VERSIONE GRAFICA      

 titolo pagina

salta la navigazione e vai al contenuto

Museo Montelupo

Sistema Museale > Aree archeologiche  >  I percorsi


I percorsi

Una segnaletica dedicata

Il Sistema Museale di Montelupo Fiorentino, in collaborazione col comune di Montelupo Fiorentino e col comune di Capraia e Limite, grazie anche al supporto della Regione Toscana, ha realizzato una segnaletica su 4 itinerari turistico-culturali:

 

1. Itinerario archeologico di Bibbiani e Montereggi

Un itinerario alla scoperta di importanti siti archeologici che occupano le prime alture sulla riva destra dell’Arno; essi testimoniano il popolamento di questa area dalla Protostoria (XII sec. a.C.) fino al Medioevo.

L’itinerario inizia dal Museo Archeologico di Montelupo, dove prenderemo l’auto o la bici per raggiungere il centro di Montelupo e la stazione ferroviaria (1,5 km). Passati sotto la ferrovia attraversiamo il Fiume Arno e l’abitato di Capraia Fiorentina. Proseguiamo sulla strada principale in direzione di Limite e, dopo 2 km, arriviamo a una rotonda. Parcheggiata l’auto nelle strade che si diramano sulla sinistra, nell’area artigianale, torneremo a piedi per 100 m in direzione di Capraia, per prendere la strada vicinale di Pulignano e, fatti circa 200 m, troveremo le frecce che dividono i due percorsi che compongono il nostro itinerario.

 

1. Il primo percorso, e più lungo, ci porterà verso Est, seguendo la strada per Pulignano, che sale a monte del complesso di Bibbiani. Si segue la stretta strada in asfalto che sale per ripidi tratti nel bosco e, quando torna pianeggiante, troviamo sulla sinistra l’indicazione per la Tomba dell’Uovo, resti di una tomba a tumulo di epoca etrusco-arcaica. Risaliti alla strada asfaltata, la seguiremo solo per pochi metri, prendendo subito a destra per una sterrata che ci porterà al sito dove sorgeva una delle capanne dell’Età del Bronzo Medio-Finale e Finale che popolavano l’insediamento. Tornati sul percorso principale, continueremo a scendere fino al fondo della piccola valle, passeremo dietro la villa di Bibbiani fino a ritrovare la strada vicinale di Pulignano che ci riporterà al punto di partenza.

 

2. Il secondo percorso, più breve, ci conduce per un ripido sentiero che sale sul Poggio di Montereggi. Qui è in corso di scavo un vasto abitato di epoca etrusca (VI-I sec. a.C.) che occupava gran parte del rilievo. Attorno allo scavo si sta organizzando un Parco Archeologico, e sono già disponibili panchine e tavoli per un comodo pic-nic all’ombra.Il ritorno a valle può avvenire per la comoda strada sterrata che gira attorno alla sommità (tenere la sinistra) e scende poi decisamente sulla strada provinciale nei pressi della nostra rotonda.

 

Obiettivi: Tomba detta dell’Uovo, Area Archeologica delle Capanne di Bibbiani, Parco Archeologico di Montereggi.

Modalità di percorrenza: parte in auto o bici (3,5 km) e parte a piedi (5,5 km)

Durata: 3 ore per i due anelli da compiersi a piedi.

Difficoltà: media (usare scarpe da montagna, il terreno in alcuni tratti può essere fangoso e scivoloso).

 

2. Itinerario archeologico lungo il Torrente Pesa

L’itinerario ha inizio con la visita al Museo Archeologico, per poi seguire il tracciato della pista ciclacibile che risale il torrente Pesa, fino a raggiungere il parco archeologico della Villa Romana del Vergigno.

Dopo la visita al Museo Archeologico si scende verso il fiume e, per evitare l’ingombrante mole del complesso dell’Ambrogiana, si prende per pochi metri a sinistra per scendere, con una repentina inversione a destra, sulla pista ciclo-pedonale che costeggia il Fiume Arno e passa sotto le alte mura. Si attraversa poi il Parco Urbano dell’Ambrogiana e si prosegue a sinistra lungo l’asfalto del bel viale alberato che, dopo esser passati sotto la linea ferroviaria, ci porterà nel centro di Montelupo (1 km). Attraversata la strada (attenzione) seguiamo ora la pista ciclo-pedonale che costeggia i muri di protezione e sale poi sugli argini, risalendo la sponda sinistra del Torrente Pesa.

La pista segue parte degli argini e scende anche nelle aree golenali, e dopo altri 2,3 km ci porta alla frazione del Turbone. In questi pressi uno scavo archeologico ha messo in luce un’area utilizzata dagli uomini del Paleolitico Superiore per produrre strumenti mediante la scheggiatura di pietre (selci). Tenendo la sinistra, si attraversa la frazione di Turbone fino a ritrovare la pista ciclo-pedonale, che si svolge ora tra i campi, fino ad attraversare una fresca pioppeta (5 km dalla partenza), passare sotto alla superstrada e, dopo un saliscendi nel bosco, costeggiare un bel campo. Giunti alla fine (abbiamo percorso 6,2 km) saliamo verso Casa Cambi e seguiamo poi il recinto della grande area archeologica dove sorgeva il complesso di una villa rustica d’epoca romana, detta Villa del Vergigno (dal nome del fosso che qui confuisce nella Pesa). Lo scavo ha restituito ampie tracce di una villa articolata in una parte signorile, con terme e ambienti di rappresentanza, e in una parte dedicata alla produzione agricola. L’epoca dei reperti va dal I secolo a.C. al III secolo d.C. , e sono esposti nel Museo Archeologico. La parte meglio conservata del complesso, con le fondamenta degli edifici principali, è coperta da una struttura aperta che permette di apprezzarne le dimensioni.

Il ritorno avviene sullo stesso percorso.

 

Obiettivi: Museo Archeologico, Parco dell’Ambrogiana, percorso lungo il Torrente Pesa, Parco Archeologico della Villa Romana del Vergigno.

Modalità di percorrenza: a piedi o in bicicletta.

Durata: 3 ore in bicicletta, 4 ore a piedi (6,2 km andata + 6,2 km ritorno).

Difficoltà: medio-facile (poche brevissime ma ripide salite, con bici eventualmente da condurre a mano).

 

3. Itinerario storico artistico lungo il Fiume Arno

L’itinerario attraversa vari parchi e giardini, iniziando da quello dell’imponente Villa dell’Ambrogiana, passa dal Museo Archeologico, quindi dalla Torre e termina sull’argine dell’Arno, in vista della Villa Mannelli.

Il tour ha inizio nel centro storico e, attraversando il ponte sul fiume Pesa, entra sulla pista ciclo-pedonale che corre lungo il viale Umberto I. Attraversata parte dei giardini del Parco dell’Ambrogiana, tocchiamo le mura di recinzione dell’imponente Villa Medicea che si erge presso la confluenza del torrente Pesa nell’ Arno. L‘edificio principale venne completato negli anni 1587-89 e veniva usato dalla corte medicea come luogo di sosta e di soggiorno negli spostamenti fluviali da Firenze verso Livorno e Pisa. Occupato dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario, il complesso non è visitabile. Costeggiando il lato sinistro della villa, entriamo nell’orto dell’antico Convento Alcantarino, oggi giardino pubblico. Il convento venne costruito da Cosimo III de’ Medici nel 1678 per ospitare i padri devoti a San Pietro d’Alcantara, provenienti dalla Spagna. Usciti dal giardino giungiamo alla Chiesa del convento, oggi intitolata ai Ss. Quirico, Lucia e Pietro d’Alcantara: conformemente all’austera vita dei frati, presenta una sola navata con due altari dedicati all’Immacolata Concezione e a San Francesco d’Assisi.

Il percorso prosegue fino al Museo Archeologico, ospitato nel suggestivo complesso che fu l’antica chiesa di S. Quirico. Nel Museo, attraverso numerosi reperti, si documentano gli insediamenti umani presenti su questo territorio dal Paleolitico Inferiore al Tardo Medioevo. L’itinerario prosegue lungo la pista ciclabile e segue il fiume fino all’abitato della Torre, che aggira per ritrovare la ciclabile poco a valle; da qui si prosegue lungo l’argine e, infine, si sale su un belvedere che domina il fiume e, in lontananza, la settecentesca Villa Mannelli. La villa è raggiungibile in pochi minuti, ma non visitabile.

Il ritorno avviene seguendo la pista ciclabile che segue il fiume e attraversa l’abitato in corrispondenza della Torre Frescobaldi, al centro dell’omonima frazione che si è sviluppata grazie alle fornaci vetrarie impiantate qui fin dal Settecento. Si segue sempre la ciclabile, tenendosi lungo il fiume e, passando sotto il muro di cinta del complesso dell’Ambrogiana, si attraversa il Parco omonimo e si rientra verso il centro storico di Montelupo.

 

Obiettivi: Villa dell’Ambrogiana, Convento dei Padri Alcantarini, Museo Archeologico (ex-chiesa di S. Quirico), Torre Frescobaldi, belvedere sul fiume e Villa Mannelli. Modalità di percorrenza: a piedi e in bicicletta.

Durata: 4 ore (3 km andata + 2,4 ritorno).

Difficoltà: facile.

 

4. Itinerario nel Centro Storico di Montelupo

L’itinerario, solo pedonale, sale lungo le strade dell’antico borgo, fino a raggiungere le mura della Rocca che domina Montelupo, dove si può godere di un ampio panorama.

Si parte da Piazza Vittorio Veneto, dove sorge il grande Museo della Ceramica, uno dei maggiori in Italia. Si percorre un primo tratto di Corso Garibaldi, il tracciato che per secoli ha ospitato il traffico tra Firenze, Empoli e Pisa, per poi salire in via Baccio Sinibaldi, che taglia tutto l’antico borgo, cresciuto fin dal tardo Medioevo ai piedi della Rocca di Montelupo. Sulla sinistra di Via Baccio troviamo la Pieve di S. Giovanni Evangelista, dall’aspetto settecentesco ma le cui origini risalgono al 1326. All’interno da segnalare la Madonna col Bambino tra i Santi, una bella tavola della scuola del Botticelli. Attigua alla Pieve si trova l’Oratorio dello Spirito Santo, dove si conserva una Madonna Assunta adorata dai Santi, tela attribuita a Lorenzo Lippi.

Poco oltre spicca il Palazzo Podestarile con la loggia che si protende sulla via e gli stemmi dei podestà. L’interno ospita il Museo Contemporaneo, con interessanti collezioni di pittura, scultura e ceramica; un bel cortile permette la visita ai locali di una storica fornace di ceramica. Nel palazzo si conservano anche alcuni affreschi, tra i quali si segnala la Madonna in trono tra i Santi Lorenzo e Giovanni Evangelista, della fine del XIV secolo.

Il percorso continua a salire inoltrandosi nei vicoli dell’antico borgo medievale, dove troviamo il Pozzo dei Lavatoi. Riempito dagli scarti delle fornaci locali a partire dai primi del Trecento, lo scavo del Pozzo ha permesso di ricostruire parte della storia ceramica di Montelupo e ha rappresentato il principale stimolo alla nascita del Museo della Ceramica. Poco oltre troviamo quella che, secondo la tradizione locale, fu la Casa natale di Baccio Sinibaldi, noto scultore del primo Cinquecento.

Si sale ora decisamente verso la Rocca, passando per una piazzetta e quindi per un antico selciato che, ben presto, lascerà posto ad un sentiero nell’erba che sale alla Porta meridionale dell’antica Rocca. Da questa posizione si domina l’abitato di Montelupo e quello di Capraia (sulla sponda opposta dell’Arno) sovrastato dalle colline del Montalbano. Al tramonto, nelle giornate limpide, sullo sfondo si stagliano i frastagliati profili delle Alpi Apuane.

 

Obiettivi: Pieve di S. Giovanni Evangelista, Palazzo Pretorio (Museo Contemporaneo), Pozzo dei lavatoi, Casa di Baccio, Mura della Rocca.

Modalità di percorrenza: a piedi.

Durata: 2 ore (0,8 km andata + 0,8 ritorno).

Difficoltà: facile, ad esclusione della parte finale (su selciato e sentiero, non è accessibile ai disabili).

 

 

 

 


COME MUOVERSI

Piccola guida agli itinerari

  • INFORMARSI

    Una piccola guida per seguire i nostri itinerari è in distribuzione presso il Museo.
  • All'inizio di ciascun itinerario è presente una tabella informativa, con una mappa del percorso. Se non avete altre informazioni, prendete appunti.
  • ATTREZZARSI

    L'itinerario 1 richiede un certo impegno fisico, scarpe adatte e un terreno asciutto (da evitare dopo un periodo di pioggia).
  • L'itinerario 2 è particolarmente adatto alle bici, utilizza una pista ciclabile protetta, e si svolge su una distanza adatta al mezzo.
  • L'itinerario 3 è adatto ad essere percorso sia in bici che a piedi.
  • L'itinerario 4 è breve, ma adatto esclusivamente ai pedoni.
  • Guarda le mappe dei percorsi

[ Torna all'inizio della pagina ]


[ Torna all'inizio della pagina ]

MUSEO MONTELUPO - piazza Vittorio Veneto 8-10 - 50056 MONTELUPO FIORENTINO (FI) - Italia
tel. +39 0571 51352 - 51087 - 51543 - fax +39 0571 542588 - info@museomontelupo.it
Copyright © Museo Montelupo 2007