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  Capolavori della Maiolica Rinascimentale  
       
 

Prefazione .

Antonio Paolucci Sovrintendente per il Polo Museale Fiorentino
 

Fausto Berti ha il grande merito di aver fatto emergere, attraverso il paziente e minuzioso lavoro scientifico di molti anni, il ruolo di Montelupo quale storica capitale dell’arte ceramica. La piccola terra murata ai confini occidentali della Dominante è stata davvero, fra il 1400 e il 1630, la fabbrica di Firenze. Questo è il titolo della mostra organizzata in Palazzo Medici Riccardi dall’Amministrazione Provinciale fiorentina ma questa è anche l’epigrafe più efficace per far intendere il senso e la portata di una storia dei nostri giorni che ha avuto in Fausto Berti il suo protagonista. Dobbiamo a Berti infatti la creazione del Museo della Ceramica di Montelupo nelle forme di organizzazione e di gestione e al livello di internazionale prestigio che conosciamo. Dobbiamo a Berti l’accrescimento delle collezioni, la fitta trama di rapporti istituzionali e di intercambio scientifico costruita pazientemente con i musei specialistici d’Italia e d’Europa.

Dobbiamo a lui, infine, il grandioso lavoro di ricerca, di approfondimento filologico e critico, di sistematica raccolta di notizie che ci permette di dire, oggi, che Montelupo è stato, per almeno due secoli, la fabbrica ceramica di Firenze. E che ci permette, soprattutto, di indicare — con ricchezza fino a ieri impensabile di riferimenti documentari — le linee del percorso storico, l’evoluzione degli stili e dei repertori iconografici, le commistioni e i rispecchiamenti con le altre manifatture, i ricettari tecnici.

Insomma Fausto Berti ha costruito e portato alla luce con il lavoro di molti anni la scuola ceramica di Montelupo. È una di quelle operazioni che non usano più perché troppo faticose, troppo poco gratificanti, troppo poco spendibili (a fronte dell’impegno e del tempo che esigono) nel gran circo mediatico di cui oggi anche il patrimonio storico della Nazione è parte.

Per fortuna c’è ancora qualcuno che, come Fausto Berti, crede nel valore della ricerca e sa ancora immergersi in quel filone saldamente storico e seriamente positivista sulle cui fondamenta poggia la nostra disciplina. L’esposizione di Palazzo Medici premia l’eccellenza dello studioso, esalta il ruolo di Montelupo Faenza di Toscana, scalda gli occhi e il cuore con lo splendore melodioso della maiolica rinascimentale. Tre buone ragioni per essere grati a chi la mostra ha voluto e finanziato.

Antonio Paolucci Sovrintendente per il Polo Museale Fiorentino

 

 
     

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