione strategica sulla via d'acqua e sul percorso stradale tra Firenze e Pisa.

Come ogni castello posto a controllo di un corso d'acqua, anche quello di Capraia, per poter esercitare appieno questa funzione, doveva necessariamente esser dotato di un sistema di fortificazioni minori, ad esso visivamente collegate, in grado di rafforzarne le possibilità di avvistamento e di difesa.

Di un tale sistema facevano con ogni probabilità parte tanto il castelluccio di Sammontana, che una serie di torri collocate lungo la viabilità della riva destra dell'Arno, recentemene ritornate in luce, quanto altri "guardinghi" della sponda opposta, dei quali, forse, la cosiddetta "torre dei Frescobaldi", posta appunto il località "La Torre", costituisce la sopravvivenza.

Ovvio, quindi, pensare che la propaggine collinare dell'altra sponda, detta "Montelupo", anch'essa nei territori alberteschi, non potesse essere trascurata nell'approntare una tal rete di fortificazioni; ciò, ovviamente, per il fatto che, se essa fosse caduta in mani ostili, la presenza dei nemici su un punto così forte dell'altra sponda avrebbe di fatto impedito al castello di Capraia (come infatti avvenne) un efficace controllo di questo territorio. 

 

Pensiamo quindi che, sul finire dell'Alto Medioevo, si sia venuto sviluppando, in parallelo al Castello di Capraia, questa rete di fortificazioni, della quale doveva necessariamente far parte, magari in forma di semplice torre protetta da steccaie e terrapieni, sul modello degli antichi guardinghi longobardi, una qualche struttura di avvistamento e difesa posta sul colle di Montelupo. »»

 


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