Il patrimonio del Museo è costituito nella quasi totalità da oggetti frutto di  scavi effettuati a Montelupo.

Solo una piccola parte dei materiali esposti  sono donazione di collezioni private e un unico pezzo, il celebre “Rosso”, è stato acquisito dal Museo.

La grande quantità di frammenti ceramici recuperati  è costituita dallo scarto delle fornaci accumulati nelle vicinanze delle fornaci stesse e usati, a volte, come materiale di riempimento là dove se ne presentava la necessità, in quanto leggero e con ottime qualità drenanti.

Il percorso espositivo è dunque in prevalenza costituito da materiali “scartati” e poi recuperati: si tratta di una particolarità che viene ben evidenziata nel percorso espositivo e che rende unica la visita del Museo della ceramica.

La vostra visita sarà un viaggio nel tempo e nello spazio

Il museo di Montelupo è costituito da un insieme di oggetti che per giungere qui e ora hanno attraversato il tempo e lo spazio.

Proprio perché oggetti “scartati”  lo spazio percorso può essere anche relativamente breve:  le botteghe dove questi oggetti hanno preso forma si trovavano a poche centinaia di metri dal museo, ma il viaggio ha richiesto un tempo che si misura in secoli, passati nel sottosuolo di questo paese, da cui sono riemersi solo pochi anni fa.
Nello stesso momento e nelle stesse botteghe, a differenza degli scarti, i manufatti “gemelli” usciti dal processo di produzione come vendibili, hanno preso strade diverse, hanno intrapreso un viaggio che li ha portati sulle tavole delle ricche famiglie fiorentine e non solo, nelle mense di conventi ed ospedali, sulle rotte commerciali del Mediterraneo, sulla coste atlantiche dell’Europa e sulle rotte transoceaniche assieme ai primi colonizzatori del Nuovo Mondo.
Durante il viaggio, i nostri oggetti, si trasformano, si arricchiscono di storie, e lasciano a noi il compito di narrarle.
Si viaggia per conoscere, per scambiare esperienze ed idee, si viaggia perché il viaggio è vita
La dimensione del viaggio non implica solo uno spostamento fisico da un luogo all’altro, ma un coinvolgimento emotivo, che fa in modo che il viaggio si inserisca anche in una funzione prettamente psicologica.
Viaggiare significa inoltre predisporsi all’incontro con modi di vivere diversi, che possono contribuire in maniera significativa ad arricchire le nostre conoscenze e ad aprire i nostri orizzonti, compiendo uno spostamento reale e mentale fra mondi in cui le prospettive possono essere differenti dal nostro.
Al visitatore del Museo vorremmo offrire un viaggio che tramite la ceramica di Montelupo attraversi il tempo e lo spazio. Il Museo come come un viaggio, che a sua volta, attraverso le sale tematiche, fornirà lo spunto per partenze  verso “altro”
Il museo di Montelupo e la ceramica non  sono quindi un punto di arrivo ma un “punto di scambio” per i viaggiatori, un punto dove si sono costruite e si costruiscono relazioni con il mondo.

Allestimento

Postazione di visita per ipovedenti e non vedenti. la copia tattile del “Rosso” ed il pannello in Braille

Offriamo al visitatore la possibilità di un “viaggio” che  coinvolga tutti i sensi e fornisca esperienze, utilizzando ausili che, se pur  pensati per categorie particolari, sono a disposizione di tutti i ”viaggiatori” dando così, oltre la possibilità di vedere, anche quella di  toccare, di annusare ed ascoltare.
Possiamo muoverci seguendo la Time-Line situata nei corridoi che ci illustra le varie fasi della storia produttiva di Montelupo, in relazione agli sviluppi tecnologici ed alle vicende politiche ed economiche di Firenze, o seguire invece le tematiche che si sviluppano nelle 8  sale, ognuna delle quali racconta un aspetto della ceramica legato al suo uso e/o alle sue vicende.
Sia che si segua la Time Line o si “viaggi” attraverso i temi proposti, si potrà avvalersi  di una preziosa introduzione di uno dei nostri concittadini più importanti, Bartolomeo Sinibaldi, meglio conosciuto come Baccio da Montelupo.

Nel percorso espositivo sono presenti  postazioni e supporti informativi progettati anche ipovedenti e non vedenti,  che coinvolgano il tatto  (realizzati attraverso postazioni tattili e scritte in Braille), ma anche udito ed olfatto attraverso suoni di ambiente ed odori.

Il Museo ha poi una doppio percorso di visita per gli adulti e per il pubblico di bambini e ragazzi.
Per facilitare poi i “viaggio” dei giovanissimi visitatori , si può contare sulla presenza di supporti informativi che accompagnano i bambini  lungo un percorso che  termina nell’ultima sala del secondo piano che ospita un’esposizione tematica (gli animali, fantastici e non, rappresentati sulle ceramiche) e uno spazio laboratorio i che permette di far sostare bimbi ed accompagnatori, mettendo a disposizione giochi che rimandano alla ceramica, possibilità di disegnare, modellare ed altro.