Una città della ceramica come Montelupo deve avere una sua riconoscibilità non solo in senso storico o artigianale del materiale ma anche della ricerca, dell’innovazione, della creazione che è tipica in particolare dell’arte contemporanea libera da finalità artigianali, funzionali o meramente tecniche. In questo progetto di ceramica dell’arte contemporanea si sono invitati alcuni dei più importanti artisti italianiche usano o hanno usato la ceramica o che hanno particolare sensibilità verso i materiali.

Questa mostra all’aperto diventerà una sorta di rassegna di ceramica diffusa per la città di Montelupo che inviterà lo spettatore ad uscire dal museo e visitare non solo le opere ma al contempo i luoghi stessi di rilevante interesse di Montelupo, una sorta di percorso itinerante urbano. I luoghi che le hanno ispirate e quelli che le hanno prodotte, cioè le aziende ceramiche che adotteranno uno o più artisti e che con loro produrranno le singole opere.

Le location urbane di ispirazione saranno le seguenti:

Piazza 8 Marzo

il Piazzale antistante il Museo della Ceramica

la Piazza Centi

il giro delle Antiche Mura

l’argine del fiume Pesa

la pista ciclopedonale della Pesa

la vecchia Fornace del Palazzo Podestarile

il pozzo dei Lavatoi

Gli artisti che prenderanno parte all’iniziativa, dovranno visionare lo spazio e realizzare l’opera insieme all’azienda, con l’aiuto di maestranze locali e con artigiani del posto, lavorando per quanto possibile in città. Si tratterà insomma di creare delle opere che possano coinvolgere il luogo di produzione e la sua collettività in senso pieno e partecipativo. Alcuni di questi artisti hanno già prodotto in passato opere in ceramica composte da varie parti con l’assistenza diretta di maestranze locali a cui è stata delegata una parte essenziale della realizzazione.

Ogni artista sarà quindi adottato da un’azienda locale ceramica, con cui saprà porsi in dialogo, in reciproco scambio di idee e conoscenze, stimoli e soluzioni tecniche e estetiche per creare un’opera che sarà frutto del genius loci montelupino e dell’innovazione apportata dall’artista. In tal senso l’opera scultorea diventa collettiva, partecipata secondo un modo di produrre antico ma aperto alle sollecitazioni tecniche, tecnologiche e ai saperi di artisti e artigiani, creativi e industria contemporanea. Di qui il senso di un vero e proprio made in Montelupo che non significa solo realizzato geograficamente a Montelupo ma realizzato grazie ad un dialogo culturale tra la sapienza montelupina e quella di artisti con sguardo internazionale. La vera novità del progetto risiede proprio in questo connubio arte e industria, dove la ceramica diventa strumento culturale e estetico e non pretesto di confine. Una novità peraltro già collaudata in anni passati, basti pensare al grande evento rimasto nella storia della cultura italiana che fu Spoleto 1962: Sculture in città, che coinvolse nella produzione di importanti opere le acciaierie Italsider di Coltri presso Genova. Alcune di queste opere, come il monumentale Mobile di Alexander Calder o le colonne di Arnaldo Pomodoro sono ancora in città a testimoniare dell’evento. La differenza rispetto al progetto di Montelupo è che ora saranno manifatture locali a produrre le opere.

Il fatto inoltre che le sculture saranno esposte in spazi pubblici dovrà invitare gli artisti e la cittadinanza a tenere in conto le esigenze e le aspettative gli uni degli altri. Individuati gli artisti e pensati da parte loro i progetti sarà importante permettergli di esporre in pubblico il loro piano, la loro poetica, la loro opera in sedi appropriate di Montelupo.

Qui di seguito una rosa degli artisti individuati molti dei quali, personalmente interpellati, hanno già mostrato disponibilità e interesse nei confronti della proposta:

Ugo La Pietra

Hidetoshi Nagasawa

Fabrizio Plessi

Gianni Asdrubali

Loris Cecchini

Bertozzi & Casoni

Lucio Perone

Gran parte delle opere saranno collocate permanentemente nei luoghi di intallazione.