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Museo Montelupo

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La Villa romana del Vergigno

L'area archeologica

 Nel corso di alcune ricognizioni di superficie effettuate all’inizio degli anni ’80 (1981-85), i ricercatori del Museo e dal Gruppo Archeologico di Montelupo si imbatterono, nel territorio della frazione di Pulica, in località podere Vergigno (l’antico nome del luogo e del torrente eponimo è stata inopinatamente trasformata in “Virginio”), nei resti di un vasto insediamento di epoca romana.

La dispersione delle murature e delle ceramiche su una superficie di circa due ettari, in un’ area agricola a quel tempo coltivata a vigneto ed a cereali, indicava in maniera inequivocabile la presenza di una villa rustica, una sorta di grande fattoria con annessa parte residenziale riservata al proprietario.

 

Le testimonianze rinvenute in superficie, oltre alla vastità dell’impianto, mostravano anche la sua diversificazione funzionale, con tracce evidenti di aree produttive, quali ad esempio una grande fornace da laterizi. I reperti (ivi comprese alcune monete) collocavano la fase d’impianto della villa nei primi lustri del I secolo a.C: essa, dunque, risaliva all’epoca in cui i nuovi venuti, sovrapponendosi alle popolazione autoctone, colonizzarono queste aree dell’Etruria settentrionale interna, realizzando quei grandi impianti agricoli, che precedettero la deduzione di nuove colonie (tra di esse anche Florentia), e l’imposizione di una fitta maglia di divisioni agrarie, attraverso le quali l’antico territorio etrusco fu ripartito ed assegnato ai militari ed alle loro famiglie.

 

L'area dello scavo (in chiaro)

 


IL SITO

  • La villa si trova su un terrazzo fluviale di forma conoide che si sviluppa in riva sinistra del Vergigno, nel tratto in cui il corso d’acqua confluisce nel Pesa, comprendendo anche, per circa un chilometro, le antiche aree golenali della riva meridionale del torrente.

    Il sito ha caratteristiche speciali, le quali ben giustificano l’interesse che verso di esso mostrarono i colonizzatori romani.

    Il terrazzo - allora sull’estremo limite settentrionale del territorio volterrano - si presta infatti magnificamente alle colture seminative, che possono sfruttare al meglio i terreni argillosi sottostanti; trovandosi alla base dei dolci rilievi collinari che risalgono verso Pulica, formati da un suolo sciolto e ghiaioso, ben drenante per la sua matrice sabbiosa, mostra inoltre ampie aree vocate alla vigna ed al bosco. Ancora oggi, infatti, le colture granarie, i vigneti, ed una selva di querce e lecci si uniscono a comporre il paesaggio del luogo,ormai fortemente antropizzato, ma ancora di singolare bellezza.

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